TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Madre/figlia

Che dirti figlia mia! Abbiamo sognato insieme, abbiamo camminato tra prati e boschi meravigliandoci della natura e amandola, abbiamo camminato in alta quota sulla neve candita, io con fatica tu no; abbiamo applaudito in teatro e pianto per l’emozione guardando documenatri sulle due guerre che hanno sconvolto il nostro continenete; ci scambiamo libri, visitiamo musei e discutiamo sulle opere viste, cerchiamo strade per migliorare la nostra vita…eppure siamo diverse nei gusti, nella manualità, nelle ambizioni, nel modo di affrontare la vita, nei gusti alimentari…ma la cosa che mi fa sorridere è che alla fine ci sosteniamo, ci incoraggiamo, ci piacciamo. Siamo amiche, ma comunque riamaniamo madre e figlia, quella linea che deve esistere per poter essere sicure una dell’altra. Quella linea che è nella natura. Meravigliosa invenzione anticonvenzionale, a differenza di quello che sembra una convenzione.

    

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Non è una lezione…

…ma una constatazione, triste se vogliamo.

Per noi genitori i figli sono il centro dell’Universo, almeno per me, è la mia vita.
Ma il figlio non deve diventare un desposta a cui i genitori devono inginocchiarsi. Vedo bambini a cui è permesso di tutto, anche mandare a “vaf……” madre o padre; il permissivismo senza regole non è un bene, porterà alla debolezza, del bambino diventato adulto, davanti i problemi della vita e per reazione potrebbe diventare prepotente, un tiranno convinto che la forza è la base del potere sugli altri, un bullo incapace di tollerare ache la minima frustrazione.
Dobbiamo avere il coraggio di mettere dei limiti, dobbiamo avere il coraggio di essere irremovibili davanti ad un no; i figli non devono vederci come un comandante, ma deve capire quando agiamo per il suo bene.
La nostra resistenza deve comunque essere equilibrata, non dobbiamo urlare, strillare o alzare le mani…ma parlare, spiegare, ascoltare, mantenere una coerenza.

 

“I genitori troppo morbidi sono quelli che fanno le peggiori ingiustizie ai figli
(G.Barbiellini Amidei)

 

(oggi ero presente ad una manifestazione per le forze armate e un bambino, circa 8 anni, ha beatamente detto al padre di andare a quel paese solo perchè il papà gli aveva proibito di scavalcare un muretto….e c’è anche di più, davanti a ripetuti no del genitore sapeste che crisi isterica…)

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Carezze…

Questa mattina mentre passeggiavo in paese ho visto una mamma seduta sulla panchina con una bimba tra le braccia, la bimba gli accarezzava il viso…avrei voluto fotografarle. Erano bellissime.
La carezza è un gesto intenso, immediato, è uno di quei gesti che più lega, rafforza, costruisce il legame mamma/bambino.
Ho sempre pensato che quando Meli mi accarezzava (e ancora non parlava) volesse dirmi qualcosa di particolare, volesse comunicarmi la sua serenità, felicità, la sicurezza che spero riceveva da me. O forse solo dirmi che mi voleva bene. Un’illusione forse, ma il mio istinto mi diceva questo. Una carezza stabilisce un legame che non può essere descritto profondamente con le parole.
Fino a due tre anni fa ancora qualche carezza la ricevevo, ne ero intenerita, ora solo abbracci, ma è giusto così, quelle carezze non sono più fisiche ma me le dona con le parole, a volte mi dice cose che mi lascaino basita e stupendamente inebriata. E se gli chiedo “Ma dici davvero?”, risponde: “Io ti conosco bene.”

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Costruire…

“Mamma, sono abbastanza sicura del mio futuro, o almeno di quello che voglio fare dopo il liceo, e la mia strada la vedo…ma tu e papà mi dovete sostenere, essere vicini, mi dovete aiutare a costruire quello che vedo. Se sarà possibile, perchè è un strada dura.”
E io mi sono commossa e sciolta. Costruire….

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L’Orsa

L’Orsa maggiore è una costellazione molto luminosa, visibile sempre, in ogni periodo dell’anno e ad ogni ora della notte; non è molto lontana dalla Stella Polare.
Le sette stelle più brillanti dell’Orsa formano il Grande Carro, anche se quest’ultima è considerata una costellazione se stante, forse perchè è tra le più riconoscibili.
Tra le sette stelle sono riconoscibili Mizar e Alcor che ruotano una attorno all’altra. Alcor è visibile solo nelle notti molto buie essendo piccola e poco luminosa.
Secondo la mitologia greca l’Orsa è Callisto.
Callisto era una bellissima ninfa, la favorita della dea Diana, a cui aveva giurato di non sposarsi mai.
Zeus però si innamorò di Callisto e la amò segretamente, dalla loro unione nacque Arcade. La gelosissima moglie di Zeus, Era, la trasformò in un’orsa, desiderando che fosse uccisa da un cacciatore.
Arcade, ignaro di ciò che era accaduto alla madre, crescendo divenne un abile cacciatore. Proprio lui incontrò l’orsa che avendolo riconosciuto gli andò incontro, ma il giovane, impaurito e senza sapere che era la sua bella madre, tentò di trafiggerla con una freccia.


Zeus, impietosito da quello che sarebbe stato un delitto, lo fermò, tramutò il giovane nella stella Arturo (che si trova nella curvatura della coda dell’Orsa) e la madre nell’Orsa Maggiore; Zeus lanciò Callisto in cielo tenendola per la coda che si allungò smisuratamente.
Era, non avendo la soddisfazione di vedere la ninfa morta chiese aiuto a Teti, che lanciò una maledizione che condannò madre e figlio a vagare per sempre nel cielo e non riposare mai sotto l’orizzonte.

 

 

“Vaghe stelle dell’Orsa, io non credea
tornare ancor per uso a contemplarvi
sul paterno giardino scintillanti…”

(dalle Ricordanze)

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Amare i figli

I figli si amano, sempre comunque, ovunque; ma oggi ho detto grazie a mia figlia  per tutte le risate che mi strappa in questo periodo un po’ dificile della mia vita. Grazie perchè  mi fa ridere e ridere fa bene al cuore.

 

Buonanotte blogger!

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Coraggio…

Tremo ma ti ammiro e ti voglio bene quando tiri fuori il coraggio…

 

 

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Carnage

di Roman Polanski.

 

Quattro genitori, una lite tra figli, una stanza. Genitori/persone mettono a nudo se stessi

 

 

Jodie Foster, Kate Winslet (straordinaria), Christoph Waltz (per me il migliore in assoluto), John C. Reilly sono i meravigliosi interpreti di un dramma che solo inizialmente è centrato sui conflitti adolescenziali, poi cadono le maschere invisibili degli adulti e la stanza, dove si svolge tutto il film, diventa l’arena feroce dove ipocrisia, menzogna, aggresività invadono la civile convivenza portando a galla istinti feroci.
Certamente un film interessante di cui ne riconosco l’impeccabile regia, ma io mi sono annoiata da morire. Questa volta Polanski non mi ha incantato, anzi, delusa…non ne ho capito il senso. Mettere a nudo l’uomo e i suoi istinti? Scavare l’intimità di ognuno di noi? Riporatre il cinema a dialoghi complessi e fitti come non se ne vedono più (io mi sono persa tanto lo erano, troppo…)? Cercare il perchè della mancata comunicazione tra coppie?….e il finale? Dov’è?
Qualcuno lo ha visto? Mi da un parere?

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Riparto…

…dall’11 settembre, ma non per parlare di attentati o dolore. Ma per dire ancora una volta che “…il posto che mi piace si chiama mondo…” perchè l’11 settembre può accadere che devi fare gli auguri ad una delle amiche più particolari e meravigliose che ho incontrato nella mia vita, che mentre esci da casa per festeggiare i tuoi 25 anni di matrimonio arriva la telefonata che per 15 anni non era mai arrivata “E’ nata Azzurra!!” e il cuore si allarga d’amore

aa

 

e arriva l’allegria per questo traguardo che non è niente male co e ridi con i tuoi con gli amici e ti emozioni se stringi chi hai battezzato quando era un cucciolo di 3 mesi e che poi ti fa da testimone alle nozze e ormai ti sovrasta in tutta la sua bellezza

 f e la tua amica pasticcera torna prima dalle ferie per farti un omaggio 25 e arriva un’altra bella notizia, e se poi a dartela sono i giovanissimi amatissimi nipoti del cuore “Zia, diventi prozia”  e scusate non ho retto ho fatti i salti di gioia, anche con i tacchi a spillo. Con mio marito ci siamo abbracciati e abbiamo detto che vale davvero la pena camminare ancora insime e speriamo a lungo, insieme alla nostra mervigliosa figlia perchè la vita è una girandola che fa scendere e salire ma che vale la pena attraversare.

2 E come dico sempre…sono malata di vita.

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Ti voglio ancor più bene…

Due giorni di “sofferenza” per Meli, non sto a specificare il perchè, ma la sua frase la dice lunga “…mi resta difficile a volte credere nell’uomo, è ingiusto ed egoista…non mi piace, è senza giustizia questa cosa…”, ecco quando la sento soffrire la amo di più, la vorrei stringere a me come quando era piccola per fargli sentire tutto il mio calore, vorrei togliere nei suoi occhi la tristezza, la vorrei prendere in braccio come quando piccola piccola si ranicchiava a me per trovare sicurezza…vorrei ma non posso, questa è l’età in cui deve decidere lei cosa fare, io mi limito a tenergli la mano, accarezzarla sui capelli…e lei mi stampa un bacio e mi dice “mà…tu sei sempre fiduciosa, credi sempre…ma come fai?”. Io rispondo solo “cerca in te…”. A volte le sofferenze aiutano a crescere, a costruire, a mettere impalcature, ad avere fiducia in se stessi, nelle proprie forze. Ma a me costa non entrare di più nella sua vita, solo perchè potrei togliere qualche sassolino, ma poi penso che eterna non sono e di sassi ne dovrà togliere da sola! E allora…mi limito ad amarla ancora di più.

 

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