TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

E che Emozione sia!

Ieri Roma mi ha accolta con un pioggia fredda e insistente.
Il freddo pungente mi fa camminare veloce fino alla porta del Teatro, entro e…ancora freddo, il palco è buio, le poltrone vuote.
Mi siedo e poi inizia la prima magia, i versi francesi di Baudelaire mi avvolgono e incantano, dimensione inaspettata.
Poi la seconda magia, il teatro si muove, prima si provano i movimenti, poi la voce, poi le entrate, poi la musica e le parole….e nasce lo spettacolo.

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Abbiamo portato in scena Ad Lucem (https://tuttolandia1.wordpress.com/2016/11/06/lemozione-e-una-luce/) di Barbara Bricca, e ancora una volta lo spettacolo si presenta forte, intenso, commovente tocca la realtà femminile con decisione ed emozione.
Ogni storia è un frammento di vita reale anche se tu attore, su quel palco, entri in un’altra dimensione.
Prima c’è il timore, ma varcata la soglia del buio dietro le quinte il calore della luce ti scalda, l’anima vola e tu diventi il tramite tra l’Arte e il pubblico.
Doni te stesso alla parola, al movimento, alla rappresentazione e anche a chi ti ha preparato e diretto con passione e amore.
Su quel palco puoi trasformarti o semplicemente restare te stesso, puoi investirti di ciò che diventi o creare una frattura tra te e il personaggio.
Personalmente quel palco è stata l’altra dimensione. La prima fase del monologo che mi è stato assegnato recita “Mia madre…” e da lì in poi non sono stata più Paola, ma la figlia che ricorda una madre provata dalla vita.
Ieri ho dovuto cambiare un po’ la scena d’entrata, ogni luogo ha le sue esigenze, ed è lì che entra in gioco il regista, con la sua visione, passione, professionalità, le sue indicazioni sono il tutto, sono la molla che ti da sicurezza e ti sostiene. L’allestimento di uno spettacolo non è facile, c’è da considerare tanto, a volte lavorare sul filo del tempo.
Lasciatemi dire che lo spettacolo coinvolge, tanto, ma io mi incanto sempre quando osservo, ascolto Barbara nel suo lavoro, nel suo “dirigere”; è forte, passionale, eclettica.
E sul palco è imbattibile, il suo monologo di chiusura la presenta in “forme” diverse: gestualità, voce, espressioni che si adattano ad ogni sfumatura del personaggio o dei personaggi che deve presentare.
L’appalauso è la gratificazione per l’attore, ma a volte non arriva e magari pensi che il pubblico non apprezza o tu non hai “dato”, ma poi scopri che a volte è solo l’emozione a pietrificare quell’attimo, dopo scopri che il pubblico ha pensato di te che sai emozionare. E non c’è applauso che valga.
Ci tengo a dire che per l’impegno speso in questo spettacolo a tema sociale, andato in scena per la Giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne, Barbara Bricca ha ricevuto il premio “Donna nell’arte 2016”.
Non dimentichiamo che il teatro non può scindere dal sociale e che questa Arte apre le menti e la persona alla bellezza culturale, fondamento che dovrebbe essere essenziale nelle società di ogni luogo del mondo.

 

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PS . Ora faccio un appunto personale ma che sento doveroso: ringrazio Barbara per il calore che le sue mani hanno sviluppato sulle mie spalle, donandomi la forza per entrare sul palco. Grazie di cuore per il fondamentale sostegno.
Grazie ai compagni di viaggio che sempre mi accolgono con affetto e con me dividono le loro sensazioni ed emozioni.

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L’emozione è una luce

L’emozione è parte dell’uomo, l’emozione ti attraversa in un attimo o resta con te più a lungo.

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Ad Lucem è l’emozione che dura.
Ad Lucem, spettacolo teatrale di e con Barbara Bricca, presentato ieri sera.
Un tema forte, attualissimo, che non può lascire indifferenti: la violenza sulle donne.
I brani presentati dalla regista, e interpretati dalla Compagnia del Cavaliere e dalle Sibille, ci trasportano nei ricordi che i figli hanno della violenza familiare, nella reale violenza che si perpetra nelle mura domestiche, ci porta a toccare la paura della denuncia, ci fa capire quanto il silenzio delle donne è devastante.
Il silenzio assoluto dei spettatori e l’immobilità di alcuni bambini, hanno dato la misura dell’intensità di ogni brano recitato, parlato; spettatori che hanno scandito con applausi decisi ogni uscita di scena dell’attore; volti attoniti, ma anche commossi.
20161106_131249  Io c’ero, ho visto uomini impietriti e rapiti da quel rito sacro che veniva offerto.
Io c’ero, ma non da spettatrice, da attante, non ho visto lo spettacolo dal basso, ma dall’alto, ho parlato su quelle assi, e di questo ringrazio Barbara per la fiducia che ancora una volta mi ha concesso, per la grande emozione che mi ha permesso di vivere, ringrazio i compagni di viaggio per il loro generoso sostegno.
Questo spettacolo ti trasporta in un mondo che non vorresti conoscere, ma che esiste ed è sempre più prepotentemente alla ribalta delle cronache, potete immaginare per chi ha recitato cosa possa essere stato doversi immedesimare e offrire senza aver paura di mostrare cosa realmente può voler dire subire violenza?
Voglio sottolineare che i testi toccano diverse situazioni, arrivano immediati alla persona e fanno riflettere.
Mi congratulo con Barbara, le sue scenografie scarne, essenziali, lasciano spazio all’attore completandolo con gesti che intensificano la recitazione: i passi calcati dll’uomo che arriva furioso, il giornale lanciato che fa capire la sua rabbia; l’abbraccio ad un manichino che evoca ricordi lontani, d’amore e di pauraimg-20161106-wa0007 l’inginocchiarsi di chi sa che quel coltello la colpirà; il monogolo recitato come fosse una preghiera non salvifica, ma che avvelena l’anima di un gesto violento che è già di per se veleno e follia…e la bambola, quella bambola che gli uomini credono sia la donna, quella bambola a cui le donne si agrappano cercando rifugio forse nell’infanzia, quando una bambola era gioco, era confidennte, era la forza a cui appoggiarsi per non avere paura…

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La regia di Barbara non permette vuoti, non lascia idee in sospeso, non abbandona mai l’attore a se stesso. Non lascia mai lo spettatore solo, spettatore che si sente coinvolto anche dalla colonna sonora sempre impeccabile e mirata.

Pur conoscendola ormai da tempo e avendo avuto modo di assistere a tutti i suoi spettacoli, questa regista mi sorprende e affascina sempre per la capacità che ha di inserire sempre in modo estemporaneo un movimento, un gesto, un particolare  che da nuova forza e perfezione alla rappresentazione,  estemporanee decisioni che i suoi allievi sono pronti a raccogliere. Una stupenda maestra oltre che regista.
Ha recitato Barbara, avreste dovuto vedere e sentire…la donna sul tram dal cappotto verde e dai capelli ondulati era lì sul palco, con lei…la potevate vedere tanta è stata la forza evocativa del suo monologo finale.
Tutti gli attori sono stati perfetti e intensi, il mio stare “dietro” con loro mi ha permesso di vedere ancora qualcosa in più dello spettatore…la loro emozione,  trepidazione e anche l’ansia.

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Voglio complimentarmi con Aurora, la giovanissima new entry, una Maria Goretti perfetta, intensa, e complimenti a Gabriele, la sua parte non è stata facile  per lui, che ha sempre avuto ruoli dove non doveva esprimere rabbia e violenza…è stato forte e questo personaggio ha aggiunto maturità al suo percorso teatrale, tanto che mia figlia ha detto: “E’ una parte che gli sta perfetta! E’ stato bravissimo” dsc08353
Questo spettacolo verrà replicato il 6 Dicembre, se qualcuno desidera vederlo, può ricevere informazioni sul sito https://tuttoilmondoateatro.wordpress.com.

Lo consiglio, non si esce senza aver portato con se “l’emozione”.

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Tag – Musica e Ricordi

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A volte ci sono canzoni che ci rammentano nettamente periodi specifici, magari non legati a nessun evento in particolare, solamente periodi della vita in cui è capitato di ascoltare quella canzone e tac… parte un flash mentale infinito riguardo a mesi interi che si legano indissolubilmente a quella canzone, che magari, appena ascoltata non ci era neppure particolarmente piaciuta, o che era passata solamente come un anonimo sottofondo cui non avevamo neppure prestato attenzione, poi la mente gioca con noi e il tempo, passano mesi e…

Sei in un bar a fare colazione e, all’improvviso, parte quella canzone e boom… vengono in mente cose cui magari non si pensava da un po’.

Se sono cose spiacevoli di solito si tende a trovare quella canzone disprezzabile, mentre se invece sono ricordi piacevoli o anche malinconie dolci va a far parte di quella playlist infinita di momenti della vita.

 

Regole:

– Cita sempre chi ha creato il tag: Racconti dal passato (https://raccontidalpassato.wordpress.com);
– Nomina e ringrazia il blog che ti ha nominato;
– Cita anche la parte iniziale di questo post in modo che tutti comprendano bene a cosa fa riferimento il tag, deve essere musica che si lega casualmente a un periodo, non la playlist che avete scelto di proporre il giorno del vostro matrimonio;
– Usa come immagine quella in cima a questo post, non temere è un immagine totalmente royalty free creata da ();
– Nomina almeno 5 blog cui proporre il tag;
– Condividi tutte le canzoni che ti vengono in mente che ti ricordano un periodo particolare della tua vita, non sei obbligato a spiegare quale o i motivi;
– Fai una piccola riflessione finale rivelandoci se sono tutte legate a periodi felici o meno e se riscontrano sempre i tuoi gusti musicali o no;
DIVERTITI!

 

Per questo tag musicale, ringrazio la Dama del blog https://raccontidalpassato.wordpress.com, la musica accompagna e e ha accompagnato spesso la mia vita.

 

Ecco le “mie” canzoni:


Adoro la voce di Adele e questa canzone è legata ad un particolare momento che mi ha visto protagonista assieme ad un conoscente

 

 

E poi si balla! Tanto! Anche con il tormentone…e qui mi potrei sbizzarire, amo ballare e lo faccio tutti i giorni 🙂

 

 

Questa è nel cuore…da sempre

 

La voce che amo

 

 

 


Mi è stata dedicata….

 

 

 

Il passato che non tramonta mai

 

 

 

Qui dentro ci sono io

 

 

 


Io e mio padre…quando guardo la sua foto, anche se non è più qui è sempe presente

 

 

L’emozione…sempre

 

Non sto a dire quale è il mio genere musicale, potrei comunque proseguire all’infinito. Amo la musica, la melodia, le parole, l’emozioni che mi procura….

 

Non nomino nessuno, chi ha voglia di divertirsi si tuffi…nelle note! Coraggio!

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Racconti di fantasmi – Henry James

fantasmi Una serie di diciotto racconti dove troviamo personaggi e ambienti di vario tipo: un curioso studente e una casa vecchia apparentemente disabitata che appartiene ad un anziano caporale dell’esercito; una madre, una figlia vanitosa e un giovane innamorato di lei; una giovane e bella vedova con bambino, un giovane e squattrinato scrittore, una scrivania che nasconde un segreto; un altare, un uomo che vive nel ricordo dell’amata morta, una donna misteriosa; due fidanzti che hanno apparizioni che preavvisano la morte dei loro cari; un’istitutrice, due orfani e il loro affascinante padre, una governante della bella e sinistra dimora Bly; una coppia di genitori che hanno perso tragicamente la figlia; due amici che si rincontrano dopo tanti anni e condividono un segreto; una vecchia casa intrisa di ricordi….

 

 

C’ho messo un tempo lunghissimo a leggere questo libro. Una serie di racconti fitti di dettagli, fitti di parole, storie, personaggi descritti minimamente nei stati d’animo, nelle sfumature caratteriali, nella psicologia e…fantasmi. Andando avanti nella lettura ho avuto la sensazione che i fantasmi non sono altro che la proiezione delle nostre paure più profonde. Questo libro intricato è un viaggio in noi stessi, nelle paure, nei desideri mai avverati, nelle emozioni represse. Un mondo soprannaturale inquietante supportato da un linguaggio complesso, elegante anche se a volte è un po’ lento e si fa fatica a seguirlo. Non aspettatevi fantasmi con catene e lamenti, non sono fantasmi che mettono paura, sono fantasmi eleganti, eterei come le emozioni che passano nelle nostre vite, sono “personaggi” ben costruiti. Alcuni dei racconti sono veri capolavori. I racconti che cito sono quelli che mi piacerebbe veder rappresentati a teatro, si prestano:
-La romanzesca storia di certi vestiti
-De Grey
-L’ìnquilino fantasma (il mio preferito).

 

mount auburn cimitero
“Una volta era stata tutta dipinta di bianco, ma le poderose spalle del tempo, appoggiate da cent’anni a quegli stipidi avevano messo a nudo la vena del legno……….gemeva il vento, sospingendo in lenti mulinelli le foglie annerite dal gelo.”

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Emozionami! Tag

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Per questo Tag, che mi farà ancora una volta emozionare su alcune pagine lette nei tanti blog che seguo, devo ringraziare di cuore Bea, del blog….

Le regole:

Usare l’immagine sopra riportata
Far riferimento alla pagina Emozionami! Tag e nominare l’ideatrice: Dora Buonfino
Citare chi vi ha nominato per il vostro articolo e specificare di quale articolo si tratta
Scegliere 10 articoli di 10 blogger che vi hanno regalato emozioni e spiegare perché
Avvertire i blogger che hanno scritto gli articoli

Gli articoli:

Avvocatolo: https://avvocatolo.wordpress.com/2015/11/14/mamma-dove-sei/
Non ci si può emozionare nel leggere questa pagina intrisa di dolcezza e malinconia, ricordi e certezze.
“Oh mamma, come vorrei che stasera, dopo che ho messo a letto la mia bambina, venissi tu a rimboccarmi le coperte.” Perchè nel tubinio della vita, negli anni che passano non possiamo dimenticare chi ci ha donato l’amore più  grande…..

 

Babajaga: https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/2015/11/13/su-questa-terra/
Con quanta dolcezza Daniela è riuscita a raccontare ciò che spesso vediamo con gli occhi ma non con il cuore.

 

Briciolanellatte: http://briciolanellatte.com/2015/09/08/i-biscotti-al-pan-di-zenzero/
I suoi racconti ti entrano nell’anima, accarezzano le tue paure, ti fanno riflettere, sono da assaporare. Come biscotti di pan di zenzero…

 

Curi: http://dodicirighe.com/2015/11/23/in-cinque-in-macchina/
Le sue dodicirighe ti emozionano sempre, come l’ultima postata. Tenerezza e ricordo.

 

Esther: https://hortusclosus.wordpress.com/2015/11/18/sarit-23/
Un mondo d’amore, poesia, immagine, anche forte a volte, ma dove vale la pena perdersi.

 

Penny: https://ilmondodelleparole.wordpress.com/2015/10/23/insieme/
Nel suo blog trovi una marea di parole, domande, risposte, poesie, racconti, sorrisi; sa tutto: il giorno degli insegnati, dei motociclisti, dei cani…; le sue immagini sono significative, alcune stupende. Poi ci trovi parole come quelle scritte nel post che ho lincato e ti fermi da lei e non ne esci più.

 

Kalosf: https://kalosf.wordpress.com/2015/11/14/notti/
Non c’è un post particolare che mi emozioni più di un altro, lui è un’emozione continua, di parole, citazioni, ma le sue immagini sono il tutto. Ho deciso di inserire questa, silenziosa, pulita, nitida, ma che fa pensare, uno scatto che racchiude tutto nel suo silenzio….come Kalosf.

 

Enrico: https://enricogarrou.wordpress.com/2015/11/17/sogni/
Un link su tutti, l’ultimo, non potrei scegliere. Con lui è l’emozione continua, con lui faccio voli pindarici tra poesia, arte, storia…. Il pittore delle parole e dei racconti in cui spesso entro e sogno.

 

Daniele: https://danielecerva.wordpress.com/2015/11/22/toccami-2/
Ultimo post, non saprei scegliere, con lui viaggio in un mondo di continue emozioni, passo i tunnel bui dell’anima, vedo la luce dell’amore, l’abisso della disperazione, la forza di rialzarsi, la luce profonda del suo cuore. La sua forza rabiosa, la sua dolcezza rude. Lo sento un’anima vicina.

 

Vittorio: https://ordineecaos.wordpress.com/2015/11/22/rinuncia/
Ho scelto una delel sue ultime poesie postate per una frase che c’è all’interno, mi ha malinconicamente spiazzato ma la trovo bellissima.
Anche qui scegliere è difficile, con Vittorio si ride, ci si tormenta, ci si innamora, ci si domanda. Tante emozioni.
Non è stato facile scegliere, davvero avrei voluto un pensiero per tutti i miei blogger, ognuno, anche il blog più modaiolo, è un’emozione che vivo e chi mi conosce sa quanto io vivi di emozioni. Grazie a tutti per darmi sempre un motivo per leggervi.

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Il profumo delle cose sfuggenti

“Coloro che non hanno mai provato la magia di un campo di gigli e di rose all’alba, possono sapere che cosa è il profumo?”
“Io so che se l’odore fosse visibile come lo è il colore, vedrei un giardino d’estate nelle nubi dell’arcobaleno, perciò io vi dico, siate come una rosa, parlate mediante il vostro profumo.”

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Che cosa è il Teatro, il Teatro è l’idea….e lo spettacolo di domenica 15 è nato dall’idea e dall’impegno di Barbara Bricca, giovane e appassionata regista, che sa scegliere, nel grande mare di parole e testi che vivono nelle pagine di libri e scritti, sempre la particolarità, e che sa accompagnarla con musiche indovinate e coinvolgenti, un grande lavoro..
E l’idea diventa parola, diventa immagine; e l’idea diventa emozione, azione, movimento di mani, di corpi di occhi…e diventa colore, non solo il colore degli abiti, della scenografia, ma il colore che dipinge l’ascolto dello spettatore, che dipinge la sua anima; e se poi lo spettacolo parla di profumi, quelle parole e quei spruzzi che legiadri escono dai cristalli in cui riposano, avvolgono i sensi, il cuore, stordiscono i tuoi pensieri per farsi spazio e in te restare come lettere marchiate a fuoco.
Chi muove le mani? Chi recita parole di sogno, parole che inducono il pensiero a muoversi? Chi trasmette l’emozione dell’attimo? In questo caso i meravigliosi attori della Compagnia del Cavaliere e la debbuttante Compagnia delle Sibille, persone meravigliose, persone comuni che hanno il generoso coraggio di portare se stessi e la loro recitazione davanti al pubblico, che, credetemi, silenzioso e rapito li segue in ogni loro minimo essere. A queste persone va il mio grazie per le tante belle emozioni che mi hanno regalato, per la loro accoglienza e “fratellanza”.
E se poi ci mettete un intelligente sacerdote, che della cultura ne fa un grande mezzo di comunicazione e arricchimento, il gioco è fatto…nasce la magia del Teatro, anche tra le mura di una chiesa, sotto un tetto di vetri che riflettono le terrene menti.

Alcuni brani dello spettacolo :

“Ma quando niente sussiste d’un passato antico, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose, più tenui, più vividi, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l’odore e il sapore lungo tempo perdurano, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sopra la rovina di tutto il resto, portando sulla loro stilla, quasi impalpabile, senza vacillare, l’immenso edificio del ricordo.
“Oggi ti dono il profumo dell’anima,
conservalo non lo svelare,
fa che sia ostello d’amore,
solida roccia al dolore ,
voce al sussurro,
gioia al rimpianto,
mare al deserto,
maestrale alla vela,
sia principio e fine di noi,
quando svanirà la sua essenza,
noi stessi saremo profumo.”
“Bisogna esprimere il profumo racchiuso nelle nostre anime,
bisogna essere tutti canto, luce, bontà, bisogna aprirsi interamente di fronte alla notte nera, per riempici di rugiada immortale”.

Chiudo con i versi di Cesare Pavese che Barbara ha recitato in una sua rielaborazione, inserendo magistralmente parole tratte da un’altra poesia:

“Sovente mi fermo davanti alle vetrine
dei profumieri. E tutti quei colori
disposti in nitide boccette
ornate di bei nastrini,
tra i piumini, le ciprie, gli specchi
e i piccoli strumenti fragili
lucidi lucidi
che passeranno per tenui mani feminee
e pare che nell’attesa ne abbian già assunto l’esilità e
la forma di sogno,
i deliziosi ovali delle saponette,
gli spruzzetti, le reticelle,
ma soprattutto i profumi, i bei profumi gettati
in un ordine strano
sulle scansie di cristallo
dove fondono diafani i colori più belli,
soprattutto i profumi mi prendono l’anima
e costringono gli occhi,
i miei occhi incapaci d’estraneo rozzo,
a fissarsi sospesi
sul prodigio fatto di mille minuscole meraviglie
ed allora un pensiero mi riempie la mente:
pensiero che nessuna fiorita terrestre, vivente nel sole,
palpitante, o agitata dal vento
o umida sotto il cielo;
odorante un suo odore sano e selvaggio;
e non le più belle mescolanze di fiori
accordate da mani leggere,
da cui pure s’esalano stordimenti dall’uomo alla terra,
nulla nulla che abbia nome natura,
stagioni, doni strappati dall’uomo alla terra,
nulla mi può valere il giardino agghiacciato
nitido, immobile sotto i cristalli,
dove le offerte più meravigliose delle stagioni,
i colori e i profumi,
sono raccolte divinamente in piccoli vetri
e han forma del sogno femineo:

Profumo…
quello del mare
quando l’onda batte radiosa sullo scoglio,
e la sua spuma,
aroma salmastro,
profumo misterioso,
profumo di mia madre,
profumo d’amore
che avvolge il cuore
che inebria i sensi
profumo di vita che il cristallo non contiene,
profumo di pianto,
il primo
profumo di tutti i sorrisi,
profumo di donna….

E d’accanto mi passano donne
dall’abito breve sul corpo
talune consunte
altre tutta freschezza,
e tutte , infinite non mai conosciute,
creano un altro meraviglioso giardino
vasto quanto la terra,
e con le stelle in cielo,
l’altissimo giardino intessuto di ombre e di luce,
tanto semplice che fa battere le mani ai bambini,
tanto tremendo che fa rabbrividire i santi,
essi formano il mio grande giardino della vita,
dove soffro e gioisco ininterrottamente
e, dolorando per dare qualche canto ai miei fiori,
attendo la morte, l’ultimo canto, il più bello.

Ed è per questo che avviene che mi fermo
davanti alle fantastiche vetrine dei profumieri.”

Un grazie personale a te cara Barbara, per il tuo lavoro e per quello che ci unisce; ora lo posso dire: mi sono commossa, travolta dall’emozione che tutti i testi mi hanno regalto e per l’ultimo….Mai avrei immaginato.

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Amor ch’a nullo amato…

rossetti

Foto2277Una cornice che oserei difinire insolita per un tema tanto “umano”; una chiesa moderna dove l’essenziale è di casa, dove troneggiano due cose: l’unica girandola di colori di un grande dipinto a scomparti, un polittico costituito da immagini separate, racchiuse in una cornice di marmo; e la cultura intelligente, vivace, sagace, di un giovane e preparato sacerdote, che invita all’aggregazione con le mille sfumature che la vita ci mette a disposizione.
Il tema è l’Amore, l’amore passionale, l’amore cantato nei secoli, l’amore di Dante, l’amore che uccide, l’amore della tenerezza…
L’Amore rappresentato dalla delicatezza, dalla dolcezza, dall’impegno degli attori della Compagnia del Cavaliere, persone speciali che danno al Teatro una dimensione umana senza dimenticarne la “sacralità”, la gestualità, la gestione della parola, l’emozione.
L’Amore presentato e recitato con competenza e grande passione dalla regista, nonchè Maestra degli attori, quella grande passione che brilla nei suoi bellissimi e luminosi occhi, quella passione che irrompe come un fiume in piena nelle sue parole… Barbara: dolce, forte, competente, i suoi allievi la adorano e anche io.

Questo è quello a cui ho assistito domenica sera, uno spettacolo teatrale  presentato al di fuori del solito contesto, una sperimentazione riuscitissima; scenografia scarna, ma già l’ambiente era scenografia stessa, la suggestione dei testi e delle musiche scelte, il colore non colore che ti obbliga a concentrarti sulla voce, sulle parole, sui gesti…
Ecco, tutto questo mi ha fatto capire ancor di più che Teatro non è solo una bella sala, non è solo una poltrona comoda, non è solo un grande attore; il Teatro è un’emozione che trasforma l’idea in gesto, che trasforma l’ascolto in una vibrazione interiore, che ti fa incantare quando una carezza dolce spezza la voce, la fa assente, ma fa scrosciare l’applauso che esce dal cuore, è un’emozione che in me ha fatto uscire le lacrime perchè si è trasformata in commozione,  mi ha sopraffatto.

Ecco cos’ è Teatro, far nascere in noi una riflessione, lasciarci un’emozione, lasciare che l’idea proposta entri in noi e si solidifichi per non dimenticare quell’Attimo presente che lega tutto ciò che lo precede e che lo segue. Perchè il Teatro è un messaggio.

 

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Tre in un pomeriggio….

imm1)Monuments Men , film di George Clooney.
E’ ambientato nel 1943.  Seconda guerra mondiale: Hitler, convinto di poter costruire il Museo del Fuhrer e riempirlo di opere d’arte, dà ordine ai suoi uomini di portarle via dai Paesi occupati dai nazisti e nascondele. Ma c’è un altro ordine  del Furer: di distruggerle in caso di sconfitta, come poi è stato fatto in alcuni casi. Le forze alleate di fatto stanno sferrano attacchi continui alla Germania costringendo la ritirata degli uomini del Reich. Roosevelt autorizza lo storico d’arte Frank Stokes di costituire un gruppo di esperti che cercherà di recuperare le opere trafugate. Del gruppo faranno parte due storici, un architetto, uno scultore, un esperto d’arte, un mercante, un pilota britannico e un soldato ebreo tedesco che aiuterà il teem nella traduzione del tedesco e che sarà risolutivo per capire dove le opere sono state nascoste. Anche se non inserita nel gruppo, c’è anche la figura dell’unica donna che collaborerà al ritrovamento e catalogazione delle opere e dei proprietari.
Il gruppo non è addestrato militarmente e avrà i suoi momenti difficili e anche dolorosi. Come avrà la forza di affrontare rischiose azioni pur di salvare il patrimonio culturale di diversi artisti.
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Avevo letto alcune critiche a questo film quando è uscito in altre nazioni: si marca il fatto che ci sia troppa ilarità per essere un film che tratta un argomento così particolare e ci si aspettava più omologazione al romanzo omonimo da cui è stato tratto, romanzo che non ho letto e mai leggerò.
Le critiche in Italia vertono sul fatto che non si è dato spazio alla drammaticità del momento, non si è preso troppo in considerazione la vita perduta per un opera d’arte, si è parlato di troppo orgoglio americano…Mha! Come sempre non mi vedo d’accordo con alcune di queste critiche, anzi con nessuna. Per fortuna, come dico sempre, ognuno ha il suo modo di interpretare e vedere le cose, un dibattito serve a chiarire, a confermare o far cambiare le idee. Io non le cambio questa volta, neanche un pò.
Io la vedo così: in questo film, che è la trasposizione cinematografica di un fatto realmente accaduto, si vuole presentare solo la sequenza dei giorni, e in che modo sono state recuperate le opere d’arte; il film è centrato sul valore che queste hanno, non solo artisticamente, ma culturalmente, come veicolo di conoscenza dei popoli che altrimenti sarebbero ignorati o quanto meno accennati, basta pensare, quanta storia ci trasmette un quadro? Una statua? Il concetto è ribadito diverse volte nel film e io questo ho percepito e non mi dispiace affatto non aver visto grandi battaglie e grandi personaggi emergere; meglio sia emersa la finalità per cui era nato questo gruppo e di cui ne riconosco il coraggio e la forza morale; uomini (non militarmente preparati) che hanno rischiato la vita per delle opere d’arte e che mai vengono menzionati nei libri di storia o d’arte; altro argomento: la vita, uomini che l’hanno persa non con leggerezza, ma ben consapevoli in ciò che credevano, questo concetto è ben chiaro nel film. Per quanto riguarda l’ilarità, non ci trovo nulla di inadeguato, per due motivi: sono convinta che il film vuole essere solo una dimostrazione di ciò che è avvenuto senza entrare troppo nella storia e nella vita personale dei protagonisti, di cui comunque ne viene delineata la personalità, e poi perchè parliamo di americani, notoriamente conosciuti per la frase “…va tutto bene…” anche qundo sono in punto di morte, e non solo nella finzione cinematografica, anche nella vita di tuti i giorni; non è una critica alla società americana, ma è quello che penso del loro modo di vivere, meno “pesante” del nostro. Infine la “troppa voglia di far emergere gli americani”, ma la domanda è: da dove nasce questo gruppo? Non sono forse stati gli unici ad attuare questa operazione pur essendo contrastati dagli americani stessi? C’è forse qualche regista italiano che ha voglia di raccontare una figura nazionale che ha salvato il nostro patrimonio oltre le tante vite umane (assolutamente incomparabile con nulla)?
Da Clooney, come regista, sicuramente mi aspettavo di più nei dialoghi, ma lo ringrazio per avermi fatto conoscere i veri volti di questi uomini, mostrando a fondo film le fotografie originali dell’epocaimagesmimagesmmimagesmmmStolen-Artworks; e lo ringrazio per aver ricordato che proprio gli americani hanno bombardato, distruggendola in gran parte, l’Abbazia di Montecassino (ci vivo abbastanza vicino ora) e mi sono sentità salire il magone nel vedere la diapositiva, mostrata nel film, che la riproduce distruttacas; la prima volta che ci sono andata (avevo 18 nni) ho pianto di commozione, pensando a chi era lì quel giorno, alle popolazioni circostanti (anche i miei nonni, mia madre e i suoi fratelli), guardando lo spezzone inesploso e incastrato di un missile/bomba (da brivido, è la prima cosa che vedi quando entri) e le innumerevoli croci allineate (molte senza nome) dei militari morti, una generzione quasi completamente annientata.
L’immagine della Madonna di Bruges, del nostro MichelangeloMadonna_michelangelo1, e il polittico di Gantgand, due opere su cui una parte del film è centrato, mi hanno fatto uscire dal cinema ribadendomi la certezza che ho sempre avuto: le opere d’arte, anzi, l’arte in generale non è di una sola persona, di quella che l’acquista, la ruba, la vuole possedere per diritto o per potere, è di tutta l’umanità, è la memoria storica, culturale, religiosa, politica di tutti coloro che credono in questa grande forza, di coloro che credono nella forza creativa degli uomini, quella creatività che può scavalcare ogni confine, non solo geografico.
Ho portato mia figlia a vedere il film e alla fine mi ha detto la cosa più bella che non avrei mai pensato di sentirmi dire:”Mà tu l’avresti fatto, tua nonna ha salvato un tedesco (che i stessi tedeschi volevano punire, aveva 17 anni), un giovane italiano ferito, tu avresti salvato anche solo un dito di una statua”. Mi sono uscite le lacrime, perchè se solo ho instillato in mia figlia, un minimo di idea che salvare, in generale, è possibile e fattibile, mia figlia al momento giusto non si tirerà indietro, non avrà paura di creare un mondo più sano.
E ora fatemi dire due parole su quella che credo sia stata la migliore attrice del film: Cate Blanchett. imagescbimagesbE’ passata dalla donna un pò algida e sospettosa, vestita rigidamente e dall’andatura tesa, alla sofistica, elegante e sensuale donna francesemonuments-men-blanchett. Bravissima, superba attice in ogni ruolo che tocca, per me tra le più brave al mondo.

2)Poi esci dal cinema e squilla il cellulare, leggi il numero è ti si ferma il cuore; qualcuno ricorderà che avevo parlato di Giovanna, la mia amica che stà lottando (oggi sono arrivati i secondi risultati) contro un tumore che la porterà via, senza possibilità, il numero è di sua sorella, mi faccio coraggio e rispondo: non è per Giovanna, ma per suo marito, è deceduto oggi alle 16, mentre lei faceva la chemio, lui veniva soccorso due piani più giù per infarto, inutilmente. Una tragedia nella tragedia. E  sono crollata, altre lacrime, ma di dolore e non d’emozione. Mi faccio coraggio anche perchè ho Meli con me, 3)poi arrivo a casa e vedo uno tra i spettacoli più belli che la natura mi possa regalare e penso ancora una volta che la vita è una continua sorpresa, che vale sempre la pena di vivere, vale la pena attraversala e viaggiarci dentro. Anche solo per vedere una luce così intensa: la luce che va via per lascire spazio alla luna, ma che ci dice che ci sarà ancora un’altro giorno.

PaPa (1)

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Emozioni

Mamma mia che caldo! L’estate si è fatta attendere ma ora…..Da circa un’ora tira un vento caldissimo che ha portato nuvolette sparse, ma non di pioggia, di umidità. Però che spettacolo meraviglioso è il sole!20130519_185532

E non c’è cosa migliore che mitigare la sua luce e calore attraverso le foglie della quercia20130519_185331

 

 

 

 

 

 

 

 

Vivere in questa casa è un’esperienza meravigliosa;  per una come me che vive la natura con passione e con un’esplosione vulcanica di emozioni continue è il massimo.

Proprio la serenità che mi trasmette vivere qui mi aiuta nei tanti momenti difficili della vita, come oggi; Argo non stà bene, non vuole mangiare ed è apatico, nel pomeriggio gli verrà fatta un’ecografia e…speriamo bene! La paura di passare un dolore già affrontato mi fa venire i brividi.

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Estate e emozioni

Primo giorno d’estate! Che meraviglia!
19La lunghezza delle giornate e il clima invogliano a stare all’aperto più che mai. Non più vita al chiuso, non solo lavoro….
Stare all’aperto ci fa vivere la natura, si può pensare a una vacanza (anche breve viso i tempi), spostamenti per incontrare gli amici magari in un pic-nic. Una prospettiva da vivere con un pò di leggerezza e chissà se questo ci aiuti ancor di più ad affrontare i difficili momenti che viviamo nel nostro Paese.
Da oggi per noi cambieranno anche un pò le abitudini invernali legate alla scuola.
Oggi grande emozione, mia figlia ha gli orali per il diploma di terza media.
L’accompagnerò, ma non vuole che partecipi perchè ha deciso che con lei entrerà un suo compagno di classe. E’ l’unico a non essere stato invitato a partecipare per nessuno; è un ragazzo con problemi di iper- attività,  solo mia figlia, tra i compagni, riesce a gestirlo e così ha deciso che lui sarà il suo supervisore e lei contraccambierà. Questo ragazzo si fida molto di mia figlia, la consulta per i compiti e hanno un buon rapporto. Lui è stato contentissimo di questa “importanza” (così l’ha definita) che gli ha messo a disposizione la mia ragazza ed è stato contento che lei abbia accettato perchè è una che non “pettegola”, “agisce”. La cosa che mi fa pensare è che lei, così insicura nelle sue cose sa decidere per gli altri, e malgrado subisca la pressione dell’ esame (i scritti non sono stati un problema per lei) orale, sente di condividere il momento con questo amico che proprio facile, ma dalla grande intelligenza, non è.

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