TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

S.O.S

Mancano, in Italia, 50mila infermieri.
20mila servirebbero negli ospedali per far fronte alle carenze dovute al blocco del turn over e rispettare le norme europee su turni e orari di lavoro.
30mila servirebbero sul territorio per assistere continuamente persone con  patologie croniche e persone  non autosufficienti.

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1° Maggio?

Per rispetto di chi ha lottato per questa giornata, non posso ignorarla.
Ma i bambini schiavi del lavoro? Sfruttati per il lavoro? Per rispetto e indignazione non posso ignorarli.
Milioni di donne e uomini sfruttati senza pensare alla dignità umana? Per rispetto e rabbia non posso ignorarli.

 

In un mondo apparentemente libero ancora ci sono i “schiavi”. E non parlo solo dei paesi “non industrializzati” (una parola che da un po di tempo mi disturba molto).

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Lavoro

Oggi ascoltavo dialogare dei ragazzi, seduti al bar parlavano di lavoro, nessuno di loro era riuscito in ciò che volevano fare. Ma neanche in quello che non era di loro interesse.
Uno avrà avuto cira 25 anni, gli altri intorno ai 30…due pensavano di andare in Australia.
E la mia mente è volata al mio figlio adottivo, che se ne è dovuto andare per trovare un lavoro stabile e ben retribuito, al figlio di una mia amica che ora lavora alla grande in un noto ristornate di Sidney, ed è pagato benissimo rispetto a queloo che guadagnava qui (sfruttato praticamente). Vi metto il link e lo potete guardare all’opera (https://youtu.be/1nb1a3lK0U4). E’ felicissimo e non intende tornare, da quando è partito sono passati circa due anni…ecco.
In Italia si è allungata l’età lavorativa ad una media di 67 anni, ma la cosa assurda è che una sostanziale fascia di 40 è disoccupata…se mai troveranno un lavoro a che età andranno in pensione? Adulti considerati troppo vecchi per lavorare.
E poi i stipendi…stipendi bloccati, tra i più bassi in Europa, o forse nel mondo?
La vita si è allungata ma per il lavoro ci invecchiamo presto. Io dico che ci deprimiamo anche. Mandi i curriculm ovunque e neanche ti rispondono per un no.
C’è sempre meno qualità, professionalità, esperienza…perchè dove trovi lavoro ti butti anche se non è il tuo campo e dove ti assumono, tanto ti sottopagano, va bene di tutto.
E poi c’è il mondo sommerso…quello dello sfruttamento, quello che se ti dice male fai parte dei tanti migliaia di morti all’anno sul lavoro, insieme a chi regolarmente lavora ma non è tutelato.
Io vedo nei bassi segnali di crescita, una stagnante produttività, denaro che non circola, assunzioni ferme…vedo un’Italia “povera”.
Genitori e giovani che spendono soldi per la scuola, per i corsi di formazionie, e poi’? Braccia e cervelli che fanno la valigia e se ne vanno. Cercano chi offre l’opportunità di misurare la creatività, lo spirito imprenditoriale, la voglia di lavorare, la genialità…
E come te la fai una casa? E come coltivi i rapporti sociali? E come metti su famiglia? E come fai i figli?
Sto con mamma e papà fino a quando?
E per non parlare del progresso tecnologico, che ha portato tanto benessere ma anche tolto tanto lavoro: tanta produttività a costi minimi.
E allora dov’è sta Repubblica fondata sul lavoro?

 

E dico questo non perchè sono pessimista o ho voglia di pontificare, è perchè guardo chi se ne è andato, chi ha voglia di farlo o si sta preparando per farlo, e chi resta qui…e mi sento morire.

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Lavoro

“Tre grandi mali allontanano da noi il lavoro: la noia, il vizio e il bisogno”

(Voltaire)

Trovo sia una frase ambigua….voi che ne pensate?

 

 

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Australia

E anche la mia amica Cleo si è trasferita! Definitivamente. Ha deciso di mettrsi in gioco e ha attraversato i cieli per arrivare nella terra dei canguri E delle opportunità. Laurea in mano, domanda inviata, posto di lavoro trovato: insegnare l’italiano in un liceo. In Italia tra una domanda e l’altra bivaccava sospesa tra l’aiuto dei genitori e piccoli mal retribuiti lavori. Il senso di solitudine l’assale, la nostalgia si infila nel cuore, ma poi vede il sorriso dei suoi alunni, la sua bicicletta pronta per il giro quotidiano, le verdure comprate nel negozio di italiani da cucinare, le foto di noi amiche sulla mensola, il volto dei genitori sulla webcam che le dicono che ha il volto e gli occhi radiosi…e l’Australia vince sull’Italia. Si sente realizzata, serena e poi festeggia il Ferragosto con mia cugina.  E sono nostalgicamente felice per lei.

BUON FERRAGOSTO BLOGGER!

 

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Lavoro

E di nuovo un amico che resta senza lavoro…Massimo è giovane, ha 46 anni, una moglie (che ha perso il lavoro da operaia in fabbirica due anni fa), due figlie.
La ditta per cui lavorava come ragioniere ha chiuso definitivamente un mese fa. Massimo, già da una decina di mesi ha cercato lavoro anche al di fuori del Comune, nelle provincie limitrofe, ha inviato domande e curriculum in altre regioni, ma niente, la motivazione è…l”età, in barba all’esperienza. Pensa anche ad oltrealpe…ma non è facile neanche andare via, e per lavoro e perchè qui hai tutta la tua vita.
Ieri ci siamo visti e abbiamo chiacchierato un pò…è triste, anche ansioso, si sente “inadeguato” in questo momento.
Posso dargli torto? No, un uomo nel pieno delle sue forze, in grado, e con la voglia di lavorare, che stà lì, così…certo all’interno della sua casa si da da fare, proprio per non cedere al disinteresse verso la vita: figlie a scuola, giardino, riparazioni…ma è lavoro? No, dovrebbe essere solo responsabilità e lo sfizio della vita.
Fortunatamnente hanno terminato di pagare il mutuo della casa a gennaio, proprio quando la ditta aveva già dimezzato i dipendenti.
Avere il lavoro vuol dire poter gestire la propria sussistenza: le utenze ad esempio, si può vivere senza luce o gas o acqua? E le tasse che comunque devi pagare? E mangiare? E’ vero che puoi far a meno dell’automobile, ma i figli? La scuola? Una prospettiva universitaria per loro, ad esempio…
E al di fuori di regolare le proprie finanze, lavorare non è anche mantenere un senso di identità, di dignità, una dimensione? E ancora, quando si lavora il tempo passa: affronti la giornata con la testa impegnata, socializzi, pensi alle ferie, a scoprire qualcosa di diverso, puoi affrontare uno svago, anche minimo, Massimo ad esempio gioca a calcetto, ora quella minima quota che davano per il campo lui non la versa, pensa ad arrivare “a fine mese”…
Quando lavori socializzi, non sei mai solo, si aprono aspettative per il futuro…il futuro..ce l’ha l’Italia dei lavoratori un futuro?
Se per anni lo hai anche minimamente programmato il futuro (a breve o lungo termine), la perdita della prospettiva ti può mandare in depressione, che oggi è una delle prime situazioni in cui cade chi resta senza lavoro. La cronaca ce lo dimostra.
E in barba a ciò che dicono alla tele, nuove assunzioni grazie alle nuove leggi, prospettive di nuove forme di lavoro e bla, bla, bla….in Italia aumenta il tasso dei disoccupati, chi trova lavoro è una piccola barca nel mare, ci sono più barche alla dervia di quelle che iniziano a navigare, e la drammaticità della cosa non è solo economica, ma nella salute della persona. Proprio la depressione e il disadattamento stanno portando situazioni davvero drammatiche all’interno delle famiglie e nel tessuto sociale/medico.

900-137199

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Core de mamma….

Le gioie della vita passano per diverse situazioni, momenti, sguardi, biglietti….e passano anche per un messaggio su wz che dice “Mamma!!! Ce l’abbiamo fatta! Il nostro murales è stato scelto come migliore…che gioia dopo tanta fatica!!!” e faccine di sorrisi…
Il liceo che frequenta mia figlia ha propopsto di personalizzare alcune aule, il che ha voluto dire: scartavetrarle, stuccarle, dare nuova tinta e fare un murales con tema a scelta della classe. L’aula non è quella che usa sempre la stessa classe, per ovvi motivi si spostano continuamente: laboratori grafici, pittorici, di moda…insomma masse di ragazzi che transitano in tutta l’area….diciamo una scuola dinamica.
La classe di Meli ha scelto e realizzato questo disegno, è stato scelto dagli altri alunni come il migliore per    colore,  grandezza (una parete intera), originalità…murales(devo dire però che anche gli altri non erano male, ma questo fatto su intera parete ha stupito tutti). Tutta la settimana hanno lavorato alla grande: tute, mascherine, cappellini, pennelli, rulli, marzocche, carta vetrata…vera impresa edile, oggi impresa di pulizie. Mia figlia tornava stanca morta ma allegra, un pò d’esperienza su campo fa capire quanto gli operai si guadagnino la giornata, una bella esperienza anche in questo sensomano
Quando mi è arrivato il messaggioo con foto il mio cuore ha fatto una capriola, perchè ho sperimentato ancora una volta quanto questa meravigliosa figlia ami condividere la sua vita con me e suo padre.
Copia di 20141215_154048 Non posso che ringraziarla perchè sempre sono nei suoi pensieri, perchè sempre pensa a quanto è gradito essere partecipi della sua vita fuori della famiglia; la devo ringraziare per quanto amore mette nei bigliettini che da sempre mi lascia ovunque, con una poesia, una frase, un disegno, un fiore…la devo ringrazire per quando mi abbraccia e sbaciucchia ancora; la devo ringraziare per i suoi sorrisi e risate che rallegrano i pomeriggi insieme
La devo ringraziare semplicemnte per essere mia figlia, il più grande regalo che Dio mi ha donato.

 

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1° Maggio

Si presenta al lavoro e la prima cosa che gli viene detto che si deve accontentare e allora il posto sarà suo…
E’ stato oggetto di desiderio quel posto, non un “possto fisso”, un lavoro e basta, quel lavoro che per un pò ha creduto fosse utopia fino alla chiamata per il colloquio. Ma il desiderio di realizzarsi, di avere un piccolo spazio da gestire diventa un lusso, un sogno; è un lavoro per la sopravvivenza, dove deve rinunciare ad un pò della sua morale, deve diventare un pò cinico; deve rimunciare ad essere in regola; “deve” in nero.
Pensa che essere disoccupato è come il deserto: pensi di vedere la realtà ma è miraggio questo benedetto lavoro.
Se non accetta ci sarà qualcun’altro che prenderà quel posto…pensa e pensa e decide di accettare, in fondo cosa vuoi che sia rinunciare alle proprie aspirazioni, che importa se deve rinunciare agli anni di studio; quel lavoro senza garanzie, assicurazione, straordinario, lo vuole, anche se la coscienza gli dice di no. “Perchè la coscienza sopravvive solo se io sopravvivo. Vado e dico di si.” Ma quando è pronto ad accettare decide di andare controcorrente, diversificarsi dagli amici che lavorono in nero; perchè costruire il futuro è anche saper dire di no a uno stipendio più allettante di quello misero che prende ora: 450euro al mese con cui non mangi, ti arrabatti ma fai esperienza, condividi con i colleghi la vita e ti senti responsabile nei confronti della società: non bari.
Si domanda se ha fatto la cosa giusta, si guarda allo specchio e decide che si. E’ così.

Buon 1° Maggio a chi il lavoro lo ha, agli altri dico speranza, come quella che mio nipote Daniele ha messo in questa percorso che ha deciso di fare “Zia, se non ci credo, se penso che non può darmi un futuro, allora è davvero finita. Stringo e vado avanti.” Speranza e lotta, si può fare altro?

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Verità o fantascienza?

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Chiuso….

img05115.000 imprese chiuse per fallimento a causa dei ritardi di pagamento.

60.000 posti di lavoro persi dal 2012 a oggi.

No comment…pubblicamente.

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