TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Ettore Scola

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Omaggio a Ettore Scola.
Uno dei grandi maestri del nostro cinema. Ha realizzato film meravigliosi.
Il mio preferito in assoluto, che avrò visto credo più di dieci volte, è Una giornata particolare, che io reputo poetico e coraggioso, un grande film. Con due interpreti inimitabili.

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Best movie Tag

Ancora un Tag!
Grazie alla mia amica Penny del blog https://ilmondodelleparole.wordpress.com. Un tag interessante.

tag cinema

Regole:
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-Elencare i 5 film preferiti riportando titolo e regista con relativa descrizione non per forza in ordine di preferenza
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Film:

selma

Selma/La strada per la libertà, regia di Ava DuVernay.

Non commento, l’emozione è ancora forte. La colonna sonora tamburella sempre nella mia testa.

 

rosa

La rosa purpurea del Cairo, regia di Woody Allen.

Film che mi fa sempre sognare, romantico, delicato, pieno di sentimento senza essere melenso. Per me uno dei più bei film del regista.

 

africa

La mia Africa, regia di Sidney Pollack.

Film stupendo, immenso, scenografico, con due grandi interpreti. Un capolavoro, grandiso film, indimenticabile. Film che ha sancito l’amore tra me e mio marito in una serata magica a Roma.

 

nuovocinema-poster

Nuovo Cinema Paradiso, regia di Giuseppe Tornatore

Una favola moderna che vale la penna di guardare. Stupendo, dolce che ti catapulta in un mondo a noi lontano anche se vicino come tempo.  Uno tra i film più belli che ho visto.

 

cen

Cenerentola.
Si Cenerentola, perchè in me c’è sempre una parte bambina e questo è il mio cartone animato preferito. Da sempre e per sempre.

Nomination:

Lascio libertà a chiunque voglia partecipare di sentirsi nominato. C’è qualche amante della pellicola? Si faccia avanti 🙂

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La Papessa


Il film “La papessa” è tratto dal romanzo di Donna Woolfolk Cross.
La trama: Johanna è una ragazza che non accetta il destino riservato alle donne nell’epoca medioevale: sudditanza.
Contro il parere del padre e contro le regole della Chiesa cattolica, seguendo la sua idea di fede, decide di frequentare la scuola cattedrale di Dorstadt (dove conoscerà il conte Gerold, un nobile alla corte del vescovo) prendendo la decisione di travestirsi da uomo, assumendo l’identità del fratello con il nome di Johannes Anglicus; diventa monaco benedettino e avrà una carriera che, inaspettatamente, la porterà ai vertici ecclesiastici fino al pontificato. Intanto Gerold parte per la guerra di successione al trono di Carlo Magno e la ritroverà con l’occupazione di Roma. I due, già innamorati da tempo, vivono il loro sentimento, lui le chiede di seguirlo ma Johanna, che si rende conto che essere donna non  le darà mai la possibilità di seguire le attività e di avere l’indipendenza aquistata rifiuta. Da Papessa rimane incinta di Gerold e, per questo motivo decidono di scappare nel giorno di Pasqua, l’essere scoperta donna  la condannerebbe a morte. Proprio quel giorno, durante la processione, alcuni uomini (mandati da Anastasio acerrimo nemico della papessa) offendono la Papessa e  Gerold li affronta in duello, resta ucciso mentre Johanna muore perdendo sangue a causa di un aborto. I romani così scoprirono che il Papa era una donna, mentre Anastasio fu accusato dell’omicidio di Gerold e condannato all’esilio in un monastero per alcuni anni fino a quando, tornato libero, scrive una cronaca dove raccoglie la cronologia di tutti i papi, evitando però di menzionare Giovanna. La Chiesa accetterà il libro così com’è pur di cancellare l’imbarazzo di questo evento.
Il film ha sostanziali diversità dal romanzo.

La figura della Papessa Giovanna ha avuto sempre un suo fascino. Questo film è stato in parte ampiamente criticato, in parte apprezzato come uno tra i piú belli degli ultimi anni. A me in parte è piaciuto, mi sono fatta coinvolgere dalla figura di Giovanna, la bravissima Johanna Wokalek (era destino che la interpretasse visto il nome?) che ho trovato anche sensuale, una figura di donna assetata di sapere; dalla trama anche se inevitabilmente romanzata; dalla scenografia; dalla fotografia con i colori cupi per rafforzare l’atmosfera medioevale; dalla scena della battaglia; dalla opulenza papale; un film che non da pause, scorre con un buon ritmo. Mi ha lasciata interdetta la storia d’amore, troppo melensa per una donna che si è volontariamente trasformata in un uomo e ha rinunciato alla totalità di quell’amore; da alcune coincidenze negli avvenimenti, troppo semplicistiche; da alcuni costumi impropabili per l’epoca. Comunque lo trovo un buon film con un ottimo cast e poi se si pensa al regista, già si sà dove si va a parare, Sönke Wortmann è un pò sopra le righe, ama creare il sospetto è l’ambiguità. Per me è stato positivo.
Con Roberta abbiamo discusso di quello che ci è sembrato il vero nocciolo del film: come le donne vivessero in quell’epoca (e non solo), sottomesse, sfruttate e per nulla considerate se non per la riproduzione e l’uso nel sesso; di come la Chiesa fosse “integralista”, malata di maschilismo, simonia e nicolaismo; di quanta opulenza e povertà ci fosse allo stesso tempo; di come i papi sembravano imperatori; di come era facile morire per nulla. Ci siamo domandate se, al di là del voler creare un film su uno dei tanti fatti  (veri o no) della storia, non ci sia stata, da parte del regista, una provocazione nei confronti del sistema ecclesiastico.

La papessa Giovanna è una leggenda che nasce nella tradizione popolare, la conosco fin da piccola, ma con sfumature diverse; a Roma se ne è sempre parlato. A me l’ha raccontata quando avevo circa 12 anni mio nonno, dopo che avevo sentito dire da una signora “..ma chi te credi d’esse, la papessa Giovanna?” rivolta ad un’altra donna.
La leggenda dice che dopo essere stata eletta papa con il nome di Giovanni VIII, rimase incinta e durante la solenne processione di Pasqua nella quale il Papa tornava al Laterano dopo aver celebrato messa in San Pietro, nei pressi della basilica di San Clemente, la folla entusiasta si strinse attorno al cavallo che portava il Pontefice; il cavallo reagì provocando un trauma al papa che partorì prematuramente. Scopertone il segreto, la papessa fu fatta trascinare per i piedi da un cavallo, attraverso le strade di Roma, e lapidata a morte dalla folla inferocita nei pressi di Ripa Grande. Fu sepolta nella strada dove fu scoperta e questa strada fu evitata dalle processioni successive.
In altre versioni della leggenda (ad esempio in quella riportata nella cronaca di Martino di Troppau) la papessa Giovanna sarebbe morta subito al momento del parto oppure, una volta scoperta, rinchiusa in un convento. Di fatto a Roma si dice che Giovanna avesse un’amante fisso, da cui ebbe tre figli e quando fu scoperta fu rinchiusa in un covento  di clausura e non se ne seppe più nulla, anche mio nonno la raccontava così.
Ho sempre pensato, perchè si inventa una papessa? Ho quasi voglia di pensare che sia esistita, magari per breve tempo, non credo sia facile ingannare per anni la propria identità in un contesto maschile; magari ha avuto davvero dei figli, non ne hanno forde avuti i papi e proprio in Vaticano, dove alloggiavano le loro protette? Magari è vero che si è volutamente nascosta la verità, che ci vuole a cambiare le date, sopratutto in un’epoca come quella? Quasi quasi mi è simpatica la “Papessa”……

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