TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Invocazione e speranza

Signore,
non mi abbandonare in questo momento di povertà spirituale, porta via la mia diffidenza verso chi soffre; non permetterni di distanziarmi dagli avvenimenti negativi che circondano questa umanità.
Signore,
le prove per me sono state tante, a periodi tornano, dammi ancora la forza, sostienimi nelle avversità e difficoltà.
Signore,
non lasciarmi, non ti stancare di questa tua figlia che della speranza ne ha fatto una bandiera di vita e di fede, non lasciare che i miei pensieri si capovolgano.
Sostienimi e fammi mantenere la mia forza, allontana la debolezza dalla mia anima….come potrei vivere senza di Te?

 

“Non vi lascerò orfani, dice il Signore; vado e ritorno
a voi, e il vostro cuore sarà nella gioia.”
(Gv 14,18)

Annunci
16 commenti »

La mia anima mi salva

Si, la mia anima un po’ sognatrice, romantica, delicata (scusate se come al solito me la sono e me la canto), la mia anima che sa cercare il bello e mi fa alzare gli occhi sempre verso il cielo, mi salva dalle brutture di questa umanità sempre più persa nella maleducazione, ignoranza, prevaricatrice, approfittarice. non sto a spiegare chi mi ha dato una bella coltellata oggi, ma vi dico che mi ha lacerato una buona fetta di me. E allora Paola cerca e si rifugia e si allea con se stessa, si chiude nel suo rifugio e riparte, ferita ma riparte, e per farlo cerca nel fascino di storie antiche e nella Luna, il suo astro preferito che sempre si mostra meravigliosa ai suoi occhi.

 

UNA CANZONE MESOPOTAMICA
Gli studiosi dell’Università della California hanno ricreato la canzone più antica del mondo, composta 3400 anni fa, decifrando una serie di antichi testi cuneiformi.
Il gusto musicale dei popoli mesopotamici era anche un modo per avvicinarli ai loro antenati, la musica era considerata un’arte divina, il dio Enki/Ea, portatore della regalità, della magia, delle arti e dei mestieri, ne era il patrono. Tutto ciò che si sapeva della musica sumero-babilonese riguardava solo gli strumenti musicali illustrati nei bassorilievi e ritrovati nei siti archeologici.
Nei primi anni ’50 nell’antica città di Ugarit furono ritrovate quattro tavolette più una tavoletta che riporta la complessa notazione musicale di un inno sacro hurrita, il canto più antico mai scoperto; la tavoletta era incisa con le istruzioni per il cantante che doveva essere accompagnato da un sammum a nove corde, un tipo di arpa o di lira.
Il significato del testo non è del tutto chiaro a causa delle difficoltà interpretative del linguaggio hurrita.
Il brano è dedicato a Nikal, la dea hurrita dei frutteti.
Quello che riporto qui sotto è la traduzione italiana di una versione inglese semplificata del testo hurrita:

Verrò sotto il piede destro del trono divino,
e sarò purificato e cambierò.
Una volta che i peccati sono perdonati, non dovranno più essere modificati,
mi sento bene dopo aver compiuto il sacrificio.
Ho fatto amare la dea e lei mi ama nel suo cuore,
l’offerta che porto può coprire interamente il mio peccato,
con timore, ti porto olio di sesamo per mio conto.
La sterile può diventare fertile,
il grano può essere portato via,
lei, la moglie, si farà carico al padre (dei bambini).
Ella può dare figli a chi ancora non li ha avuti.

Mi piacerebbe ascoltare questo canto rimasto silente per secoli, mi intriga e affascina la suggestione di pensarlo tra atmosfere antiche tanto lontane da me.

 

(mi scuso per la pessima qualità dei scatti ma il mio celulare non è tra i migliori)

26 commenti »

Ti voglio ancor più bene…

Due giorni di “sofferenza” per Meli, non sto a specificare il perchè, ma la sua frase la dice lunga “…mi resta difficile a volte credere nell’uomo, è ingiusto ed egoista…non mi piace, è senza giustizia questa cosa…”, ecco quando la sento soffrire la amo di più, la vorrei stringere a me come quando era piccola per fargli sentire tutto il mio calore, vorrei togliere nei suoi occhi la tristezza, la vorrei prendere in braccio come quando piccola piccola si ranicchiava a me per trovare sicurezza…vorrei ma non posso, questa è l’età in cui deve decidere lei cosa fare, io mi limito a tenergli la mano, accarezzarla sui capelli…e lei mi stampa un bacio e mi dice “mà…tu sei sempre fiduciosa, credi sempre…ma come fai?”. Io rispondo solo “cerca in te…”. A volte le sofferenze aiutano a crescere, a costruire, a mettere impalcature, ad avere fiducia in se stessi, nelle proprie forze. Ma a me costa non entrare di più nella sua vita, solo perchè potrei togliere qualche sassolino, ma poi penso che eterna non sono e di sassi ne dovrà togliere da sola! E allora…mi limito ad amarla ancora di più.

 

15 commenti »

Matte

Prendeteci anche per matte, non è che ce la prendiamo più di tanto, anzi per niente…io e Roberta questa mattina ci siamo disegnati 19 puntini rossi sotto il seno sinistro, altezza cuore più o meno, ne toglieremo uno al giorno, dopo l’ultmo abbiamo deciso di gettare 19 fiori rossi in un torrente qui vicino…così..per queste giovani donne uccise…per la loro vita portata via dal fuoco e dall’odio, sperando che il loro sacrificio sia chiuso in ogni goccia d’acqua che cadendo su questa terra porti nuova vita, pura.  Abbiamo pensato anche al grande dolore fisico che hanno provato e ci siamo sentite male, se solo penso all’olio bollente con cui mi sono bruciata il polso quattro anni fa, una ferita viva che per fortuna si è ben rimarginata…ed era solo un polso, il mio grido è stato forte, sono quasi svenuta. Ci siamo domandate come si può fermare tutto questo, sicuramente con le armi, perchè le parole non sono più sufficienti, ma sulle labbra abbiamo creato un mantra: Amore, amore, amore, amore….tutto quello che abbiamo sentito noi nella nostra vita lo vorremmo donare anche in minima parte a chi ha il cuore nero (come dicevo nel post di due giorni fa, la madre non può non avere amore in se e noi siamo madri).

Tutta la rabbia che provo, la voglia di reagire duramente si convoglia in questa parola stupenda che racchiude tutto l’universo: AMORE.

E forse ha ragione Robert Browning: “L’amore è l’energia della vita” . Sorregetemi amici blogger in questo momento in cui ho metà cuore d’amore e metà di rabbia. Sorregete il mio amore per la vita. Tutta.

cuoreh

17 commenti »

Profezia e Destino

Locandina

 

Mentre la luna si impossessava lentamente della volta celeste, la Compagnia del Cavaliere e delle Sibille mettevano in scena un lavoro di Barbara Bricca. Un lavoro di grande potenza scenica ed emotiva.

DSC08002

 

Profezia, destino….
Due parole che non sono solo scritte sui fogli, ma dalla nascita dell’uomo hanno inciso sulla vita stessa dell’uomo. Barbara Bricca ha saputo concentrare in questo spettacolo tanta potenza emotiva da far sciogliere in lacrime, nel pubblico, chi più ha avuto l’anima aperta a ricevere tanta meraviglia. Gli attori stessi sentivano la forrza dei testi da loro recitati da porli in uno stato di ansia che si scioglieva solo dopo aver recitato.
Uno spettacolo bellissimo e intenso che io questa volta ho potuto vedere come pubblico solo in una prova, a cui sono stata invitata e che mi ha permesso di assistere anche ad una lezione sul Teatro e sulla Recitazione. Che Barbara fosse donna di temperamento lo sapevo ma l’immensità che ho scoperto durante quella giornata me l’ha fatta  apparire  in tutta la forza che questa regista/attrice mette nel toccare questa Arte sacra e potente.
Non sono stata pubblico ma questa volta “attrice”, e si, ho avuto l’immenso piacere di poter “lavorare” con lei e i suoi allievi. Un passaggio inaspettato della mia vita che mi ha commosso e riempito di gioia. Era un destino…e se vado a ritroso nel tempo forse ua piccola profezia c’è stata, ma noi uomini spesso non le vediamo, troppo presi dal vivere materiale e frenetico della vita.
Ho potuto vedere e assimilare il dietro le quinte: la preparazione, l’ansia, la paura, la voglia di cimentarsi e la magia, si la magia che tutto questo, se lo sai acciuffare e infilarlo nell’anima, ti può donare ed è per sempre.
Sono stata uno Spirito che donava almanacchi con incisi gioie e dolori…saprà l’uomo scegliere quelli giusti? Per 30 denari…chissà!

20160409_192905        DSC07941

” E nulla è, se non ciò che non è”
Scena potente quella del Macbeth, magistralmente interpretata, un impatto scenico che fluiva dal volteggio di mantelli che creavano un movimento che sapeva di mistero…

20160409_191420

E poi Seneca (De Providentia): “Riceviamo cose destinate a morire, noi che siamo destinati a morire…”; e ancora, testi di David Maria Turoldo, di Giacomo Leopardi, di Ungaretti.

20160409_191929 20160409_192205 20160409_192412 DSC07918
E di Marco Corsi, Destini, questa frase ha coinvolto Melissa in modo intenso e forte: “Destino accanito invocato, odiato, che detesti colui o colei che ti resiste, che ami chi si abbandona alle tue fauci voraci…”. E di Melissa dico che ha assistito a tutti i spettacoli di Barbara, ma questo l’ha coinvolta in modo speciale, mi ha detto: “Stupendo, incredibilmente stupendo…”.

 

 

E poi la profezia delle profezie, l’Apocalisse “Scacco Matto in tre mosse, Michele ha vinto, è tempo della Salvezza e Cristo prende il potere…” recitata su una scacchiera e sulle note potenti di Redemption (Lisa Gerrard)

DSC07960

 

A Damiano dico:”Ecco qui sei tu…” DSC07896
Alla bella Francesa, la nuova arrivata, dico “In bocca al lupo, la tua interpretazione è stata forte e sappi sfruttare ciò che questo percorsa di porterà, sei in mani speciali.”
DSC07868 Ringrazio infinitamente Barbara Bricca per aver creduto nelle mie possibilità anche se solo una volta ho provato, ma la sua spiegazione del personaggio è stata talmente incisiva da farmelo entrare nell’anima, le sue spiegazioni tecniche su come muovermi sono state tanto precise da darmi la forza di mettermi in gioco. Grazie per avermi lasciato uno spazio di interpretazione anche personale. Grazie per questa “danza”.

20160409_192730  DSC07929  DSC07930

Grazie a quelli che ormai reputo i miei fratelli, le mie sorelle, per avermi incoraggiato e accolto come una di loro, per aver condiviso dietro il palco gioie, ansie, paure, le mie e le loro, ma anche dolcetti, ciccolatini e tè. Vi voglio bene.
E lasciatemi ringraziare la mia fotografa in erba, che ha saputo cogliere proprio lo spirito del mio personaggio, la sua soavità; forse davvero “è una anima eletta”, come dice qualcuno…

31 commenti »

The Help – Kathryn Stockett

the help 

Aibileen Clark è una una domestica afro-americana.
Minny Jackson è una domestica afro-americana.
Eugenia (Skeeter) Phelanè una ragazza bianca.
Cosa lega tre persone che vivono in Mississippi, a Jackson, nel 1962, quando ancora il colore della pelle era un ostacolo?
Le loro vite si intrecceranno fino a realizzare un libro che porterà scompiglio nella ricca, quieta, falsa vita della società in cui vivono.
La storia è drammatica, ma mantiene un certo humor che da pepe al romanzo. Una storia di coraggio.

The Help3

Sentimenti, amiciza, forza, delusione, paura, coraggio, riscatto, sostegno è un mix che fa di questo libro un romanzo bellissimo che si legge con commozione, rabbia, amarezza, dolcezza. Un romanzo che arriva dritto al cuore e alla coscienza.
Scritto benssimo, scorre velocemente anche nelle descrizioni più dettagliate.
Una verità cher sappiamo, sicuramente, ma bella l’idea di vederla dalla parte di chi ha (ancora, almeno in alcune zone) subito negli anni ’60 razzismo e discriminazioni che escludevano totalmente uomini e donne di colore dalla vita di tutti i giorni, se non per sfruttarli.
Un libro da leggere assolutamente. E dopo che lo avrete letto (non ve ne pentirete), si può guardare il film.

 

the elp film  regia di Tate Taylor.
Non ripeto la trama perchè il film ricalca perfettamente quella del libro.
Inizio con il dire che il libro supera il film, perchè, come spesso accade nei film, è difficile e riduttivo cogliere tutto ciò che è nel romanzo.
Ma questo film è un capolavoro.
Recitato alla grande, tutto il cast veramente all’altezza, attrici di colore e bianche insieme, uno spettacolo! Un film corale. Un film fatto da un gruppo di donne memorabili.
th viol  Sono rimasta affascinata dalla bravura di Viola Davis (Aibileen), donna bellissima che nel film appare sciupata e stanca ma che riesce a dare al personaggio bellezza, espressione, umanità, luminosità, emozione viola
E’ un film che fa meditare,. Da guardare anche per il lato frivolo, la moda anni ’60, che io trovo deliziosa e femminile.

9 commenti »

Ieri…

…era ieri, mi accorgo che ogni tanto mi arrabbio cosa che prima non mi accadeva mai, ci voleva qualcosa di grosso per farmi uscire dalle staffe, adesso…sarà l’età? Il fatto che l’arrabbiatura di ieri, che vi assicuro era per qualcosa di serio (ha a che fare con il progetto per cui ho studiato tutta l’estate e per il quale mi sono messa in gioco con alcune persone…e che è saltato), ha lasciato strascichi oggi, un’emicrania e una debolezza che mi ha messo ko. Per fortuna stò benedetto carattere che mi accompagna da sempre e ciò che mi circonda mi aiuta sempre, già dal pomeriggio ho iniziato a stare bene, adesso potrei camminare per ore, mi sento in ottima forma…se fosse estate la notte non mi avrebbbe fermato. Che dire…le coccole di una figlia meravigliosa Melissa Cell. 20141216_152312, una buona dormita abbracciata a Semir 20141217_18191520141217_181903 un abbraccio caldo e disinteressato, solo tenerezza, e il profumo di una candelina alla vaniglia che crea giochi di luce ne buio della stanza e mi rilassa 20141217_18433920141217_184301 sono stati fondamentali. Il proggetto è saltato, me ne dispiace tanto, diverse donne ci avevano fatto affidamento e quindi ribadisco ancora, personalmente lo spirito giusto per venire incontro a chi ne ha bisogno c’è, ma le “istituzioni”, le “associazioni”, le “congregazioni”…tutte a un palmo da me.

12 commenti »

Oggi…

…finalmente sole, l’aria è frizzantina, ma sole. E come un gatto sornione mi sono sdraiata sulle scale coperte di cotto, che subito si scalda, usando il mio fidato Vento come un cuscino. A noi due ci piace stare così: lui si sente appagato ad avermi per lui, io potrei dormire sonni tranquilli perchè mi sento protetta.  Come un gatto dicevo, mhà facciamo gatta; non mi sarei mossa per nulla al mondo, ma poi sono dovuta diventare leone, non leonessa, ma leone. Perchè la leonessa dipende dal branco, il leone domina la situazione e questo ho dovuto fare, dominare una situazione dolorosa ma inevitabile. Ci sono riuscita perfettamente e di questo ne sono lieta. Non per me, ma per chi ho aiutato. (me la sono e me la canto…se dice a Roma)

gattoleone

9 commenti »

Ah le donne!

“Gli uomini fanno quello che possono. La donne, quello che gli uomini non sanno fare.”  Isabel Allende

fantasy_dark_angel_019427_

Non me ne vogliano gli uomini, che ho sempre considerato meravigliosi, senza di loro non mi piacerebbe mica la vita, però le donne la marcia in più la hanno. Sempre bistrattate nei secoli, ma sempre forti e presenti, capaci di sollevarsi al di sopra di tutto, anche a costo di grandi sacrifici. Le donne sanno dare amore senza confine; sono insospettabilmente coraggiose; sempre piene di speranza anche nei momenti più bui; sono in grado di farsi la guerra tra loro, ma se si uniscono creano un fronte inattaccabile; le donne sanno essere belle senza mortificare il loro pensiero; hanno il Q.I. più alto degli uomini (scientificamente provato); sanno sedurre con il corpo, con glamur, con energia; sono curiose; sono mamme, sono manager, sono scenziati, sono insegnanti, sono medici….potrei continuare all’infinito, perchè non c’è campo dove non possano arrivare.

Abbiamo anche tanti difetti, siamo umane, ma per questa sera lasciatemi parlare della nostra forza perchè ancora una volta ho dovuto assistere al maltrattamento di una donna, tra le pareti domestiche; tral’indifferenza dei familiari, di una cultura arretrata, con il ricatto che ha per mezzo i figli.

7 commenti »

La porta – Magda Szabò

Terminato anche il secondo libro di questo periodo.

portaMagda Szabò racconta vent’anni della sua vita trascorsa accanto ad Emerenc, la donna di servizio.
Il racconto è centrato sulla donna (personaggio singolare) e il rapporto che si instaura tra le due: litigioso, ansioso, astioso….Due donne diverse totalmente, una, scrittrice, colta e disorganizzata, l’altra, scontrosa, misteriosa e di cui non si sa l’età, che indossa sempre gli stessi abiti e un fazzoletto sulla testa.
Nel libro si viene a scoprire la vita di Emerenc grazie alle confidenze che farà, in modo diluito nel tempo, alla scrittrice; da queste, veritiere o no, si potrà capire il perchè del suo carattere scontroso e bizzarro: esperienze che l’hanno segnata dolorosamente e per questo si è chiusa in un mondo tutto suo, quasi irreale. Infatti Emerec vive sola e non apre mai la porta a nessuno; nel vicinato non c’è alcuno che l’abbia mai varcata fino al giorno in cui permette alla scrittrice di entrare e da allora il loro rapporto  prenderà una piega meno litigiosa del solito, addirittura quel giorno la donna farà testamento per lasciare in eredità tutta la mobilia e i suoi gatti alla scrittrice, i soldi a suo nipote che, con una parte di questi, farà costruire una cappella funeraria dove dovrà radunare tutta la famiglia di Emerenc, sepolta lontana da dove vive. Purtroppo questa serenità si infrangerà quando la donna si ammala gravemente e nessuno la vede più, neanche la scrittrice.
Emerenc, da sempre, aiuta chiunque ne abbia bisogno, è compassionevole anche con gli animali, è sempre presente in strada con la sua scopa con cui spzazza foglie e neve in continuazione, anche se imperversa una bufera di vento e gelo; malgrado le sue stravaganze e la sua autorità è ben voluta da tutti. Proprio la sua sparizione mette in agitazione la comunità e ancor più la scrittrice che ansiosa e preoccupata va a bussare alla sua porta; questa la caccia in malo modo senza aprire , si capisce allora che qualcosa di grave è accaduto e la scrittrice, per salvarla e portarla in ospedale, fa forzare la porta; questo metterà in luce la situazione desolante in cui si trova Emerenc: dove prima regnava l’assoluta pulizia si trovano escrementi umani e animali, piatti di alimenti ammuffiti e in decomposizione, polvere ovunque…Questo segnerà Emerenc nell’anima; il suo segreto violato, la sua fragilità sempre nascosta, lo spettacolo poco edificante svelato agli occhi di tutti sarà un brutto colpo per lei. Malgrado l’amore che tutti dimostreranno alla donna, questa si lascerà morire.

Romanzo meraviglioso! Oserei descriverlo un capolavoro.
Ancora un autore ungherese che mi ha affascinato. Magda Szabò scava nell’anima per tirare fuori le insicurezze, il bisogno d’amore spesso volutamente nascosto, i conflitti, le incomprensioni.
Questa autrice a me sconosciuta, il libro mi è stato consigliato tempo fa sul blog, ma sinceramente non ricordo da chi, ha lasciato in me un segno che non credo sia facile cancellare, anzi mi sollecita a conoscerla meglio e a leggere altri suoi scritti.
La storia è dolorosa, i personaggi femminili forti, la narrazione è potente, penetrante, emozionante. C’è l’amore, l’amicizia, la morte, la solitudine di alcune anime che viste dal di fuori chiamiamo misteriose.
Forse si capisce che sono di parte, ma mi sento di consigliare questo libro vivamente, è speciale, diverso.

6 commenti »