TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Litigi d’amore

di Mike Binder

 

Detroit. Terry, abbandonata dal marito per la segretaria, ha quattro figlie adolescenti con tutti i problemi che l’età vissuta richiama. La donna è depressa, collerica, frustrata, impaurita dallo scorrere del tempo e… amante dei drink.
Il suo vicino di casa è un ex campione di baseball, Denny, solo, annoiato e che non disdegna l’alcol.
Tra colpi di scena, situazioni drammatiche e ilari, progetti lavorativi, riusciranno Terry e Denny a costruire una coppia stabile?

Pioggia torrenziale con tuoni e fulmini, un’amica propone di vedere un film, sceglie, più che il film l’attore, Kevin Costner, e a Kevin non si può dire di no.
Una commedia gradevole che a tratti emoziona, godibile anche se non è un capolavoro. Personalmente più di tanto non mi ha coinvolto, ma mi ha fatto trascorrere il tempo in buona compagnia con tè e ciambelline zuccherate.
Ottima Joan Allen nei panni di Terry.

 

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L’affido – Una storia di violenza

di Xavier Legrand

 

Siamo in Francia, Bretagna, Julien, 11 anni, è conteso dai genitori che si sono separati.
Julien vuole vivere con la madre (come la figlia maggiorenne che ha potuto scegliere), ma il padre dà battaglia, fino a quando il giudice decide che il ragazzino deve passare i fine settimana con il padre.
Ogni volta che Julien va dal padre entra in ansia, l’uomo è violento, irascibile, frustrato, anche nei confronti dell’ex moglie su cui vorrebbe, e spesso ci riesce, avere ancora il controllo fisico ed emotivo.

 

Film pluripremiato, non mostra scene particolarmente violente, ma mette in evidenza le violenze psicologiche che possono essere devastanti come quelle fisiche.
La storia è centrata su un uomo che non accetta di essere lasciato, una condizione spesso reale, purtroppo molto comune. La trama può sembrare scontata, ma il film è ottimo.


Ho apprezzato molto questo film, non fa giri inutili, nella sua durezza fa riflettere su chi subisce la violenza ma senza dimenticare chi la usa. Durante la scena dell’udienza mi sono posta il dubbio su chi avesse ragione, lei o lui?, ma andando avanti il regista sa ben definire la situazione, in un crescendo emotivo ad alta tensione. Ho visto e conosciuto bambini costretti a subire l’affido non voluto , e ovviamente con ragione, motivato dalla legge; ho sofferto nel vedere la sofferenza di Julien se l’avvicino soprattutto ad una bambino che mi è stato molto caro e che, ormai adulto, lo è ancora. A volte il silenzio, l’omertà sono la vera arma di dolore che viene inflitta a questi bambini.
Complimenti a Xavier Legrand, che sicuramente racconta una storia che a qualcuno farà storcere il naso (direi coraggioso), ma ha saputo dipanarla dalla parte del ragazzo, del suo dolore, della sua ansia, almeno io questo ho percepito; bravissimi Denis Ménochet e Léa Drucker nell’interpretare i genitori, meraviglioso Thomas Gioria nella parte di Julien.
Il film fa riflettere sulla quotidianità che purtroppo viviamo sempre più spesso, persone (uomini o donne che siano, anche se le statistiche parlano di maggioranza uomo) che fuori dalla famiglia sono irreprensibili, in famiglia demoni (e i giudici a volte non credono), basta un niente per dar fuoco a una miccia, e arriva la paura, il ricatto, la violenza.
Purtroppo la maggior parte delle violenze è perpetrata da uomini, le madri tendono a subire, fino a che possono, per difendere i figli.
E si avvicina la Giornata contro la violenza sulle donne
Le statistiche dicono che ogni 60 ore una donna viene uccisa, l’81% delle violenze è in ambito domestico, nel 46% l’assassino è il partner o l’ex, il 35% dei delitti avvengono nella casa della vittima, il 15,8% in strada.

 

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Oggi mi hanno domandato..

…”Quale ritieni sia il tuo più grande successo?”
Ci ho pensato un pò, ritengo che qualche successo nella vita l’ho ottenuto, ma forse il più grande è mia figlia! Il mio amore immenso.

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E 23…

Augurarti cosa?
Che amore e serenità regnino sempre nella tua vita, amore mio infinito.

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Libera

Di trovare la propria strada, di volare verso il mondo e la vita, senza costrizioni e pregiudizi.

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E’ nostalgia

E’ linea invisibile
la mia nostalgia -che-
viaggia
oltre l’antico continente
oltre gli oceani immensi

tra apostoli di mare e
barriere coralline,
tra incisioni sacre e
montagne blu,
avvolta in melodiche
bianche vele

tu – figlio mio lontano
tu – nel mio cuore incastonato

Paola

 

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Prisoners

di Denis Villeneuve


Conyers, provincia tra i freddi Boschi della Pennsylvania: i Dover e i Birch, amici e vicini di casa si ritrovano a pranzo per festeggiare il Giorno del Ringraziamento, la giornata si prevede allegra. Le due figlie delle coppie, Anna e Eliza, di sei e sette anni, escono per giocare e scompaiono. A capo delle indagine per il loro ritrovamento, c’è il detective Loki (Jake Gyllenhaal), esperto di rapimenti, razionale, lupo solitario dall’intuito sorprendente, apparentemente disincantato. Loki arresta Alex (un ragazzo con problemi mentali, che ha subito da bambino un rapimento), proprietario di un camper parcheggiato nelle vicinanze proprio dove scompaiono le bambine. Quando Alex viene rilasciato per mancanza di prove Keller Dover (Hugh Jackman), devoto e fanatico cristiano, patriota, decide di agire da solo, spalleggiato da Nancy Birch, moglie di Franklin che invece è contrario a questa decisione. Mentre vengono seguite diverse piste aumenta in Dover la pressione nervosa,  pensando che la figlia sia in pericolo di vita, completamente fuori di sé, decide di dover agire il più presto possibile anche con modalità cruente. 
E poi arriverà Holly Jones…
Quello che sembra l’indiziato del momento sfugge un’attimo dopo….Chi sarà davvero il colpevole della sparizione delle piccole? Qual è il confine tra giusto e sbagliato?

E’ un thriller drammatico, inquietante, cupo: personalità ambigue, istituzioni, la lotta e la disperazione delle famiglie… In questo film ho trovato tanto, tanto dolore, tante emozioni,  c’è il lecito, l’illecito, lo smarrimento istituzionale, la pressione religiosa, il simbolismo, il falso perbenismo, l’etica, la violenza mascherata, la corsa contro il tempo, i sospettati e gli insospettabili. Un “labirinto” (questa parola ha un grande peso nel film) dove la società american fluttua, sfuggendo a verità nascoste da sempre, dove i personaggi si dibattono in dilemmi e lotte interiori tra il bene e il male. 
Bravissimi gli attori, ma meraviglioso Paul Dano (Alex).
Sceneggiatura perfetta, con colpi di scena continui.
La fotografia è perfetta nel suo grigio doloroso.
Il finale? Vi sorprenderà. Da vedere assolutamente, uno tra i più bei thriller che ho visto. Un film che tira fuori i lati più oscuri della persona.

 

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Dono

Per la passata festa della mamma mia figlia mi ha regalato delle piante di gerani. Sa che adoro fiori e piante. Queste piante continuano a fiorire malgrado l’aria fredda, sono bellissime.

 
Oggi mi ha regalato un libro, così, senza un motivo specifico, è passata davanti una libreria, è entrata e girando girando ha pensato che quel libro era stato scritto per me. All’interno una dedica che mi ha commosso fino alle lacrime.

Ho ricevuto tanti doni belli dalla vita, doni preziosi, ma lei è il dono più grande, quello che rimargina ferite, cancella le paure, aiuta a costruire e se il caso aiuta a restaurare.

 

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Nostalgia…

Oggi li avrei voluti qui con me…per un caffè. E’ stata una giornata speciale, loro sarebbero stati orgogliosi.
La mia mamma e il mio papà. Per loro ero la “Principessa”.
A questa età a volte mi sorprendo nel pensare a quanto io li ami…anche nell’oltre.

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Tutti i santi giorni

 di Paolo Virzì

 

Guido è gentile, colto, poliglotta, lavora come portiere di notte in un grande albergo.
Antonia lavora in un autonoleggio, è irrequieta, è una musicista che canta la sera nei locali.
Vivono alla periferia di Roma, si amano tantissimo e lui tutte le mattine la sveglia con la colazione e il nome del santo del giorno.
Sognano di avere un figlio, che non arriva.

Una bella storia d’amore, una commedia vivace anche se c’è dentro il dolore di non essere genitori e la spasmodica ricerca per diventarlo. Una vita routine che non pesa, perchè la vivi con la persona che ami, quella con cui scegli di dividere la vita con tutto quello che comporta e che anche nelle difficoltà diventa più forte, perchè la forza arriva dalla complicità che hanno i protagonisti, una verso l’altro.
Bravissimi gli interpreti, Luca Marinelli (Guido) e Federica Caiozzo (Antonia, in arte Thony), intensi, dolci, comici. Film da vedere, è piacevole e senza sottovalutare l’argomento principale: la maternità desiderata.
Farete anche un viaggio nella mia Roma grazie alle belle inquadrature.
Ottima la colonna sonora.
Unico appunto che posso fare è che personalmente avrei evitato qualche scena e battuta troppo da commedia comico/volgare.

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