TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Il ponte delle spie

di Steven Spielberg

 

La Guerra Fredda: Rudolf Abel viene arrestato con l’accusa di essere una spia sovietica; James B. Donovan, avvocato americano delle assicurazioni, deve difenderlo. Compito che svolgerà con tutta onestà e che gli costerà l’impopolarità nella società americana e nella famiglia.
Il tenente Francis Gary Powers viene fatto prigioniero dai russi dopo l’abbattimento dell’aereo spia americano.
Potrebbe avvenire uno scambio…l’incarico viene affidato a Donovan.
Berlino, il muro la divide, il ponte ospiterà la trattativa.

 

Grande Steven Spielberg, eccellenti interpreti, con un bravissimo Mark Rylance che ho apprezzato tantissimo, un magistrale Tom Hanks (sono un po di parte, lo ammetto, ho per lui un debole), chiamato ad interpretare l’America “giusta”,”umana”, malgrado il nemico del momento, a differenza di una Russia “torturatrice”.
Film di genere drammatico, un thriller che entra di fatto nella storia contemporanea. Non ci sono scene rocambolesche o particolarmente violente, ma rende bene l’idea di ciò che accadeva in quegli anni. Il grigio delle atmosfere berlinesi avvolge perfettamente ciò che c’era da “coprire” in anni difficili, sia politicamente che socialmente (dura la sequenza in cui si vede costruire il Muro).
Un film da vedere.

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L’ottava meraviglia del mondo

L’architetto e scultore Andreas Schlüter la creò fra il 1701 e il 1709 per il Castello di Charlottenburg a Berlino (allora in Prussia).
Nel 1716 fu donata dal re di Prussia Federico Guglielmo I al suo alleato, lo zar Pietro I il Grande; la figlia di Pietro, zarina Elisabetta, la fece installare prima nel Palazzo d’Inverno a San Pietroburgo e successivamente nel Palazzo di Caterina a Carskoe Selo.
Nel settembre 1941 il palazzo di Caterina fu confiscato dalla Wehrmacht e adibito a residenza; dal 18 ottobre 1941 fu smontata dai nazisti in 36 ore, collocata in 28 casse e spedita a Königsberg dove si trovava la collezione di Federico II di Prussia. Scomparve misteriosamente alla fine del conflitto e non se ne seppe più nulla fatta eccezione per alcuni frammenti ritrovati in varie parti del mondo presso collezionisti privati, soprattutto in Germania e negli USA, i pezzi, considerati gli ultimi originali rimasti, sono stati consegnati dal governo tedesco alla Russia.
Nel 1979 il governo sovietico ha dato l’incarico di ricostruirla basandosi su disegni e fotografie in bianco e nero dell’originale e sull’unica foto a colori disponibile, nel maggio del 2003 è stata inaugurata alla presenza del cancelliere Gerhard Schröder e di Vladimir Putin.
Di cosa parlo? Di quella che è stata definita l’ottava meraviglia del mondo: la Camera d’ambra.
E’ una stanza di circa 55 metri quadrati le cui pareti sono completamente rivestite da pannelli decorati con ben sei tonnellate d’ambra, oltre a foglie d’oro e specchi, 107 pannelli della preziosa resina fossilizzata, era il gioiello più prezioso della Russia imperiale, pannelli composti da 100mila pezzi di resina del Mare del Nord che pesavano più di sei tonnellate. Questo capolavoro dell’arte barocca era costato sette anni di lavoro.
La Camera veniva illuminata da 565 candele per dare l’impresione di essere immersi nell’oro 
Per duecento anni fu il tesoro più grande dei Romanov, oggi stimato con un valore che va dai 170 e i 300 milioni di euro.
Molti pensano che la Camera sia stata accidentalmente distrutta dalla stessa artiglieria russa quando l’Armata Russa bombardò Königsberg nel 1945, altri sostengono che sia ancora conservata in qualche tunnel polacco nella città di Mamerki, ma le ricerche non danno esiti. I polacchi l’hanno ricostruita in forma economica: plastica e resina.

 

 

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Ancora …

…e ancora…e ancora…e ancora…una Terra in continua guerra, in tutti gli angoli ce n’è una! Una sopisce , un’altra comincia….L’Amore non conta, il Dialogo non conta, la Sofferenza non conta…L’Oppressione sul debole, la Collera sull’offesa, la Sfruttamento sulla povertà…e su tuto regna sovrano il POTERE. E la Pace quando sarà?         

 

La pace verrà

Se tu credi che un sorriso è più forte di un’arma,
Se tu credi alla forza di una mano tesa,
Se tu credi che ciò che riunisce gli uomini è più importante di ciò che li divide,
Se tu credi che essere diversi è una ricchezza e non un pericolo,
Se tu sai scegliere tra la speranza o il timore,
Se tu pensi che sei tu che devi fare il primo passo piuttosto che l’altro, allora…
La pace verrà.

Se lo sguardo di un bambino disarma ancora il tuo cuore,
Se tu sai gioire della gioia del tuo vicino,
Se l’ingiustizia che colpisce gli altri ti rivolta come quella che subisci tu,
Se per te lo straniero che incontri è un fratello,
Se tu sai donare gratuitamente un po’ del tuo tempo per amore,
Se tu sai accettare che un altro, ti renda un servizio,
Se tu dividi il tuo pane e sai aggiungere ad esso un pezzo del tuo cuore, allora…
La pace verrà.

Se tu credi che il perdono ha più valore della vendetta,
Se tu sai cantare la gioia degli altri e dividere la loro allegria,
Se tu sai accogliere il misero che ti fa perdere tempo e guardarlo con dolcezza,
Se tu sai accogliere e accettare un fare diverso dal tuo,
Se tu credi che la pace è possibile, allora…
La pace verrà.

 

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La ragazza che guardava il cielo -Alberto Reggiori

“Cominciava a conoscere il cerchio delle stagioni, gli acquazzoni con l’arcobaleno, i cieli solcati dalle andide nubi imponenti come velieri, i campi prosciugati durante la siccità, il sorgere del sole quando accompagnava la madre a prendere l’acqua, i tramonti gialli e caldi mentre si accendevano i primi fuochi per cucinare la cena, le paurose notti nere come la pece ….Epoi i saggi consigli che sua madre le regalava durante il cammino, o le storie spaventose, piene di spiriti e malochio….”

ragazza-guardava-cielo-reggiori_5_1  Zamu nasce in Uganda nel 1962.
Mentre la madre grida di dolore viene sancita l’indipendenza del Paese che però scivolerà nella dittatura.
Zamu è intelligente e forte, vuole studiare, ma ciò non gli impedisce di essere data come sposa, a solo sedici anni, ad un uomo mai visto e tanto più vecchio di lei.
Zamu tra un matrimonio e l’altro avrà dei figli che crescerà da sola, nella disperazione, fino ad arrivare ad una disperazione immensa, quando gli verrà diagnosticata l’Aids.
Zamu conoscerà l’Amore di una forza divina che gli farà comprendere la fede e la porterà a lottare per se ma soprattutto per gli altri. Per questo Amore cambierà il suo nome in Veronica.

 

“Le vie di accesso al continente nero erano costellate di croci piantate su tumuli di terra. L’Africa non si concedeva a buon prezzo e usava le sue invincibili armi per non lasciarsi violare: le malattie, il clima e la natura feroce”

Non è un racconto di fantasia, è una storia vera di una giovane donna malata, che ha conosciuto violenza, dolore, abbandono, miseria, ma anche speranza e riscatto. A raccontarla in questo meraviglioso libro è Alberto Reggiori, il medico italiano che ha curato Zamu a Hoima.
Troveremo tradizioni africane ancestrali, come la sposa bambina, la pratica di fango e cenere che da secoli le levatrici spalmano sulle partorienti durante il travaglio, conosceremo la fuga dalla guerra, il flagello devastante dell’Aids, conosceremo l’Avsi* e il Meeting Point**, conosceremo l’Highly Active Anti-Retroviral Therapy , combinazione di tre farmaci che tiene in vita molti malati di AIDS.
Il libro ha un’impronta cristiano/cattolica, ma è scritto con umiltà e immensa umanità.
Mi ha commosso questo libro, la storia di questa donna è struggente e dolorosa, ma non so perchè mi fa sognare di un’Africa meravigliosa, dove ancora, in alcune zone, le donne non possono frequentare la scuola e sono trattate come merce.
Mi ha affascinato la forza di questa giovane che non ha mai rinunciato a guardare le stelle e pregare (e posso solo immaginare quanto sia bello il cielo stellato in quel travagliato meravigliso continente), che non ha esitato a farsi chiamare Veronica, colei che allevia…

“…una tradizione africana: chi guarda un leone negli occhi e sopravvive sarà invincibile.”

* AVSI: fondazione per uno sviluppo sostenibile e capace di rispondere ai bisogni reali delle persone, impegnata soprattutto alla difesa e valorizzazione della dignità della persona.
** Meeting Point:centro creato da un malato di AIDS per trattare in modo più umano chi è ammalato.

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