TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Agostino – Alberto Moravia

In Versilia, Agostino, adolescente, sta trascorrendo una vacanza con la madre, vedova.
I due passano serene giornate tra nuotate e gioco.
Ma arriverà Renzo, giovane e vigoroso uomo, a spezzare questo legame.
E arriverà Berto, un ragazzo che guiderà Agostino in un mondo a lui sconosciuto, dolorosamente reale.
E conoscerà Saro, un uomo che gli aprirà un’altro mondo sconosciuto, quello della omosessualità.
Agostino riuscirà a superare la fanciullesca visione della vita per entrare nel mondo dell’adolescenza?

Un libro che spezza la fanciullezza e arriva all’adolescenza usando come mezzo il sesso e la sua scoperta, che realisticamente lascia spazio alla scoperta di realtà sociali sconosciute inquietanti, ma non per questo non affascinanti per un giovane ragazzo.
In parte un libro che mi ha lacerato quando mi sono infilata nel personaggio di Agostino, il distacco dalla madre, così angoscioso mi ha colpito. Non che vivi fuori dal mondo, ma riportando la storia negli anni in cui è ambientata mi sono sentita inquieta.
Un libro bellissimo, dove ho trovato tanto di Moravia, nel presentare la psicologia dei personaggi, nel raccontare luoghi e immagini. Erano anni che volevo leggerlo e chissà perchè non ci sono mai riuscita.
Ho fatto la strada a ritroso per quel che riguarda questo scrittore.

 

“Si, le fonti del Cliturno” disse il Saro con voce di sogno.
“Ancor dal monte che di foschi ondeggia
frassini al ventomormoranti e lunge”
incominciò Agostino con voce malsicura.

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Madri e figli

Questa sera mia figlia parlava con una mia amica di mamme e figli, di educazione dei piccoli, della differenza che c’era nei comportamenti delle mamme di tanti tanti anni fa (tempi miei) e di quelli delle mamme oggi…io ascoltavo involontariamente i loro discorsi. Mi ha stupito, sembra una che non si interessi di alcune cose e invece, è un’osservatrice.
La frase che mi ha commosso però è quando ha detto alla mia amica:”Non chiedo mai perchè, ma i miei amici sono tutti innamorati della mia stravagante mamma…” Chissà perchè mi ha definito stravagante…non glielo chiedo, la amo e basta, come amo tutti i bambini/giovani che incontro. E che sento figli miei.

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Dove ti porta il cuore…

Quando era piccola la portavo sempre sul mio cuore, spesso la legavo con delle fasce e la tenevo con me soprattutto quando facevo giardinaggio e non potevo appoggiare il seggiolino in terra; poi crescendo gli ho insegnato che deve sempre andare dove la porta il cuore, non deve dimenticare quel meraviglioso pulsare; in questi giorni ospitiamo Luca, un amico carissimo a cui vuole davvero bene, non è il suo ragazzo ma una bella amicizia. ” Mammy, che bello avere amici sinceri…” e credo che averle insegnato ad ascoltare il cuore gli serva davvero. Anche se a volte si rischia.
Ma la vita non è anche questo? Un meraviglioso incredibile rischio

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Dove eravamo rimasti

di Jonathan Demme.

 

 

 

Ricki, sessantenne, è il nome con cui si presenta come cantante rock, il suo vero nome è Linda e deve tornare a Indianapolis, città dove vivono i suoi figli e l’ex marito che ha abbandonato anni prima per seguire la passione della sua vita, la musica.
Ad Indianapolis, la figlia Julie ha tentato il suicidio dopo il divorzio.
Esclusa dalla vita dell’ex marito, che si è risposato, e dei figli che ha trascurato (oltre Julie, uno che sta per sposarsi, l’altro omosessuale), dovrà ristabilire con loro un rapporto d’affetto e unione lungamente perso.
L’opportunità sara il matrimonio del secondogenito, a cui Linda parteciperà con l’attuale compagno, il chitarrista della band in cui canta.
La cerimonia sarà il palco per una sua esibizione a cui si uniranno i figli e gli amici.

Un film che mescola il dramma di una famiglia alla musica. Volevo vederlo già quando uscì nelle sale nel 2015 ma non ci sono riuscita, l’ho fatto qualche giorno fa.
Protagonisti Meryl Streep e Kevin Kline, presente nel cast Mamie Gummer, la vera figlia della Streep.
Film prevedibile, storia per niente originale, vista e rivista, un po noiosa a mio giudizio. Il finale poi è melenso…tutto lieto fine anche se si passa per il dramma, il tormento, il dolore, il riscatto.
Cosa salvo di questo film? La parte musicale, ma soprattutto lei, Meryl Streep. In questo film è da urlo, una delle rare attrici contempoaranee più talentuose. Scontato? Sicuramente, ma tale è. La rocker è lei! La madre è lei!

 

 

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Prima/Adesso

Quando guardo questa foto mi viene da ridere e un po’ di nostalgia. Vengo scelta per una rappresentazione nel presepe vivente. Imparo la parte e mentre la imparo Meli la memorizza, andiamo alla prima prova e mentre faccio pausa il ragazzo che doveva duettare con me sta provando…Meli ripete per filo e per segno tutta la parte. Il regista è sconvolto, questa puffetta rotondetta e piccola, riservata ed educata lascia tutti sbalorditi. Proposta: adattare la mia parte per lei…accetto e chiedo a Meli se vuole farlo, e lei candida dice: “Si la so meglio di mamma…” E ovviamente è un successo, Vedere una bimba piccola duettare con un adulto, nel freddo delle notti di gennaio, sull’aia, sicura e precisa, ripetere per ben due ore, è stato davvero il top…

Ora la guardo, con i suoi capelli azzurri, la sua sempre incredibile riservatezza, timidezza, il suo voler fare senza farsi notare…mai rifarebbe una cosa del genere, mai in pubblico. E penso che bella era e bella è ancora. Non fisicamente, ma nell’anima. Lo so sono la madre e sicuramente sono di parte, ma per me è la gemma più preziosa che io posseggo.

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Benvenuta!

Alice. Dopo la grande forza che la tua mamma ha avuto per farti nascere sei arrivata.
E ora profumi le nostre vite. Un nuovo fiore nel giardino della vita.

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E poi ci trovi loro…

…dove? A Roma
Accompagno mia figlia, che di deve incontrare con un paio di suoi amici, per “colorare” la giornata
Ovviamente resto, sono curiosa. Gironzolo (inseme a mia sorella) tra i capannoni…Oriente…Spagna…Messico…America…Irlanda…Country.
Qui mi fermo, incuriosita dall’esposizione di stivali di tutte le fogge, di stetson, camicie colorate, ricamate, quadrettate. E dall’invitante profumo del cibo.


Mentre lo sguardo vaga di qua e di la, il mio padiglione auricolare (messo a dura prova dal vociare, urlare dei speaker che richiamano agli spettaoli) capta una melodia che non puoi non conoscere, non puoi non amare…Ennio Morricone.
Ma chi cavolo la esegue così bene?
Loro.
Mi siedo e li ascolto rapita. L’interpretazione delle colonne sono dei film ” spaghetti-western”, è impeccabile, come stupendi sono i brani da loro scritti ed eseguiti (ad esempio E lo chiamarono Giustizia).
Mi rubano gli occhi con le loro movenze, la simpatia, l’abbigliamento. Ma soprattutto mi rubano il cuore.
Sono forse in trance…propabile, è la fame. Ma dopo esermi rifocillata mi risiedo sotto il palco e arrivano ancora loro. Non posso non ascoltarli.
Bravi, bravi davvero. Quel tanto di moderno, di rock che te li fa amare ancora di più.
Loro sono i Dollaro D’Onore – Western Orchestra -, toscani, mitici!


Grazie a mia sorella potrò seguirli nella pagina FB: https://www.facebook.com/dollarodonore/


Non perdeteli se siete appossionati di questoi genere, ma se non lo siete li amerete. A me così è successo. Mi hanno conquistato.

Voglio nominare anche ‘Accademia Internazionale del Musical Torino, davvero bravissimi. Anche loro scoperti in questa lunga, divertente, gioiosa giornata.

Un grazie a mia figlia, mi trascina ovunque….e io scopro sempre cose nuove. Il mio passato, il suo presente. Mix esplosivo.

  

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Figli

I figli si partoriscono ogni giorno.

Alda Merini

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Figli

Non amo questa figura della psicoanalisi, anzi, ma questa sua frase l’appoggio in toto.

“Non puntate ad avere un figlio che piacerebbe a voi. Abbiate rispetto per quello che il bambino è”  
(Bruno Bettelheim)

     “Giovane madre che cuce”
                Mary Cassatt

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Il ragazzo invisibile

di Gabriele Salvatores

 

 

Giovanna, poliziotta vedova, vive con il figlio Michele, un adolescente che spesso viene preso di mira dai bulli a causa della sua timidezza.
Michele si rende conto ben presto di avere un superpotere, può diventare invisibile.
Ma Michele scopre anche di essere stato adottato.
I genitori naturali fanno parte di un gruppo di persone con superpoteri acquisiti dopo un disatro nucleare in Russia.
La mamma risulta essere morta nel tentativo di fuggire dall’area contaminata e controllata dai militare, il padre riesce a sopravvivere e mettere in salvo  Michele, ancora in fasce, lasciandolo davanti la casa di Giovanna

 

 

Film non recente (ma io ci arrivo con mooolta calma), del 2014. Un film da vedere, non per gli effetti speciali (che non ci sono), no per supereroi muscolosi (che non ci sono), non per scene d’azione rocambolesche (che non ci sono)…ma per ciò che rappresenta il personaggio: la crisi adolescenziale, l’autostima, l’affermazione, l’amore innocente.
E ancora: una regia stupenda, una sceneggiatura ottima, un cast perfetto, una storia fantastica ma piacevole, originale, non banale, dal finale soprprendente. Un film dove la noia è bandita.
La trama sembra un film da ragazzi, e lo è, ma anche gli adulti non ne rimaranno delusi. Io a tratti mi sono anche emozionata (come dice mia figlia …core de mamma…).

 

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