TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Tu

Da un po’ di tempo sei fisicamente sempre più assente, tra amici e fidanzatino…le coccole tra noi si fanno rade…le passeggiate si diradano…dove sono tutti i baci che mi davi? ora solo il buongiorno e la buonanotte o quello quando esci…ma ti voglio sempre bene, immensamente bene, perchè comunque sei tu.

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Core de mamma…

…se dice a Roma…
Riordino la libreria, sfilo un libro e da questo cade un cuore rosso non proprio dai contorni “precisi”…e il mio di cuore accellera un po’.
Meli aveva 7 anni quando me lo fece trovare accanto a questo libro, che all’epoca leggevo, era appoggiato sul mio comodino, lo apro, e ci trovo tutto il mio mondo d’amore. All’epoca mi emozionai, oggi mi sono sciolta…  
Amore mio immenso, mia vita, mia forza

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Captain Fantastic

di Matt Ross

 

Foreste del del Nord America, madre, padre, sei figli.
Ben, il padre, uomo fuori dai schemi, educa i ragazzi all’allenamento fisico, alla caccia, a stretto contatto con la natura, ma non dimentica la parte intellettuale: letteratura, scienze, storia….
Vivono lontano dalla civiltà, un’esistenza fuori dal comune, un’esistenza che si infrange con la morte della moglie che, malata, vive l’ultimo periodo nella casa dei genitori.
La tragedia obbliga la famiglia ad avvicinarsi ala “civiltà”, un viaggio nel mondo reale dove emozioni e pericoli li travolgeranno inesorabilmente; dove si troveranno impreparati davanti alle convenzioni.

                          

Un film emotivamente emozionante, con un Viggo Mortensen poliedrico e carismatico come sempre, bravissimi i giovani attori.
Un film bizzarro come i suoi personaggi che non sono superficiali, ma che propone il rapporto padri-figli, che propone la felicità di vivree isolati dal mondo.
Un film in bilico tra irrealtà e propabilità alternativa di vita, che poi non è così irreale. Una realtà che applica leggi ristrettive ma allarga il raggio di conoscenza in modo alternativo, certamente questo comporta limiti e contraddizioni. La prova che il tipo di vita scelto dal padre sia giusto non può che essere lo scontro dei dubbi che il contatto con la realtà porta inevitabilmente.
Personalmente mi è piaciuto molto e mi ha anche divertito in alcune scene, trovo sia un bel film con suggestive immagini e una domanda: possiamo vivere davvero lontano dai stereotipi che ci offre l’odierna società? Possiamo avere un pensiero diverso dalla globalizazzione?

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Lei dorme….

Ditemi che sono una mamma appiccicosa, ma vederla dormire, ancora oggi, è un rapimento dell’anima. La amo e nel sonno vedo la sua indifesa bellezza
Avrei voglia di tornare indietro e tenerla tra le mie braccia tutta la notte, come ho fatto mille volte.
Quanto è bello amare i figli!
E mi mancano tutti i bimbi che sono entrati nella mia vita, quanti ne ho tenuti tra le braccia. Tutti nel mio cuore, per sempre

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Nostalgia

Con questa situazione di mia madre, spesso mi viene nostalgia di mio padre, la sua pacatezza, i suoi occhi dolci, il suo sapermi consolare, coccolare, consigliare.
Ti vorrei qui, papà, con me.

 

“Le parole che un padre dice ai figli
nell’intimità della casa, nessuno
estraneo al momento le sente, ma alla fine
la loro eco raggiungerà i posteri.”

J.P.Richter

 

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Ancora un papa…con tanto di monumento

Giovan Battista Cibo, genovese, figlio di un senatore, prima vescovo, poi cardinale, all’età di 52 anni, nel 1484, viene eletto papa con il nome di Innocenzo VIII.
A lui si deve la spinta per una rinascita architettonica di molte chiese, edifici sacri e palazzi vaticani.
Come molti suoi pedecessori tenta una crociata contro i turchi, intrattiene buone rapporti con re, vicerè e quant’altro, ma, come molti suoi predecessori, darà vita ad una ossessiva caccia alle streghe, che porterà al rogo tante donne innocenti. In particolar modo le misure severe erano rivolte a maghi e streghe in Germania, e Spagna, dove nominò Tomás de Torquemada come grande inquisitore. I suoi inquisitori non potevano essere molestati da nessuna persona di qualunque rango o condizione sociale e se fosse accauto, l’autorità ecclesiastica procedeva alla scomunica, alla rigida applicazione delle pene canoniche e, se era il caso, ricorrere al braccio secolare. Nel periodo in cui Tomás de Torquemada fu inquisitore, furono istituiti processi molto rigorosi nei confronti degli ebrei convertiti al Cattolicesimo che fossero sospettati di falsa conversione, in quindici anni della sua gestione del tribunale i processi furono 100.000 (una ventina al giorno) mentre le condanne a morte furono 2.000; fu uno spietato torturatore degli ebrei, delle donne accusate di stregoneria e degli eretici.
E ancora, come diversi suoi predecessori non si asterrà dal nepotismo: favorirà i suoi figli naturali, riconosciuti, avuti in gioventù da una donna non conosciuta, mai sposata. Per loro vorrà cariche prestigiose, sia all’interno della Chiesa, che nel governo di Roma, e affiderà a loro importanti feudi. Nel 1487 proibì la lettura delle novecento proposizioni di Pico della Mirandola; il libro che le riportava fu bruciato.
Fu uomo di raffinati gusti musicali, un buon letterato, amante delle opere d’arte, ne commissionò molte ad alto livello sia per le chiese che per la sua villa, ma tutte furono poi distrutte o modificate.
Uomo debole, sia fisicamente che caratterialmente, muore a 60 anni, nel luglio del 1492, lasciando un governo instabile e gli stati pontifici nell’anarchia, la sua morte segnò l’inizio di violenza e disordini senza precedenti.
E’ sepolto in San Pietro, in uno splendido monumento funebre commissionato dal nipote Lorenzo, opera del Pollaiolo.

  

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Madonna col Bambino tra i santi Michele Arcangelo e Andrea

 

 

Un dipinto che adoro (olio su tavola) di Cima da Conegliano.
La Vergine e il Bambino Gesù, san Michele Arcangelo, di cui sono innamorata da sempre…guardare questa opera mi fa pensare alla rinascita sulla distruzione di ciò che è passato…il paesaggio mi suscita questo pensiero: le rovine fatiscenti e ben particolareggiate, in lontananza la città solida, ben strutturata (nella collocazione storica sicuramente un borgo, se ben ricordo proprio Conegliano).
I colri poi, armonia e quel dorato colore che sa tanto d’antico e mi infonde pacatezza. Guardarlo mi da la certezza, Maria e suo Figlio, sono la rinascita su ogni distruzione.

 

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La Befana di Melissa…a mamma

Non lo avrei mai lontanamente immaginato.
Quando i figli ti osservano e tu non te ne accorgi…

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Padre

Nel buio della
notte
ti cerco
ancora con il cuore
ti sento.

Nel buio della
vita
ti cerco
ancora con il cuore
ti sento.

Sei la mia
luce

 

Paola

 

 

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Agostino – Alberto Moravia

In Versilia, Agostino, adolescente, sta trascorrendo una vacanza con la madre, vedova.
I due passano serene giornate tra nuotate e gioco.
Ma arriverà Renzo, giovane e vigoroso uomo, a spezzare questo legame.
E arriverà Berto, un ragazzo che guiderà Agostino in un mondo a lui sconosciuto, dolorosamente reale.
E conoscerà Saro, un uomo che gli aprirà un’altro mondo sconosciuto, quello della omosessualità.
Agostino riuscirà a superare la fanciullesca visione della vita per entrare nel mondo dell’adolescenza?

Un libro che spezza la fanciullezza e arriva all’adolescenza usando come mezzo il sesso e la sua scoperta, che realisticamente lascia spazio alla scoperta di realtà sociali sconosciute inquietanti, ma non per questo non affascinanti per un giovane ragazzo.
In parte un libro che mi ha lacerato quando mi sono infilata nel personaggio di Agostino, il distacco dalla madre, così angoscioso mi ha colpito. Non che vivi fuori dal mondo, ma riportando la storia negli anni in cui è ambientata mi sono sentita inquieta.
Un libro bellissimo, dove ho trovato tanto di Moravia, nel presentare la psicologia dei personaggi, nel raccontare luoghi e immagini. Erano anni che volevo leggerlo e chissà perchè non ci sono mai riuscita.
Ho fatto la strada a ritroso per quel che riguarda questo scrittore.

 

“Si, le fonti del Cliturno” disse il Saro con voce di sogno.
“Ancor dal monte che di foschi ondeggia
frassini al ventomormoranti e lunge”
incominciò Agostino con voce malsicura.

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