TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Fantasia

“La fantasia mette radici dove la realtĂ  vuole morire”

James Joyce

IL PICCOLO MONDO

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Per Kalosf

Grazie a mia madre che mi ha “concesso” questo spazio e un grazie infinite a Kalosf che ha accettato di visionare e darmi un giudizio su questi miei scatti. Melissa.

Prima della pioggia…

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Dopo la pioggia…

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L’albero

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Un temporale lontano…

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Dopo il temporale…

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Il cielo

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Prospettive

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Queste sono le fotografie che mi ha fatto la mia amica A. che vorrebbe fare la fotografa, io sono il suo esperimento 🙂

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Le mie preferite

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I miei ultimi lavori, consegnati per il voto sulla pagella…speriamo bene.

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dal dipinto di Boccioni “Dinamismodi un giocatore di calcio”, il mio primo olio su tela (il proff ci ha dato però una fotocopia falsata nei colori)

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La fantasia

“La fantasia è una perpetua primavera.”

Johann Friedrich von Schiller

SU, SU E VIA

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La fantasia

Quale di queste due definizioni vi si addice di piĂą?

“La fantasia è la piĂą bella bella figlia della veritĂ , solo un pochino piĂą vivace della madre.” (P.Bosmans)

“La fantasia è la figlia diletta della libertĂ .” (Leo Longanesi)

LA FANTASIA IN BLU

Oppure, quale è la definizione di fantasia che più vi appartiene?

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Il mondo di Sofia – Jostein Gaarder

index  Chi è e dove vive Sofia Amundsen nata il 15 giugno 1975?
 E Hilde? Anche lei nata il 15 giugno 1975?
 Una ama gli animali, l’altra è figlia di Albert Knag, un Maggiore dell’ONU. Ma cosa    hanno in comune? Perchè le loro vite si intrecciano, tanto che a volte collimano perfettamente?
Albert Knag scrive un libro sulla storia della filosofia, da regalare a sua figlia il giorno del compleanno, nel racconto il Maggiore crea Alberto, insegnante di filosofia, che affascinerĂ  con discorsi ed esempi l’allieva: Sofia.
Hilde è affascinata dal libro che suo padre le ha scritto, ma si domanda chi è Sofia, che tanto le assomiglia?
Sofia anche si chiede chi sia Hilde che tanto le assomiglia, che sembra sempre ad un passo nell’incontrarla, ma che non accade mai. Quando potrĂ  conoscerla?
Sofia capirà chi veramente è solo alla fine dei racconti di Alberto Knox, quando questi riesce a fuggire conquistando la libertà.
Ma fuggire da chi? E da dove?
E chi è in realtà Sofia?

 

Ho letto questo libro sollecitata da un’amica a cui è piaciuto molto.
La lettura mi avvince, ad iniziare dalle lettere misteriose che riceve Sofia, mi avvince la curiositĂ  di sapere chi sia veramente Alberto Knox, certo anche una rispolveratina alla filosofia studiata “molti” anni fa ha fatto la sua parte….
Prevedo un romanzo con un pizzico di giallo e un pò d’avventura.
A fine lettura concludo che ho apprezzato molto come è stata trattata la storia della filosofia (che a me piace tantissimo): chiara e comprensibile. Inizialmente il racconto mi ha appassionata, divertito, coinvolto, ho trovato originale l’intercalare della vita dei personaggi con la filosofia, ma andando avanti ne sono rimasta delusa, ho trovato eccessivo quel fantastico che aleggiava tra i personaggi, oserei dire, a tratti senza senso, tanto da farmi pesare la lunghezza del romanzo, lo aprivo e richiudevo dopo aver letto 5-6 pagine, ci ho messo una vita a finirlo.
I complimenti all’autore vanno per come ha semplicizzato una materia tanto difficile senza renderla banale, ma per il resto….niente entusiasmo, anzi noia.
Il libro è di qualche anno fa, ma qualcuno lo ha letto? Mi da una sua idea?

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Con un pò di fantasia

GiĂ  dalle prime ore del mattino la giornata si è presentata grigia. Tutto sembrava coperto da un velo di seta trasparente, che permette la visione ma la fĂ  apparire sfocata, nebulosa. Una giornata particolarmente umida e uggiosa. Mia figlia oggi ha dovuto studiare Foscolo, e come non poteva venirmi in mente Zante? E mi sono detta che con un pizzico di fantasia cosa ci vuole a volare in quell’isola meravigliosa? Così ho colorato questo pomeriggio.
zanteZante (o Zacinto) è un’isola greca vicino alle coste del Peloponneso, dalla parte ionica.
Qui nasce il poeta Ugo Foscolo, il quale dedicò all’isola un sonetto:

A Zacinto

Né più mai toccherò le sacre sponde

ove il mio corpo fanciulletto giacque,
Zacinto mia, che te specchi nell’onde
del greco mar da cui vergine nacque

Venere, e fea quelle isole feconde
col suo primo sorriso, onde non tacque
le tue limpide nubi e le tue fronde
l’inclito verso di colui che l’acque

cantò fatali, ed il diverso esiglio
per cui bello di fama e di sventura
baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.

Tu non altro che il canto avrai del figlio,
o materna mia terra; a noi prescrisse
il fato illacrimata sepoltura. 

Come ogni luogo della Grecia che si rispetti, anche Zante ha la sua fetta di mitologia.
Si narra che Artemide, dea della caccia, era solita girovagare per le verdi foreste di Zante mentre suo fratello Apollo suonava la lira sotto le piante di alloro decantando lo splendore dell’isola, il loro culto e la devozione, in epoca arcaica, venivano manifestate con spettacoli e gare fra gli abitanti dell’isola.
Il fondatore dell’isola (da Omero) fu Zakynthos, figlio di Dardano, Re di Troia, che partendo con la sua flotta dalla città di Psofida, giunse nell’isola e fondò la sua acropoli; per questo viene usato su monete e sul simbolo che rappresenta l’intera isola. In questo simbolo Zakynthos tiene in mano un serpente, poiché secondo alcune leggende, avrebbe liberato l’isola dai serpenti che la infestavano.
Esiste anche una teoria per cui gli arcadi, nel primo millennio a.C. arrivarono sull’isola con l’intento di fondare nuove colonie ed a testimonianza di queste origini vi sono lo speciale talento degli abitanti per la musica ed il culto della dea Artemide, caratteristiche tipiche dell’Arcadia. Più tardi Zante, passando sotto il dominio di Arkisios, re di Cefalonia, finì per essere soggetta alla potenza di Ulisse, re di Itaca. Insieme agli altri paesi dominati da Ulisse, anche Zacinto prese parte, con dodici navi, alla guerra di Troia; terminata la guerra, con il ritorno di Ulisse ad Itaca, ci fu il leggendario sterminio dei “pretendenti di Penelope”, tra cui vengono annoverati venti giovani di Zante. Questo evento mitologico ( Omero, l’Odissea)  sembra rifarsi ad una rivolta scoppiata nelle isole dello Ionio che, oltre a decretare la fine del potere di Ulisse, portò alla stesura di un particolare trattato in cui fu sancito per la prima volta il diritto ad un governo democratico.
Meravigliosa isola con pianure fertili, un’intensa vegetazione (tanto che Omero la indicò come Fiore di Levante) e  scogliere incredibili, offre panorami mozzafiato.
La Spiaggia del Relitto: accessibile solo via mare perchè racchiusa tra due alture, al centro vi è un relitto di mercantile arrugginito portato lì dalle acque, è costituita da milioni di piccoli sassolini dalle tonalitĂ  azzurre del mare che si perdono a vista d’occhio, l’effetto del colore è dovute alle numerose grotte sulfuree che contornano la spiaggia e che quando si alza il mare liberano grosse quantitĂ  di zolfoREL;
Marathonissi: luogo di riproduzione delle tartarughe di mare Caretta-Carettazante_tartaruga, è un parco marino e per questo è proibito l’ancoraggio ha due splendide spiagge, una di sabbia che degrada dolcemente verso il mare e l’altra di sassi dalla quale si può accedere a nuoto ad un’enorme grotta, mentre l’altra è . visitare sia la grande grottaisola4; Limnionas: vi si accede scendendo alcuni gradini scavati nella roccia, una spiaggia non ampia e un mare in cui le sfumature di colore e la trasparenza dell’acqua lasciano esterefatti,  i fondali e le grotte invitano alle immersioni e dove  le grotte (ce ne sono miriadi) spesso proseguono anche sott’acqualimnio1;
le grotte di Keri: accessibili solo via mare, si sviluppano in prossimitĂ  del promontorio di Capo Marathia, molte hanno un ingresso appena sufficiente per entrarvi nuotando, altre invece sono abbastanza ampie da potervi accedere direttamente con un’imbarcazionegrotte2;
i Mizitres, due faraglioni, formazioni geologiche,  vicinissimi alla roccia che scende a picco sul mare e che con essa formano una spiaggetta di sabbia finissima raggiungibile solo in barca, in uno dei due faraglioni è presente una spaccatura, percorribile a nuoto, che lo attraversa interamente e che è popolata da numerose stelle marinem;                   le grotte blu:  possono essere visitate con un’imbarcazione, devono il loro nome ai particolari riflessi che l’acqua assume al loro internoblublu2;
il Lago nero: tra le  mille grotte ce ne è una, raggiungibile solo in barca,  che offre la possibilitĂ  di camminare a piedi su un tratto spiaggioso che la delimita fino ad un certo punto, poi si torna ad avere sotto i piedi l’acqua,  perchè questa grotta prosegue  all’interno con un laghetto chiamato nero perchè non essendo illuminato, l’acqua sembra nera, il “laghetto” , a dispetto del diminuitivo, è grandicello, per cercare di scorgere qualcosa al suo interno bisogna munirsi di una pilanero.  Ma Zante non è non solo mare; sul monte Skopos, si trova il piccolo monastero semi diroccato costruito, in onore della Madonna, nel XV secolo; da qui è possibile vedere l’intera isola; i veneziani (nel periodo dell’assedio) apprezzarono il luogo tanto da dare al monte il nome di Belvedere; il monastero venne costruito sui resti dell’antico tempio di Artemide, è in stile bizantino e il suo interno riccodi affreschiMONASTERO DELLA MADONNA SKOPIOTISSA.

Dopo questa lunga passeggiata decido che è ora di rilassarmi, e perchè non farlo in uno dei caratteristici Kafenion?z Zante ne è piena. Il caffè in Grecia è un vero e proprio rito, va bevuto lentamente per permettere ai fondi di depositarsi all’interno della tazza, possiamo ordinarlo amaro (pikrò), zuccherato (mètrio) o dolce (glikò)bar della riconciliazione. E se insieme al caffè ordinassimo un dolce? Su questa isola se ne producono con creme, cioccolato, frutta, fiori di camomilla sbriciolati… Quelli piĂą tradizionali hanno come ingredienti principali le noci, le mandorle e la cannella. Io ordinerei quello preparato con una sfoglia ripiena di crema e coperta in superficie da zucchero a velo e cannella, il suo nome è bugatsa. La ricetta? Eccola:
ingredienti:  250 gr. di semolino;  750 gr. di acqua;  un pizzico di sale;  zucchero a velo;  cannella in polvere.                           Far bollire l’acqua con  un pizzico di sale e versare  a pioggia il semolino; mescolare in continuazione fino a raggiungere la consistenza della nostra polenta; versare in una pirofila oliata di dimensioni 20 x 30 circa, oliare leggermente anche la superfiie, coprire con un tovagliolo e mettere in frigorifero per qualche ora; tagliare a pezzi e friggere in abbondante olio bollente, appoggiarli su carta assorbente e spargere con  lo zucchero e  cannella fritures-zakinthou-L-TaG1RK

Ne sento il profumo.

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Buon giorno mondo!

FANTASIAE cosa sarebbe questo mondo senza la fantasia? Il mondo ha sempre fame di creativitĂ  e senza liberare la fantasia non sarebbe possibile, ci aiuta a trovare il bello anche nei momenti bui.

“La fantasia è piĂą importante della conoscenza.”   Alber Einstein

 

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Leggere

Passerei la vita a farlo, purtroppo il tempo è sempre tiranno, ma quando inizio riesco a bere un libro anche in marina-carlos-ruiz-zafonuna notte. La magia delle parole è grande. La mia amica Gina è una grande lettrice, qualche giorno fa mi consiglia e presta un libro: Marina di Carlos Ruiz Zafòn. Me lo suggerisce caldamente dicendomi che è ben scritto e la storia e surreale ma avvincente e l’autore è uno che vende moltissimo proprio per come scrive bene e per le trame che crea. Avevo sentito parlare di questo autore ma chissĂ  perchè non avevo mai avuto voglia di leggerlo, a volte la troppa confusione intorno ad un libro o un autore fa sicuramente vendere molto, ma a me sembra che difficilmente equivale al contenuto. Dalle prime pagine mi appassiona, ma andando poco piĂą avanti ne rallento la lettura, ma volevo arrivare fino in fondo per parlarne con Gina. E’ un intreccio di vite legato ad un mistero, ambientato nel 1979 a Barcellona. Sicuramente inquietante, scritto benissimo, ma di un cupo che a tratti mi ha annoiato, intriso di una tristezza che però manca della lirica giusta per avvolgermi e rubarmi l’anima e poi, sinceramente, mi sembrava di leggere, a parte alcune sfumature, un copione giĂ  sentito, visto, letto…Qualcuno lo conosce e mi da un suo giudizio? 

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