TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Prisoners

di Denis Villeneuve


Conyers, provincia tra i freddi Boschi della Pennsylvania: i Dover e i Birch, amici e vicini di casa si ritrovano a pranzo per festeggiare il Giorno del Ringraziamento, la giornata si prevede allegra. Le due figlie delle coppie, Anna e Eliza, di sei e sette anni, escono per giocare e scompaiono. A capo delle indagine per il loro ritrovamento, c’è il detective Loki (Jake Gyllenhaal), esperto di rapimenti, razionale, lupo solitario dall’intuito sorprendente, apparentemente disincantato. Loki arresta Alex (un ragazzo con problemi mentali, che ha subito da bambino un rapimento), proprietario di un camper parcheggiato nelle vicinanze proprio dove scompaiono le bambine. Quando Alex viene rilasciato per mancanza di prove Keller Dover (Hugh Jackman), devoto e fanatico cristiano, patriota, decide di agire da solo, spalleggiato da Nancy Birch, moglie di Franklin che invece è contrario a questa decisione. Mentre vengono seguite diverse piste aumenta in Dover la pressione nervosa,  pensando che la figlia sia in pericolo di vita, completamente fuori di sé, decide di dover agire il più presto possibile anche con modalità cruente. 
E poi arriverà Holly Jones…
Quello che sembra l’indiziato del momento sfugge un’attimo dopo….Chi sarà davvero il colpevole della sparizione delle piccole? Qual è il confine tra giusto e sbagliato?

E’ un thriller drammatico, inquietante, cupo: personalità ambigue, istituzioni, la lotta e la disperazione delle famiglie… In questo film ho trovato tanto, tanto dolore, tante emozioni,  c’è il lecito, l’illecito, lo smarrimento istituzionale, la pressione religiosa, il simbolismo, il falso perbenismo, l’etica, la violenza mascherata, la corsa contro il tempo, i sospettati e gli insospettabili. Un “labirinto” (questa parola ha un grande peso nel film) dove la società american fluttua, sfuggendo a verità nascoste da sempre, dove i personaggi si dibattono in dilemmi e lotte interiori tra il bene e il male. 
Bravissimi gli attori, ma meraviglioso Paul Dano (Alex).
Sceneggiatura perfetta, con colpi di scena continui.
La fotografia è perfetta nel suo grigio doloroso.
Il finale? Vi sorprenderà. Da vedere assolutamente, uno tra i più bei thriller che ho visto. Un film che tira fuori i lati più oscuri della persona.

 

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Dono

Per la passata festa della mamma mia figlia mi ha regalato delle piante di gerani. Sa che adoro fiori e piante. Queste piante continuano a fiorire malgrado l’aria fredda, sono bellissime.

 
Oggi mi ha regalato un libro, così, senza un motivo specifico, è passata davanti una libreria, è entrata e girando girando ha pensato che quel libro era stato scritto per me. All’interno una dedica che mi ha commosso fino alle lacrime.

Ho ricevuto tanti doni belli dalla vita, doni preziosi, ma lei è il dono più grande, quello che rimargina ferite, cancella le paure, aiuta a costruire e se il caso aiuta a restaurare.

 

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Nostalgia…

Oggi li avrei voluti qui con me…per un caffè. E’ stata una giornata speciale, loro sarebbero stati orgogliosi.
La mia mamma e il mio papà. Per loro ero la “Principessa”.
A questa età a volte mi sorprendo nel pensare a quanto io li ami…anche nell’oltre.

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Tutta colpa del vulcano

di Alexandre Coffre

 

2010, il vulcano islandese erutta con tutta la sua potenza oscurando i cieli dell’Europa.
L’aereo su cui volano Alain e Valerie è costretto ad atterrare a Stoccarda.
I due, ex marito e moglie, si ritrovano dopo vent’anni in volo, diretti a Corfù per celebrare il matrimonio della figlia Cecile.
Si odiano ferocemente ma si uniscono per affrontare un viaggio in macchina attraverso l’Europa. Un viaggio dove non mancheranno angherie reciproche, dispetti, fughe, situazioni imprevedibili… dovute a rancori e dissapori mai appianati.
Chissà se troveranno un punto d’incontro per arrivare sereni al matrimonio?

 

Commedia francese di qualche anno fa.
Con le amiche cercavamo qualcosa di “leggero”, diciamo che per poco più di un’ora ci siamo rilassate, carino, divertente ma ci aspettavamo qualcosa di più, diciamo che le nostre risate erano contenute.
Però bravissimi gli attori, Dany Boon (Alain) e Valérie Bonneton (Valérie), nell’esternare le emozioni; bella la fotografia, sotto tono la sceneggiatura, grottesca la trama.

 

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Tutti i santi giorni

 di Paolo Virzì

 

Guido è gentile, colto, poliglotta, lavora come portiere di notte in un grande albergo.
Antonia lavora in un autonoleggio, è irrequieta, è una musicista che canta la sera nei locali.
Vivono alla periferia di Roma, si amano tantissimo e lui tutte le mattine la sveglia con la colazione e il nome del santo del giorno.
Sognano di avere un figlio, che non arriva.

Una bella storia d’amore, una commedia vivace anche se c’è dentro il dolore di non essere genitori e la spasmodica ricerca per diventarlo. Una vita routine che non pesa, perchè la vivi con la persona che ami, quella con cui scegli di dividere la vita con tutto quello che comporta e che anche nelle difficoltà diventa più forte, perchè la forza arriva dalla complicità che hanno i protagonisti, una verso l’altro.
Bravissimi gli interpreti, Luca Marinelli (Guido) e Federica Caiozzo (Antonia, in arte Thony), intensi, dolci, comici. Film da vedere, è piacevole e senza sottovalutare l’argomento principale: la maternità desiderata.
Farete anche un viaggio nella mia Roma grazie alle belle inquadrature.
Ottima la colonna sonora.
Unico appunto che posso fare è che personalmente avrei evitato qualche scena e battuta troppo da commedia comico/volgare.

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Two mothers

 di Anne Fontaine

 

 

Lil e Roz sono amiche fin dall’infanzia.
Lil ha un figlio, Ian, è vedova.
Roz ha un figlio, Tom, è separata.
Roz e Ian diventano amanti e, dopo averlo scoperto, anche Tom decide di intraprendere una relazione con Lil.
Per una serie di avvenimenti le due “coppie” si separeranno, ma dopo qualche anno decidono di ritrovarsi per una spensierata giornata al mare…una delle due coppie capirà che la passione che li aveva avvinti non si è mai sopita.

 

Film tratto da un romanzo di Doris Lessing.
Bellissime e bravissime Naomi Watts e Robin Wright (top), bellissimi i due attori che interpretano Ian e Tom, ma questo non mi ha aiutato a non annoiarmi, ad affascinarmi è stata solo la location: l’Australia.
Non che la storia sia banale, ma non sono riuscita ad entrare in empatia con questo film, non mi ha creato nessuna emozione nè mi ha fatto giungere un messaggio, neanche quello dell’amore, che forse la regista voleva far trasparire se ripenso alla scena finale sulla spiaggia; direi che è più una storia di attrazione e desiderio in un contesto torbido, neanche tanto originale.
Neanche la colonna sonora mi ha coinvolto.

 

 

 

 

 

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Lady Bird

di Greta Gerwig

 

Christine, studentessa inquieta, molto intelligente e ipersensibile di un liceo cattolico, in perenne conflitto con la madre, vive a Sacramento.
Si fa chiamare Lady Bird. Il suo sogno è lasciare la città natale ed essere ammessa in una università sulla East Coast.
Christine ha un’amica del cuore Julianne, entrambe si scrivono ad un corso di recitazione; Christine inizia una relazione con Danny O’Neill ma la relazione finisce quando la ragazza vede Danny baciarsi con un ragazzo. Nel fratempo Julie scopre che il professore di matematica, di cui è innamorata, è sposato. Le ragazze uniranno le loro delusioni e cercheranno di farsi forza a vicenda.
Nel mezzo di queste vicende se ne agganciano altre che faranno vacillare inizialmente la loro amicizia.
A Lady Bird intanto arriva la notizia che è stata ammessa all’università di New York, con grande disappunto della mamma. Le due non riusciranno a chiarirsi di presenza, ma solo quando Christine sarà lontana.

Commedia pluricandidata e premiata che alterna comicità e drammaticità. Piacevole da vedere.
Anche se non particolarmente accattivante nel tema tutto sommato è gradevole; è un ripetere ciò che si è già visto in altri film per quel che riguarda la vita e le problematiche adolescenziali. Interessante è che la regista ha saputo delineare con dei spazi ben precisi la personalità di tutti i protagonisti principali. Il centro del film però è il rapporto tra Lady Bird e la madre, puntigliosa e che non gli fa passare niente, sempre pronta ad ostacolarla e rimproverarla. La scena che mostra il vero rapporto tra le due, a mio giudizio, è quando la ragazza acquista un’abito per un ballo, la madre osserva e giudica…mai niente di positivo…il vestito è troppo rosa, così non va…e la ragazza chiede solo di dirgli che l’abito gli stia bene, vuole piacere alla madre…la madre dice sottovoce che si gli vuole bene però…Una scena che mi ha commosso…gli sguardi della ragazza, ma anche della madre, mi hanno fatto male. Ho ripassato nella mia mente che sono stata figlia (amatissima dalla madre) e ora sono madre (che deve crescere una futura donna, a cui spero riuscirò a passargli forza e determinazione, a farla corazzare per tutto ciò che la vita gli porrà davanti…e questo passa anche per l’apprezzamento. Una ragazza che creda in se stessa).
Davvero sorprendente Saoirse Ronan (Lady Bird), l’ho apprezzata molto, trovo sia bravissima nel recitare ogni sfaccettatura della personalità della protagonista: inquietudine, tenerezza, insicurezza, comicità, ironia, fame d’amore e apprezzamento materno.

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50 primavere

 di Blandine Lenoir

 

Aurore ha due figlie, un ex marito, una amica del cuore e 50 anni.
Perde il lavoro, una figlia è incinta, l’altra ha problemi sentimentali, arriva la menopausa con tutto ciò che comporta.
Casualmente rincontra un amore di gioventù.
Può tornare ad amare? Può essere ancora desiderabile? O l’aspetta solitudine e vecchiaia?


Un film per le donne, non solo quelle che hanno superato i 50 anni. Una commedia leggera, tenera, piacevole, semplice, fin troppo, non c’è originalità nella sceneggiatura; il punto di forza è la bella interpretazione, nei panni della protagonista, di Agnès Jaoui.

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E oggi lei…

…mia figlia, per parcondicio, visto che ieri ho parlato del mio ragazzo.
Non ama andare troppo girando, non è una che fa una grande confusione quando è in casa, ma c’è.
E nei giorni in cui decide di andare dalla sua amica a Perugia, o va un paio di giorni dal suo “moroso”, la casa sembra vuota, un po triste, mi rendo conto che non è più la piccola che accompagnavo ovunque…ora fa da se. Quando siamo assenti si prepara da mangiare, riodina la stanza, la cucina, cura i cani…Si prende cura di se stessa.

Ma il mio cuore e la mia anima e la mia mente sono sempre con lei.
Il mondo è suo ormai, io lo vivo con la lentezza che mi compete in questa mia età, l’avventura ora è sua.

 

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Figli e coralli

Tra il 2016 e il 2017 la Grande barriera corallina australiana (a largo delle coste a nord/est) subì la distruzione di quasi la metà dei suoi coralli.
2.400 chilometri di un ecosistema tra i più ricchi del mondo, la più grande struttura vivente al mondo, patrimonio dell’Unesco.
E ci risiamo…ancora una volta subisce lo sbiancamento, una vera minaccia per la sopravvivenza dei coralli: l’aumento elevatissimo della temperatura dell’acqua del mare interrompe il legame simbiotico tra loro e le microscopiche piante chiamate zooxantelle, questo porta all’interruzione della crescita dei coralli che diventano bianchi e, solitamente, muoiono.
Se le temperature scendono ci sono buone probabilità che i coralli si riprendano.
E’ l’ecosistema che per primo potrebbe estinguersi.
Il mio figlio adottivo mi dice”Devi venire…devi venire…prima che scompaia…” Quest’anno non è stato possibile causa Covid, spero nel prossimo di andare…l’anno passato non siamo riusciti ad andare sulla costa…
Intanto guardo lui da lontano…in foto…e sogno. Il suo abbraccio e i coralli.

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