TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Nostalgia…

Oggi li avrei voluti qui con me…per un caffè. E’ stata una giornata speciale, loro sarebbero stati orgogliosi.
La mia mamma e il mio papà. Per loro ero la “Principessa”.
A questa età a volte mi sorprendo nel pensare a quanto io li ami…anche nell’oltre.

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Tutta colpa del vulcano

di Alexandre Coffre

 

2010, il vulcano islandese erutta con tutta la sua potenza oscurando i cieli dell’Europa.
L’aereo su cui volano Alain e Valerie è costretto ad atterrare a Stoccarda.
I due, ex marito e moglie, si ritrovano dopo vent’anni in volo, diretti a Corfù per celebrare il matrimonio della figlia Cecile.
Si odiano ferocemente ma si uniscono per affrontare un viaggio in macchina attraverso l’Europa. Un viaggio dove non mancheranno angherie reciproche, dispetti, fughe, situazioni imprevedibili… dovute a rancori e dissapori mai appianati.
Chissà se troveranno un punto d’incontro per arrivare sereni al matrimonio?

 

Commedia francese di qualche anno fa.
Con le amiche cercavamo qualcosa di “leggero”, diciamo che per poco più di un’ora ci siamo rilassate, carino, divertente ma ci aspettavamo qualcosa di più, diciamo che le nostre risate erano contenute.
Però bravissimi gli attori, Dany Boon (Alain) e Valérie Bonneton (Valérie), nell’esternare le emozioni; bella la fotografia, sotto tono la sceneggiatura, grottesca la trama.

 

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Non sposate le mie figlie!

di Philippe de Chauveron

 

Claude e Marie, cattolici, borghesi e provinciali, hanno quattro figlie bellissime.
La prima sposa un musulmano, la seconda un ebreo, la terza un cinese.
Quando la quarta figlia annuncia di volersi sposare con un cattolico Claude e Marie ne sono entusiasti fino a quando non scopriranno che…è nero!
Nascono situazioni imbarazzanti ma molto esileranti.

 

Non è un capolavoro, è una commedia molto francese che ha fatto passare a me e alle mie amiche quasi due ore di sano relax e allegria, avevamo voglia di divertirci, sorridere, respirare….ma non volevamo i cinepanettoni o affini, niente volgarità.
Nel film si parla di razzismo, e religione, ma tutto con estrema intelligenza, delicatezza, ironia, allegria. Il tema multietnico è affrontato anche con romanticismo ma senza superficialità.
Una storia forse impropabile, ma che porta un messaggio di tolleranza, di integrazione.
Non sarebbe bello vedere il mondo in cui le diverse culture sono unite dall’amore?
Ottima la regia, la sceneggiatura, la colonna sonora, bravissimi gli attori.
Ve lo consiglio.

 

 

 

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Segreto di famiglia – Mikaela Bley

Stoccolma: Lycke, otto anni, scompare davanti l’ingresso dei campi di tennis da lei frequentati. A lasciarla è la nuova moglie del padre.
La notizia si diffonde subito grazie alla rete nazionale; il caporedattore Jimmy, appena arrivato, incarica Ellen Tamm, specializzata in cronaca nera e con cui aveva avuto una storia d’amore, di seguire il caso.
Il padre e la madre di Lycke si accusano a vicenda, mentre si affievoliscono le speranze di trovare la bambina; genitori presi tanto dalla loro vita da non prestare attenzioni alla piccola. Solo la tata di Lycke sembra dimostrare un vero affetto per lei, offrendo anche un apporto fondamentale alle indagini.
Ellen Tamm intanto, tra mille difficoltà, indaga, il caso la coinvolge molto….un passato doloroso, un trauma, i segreti di famiglia si affacciano ancora….

Non è un capolavoro, ma si legge bene, senza troppi giri di parole la narrazione scorre.
In una storia leggerete due storie, quella di Lycke e quella di Ellen.
Tutti i protagonisti hanno un loro punto di vista, un segreto, un sospetto. Le loro vite sono intrecciate.
Se non amate trame troppo complesse, ma coinvolgenti, ve lo consiglio.

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