TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

E’ questo il futuro?

.…non mi piace. Quando la tecnologia si diffonderà su cala globale molti lavori ora svolti da persone, circa il 49%, saranno automatizzati. Che tristezza.

Annunci
17 commenti »

Costruire…

“Mamma, sono abbastanza sicura del mio futuro, o almeno di quello che voglio fare dopo il liceo, e la mia strada la vedo…ma tu e papà mi dovete sostenere, essere vicini, mi dovete aiutare a costruire quello che vedo. Se sarà possibile, perchè è un strada dura.”
E io mi sono commossa e sciolta. Costruire….

31 commenti »

Allegoria della prudenza

 

Tiziano rappresenta le le tre età della vita (giovinezza, maturità, vecchiaia): giovane allegro come un cane, maturo e forte come un leone e vecchio con la saggezza del vecchio lupo.
Sopra il triplice ritratto Tiziano ha inserito un motto diviso in tre parti che spiega il senso dell’allegoria: EX PRAETERITO / PRAESENS PRVDENTER AGIT / NI FVTVRA(M) ACTIONE(M) DETVRPET (Sulla base del passato / il presente prudentemente agisce / per non guastare l’azione futura).
I tre volti raffigurati compongono un ammonimento che invita alla Prudenza, intesa come saggio agire, rappresenta un emblema della sua famiglia e della saggia prudenza con la quale egli aveva provveduto al suo futuro, questo si ricollega a chi sono i personaggi che rappresentano nel quadro le tre età dell’uomo?
Nella figura del vecchio si può riconoscere Tiziano stesso, Erwin Panofsky ipotizza che uno dei volti possa essere il figlio Orazio (divenuto aiuto di Tiziano nell’amministrazione degli affari di famiglia) e di un lontano parente, Marco Vecelli, che il vecchio maestro aveva accolto nella sua casa avviandolo all’arte della pittura.

19 commenti »

Il grande futuro – Giuseppe Catozzella

9788807031762_0_0_300_80  Alì, ancora piccolo, mette il piedi su una mina. Si salva ma porterà una cicatrice sul corpo che segnerà per sempre la sua vita.
La madre gli cambia nome chiamandolo Amal, speranza. Amal è figlio di servi, generazioni che servono la famiglia di Ahmed, suo grande amico.
Nell’isola dove vive conoscerà la pace in famiglia, la guerra tra l’Esercito Regolare e i Neri, la parola rassicurante del mare, il tradimento, l’abbandono.
Cercherà se stesso nella Grande Moschea del Deserto, dove incontrerà religione, integralismo, ascetismo, solitudine, odio, amore. Dove lascerà l’innocenza dell’infanzia per capire il segreto del padre.
Diverrà guerriero, marito, padre.

 

Una storia intrisa di pathos, anche leggende, ma tratto dalla storia vera di un ex fondamentalista.
Racconto scritto bene che ci fa confrontare con il mondo islamico; vale la pena leggerlo per capire dove inizia il male e dove va a sfumare per trovare il bene e viceversa, per capire quanti io possiamo avere dentro.
Personalente a volte ho provato rabbia, a volte tristezza, a volte poesia. Ho comunque conosciuto un mondo in parte sconosciuto anche se tanto attuale.

9 commenti »

Riparto…

…dall’11 settembre, ma non per parlare di attentati o dolore. Ma per dire ancora una volta che “…il posto che mi piace si chiama mondo…” perchè l’11 settembre può accadere che devi fare gli auguri ad una delle amiche più particolari e meravigliose che ho incontrato nella mia vita, che mentre esci da casa per festeggiare i tuoi 25 anni di matrimonio arriva la telefonata che per 15 anni non era mai arrivata “E’ nata Azzurra!!” e il cuore si allarga d’amore

aa

 

e arriva l’allegria per questo traguardo che non è niente male co e ridi con i tuoi con gli amici e ti emozioni se stringi chi hai battezzato quando era un cucciolo di 3 mesi e che poi ti fa da testimone alle nozze e ormai ti sovrasta in tutta la sua bellezza

 f e la tua amica pasticcera torna prima dalle ferie per farti un omaggio 25 e arriva un’altra bella notizia, e se poi a dartela sono i giovanissimi amatissimi nipoti del cuore “Zia, diventi prozia”  e scusate non ho retto ho fatti i salti di gioia, anche con i tacchi a spillo. Con mio marito ci siamo abbracciati e abbiamo detto che vale davvero la pena camminare ancora insime e speriamo a lungo, insieme alla nostra mervigliosa figlia perchè la vita è una girandola che fa scendere e salire ma che vale la pena attraversare.

2 E come dico sempre…sono malata di vita.

22 commenti »

Lavoro?

Art.300 (18)…libertà sindacale sul lavoro, dignità del lavoratore…e bla bla bla….

1963 legge del primo governo Moro: tutela le donne dal licenziamento per matrimonio…e bla bla bla…

legge Biagi: legge a progetto, tutela dei giovani, delle aziende…e bla bla bla…

Ma quante leggi abbiamo che tutelano il lavoratore? Se ci mettiamo a spulciare, tante, ma mi domando il lavoro dove stà? Non qui in Italia…Quanto è bello essere tutelati per l’orario, per l’opinione…ma dove stà il lavoro per poter ottenere questo? Nei call  center che ti fanno lavorare tre mesi si e tre no? E quando finisci i “spicci” (perchè questo ti danno) dei tre mesi che fai, torni da mamma e papà ad elemosinare due lire per una pizza? E una famiglia come te la crei? E un posto tutto tuo quando riuscirai ad acquistarlo?

Ma un lavoro quando lo troveranno stì giovani? Quanti bla bla bla sento alla tele, ma le soluzioni? Quanti argomenti inutili tirano fuori sti grandi manager della politica, alcuni invece di vergognarsi ancora sparano cavolate pubblicamente, ma sono solo slogan; ancora si fa la guerra tra partiti a ideologie che non esistono più, servono solo a disturbare ancor di più il lavoratore (?) che soffre. Parliamo di Italia come di civiltà, ma scusate se dico che, senza il lavoro, che è motrice per tutto ciò che concerne la vita, l’inciviltà si stà aprendo sotto i nostri piedi. Le prova sono le continue violenze, escamotag, ruberie….che viviamo tutti i giorni. E non mi si venga a parlare come su quei bei giornali patinati, mega illustrati di donne imbellettate, ultima moda, borse, scarpe, uomini depilati dal meraviglioso corpo scultoreo che dondolano su barche dove fare l’amore è più importante che alzare il sedrere e cercare un lavoro…(e ci ricasco cò stò lavoro)  si perchè a forza di “scopare”, scusate il termine un pò forte…tra barche  e profumi voglio vedere la sera cosa mangeranno, dicevo non mi si venga  a parlare che il lavoro bisogna inventarlo…si inventarlo…Sarà anche così, ma quando leggo stò lavoro inventato sento: ho aperto una azienda bio, un b&b ecosostenibile, ho aperto un atelier con tessuti ricilati, uso tutto riciclato per produrre cestini, statue….bello, bellissimo, ma chi va a dormire al b&b, chi compra bio, chi compra cestini, abiti se il denaro non c’è? C’è anche molta ironia nel mio post, ma c’è una grande rabbia, una grande delusione, una grande voglia di tirare calci nel di dietro bello corposo di chi siede sulle sedie del potere….

Questo post nasce dalla grande malinconia di sentire un mio amico, incontrato questa mattina con la sua chitarra in mano…”Dove vai?” ” A venderla” “Perchè?” “Ad Alessandro ne occorre una più attuale per la scuola e io non me la posso permettere, vendo questa, il motorino e gliela compro…” Stretta allo stomaco….Arriva Alessandro e dice “Paola io glielo detto a papà di non farlo, trovo un lavoretto il pomeriggio e me la pago” Lo avrei coperto di baci misti alle lacrime…Ho semplicemente detto”Dai, tuo padre sa quello che fa, è la cosa giusta.” Gli avrei dovuto dire” Tesoro mio dove lo trovi stò lavoretto? Devi studiare, questo è il tuo lavoro…E poi lavoretto che ti verrà retribuito in nero e a due lire…”

E’ questo il futuro?

piange03

15 commenti »

Figli

Andrei a fare un riposino, ma non posso, ho promesso ad un’amica di accompagnarla al cinema. Questa mattina mi sono alzata prestissimo (è la prima notte che dorme interamente senza svegliarmi mai) per parlare con il mio Ric (grazie alla webcam anche vederci) che da dieci giorni è volato di nuovo in Australia, dovrà passare un anno e forse qualcosa in più per riabbracciarlo. Voleva mostrarmi la foto del lavoro che ha terminatoIMG-20140702-WA0001 e la foto della villa dove inizierà i restauri interni ad OttobreIMG-20140702-WA0007; un lavoro impegnativo e importante, che gli permetterà di tirare fuori tutta la sua creatività e competenza, e anche di guadagnare una cifra notevole, sono molto orgogliosa di lui. Insieme a lui è partito un suo amico, e proprio questa mattina partivano per Pert dove Ric ha trovato per  lui un lavoro. Questo ragazzo (26 anni) fa murales bellisssimi, quadri maestosi ma non riusciva a trovare lavoro, diciamo che s’arrangiava. Se la cosa va in porto dipingerà le pareti di un hotel e di una farm. Ric mi dice sempre di andare, se fossi là lui si saprebbe organizzare meglio e si sentirebbe più sicuro. Gli dico sempre che prima o poi arriverò e che spiani la strada per Meli che è sempre più decisa ad andare nella terra dei canguri. Se non avessi insistito tanto Ric avrebbe perso la grande possibilità di mostrare quanto è valido, gli australiani lo stanno scoprendo, speriamo che vada bene l’esame di lingua che affronterà tra un pò di giorni, così chiederà anche la residenza, altro grande vantaggio da quelle parti. Melissa l’ho generata, Riccardo l’ho trovato per caso, ma di ambedue ne ho la massima cura, ho cura delle loro idee, dei loro proggetti, della loro individualità, della loro volontà. I figli mi danno speranza per il futuro, quello migliore; accanto a loro non ho paura di guardarlo. I miei figli mi insegnano a guardare il mondo con altri occhi, imparo da loro, come spero loro imparino da me e guardino il mondo anche con i miei occhi.

 

I miei figli sono bellissimi. Nel cuore e nell’anima.

20140906_205721

 

 

 

 

 

 

 

“Amare qualcuno significa essere l’unico a vedere un miracolo che per tutti gli altri è invisibile.”  Francois Mauriac

4 commenti »

1° Maggio

Si presenta al lavoro e la prima cosa che gli viene detto che si deve accontentare e allora il posto sarà suo…
E’ stato oggetto di desiderio quel posto, non un “possto fisso”, un lavoro e basta, quel lavoro che per un pò ha creduto fosse utopia fino alla chiamata per il colloquio. Ma il desiderio di realizzarsi, di avere un piccolo spazio da gestire diventa un lusso, un sogno; è un lavoro per la sopravvivenza, dove deve rinunciare ad un pò della sua morale, deve diventare un pò cinico; deve rimunciare ad essere in regola; “deve” in nero.
Pensa che essere disoccupato è come il deserto: pensi di vedere la realtà ma è miraggio questo benedetto lavoro.
Se non accetta ci sarà qualcun’altro che prenderà quel posto…pensa e pensa e decide di accettare, in fondo cosa vuoi che sia rinunciare alle proprie aspirazioni, che importa se deve rinunciare agli anni di studio; quel lavoro senza garanzie, assicurazione, straordinario, lo vuole, anche se la coscienza gli dice di no. “Perchè la coscienza sopravvive solo se io sopravvivo. Vado e dico di si.” Ma quando è pronto ad accettare decide di andare controcorrente, diversificarsi dagli amici che lavorono in nero; perchè costruire il futuro è anche saper dire di no a uno stipendio più allettante di quello misero che prende ora: 450euro al mese con cui non mangi, ti arrabatti ma fai esperienza, condividi con i colleghi la vita e ti senti responsabile nei confronti della società: non bari.
Si domanda se ha fatto la cosa giusta, si guarda allo specchio e decide che si. E’ così.

Buon 1° Maggio a chi il lavoro lo ha, agli altri dico speranza, come quella che mio nipote Daniele ha messo in questa percorso che ha deciso di fare “Zia, se non ci credo, se penso che non può darmi un futuro, allora è davvero finita. Stringo e vado avanti.” Speranza e lotta, si può fare altro?

18 commenti »

Un post tira l’altro…

…a volte.
Ieri palravo del ’68 oggi guardo i giovani e non vedo la stessa voglia di cambiare che abbiamo avuto noi.
Lo so che dico una cosa assurda, ma vorrei vedere i giovani fare un balzo, essere più agguerriti, capaci di farsi sentire di più.
Oggi li vedo sfilare con cartelloni, slogan, ma poi si siedono e la prima cosa che fanno e avere l’immancabile cellulare in mano, poi passa tutto; il giorno dopo l’oblio. L’ho visto anche a scuola di mia figlia, un giorno di occupazione e poi arrivederci…
Li vedo perennemente seduti al pc, isolati dal mondo; li vedo bivaccare sulle panchine a bere birra e magari con una bella ragazza in braccio, per ore, ma che fanno? Chi è più agguerrito dopo un pò resta isolato, è vero che prima c’era più appartenenza, solidarietà, voglia di cambiare, come ha detto Stefano. Ma una lancia la voglio spezzare a favore di questa gioventù bella e apatica.
E’ vero che la loro voce spesso è spezzatra da chi non li appoggia, da noi stessi che, vecchia generazione, li abbiamo smile38ingabbiati in una scatola d’oro: la società dellessere, dell’apparire, dell’appartenere; siamo stati egoisti credo, perchè essere in prima linea è stato faticoso e toccato il benessere lo diventa ancora di più, è più facile lamentarsi ormai. Soldi per la ricarica, soldi per la sera, soldi per la birreria, soldi per abiti, scarpe, cellulari…soldi, come se essere giovani oggi voglia dire solo benessere. Sento genitori dire che oggi ci sono più soldi quindi è più facile darglieli (resto basita), oppure aver paura che li vanno a cercare altrove, in modi poco “ortodossi”, ma perchè non lo fanno lo stesso? Eccome se lo fanno! Li aiutiamo in tutto, li controlliamo, rendiamo la loro vita più facile o a volte li abbandoniamo totalmente; così non li facciamo crescere, non ci sono più regole da rispettare (come scritto da art e io approvo), non si mettono alla prova. Non hanno stimoli a guadagnare, il sesso è una routine, l’alcool, le droghe un’evasione…forse hanno più vitamine nel fisico che valori, ma non hanno la pace nel cuore e la forza di volerla.
Mi da idea che pensino che tutto è stato già fatto e che sia troppo difficile rinnovare, cambiare…..Peccato, la gioventù è forza è potenza è pensiero.
Su alcuni giornali ai ragazzi viene imbevuto il cervello di moda, di bellezza, come esempio di giovane attivo viene presentata la Pellegrini o Charlotte Casiraghi che vivono da sole, che hanno raggiunto il loro scopo, la loro indipendenza, che hanno studiato, che sono icone della moda…Ma fatemi il piacere! Portiamo ai giovani la conoscenza chi deve lottare allo stremo per vivere e facciamogli capire che è ora di reagire. Non voglio parlare di me, sarebbe troppo scontato, qualcuno potrebbe crederlo, ma una cosa la voglio dire, mia figlia è una di quelle protette per certi versi ma sconti gliene sono stati fatti pochi, la sua forza di reagire in alcune situazioni ci mette ansia, ma possiamo mai reprimerla avendogliela insegnata? Possiamo mai pensare che non ha cervello e forza per farlo? Lasciarla andare non è facile, ma la dobbiamo rispettare, se non siamo i primi, noi genitori, a credere in lei, nelle sue potenzialità, ad incoraggiarla nelle sue forze, ad acompagnarla anche quando tremiamo, può crederle uno Stato, un gruppo, può credere in se stessa? E la gioventù di oggi di mezzi, rispetto a noi, ne ha tanti per farsi sentire e intelligenza da vendere!

 

10 commenti »

Che bella giornata!

Ieri il tempo era meraviglioso, o almeno lo è stato fino alle 18,00, quando un forte vento di tramontan ci ha costretti al rientro forzato in casa.

In mattinata sono arrivati un gruppo di amici da Roma che ci hanno aiutato a tagliare i rami degli alberi spezzati dalla neve, poi a tagliarli in piccoli pezzi e infine a trasportali fuori dal giardino. Barbecue, bruschette, dolci…e tante risate, allegria, sfottò, lavoro. E i nostri figli a giocare nel grande uliveto di fronte al bosco; con i rami spezzati degli ulivi hanno creato una capanna e sono stati tutto il giorno lì, hanno anche mangiato lì. Che bello guardarli correre, ridere, fare le capriole, giocare a pallone, fotografarsi. Una gioia.

Che bella giornata!

Ma proprio guardando i nostri ragazzi ci siamo chiesti: in questa Italia sempre più disastrata, dove noi adulti siamo un pò stanchi di vivere tra mille sacrifici e difficoltà e incertezze, troveranno un domani il lavoro? Avranno una stabilità nazionale nell’economia? Riuscirtanno a far vincere l’onestà? I loro talenti saranno valorizzati? Saranno in grado di fronteggiare una crisi di qualsiasi tipo? Avranno banche, politici, amministratori più onesti di quelli attuali? Avranno voglia di essere sempre più colti? Diveranno buoni professori in grado di forgiare personalità limpide e civili? Avranno voglia di varcare i confini solo per amore della fratellanza e della gioia di esplorare?….Quante domande, forse troppe, ma siamo genitori preoccupati.

Ma proprio guardando loro ci siamo detti che non abbiamo voglia di arrenderci e che questo stiamo insegnando loro, a non arrendersi mai davanti a nessuna difficoltà; che la speranza  nel migliore è una cosa da salvare assolutamente. Perchè i giovani sono il futuro, la vita.

 

2 commenti »