TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Segreto di famiglia – Mikaela Bley

Stoccolma: Lycke, otto anni, scompare davanti l’ingresso dei campi di tennis da lei frequentati. A lasciarla è la nuova moglie del padre.
La notizia si diffonde subito grazie alla rete nazionale; il caporedattore Jimmy, appena arrivato, incarica Ellen Tamm, specializzata in cronaca nera e con cui aveva avuto una storia d’amore, di seguire il caso.
Il padre e la madre di Lycke si accusano a vicenda, mentre si affievoliscono le speranze di trovare la bambina; genitori presi tanto dalla loro vita da non prestare attenzioni alla piccola. Solo la tata di Lycke sembra dimostrare un vero affetto per lei, offrendo anche un apporto fondamentale alle indagini.
Ellen Tamm intanto, tra mille difficoltà, indaga, il caso la coinvolge molto….un passato doloroso, un trauma, i segreti di famiglia si affacciano ancora….

Non è un capolavoro, ma si legge bene, senza troppi giri di parole la narrazione scorre.
In una storia leggerete due storie, quella di Lycke e quella di Ellen.
Tutti i protagonisti hanno un loro punto di vista, un segreto, un sospetto. Le loro vite sono intrecciate.
Se non amate trame troppo complesse, ma coinvolgenti, ve lo consiglio.

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In nome di mia figlia

di Vincent Garenq

 

André Bamberski, commercialista francese, viene contattato dalla ex moglie che gli comunica la morte della loro figlia Kalinka, di 14 anni, che si trovava in Germania con lei per le vacanze.
Apparentemente sembra un incidente ma Bamberski non ne è convinto. Le indagini da lui svolte e l’autopsia sembrano confermare i suoi sospetti: il nuovo compagno della moglie, il dottor Dieter Krombach avrebe violentato, drogato e ucciso la ragazza.
La giustizia tedesca è a favore del medico, ma André Bamberski farà del tutto per far aprire un procedimento giudiziario in Francia.

Un film crudo e bellissimo.
Film basato su una storia vera, una battaglia giudiziaria drammatica e dolorosa.
Lasciatemi dire che Daniel Auteuil (attore che a me piace tantissimo) è incredibile, davvero calato nel personaggio, la sua recitazione è toccante. Una figura paterna intuitiva nel suo sconvolgente dolore. Ripeto, la storia è drammatica e commovente, ma il film è da vedere. Non sono riuscita a perdermi neanche un minuto, davvero coinvolgente, anche se una storia triste è di grande coraggio. Una battaglia durata 30 anni.

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Il Premio

di Alessandro Gassmann

 

Giovanni Passamonte, scrittore, viene insignito del premio Nobel per la letteratura.
Oreste, suo figlio, sogna di aprire una palestra, ma non ha soldi, il padre allora gli promette aiuto economico ma in cambio chiede di essere accompagnato in automobile fino a Stoccolma. Nel viaggio verranno affiancati dal segretario di Passamonte e da Lucrezia, figlia sconclusionata dello scrittore.

 

 

Oggi era la giornata cinema, film scelto da Pasqualina.
Premetto che non vado matta per il genere e neanche per Alessandro Gassmann.
Il film, che ha la pretesa di mettere in campo temi come il rapporto tra padri e figli e il rapporto personale tra il regista e il suo vero padre, almeno tra le righe questo io ho intuito, è una banale commedia anche se recitata bene dagli attori. Sinceramente direi che solo Proietti (Giovanni Passamonte) ha sfoggiato la sua abilità di mattatore entrando perfettamente nel personaggio.
La sceneggiatura è debole, peccato, poteva uscire una storia anche simpatica, l’idea di stare tutti compressi in un’automobile in giro per l’Europa si poteva sfruttare meglio; bella la fotografia, buona la colonna sonora.
Un po’ mi sono annoiata, un po’ ho gradito.

 

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Festa del papà

Grazie a tutti i papà che sono un grande dono per noi figli, che ci aiutano a crescere anche se a volte con fatica, grazie a tutti quei papà che amano la “paternità”.

 

Ciao a tutti i papà che non hanno potuto ricevere il conforto, la carezza su una mano, un abbraccio…

Ciao papà, amore mio indimenticabile, tu che mi hai fatto amare le vette elevate e i cieli azzurri.

Oggi ho preparato questi dolci, una mia invenzione, mi avresti detto:”Venire da te è sempre andare sull’ottovolante”, non lo dimentico ❤

 

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I figli osservano

Mia figlia è in casa, come tutti.
Pensavo che potesse diventare inquieta visto l’inesistente possibilità di decidere arbitrariamente come gestire la sua vita , certamente è dispiaciuta di non poter vedere il fidanzatino, che vive a Roma, è dispiaciuta per non poter frequentare l’Università, a lei piace tantissimo, da domani inizieranno lezioni on-line, ma non con tutti i professori, peccato aveva 3 esami…è molto dispiaciuta.
L’inquietudine però non c’è, ha accettato serenamente tutta la situazione, devo dire con grande maturità e consapevolezza; lei e i suoi amici si sono organizzati con il computer e si “incontrano” in determinati orari per parlare, giocare, scambiarsi sull’andamento coronavirus, visto che sono sparsi tra il Nord e il Centro Italia, oltre che nei dintorni.
Partecipa alla vita familiare con rispetto e costanza, anche al torneo Monopoli; si informa con intelligenza e non tanto per sapere, dice che la conoscenza del momento può servire per il futuro. Lei e i suoi amici sono convinti che dopo questo periodo cambieranno alcune cose che non saranno più come prima. E mentre me lo diceva, sinceramente ho notato un velo di malinconia nei suoi occhi, ma quando gli ho chiesto a cosa pensano mi ha risposto che stanno valutando le basi….e chissà cosa sono ste’ basi! Al momento non è lecito sapere.

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Ancora…

…un figlio di amici che se ne va, disperato perchè qui non ha trovato lavoro (ed è maledettamente in gamba, sa tre lingue…) in Australia si. E mi sento triste, ma spero che trovi davvero una stabilità.

“I giovani devono andare, partire. Ma per curiosità, non per disperazione.”
Renzo Piano

 

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Noi due

Io e Roberta. Oggi abbiamo tremato, pianto, ci siamo fatte forza e poi gioito. Mai l’avrei lasciata sola. E quando mi sono sentita svenire lei ha sostenuto me. perchè i suoi figli sono i miei, mia figlia è la sua.

“Quando un amico chiede non c’è domani.”
(George Herbert)

Please letter
(Alfred Steven)

 

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Grazie Melissa

Nel suo sabato romano c’è stato spazio  per pensarmi… E mi conosce di più di quanto io pensi…

E grazie per la dedica forte e bellissima che mi ha scritto sulla prima pagina, non la riporto perchè molto personale, con quella sua grafia minuta, di chi ancora non si sente sicura in questo mondo, quasi una riservatezza che è lo specchio del suo essere ❤

 

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Tu

Da un po’ di tempo sei fisicamente sempre più assente, tra amici e fidanzatino…le coccole tra noi si fanno rade…le passeggiate si diradano…dove sono tutti i baci che mi davi? ora solo il buongiorno e la buonanotte o quello quando esci…ma ti voglio sempre bene, immensamente bene, perchè comunque sei tu.

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Ancora un papa…con tanto di monumento

Giovan Battista Cibo, genovese, figlio di un senatore, prima vescovo, poi cardinale, all’età di 52 anni, nel 1484, viene eletto papa con il nome di Innocenzo VIII.
A lui si deve la spinta per una rinascita architettonica di molte chiese, edifici sacri e palazzi vaticani.
Come molti suoi pedecessori tenta una crociata contro i turchi, intrattiene buone rapporti con re, vicerè e quant’altro, ma, come molti suoi predecessori, darà vita ad una ossessiva caccia alle streghe, che porterà al rogo tante donne innocenti. In particolar modo le misure severe erano rivolte a maghi e streghe in Germania, e Spagna, dove nominò Tomás de Torquemada come grande inquisitore. I suoi inquisitori non potevano essere molestati da nessuna persona di qualunque rango o condizione sociale e se fosse accauto, l’autorità ecclesiastica procedeva alla scomunica, alla rigida applicazione delle pene canoniche e, se era il caso, ricorrere al braccio secolare. Nel periodo in cui Tomás de Torquemada fu inquisitore, furono istituiti processi molto rigorosi nei confronti degli ebrei convertiti al Cattolicesimo che fossero sospettati di falsa conversione, in quindici anni della sua gestione del tribunale i processi furono 100.000 (una ventina al giorno) mentre le condanne a morte furono 2.000; fu uno spietato torturatore degli ebrei, delle donne accusate di stregoneria e degli eretici.
E ancora, come diversi suoi predecessori non si asterrà dal nepotismo: favorirà i suoi figli naturali, riconosciuti, avuti in gioventù da una donna non conosciuta, mai sposata. Per loro vorrà cariche prestigiose, sia all’interno della Chiesa, che nel governo di Roma, e affiderà a loro importanti feudi. Nel 1487 proibì la lettura delle novecento proposizioni di Pico della Mirandola; il libro che le riportava fu bruciato.
Fu uomo di raffinati gusti musicali, un buon letterato, amante delle opere d’arte, ne commissionò molte ad alto livello sia per le chiese che per la sua villa, ma tutte furono poi distrutte o modificate.
Uomo debole, sia fisicamente che caratterialmente, muore a 60 anni, nel luglio del 1492, lasciando un governo instabile e gli stati pontifici nell’anarchia, la sua morte segnò l’inizio di violenza e disordini senza precedenti.
E’ sepolto in San Pietro, in uno splendido monumento funebre commissionato dal nipote Lorenzo, opera del Pollaiolo.

  

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