TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Venerdì 25 novembre – Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne 2022

La violenza mi fa orrore, ma l’immaturità che ancora persiste nell’accettare che le donne siano considerate oggetti senza identità, mi fa veramente paura.

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Litigi d’amore

di Mike Binder

 

Detroit. Terry, abbandonata dal marito per la segretaria, ha quattro figlie adolescenti con tutti i problemi che l’età vissuta richiama. La donna è depressa, collerica, frustrata, impaurita dallo scorrere del tempo e… amante dei drink.
Il suo vicino di casa è un ex campione di baseball, Denny, solo, annoiato e che non disdegna l’alcol.
Tra colpi di scena, situazioni drammatiche e ilari, progetti lavorativi, riusciranno Terry e Denny a costruire una coppia stabile?

Pioggia torrenziale con tuoni e fulmini, un’amica propone di vedere un film, sceglie, più che il film l’attore, Kevin Costner, e a Kevin non si può dire di no.
Una commedia gradevole che a tratti emoziona, godibile anche se non è un capolavoro. Personalmente più di tanto non mi ha coinvolto, ma mi ha fatto trascorrere il tempo in buona compagnia con tè e ciambelline zuccherate.
Ottima Joan Allen nei panni di Terry.

 

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La Favorita

di Yorgos Lanthimos

 

 

Nell’Inghilterra del XVIII secolo siede sul trono la regina Anna Stuart, donna dalla salute precaria e dalla personalità fragile.
Anna si lascia influenzare, anche politicamente e soprattutto sul voler continuare la guerra contro la Francia, da Lady Sarah, duchessa e amante della regina, dal carattere fermo e dalla spiccata furbizia, intima consigliera della regina. A corte anche Robert Harley, ambizioso politico, cerca di attirare a se i favori della regina, ma i due verranno “disturbati” nei loro intenti da Abigail Masham, nobile decaduta, parente di Lady Sarah,
Tre donne perfide , perverse…ma chi delle due nobildonne sarà la favorita della regina? Chi vincerà: l’intelligenza o la sensualità ?

 

Film Pluripremiato e pluricanditato.
Nel film è messa in evidenza la difficoltà delle donne nel gestire la vita al di fuori dell’ambiente patriarcale dell’epoca; unica donna ad avere parola è la regina (apparentemente), una regina presentata come fragile, bambinesca, viziata, psicologicamente instabile (persa nel ricordo dei 17 figli morti tra aborti o prematuramente, che fa rivivere per nei 17 conigli che alleva nelle stanze della reggia), bulimica, ma anche feroce, una regina che deve barcamenarsi tra battaglie pubbliche e passioni private; nella storia si mette in rilievo la bramosia del potere, i giochi di potere, lo sfruttamento delle masse più povere, la falsità e il cinismo dei personaggi all’interno della corte.

 

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Donne…

Sentiremo meglio le nostre
stesse voci se
contemporaneamente
ascoltiamo le voci di altre
donne…le cui storie, per
quanto diverse, si
riveleranno, se le
ascoltiamo con attenzione,
essere anche le nostre storie.

Barbara Deaming

 

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E ancora…

…donne uccise, violentate, molestate….

***

Parlano della sfera della
donna come se questa
avesse un limite;
Non vi è posto né sulla
terra né nei cieli,
Non vi è un compito
affidato all’umanità,
Non vi è benedizione o
voto,
Non vi è ne un “si” né un “no”
solo sussurrato,
Non vi è vita, morte, o
nascita,
Il cui valore abbia anche
solo il peso di una piuma,
Senza la presenza di una
donna.

Kate Field

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La regina catacumbarum

Ovvero la regina delle catacombe: La catacomba di Priscilla, scoperte nel XVI secolo, scavate nel tufo.
Siamo a Roma in via Salaria.


Priscilla, questo nome appare in un’iscrizione funeraria, potrebbe essere una donna della famiglia senatoria degli Acilii, forse colei che donò il terreno per realizzare l’area sepolcrale o la fondatrice.
Le catacombe di Priscilla sono sviluppate per circa 13 chilometri in gallerie sotterranee su tre livelli, profonde 35 metri, le sepolture sono circa 40.000; vi sono sepolti molti martiri, tra cui alcuni papi: San Marcellino, San Marcello, San Silvestro, San Liberio, San Siricio, San Celestino, Vigilio; vi sono sepolti i fratelli Felice e Filippo, martirizzati sotto Diocleziano, assieme alla madre S. Felicita e agli altri cinque fratelli: Alessandro, Marziale, Vitale, Silano e Gennaro.
Sono state spesso saccheggiate, soprattutto nel periodo delle invasioni barbariche.
Queste catacombe sono di incredibile bellezza, io le ho visitate tantissimi anni fa prima che chiudessero per restauro, se capitate a Roma non perdetele; vi sono pitture con scene dell’Antico e Nuovo testamento, pavimenti in mosaico, pareti affrescate con disegni bellissimi, ci sono disegni di persone, animali, nomi, il Buon Pastore, i re Magi Maria e il Bambino (risalente al 230-240 d.C.) Dipinti davvero meravigliosi, ora immagino che restaurati siano ancora migliori di come li ho visti io. Credo che tornerò a visitarle visto che sono state ritrovate anche  immagini risalenti al 230-240 d.C. mai considerate, è un restauro di affreschi durato circa cinque anni che mostrano gruppi formati prevalentemente da donne, e non solo; l’idea è che queste donne occupavano il ruolo di sacerdotesse (sette attorno ad una mensa che sembrano consumare un banchetto eucaristico, per la chiesa un banchetto funebre), la Donna velata in atteggiamento orante, le braccia tese come spesso avviene durante le messe, sembrerebbe indossare una stola La chiesa vieta alla donna questa funzione, come confermato da Papa Benedetto XVI e ribadito da Francesco; tale affermazione è stata definita dagli archeologi del Vaticano …solamente una favola, una leggenda.
E’ possibile che il cristianesimo primitivo aveva sacerdoti donne?

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25 novembre – Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Mi rivolgo alle donne, mi sento di farlo, di dire che non dobbiamo avere paura, paura di denunciare, di chiedere aiuto,…
E’ difficile lo so, ma dobbiamo uscire da questa spirale che ci sta massacrando.
Rivolgiamoci agli uomini e le donne in divisa, ai parroci, agli enti preposti, a chi incontriamo per caso in un momento di necessità. Non dobbiamo avere paura.
Dobbiamo farlo per noi, per i nostri figli/e e per tutti quegli uomini che invece ci rispettano e ci amano.
Dobbiamo lasciare la mano di chi ci “offende” sia esso un padre, un fratello, un amico, un marito, un datore di lavoro….
Dobbiamo prendere coraggio, mia figlia lo ha fatto, ha avuto il coraggio di parlare con noi genitori e poi insieme si è percorsa una strada, perchè da sole non si arriva, ci vuole l’aiuto.
Lei, ancora così giovane lo ha avuto questo coraggio, con le lacrime agli occhi e il cuore infranto da chi credeva essere un amico e invece stava diventando uno stalker.
Non arrendiamoci.
Ricordiamoci di questo numero 1522…usiamolo.

 

“Piedi, a cosa mi servite,
se ho le ali per volare?”

Frida Kahlo

E noi le ali  le abbiamo!

Vi scongiuro, fatevi aiutare!

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Cigni selvatici. Tre figlie della Cina – Jung Chang

  Tra la fine dell’800 e la fine della dittatura di Mao Zedong si sviluppa la vita di tre donne (l’autrice, sua madre e sua nonna).
La Cina è attraversata da tragedie, rivoluzioni, guerre, dittature…. E cambiamenti.
Tre donne che vivono dolori, amori, persecuzioni, deportazioni, torture e speranze….

 

Questo libro a mio giudizio è un capolavoro. E’ una storia vera.
Non si legge tutto di un fiato, non si può; la narrazione è complessa ma efficace nel far capire la storia di una nazione che ha attraversato incredibili momenti storici e culturali, alcuni periodi li ben ricordo. Ci sono intrecci narrativi non solo sulle vite vissute dalle tre protagoniste ma anche sulla politica, la società, la cultura, la scuola…un grande quadro che fa ben capire come si viveva in questo immenso Paese.
E’ un libro che ampia gli orizzonti, che riporta realmente fatti e vite, che a tratti commuove. Ci vuole tempo ma vale la pena leggerlo.

 

“La luce si fa più bianca quando a notte diventa scura,
la mia penna corre incontro all’alba…”

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Tanti numeri…

…vengono continuamente riferiti nei tg da quando siamo in emergenza Covid, ma vorrei ricordare un numero terrificante, quello delle donne che muoiono in tutto il mondo, ogni giorno, durante la gravidanza e il parto; la stima è di circa 300.000, dato fermo da due anni, si prospetta possano essere circa 500.000.

 

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The Wolf of Wall Street

di Martin Scorsese

 

 

New York, anni ’90.
Jordan Belfort è un agente di Borsa a Wall Street, cocainomane e nevrotico, drogato anche di emozioni, sesso e soldi.
Jordan Belfort è proiettato in una ascesa delirante ma anche in uno scandalo che lo vede coinvolto in soldi spazzatura che lo faranno diventare miliardario di un impero di droga, ragazze, barche, orge…e che lo porteranno alla distruzione.

Se avete tre ore di tempo che non sapete come impiegare, consiglio di spenderle per vedere questo film, se non l’avete già fatto visto che è datatato 2013.
Film tratto dalla vera storia di Jordan Belfort; film per me stupendo. Tante candidature ma nessuna vittoria, che invece meritava. Forse un film esagerato, ma credo che sia impossibile non renderlo tale, vista la personalità del protagonista e tutto quello che gli gira intorno.
Un film delirio con punte di comicità se pur amara…uno spaccato su una disincantata realtà, il regista scava nell’oscurità di alcune vite. Il protagonista in questa storia sembra essere il denaro, ma nella realtà è l’uomo e la sua avidità con tutto il male che ne consegue. E dove la giustizia fa un corso a metà…
Un meraviglioso e come sempre camaleontico Leonardo Di Caprio, bravissimi anche Jonah Hill e Matthew McConaughey.
Ottima la scenografia,la fotografia, la colonna sonora.

 

 

 

 

 

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