TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Viaggio sola

di Maria Sole Tognazzi

 

Irene, quasi cinquantenne, vive girando il mondo e da sola. E’ “l’ospite a sorpresa”, il controllore di qualità degli alberghi di lusso: da una zona all’altra del mondo incontra gente, prende appunti e da voti.
Un lavoro che può svolgere non avendo creato una sua famiglia, non avendo figli. In viaggio si sente libera, quando torna a Roma da sua sorella, fa i conti con se stessa.
Si chiede se è felice, cosa sia veramente la felicità, come sarebbe se la sua vita fosse stata diversa. Nascono i dubbi se la scelta di vita sia quella giusta. Domande aperte senza mai una risposta definitiva, domande che nascono da una situazione che metterà alla prova ogni certezza.


Un film da vedere, con Margherita Buy, Stefano Accorsi, Fabrizia Sacchi, Gianmarco Tognazzi…
Una commedia delicata che tratta non solo il tema della solitudine come scelta di vita, ma anche della crisi di coppia, della comunicazione, dei pregiudizi nei confronti di donne di età e sole. Ci sono tutti i dubbi della protagonista per questa scelta di vita indipendente, da donna dei nostri giorni.
Buona regia per una buona trama: essenziale, tranquilla, intelligente.
Brava Margherita Buy, perfetta nella sua dolcezza e interpretazione.

 

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Le donne

“Le donne son venute in eccellenza
di ciascun’ arte ove hanno posto cura…”

dall’Orlando Furioso, Ludovico Ariosto

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50 primavere

 di Blandine Lenoir

 

Aurore ha due figlie, un ex marito, una amica del cuore e 50 anni.
Perde il lavoro, una figlia è incinta, l’altra ha problemi sentimentali, arriva la menopausa con tutto ciò che comporta.
Casualmente rincontra un amore di gioventù.
Può tornare ad amare? Può essere ancora desiderabile? O l’aspetta solitudine e vecchiaia?


Un film per le donne, non solo quelle che hanno superato i 50 anni. Una commedia leggera, tenera, piacevole, semplice, fin troppo, non c’è originalità nella sceneggiatura; il punto di forza è la bella interpretazione, nei panni della protagonista, di Agnès Jaoui.

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Il regno d’inverno – Winter Sleep

di Nuri Bilge Ceylan.

 

Aydin, anziano ex attore, ha un albergo in Cappadocia. Progetta di scrivere un libro sulla storia del teatro turco e intanto prepara articoli per un giornale locale.
Con lui vive Nihal, moglie molto più giovane di lui, bella, sognatrice, e la sorella di lui, Necla, una donna insoddisfatta e con un matrimonio fallito alle spalle.
Aydin è un uomo duro e autoritario, istrionico, dominatore, delle sue proprietà e dei fittavoli

 

 

Meraviglioso film girato in Cappadocia.
Film lunghissimo (tre ore) che affascina, sicuramente per i luoghi (case scavate nella roccia), i colori, luci tenui, luci abbaglianti, ma anche per i dialoghi, costruiti, intensi, spesso spunti di discussioni. Un film che scava nell’intimo dell’uomo, nella passione come nel cinismo, che mette in evidenza il gelo e la bellezza dell’inverno, ma anche la forza di accettare l’inverno della vita e la quiete che porta con se.
Stupenda regia, straordinari gli attori, fotografia perfetta.
Bisogna avere tempo per vederlo, ma non me ne sono pentita, le mie amiche non lo hanno visto tutto, io non me ne sono potuta staccare fino alla fine.

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ll diritto di contare

di Theodore Melfi.

 

Anni Sessanta, ai “neri” non è concesso di vivere i stessi luoghi dei “bianchi”, come gli uffici, i bagni, i mezzi di trasporto…
Questo avviene anche alla NASA dove lavorano tre scienziate afro-americane, Mary Jackson ,informatica, Dorothy Vaughn, ingegnere e Katherine Johnson, genio della matematica.
Combattendo contro ogni discriminazione, con la loro passione, intelligenza, tenacia e competenza, abbatteranno barriere che sembravano insormontabili. E l’uomo arriverà sulla Luna.

Tratto da una storia vera di cui ignoravo l’esistenza.
La storia è decisamente appassionante.
Il film mette in evidenza il razzismo ma anche la grande forza di queste donne dall’intelligenza e dalla personalità brillante, il loro contributo fu fondamentale per il successo della Nasa.
Un ottimo film, piacevole, buona la sceneggiatura bravissime le tre protagoniste. Devo dire che mi ha anche commosso in alcune scene (quella della corsa al bagno mi ha stracciato direi), se penso alle umiliazioni subite, soprattutto in un ambiente a prevalenza maschile. L’aver conosciuto questa storia è positivo, sicuramente queste donne non saranno passate come sconosciute nella mia vita, già sono state un buono spunto di discussione in videochiamata, purtroppo, tra noi amiche, e le racconterò.

 

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Donne!…

…non è arrivato l’arrotino…ma ho trovato questa frase di Annie Lennox, dedicata alle donne,  che mi è piaciuta tantissimo.
“Indignatevi, commuovetevi,
siate parte
del cambiamento.”

 

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8 Marzo

“La rivoluzione più grande è, in un Paese,  quella che cambia le donne e il loro sistema di vita. Non si può fare la rivoluzione senza le donne. Forse le donne sono fisicamente più deboli, ma moralmente  hanno una forza cento volte più grande”.

Oriana Fallaci (“Il sesso inutile”)

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Johanna della foresta – Giorgio Scerbanenco

  Immigrati, boscaioli in Svizzera. Uomini di diverse nazionalità, tra cui due italiani: Donato e Francino.
La foresta fa sfondo alla storia di due donne innamorate di Donato.
La fidanzata storica, Maria, e la maestra Gertrude.
Ma Donato s’innamora di Johanna, figlia dell’oste del paese.
E poi c’è il capitano Heinrich Glicken, poliziotto. E il nazismo che è un eco sempre attivo
Johanna scompare, non si trova.
E’ stata uccisa?

Trovo questo libro in uno scaffale del centro commerciale, nell’angolo dei Libri lasciati. Un libro datato, anche come stampa (guardate la copertina).
Scerbanenco…come posso non leggerlo?
Natura, amore, mistero. Un romanzo che sembra “leggero”, ma non lo è, anzi dentro ci ho trovato la violenza dell’uomo sulla donna. Ci sono le donne che sognano un amore che le protegga, un uomo forte e solido. Ma questo amore non può essere tale se vuol dire abbassarsi ai soli piaceri dell’uomo, donne sacrificate per amore.
Certo la collocazione temporale è lontana dal momento che viviamo…uno Scerbanenco del 1955. Forse ancora attualre?
C’è anche la descrizione asciuuta della vita quotidiana dei personaggi. E storie piccole ma significative.
Non è un eccezionale romanzo, ma i personaggi sono fortemente delineati (a me è piaciuto Glicken). E il finale riscatta un po’ l’amore.

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Echi dal passato

“Molte donne si danno a Dio quando il diavolo non le vuole più.” 

Sophie Arnould

 

 

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Donne – Andrea Camilleri

  Quasi un’autobiografia raccolta in storie d’amore.
La scoperta dell’universo femminile.

 

 

39 donne.
39 ritratti di femminilità diverse, sentimenti, emozioni.
Amore e odio che attraversando i secoli hanno coinvolto le donne fino ad oggi. Romanzate e reali le donne di Camilleri divertono, intrigano, fanno sognare.
Ho adorato il racconto su Elena di Troia.
Un libro visto con gli occhi di un uomo che ama le donne, da leggere con leggerezza, con facilità, una lettura che non impegna ma coinvolge.

 

 

“Le ho amate tutte, per un’ora
o per sempre. Alcune con grazia,
altre con irruenza, altre ancora
le ho solo immaginate.
Senza di loro, non sarei stato io.”
Andrea Camilleri.

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