TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Dubbio

“Il dubbio non è l’opposto della fede; è un elemento della fede”

Paul Johannes Tillich

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Il dubbio

di John Patrick Shanley

 

 

1964, St. Nicholas Church School, nel Bronx, New York.
Suor Aloysius Beauvier, preside della scuola, entra in conflitto con padre Brendan Flynn, parroco che si prende cura dei studenti.
Suor Aloysius è autoritaria, conservatrice, terrore degli studenti per i suoi metodi inflessibili.
Padre Brendan va contro una scuola e una fede troppo conservatrice avvicinando i ragazzi con metodi più comprensivi e amorevoli, soprattutto con ragazzi che arrivano da situazioni familiari difficili, come l’unico alunno di colore, il dodicenne Donald Miller, di cui padre Flynn ne promuove l’integrazione, iscritto all’istituto dalla madre per sottrarlo anche al carattere violento del padre.
Le molte attenzioni che il parroco dedica al giovane studente fanno sorgere sospetti nella giovanissima suor James, che si confida con la direttrice.
Inizia così un contrasto forte tra la preside e il parroco, sorgeranno dubbi e conflitti fino allo scontro finale dove suor Aloysius accuserà padre Flynn di abusi sessuali, pur non avendo prove, ma sostenuta dalla sua “incorutibile” fede.
L’intera comunità ne verrà sconvolta, il sacerdote subirà l’onta di un dubbio infamante…perchè di dubbio si parla….
E ci sarà certezza? Lo spettatore riuscirà a sciogliere o confermare il “dubbio”? Quanto si è disposti a mettere in gioco per rinunciare a se stessi pur di sopraffare l’altro?

Film meraviglioso, fortemente emozionale, almeno per me lo è stato.
Il tema centrale non è nello specifico la pedofilia, anche se ha il suo peso, soprattutto parlando di questa piaga all’interno della chiesa cattolica non solo americana, ma il tema complesso della fede, della morale, dell’intransigenza personale, quella che non fa andare le proprie vedute oltre se stessi. A mio avviso la peggiore. Il tema è il cambiamento, l’evoluzione, l’abbandono o il mantenimento di alcune rigidità sociali e morali.
Superba l’interpretazione di Maryl Streep (suora Aloysious), eccezionale quella di Philip Seymour Hoffman (padre Flynn), affascinanti nelle loro interpretazioni; da non perdete il volto di Viola Davis (mamma di Donald Miller),
Straordinaria la regia, la sceneggiatura, i dialoghi; ottima la fotografia.
Film che consiglio vivamente, dove ogni argomento è chiaro, senza contorte situazioni, arriva dritto e crudo al punto e al cuore e, se l’avete, all’anima.

 

 

 

 

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Un giorno devi andare

di Giorgio Diritti

 

 

Augusta, coraggiosamente, lascia l’Italia e con suor Franca, amica della mamma, va in Brasile.
Suor Franca vuole evangelizzare gli indios, lo fa spostandosi su un battello. Augusta decide di proseguire il viaggio da sola e si ferma a Manaus, capitale dell’Amazonia, sulla riva del Rio Negro. Vuole vivere nelle favela dove la povertà è tangibile.
Augusta cerca pace e cerca Dio dopo aver perso un bambino, aver perso la possibilità di averne, un dramma che le cambia la vita, ed essere stata lasciata dal marito, l’uomo che ama profondamente.
Augusta diverrà più fragile o più forte?

Film drammatico, delicato, una metafora della vita, un film che racconta un grande dolore, che mette in dubbio le priorità e in crisi le certezze.
Buona la sceneggiatura, importanti i temi trattati, stupenda la fotografia, anche grazie ai luoghi scelti per girare il film, bella la colonna sonora.
Brava Jasmine Trinca anche se non mi ha convinta totalmente, i dialoghi, pochi, secondo me dovevano essere supportati da un coinvolgimento più espessivo più intenso.

 

 

 

 

 

 

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Viaggio sola

di Maria Sole Tognazzi

 

Irene, quasi cinquantenne, vive girando il mondo e da sola. E’ “l’ospite a sorpresa”, il controllore di qualità degli alberghi di lusso: da una zona all’altra del mondo incontra gente, prende appunti e da voti.
Un lavoro che può svolgere non avendo creato una sua famiglia, non avendo figli. In viaggio si sente libera, quando torna a Roma da sua sorella, fa i conti con se stessa.
Si chiede se è felice, cosa sia veramente la felicità, come sarebbe se la sua vita fosse stata diversa. Nascono i dubbi se la scelta di vita sia quella giusta. Domande aperte senza mai una risposta definitiva, domande che nascono da una situazione che metterà alla prova ogni certezza.


Un film da vedere, con Margherita Buy, Stefano Accorsi, Fabrizia Sacchi, Gianmarco Tognazzi…
Una commedia delicata che tratta non solo il tema della solitudine come scelta di vita, ma anche della crisi di coppia, della comunicazione, dei pregiudizi nei confronti di donne di età e sole. Ci sono tutti i dubbi della protagonista per questa scelta di vita indipendente, da donna dei nostri giorni.
Buona regia per una buona trama: essenziale, tranquilla, intelligente.
Brava Margherita Buy, perfetta nella sua dolcezza e interpretazione.

 

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