TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Quanti anni ho?

Dopo un anno rivedo un mio amico, una persona dolce e sincera, ha 11 anni meno di me, fisicamente sembra sempre un eterno adolescente, magro, scattante, con quel bel sorriso a rallegrare il suo volto dalla pelle ambrata per le tante ore passate all’aperto. Una passione ch abbiamo sempre condiviso fino al giorno in cui lo hanno trasferito per lavoro (se non voleva perderlo). Lontano purtroppo.
Risate, ricordi, aggiornamenti sulle nostre vite…poi arriva una nostra amica che fa la battuta “del cavolo” : “Hai visto (guardandomi) non cambia mai, sembra sempre una ragazza, con quel fisico snello….” Ok, sono magra, ma sentirmi dire sempre sta storia mi scoccia, perchè devo sempre star li a dire che non faccio diete, che non faccio sport ossessivo….che sono nata così, una sorta di giustificazione che non mi appartiene. E invece vorrei poter dire, e il problema è che mi guardano come se stessi dicendo un’eresia, che sono così perchè di ogni età che ho attraversato e che sto attraversando (e mi auguro di attraversarne parecchie 🙂 ) mi godo i vantaggi e non i limiti, che non sono mai stata suddita della giovinezza reale ne’ di quella ossesivamente cercata, che, malgrado il tempo passa, non mi sento scaduta ma incredibilmente diversa ogni giorno, perchè ho dentro di me tante donne, tutte di età diverse ma tutte in contemporanea, ognuno esce al momento giusto prendendosi libertà, rischi e responsabilità….Perchè il “segreto” del mio essere così “giovane” non è il fisico, ma il continuo cambiare ogni giorno. Perchè la vita è un continuo cambiamento, il modo migliore per crescere sempre.
La mia età non è un fatto mentale, è fisico, inevitabile, e far pace con gli inevitabili cambiamenti del mio corpo mantiene l’anima giovane e se l’anima è giovane qualcosa fuori traspare.

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Stromae -Tous les Memes

 

Uomini…donne…non siamo tutti uguali…a volte conviviamo…lasciamo vivere ognuno pe quello che è e non per quello che vorremmo fosse (dedicato ad un amico).

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Libertà, mia

In alcune mie giornate mi batte in testa l’idea di libertà.
La libertà di esplorare con la fantasia, l’immaginazione, come sarebbe questo mondo senza il frenetico desiderio di possedere. Possedere le anime, le persone, gli oggetti…
La libertà di camminare in un campo di grano, con il vento leggero che muove le spighe e l’odore mi entra nelle narici…come quando ero piccola.
La libertà di camminare tenendo per mano bambini di ogni “colore”, ricordando di quando lo ero io e avevo la purezza del cuore.
La libertà di guardare la vita come i fanciulli che vi si affacciano piano piano.
La libertà di essere fragile come l’uccello che per la prima volta spicca il volo con le sue piccole ali.
la libertà di essere un fiore colorato che nessuno può cogliere.
La libertà di avere un canto poetico nel cuore senza che nessuno lo debba macchiare con la ragione malata di adulti sconsiderati.
La libertà di essere la luna argentata anche quando splende il sole del mattino.

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Libertà

“La libertà non è una cosa che si possa dare; la libertà, uno se la prende, e ciascuno è libero quanto vuole esserlo.”

James Mark Baldwin

 

 

“La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta”

T.W. Adorno

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Giorno della Memoria- 27 gennaio 2018

I clandestini del mare –  Sereni Ada

Le difficoltà , i sacrifici, i dolori, degli ebrei sopravvissuti ai campi di sterminio, che dovettero affrontare la navigazione, dopo la guerra del 1945, per raggiungere la Terra Promessa, Erez Israel, Israele, terra ancora chiusa all’immigrazione dagli inglesi.
Sereni Ada fu l’aiuto inaspettato.

Ada Ascarelli nasce a Roma nel 1905 da un’illustre famiglia ebrea, Il padre muore che Ada è ancora in giovane età.
Si iscrive al liceo Mamiani dove conosce Enzo Sereni, che diverrà suo maito.
Dopo aver ottenuto la laurea in filosofia Enzo aderisce al movimento sionista, Ada abbandona la Facoltà di lettere e decidono, nel 1926, a due anni dal matrimonio, di migrare in Palestina e lasciare l’Italia fascista, vogliono costruire Erez Israel, la Terra d’Israele. Malgrado contrastati dalle famiglie partono con la loro bambina Hana
Nel 1928, in Palestina, contribuiscono a fondare il grande kibbutz Ghivat Brenner (Tel Aviv), ancora oggi uno dei maggiori di Israele. Intanto mascono Hagar e Daniel.
Il fascismo e il nazismo intanto iniziano a mietere vittime e vengono ordinate le leggi razziali. La madre di Ada riesce a sfuggire al rastrellamento del 16 ottobre 1943, a Roma, rifugiandosi presso il convento delle suore di Notre-Dame de Sion.
Nel 1944 Enzo si arruola nella Brigata ebraica dell’esercito inglese; quando l’Hagana e il Palmach, le due formazioni militari dell’Yishuv, decidono di lanciare alcuni uomini dietro le linee tedesche per prendere contatto con gli ebrei e incitarli a combattere, Enzo accetta.
Fingendosi ufficiale inglese è paracadutato nella notte tra il 14 e il 15 maggio 1944 nell’Italia settentrionale, oltre la linea gotica. Ada non ne saprà più nulla fino a quando, finita la guerra, tornerà in Italia alla ricerca del marito. Scoprirà che, dopo essere stato paracadutato, era stato fatto prigioniero, torturato a Verona, transitato nel campo di Bolzano, internato a Dachau, dove venne fucilato nel novembre 1944.
Ada decide di restare in Italia dove si lega al movimento dell’ immigrazione clandestina (trasferimento in Palestina dei sopravvissuti della shoah) dove diventa un importante componente della organizzazione, anche grazie alla conoscenza perfetta dell’ italiano, dell’ ebraico, del francese e inglese, del tedesco e arabo. Si parla di circa 25.000 ebrei salvati.
Il 14 maggio del 1948 viene fondato lo Stato di Israele.
Ada muore a Gerusalemme il 24 novembre 1997, verrà sempre ricordata come una donna giusta, le venne assegnato il Premio Israel per il contributo particolare alla società e allo stato ebraico.

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Cervello

Colazione con le amiche…non so se è il caldo che rende nervose ma subito un paio (siamo in 5) iniziano a “sparlare” dei mariti, in senso buono…cioè dicono che sono condizionate dal fare quello che gli viene richiesto, che non possono prendere troppe iniziative, che se avessero un’indipendenza economica sarebbe tutto diverso…chi ha l’indipendenza economica dice che per lei è più o meno la stessa cosa…c’è chi la mette sul piano dell’innamoramento, tipo “…dopo tanti anni sono innamorata come il primo giorno, come potrei dire di no a mio marito…”. Io dico semplicemente che sono innamorata di mio marito dopo 31 anni, ma che se sono innamorata e non ho l’indipendenza economica (che mi devono spiegare che vuol dire se ti sposi e il matrimonio dovrebbe essere anche sostegno economico reciproco) non vuol dire che sono rincitrullita emotivamente  e che ringraziando il buon Dio sono stata, sono e sarò sempre un’essere pensante. Status sposata va bene, ma al mio cervello non rinuncio. Neanche per amore. (non mi è stato mai chiesto a dir la verità 🙂  )

Buona serata blogger!

 

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Bianco su Nero – Ruben Gallego

bianco-su-nero “…io piangevo sui libri.Come accade anche per gli uomini, ci sono libri e libri…anche i fumetti sono libri…non fanno piangere i bambini. Perchè bambini allegri non hanno alcun bisogno di piangere sui libri…invce io leggevo un libro, e piangevo .Piangevo di impotenza e di invidia…Certi libri ti fanno cambiare il modo in cui vedi il mondo, dopo certi libri vorresti morire, oppure vivere diversamente.
Se vuoi capire qualcosa, o chiedi a qualcuno, o chiedi ad un libro. Anche i libri sono uomini. E come gli uomini, anche i libri ti possono aiutare; e come gli uomini, anche i libri mentono. Io non leggevo tanto per leggere, io volevo capire come era fatto il mondo. volevo sapere come stare al mondo….”

 
Mosca, 1968,: la figlia del segretario del partito comunista spagnolo in esilio e uno studente venezuelano hanno una relazione, da questa nascono due gemelli, uno muore subito, l’altro, cerebroleso, non usa nè braccia nè gambe; tolto alla madre, viene internato in un orfanotrofio insieme ad altri handicappati. L’altro è Rubén.

 

“Il programma prevedeva che gli studenti ci coinvolgessero in qualche iniziativa, che ci aiutassero a fare i compiti e via discorrendo. la maggior parte di loro, però, ci guardava come se avessimo vauto la lebbra…Come descivere altrimenti i loro occhi strabuzzati e il malcelato disgisto?”
Dopo una serie di trasferimenti, nel 1990, riesce a scappare dall’ultimo ospizio che srebbe stata per lui la soglia della morte.

 

“…L’automobile si allontana a tuta velocità dall’ospizio, dalla prigione e da quel bastardo di guardiamo. Che bellezza.
La libertà.”
aurora Rubén inizia le ricerche per ritrovare la madre e quando la incontrerà inizierà a scrivere la sua storia.

 
Un libro autobiografico (il bambino sulla copertina è lui), un romanzo agghiacciante che narra l’orrore con cui ha attraversato l’infanzia.

 

“…per un attimo, un attimo solo, rammentò d’essere stato un uomo…Era finita. prima c’era un uomo, ora non c’è più.”

gallego                                                            gallego_33

Battendo sul computer con un solo dito, Ruben libera tutti i suoi ricordi e ci racconta di sopravvivenza, infelicità, solitudine, impotenza, umiliazione, fame, freddo…
Non manca l’ironia in questo libro e nenanche la poesia (il cane, la studentessa che danza…), non è un libro patetico, anzi, c’è la forza di vivere. Nonostante tutto.
Vi commuoverete, emozionerete, soffrirete, vi si torcerà lo stomaco nel cercare di immaginare….cercare, perchè è impossibile capire fino in fondo se non si vivono situazioni tragiche come questa, ma vi leggerete anche tanta speranza.
Se non avete paura di “sapere” leggetelo, anche se in modi diversi, l’uomo, in ogni parte del mondo, sa pianificare e creare il male, l’assurda cattiveria.
Non è un capolavoro, la scrittura, anche per ovvi motivi, non è ricercata, ma proprio la sua semplicità, essenzialità vi farà leggere senza intoppi tutto il racconto.
Ho trovato molto toccante il capitolo: La spagnola.

ruben

“… In russo si può tradurre quasi tutto…Quasi tutto. Quasi..,I go. Una frase intraducibile in russo.”

“Questa è l’America. Qui tutto si compra e tutto si vende. E’ un paese crudele, tremendo. Dove non puoi contare sulla pietà. Ma di pietà ho già fatto indigestione in Russia. Il business mi va più che bene.
Questa è l’America.
-Cosa vende?-
-Un giorno di libertà…-“

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Persuasione – Jane Austen

per  Anne, aristocratica intelligente e generosa, e Frederich, ufficiale di marina dal temperamento forte e deciso, si amano, ma la famiglia di lei la “persuade” a rinunciare a questo uomo, visto la differenza di classe sociale. Si ritrovano dopo sette anni, lui ricco e potente, ancora ferito dall’essere stato abbandonata dalla ragazza.
Anne, ormai matura, capise quanto è ancora innamorata di Frederich.
Una storia attraversata dalla presenza del padre e della sorella di Anne che, pur se in piena bancarotta, continuano a voler vivere nell’illusorio splendido mondo dell’aristocrazia; da Mary, sorella minore della ragazza, che ha sposato Charles, che anni prima aveva corteggiato Anne inutilmente; da lady Russell, migliore amica della madre, prematuramente scomparsa, che influenzerà moltissimo la ragazza; dalla sorella e dal cognato di Frederick che affittano Kellync Hall, l’antica proprieta della famiglia di Anne; e ancora da Louisa, William, Mrs. Smith…

 
Un romanzo romantico senza essere melenso, anzi… un inno all’amore, alla passione che deve superare convenzioni, interessi, pregiudizi.
L’epoca era perfetta per questo tipo di contegni.
Avevo iniziato a leggere questo libro nel periodo delle superiori, non l’ho mai terminato, neanche ricordo il perchè, qualche tempo fa, dopo avre letto Orgoglio e Pregiudizio, mi è venuta voglia di farlo e per fortuna! Jane Austin non mi ha delusa, anzi, trovo questo romanzo stupendo, più di Orgoglio e Pregiudizio, e lo so che mi attirerò le ire dei tanti estimatori di quest’ultimo, ma credo in assoluto che sia migliore, anche se non hanno alcun riferimento uno all’altro.
Una malinconia dolce pervade queste pagine, vi si trova una verità, quella della persuasione (che ancora oggi spesso fa capolino in situazioni sentimentali), questo e  il raccontare rapporti non convenzionali, storie di ragazze che lottano per migliorarsi, rendono l’autrice assolutamente attuale.
Trovo interessante come Anne sia passata dalla fragilità giovanile alla maturità caratteriale, mi è piaciuto anche scoprire questo lato della protagonista, ben delineato dalla Austin.
La lettura scorre anche grazie alla scrittura chiara, alla descrizione minuziosa dei personaggi.
Un libro da leggere.

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Fuga dal Campo 14 – Blaine Harden

41ULJTKLN3L._SX329_BO1,204,203,200_ Shin Dong-hyuk nasce, nel 1982, nel campo 14 dove è rinchiusa tutta la sua famiglia.
E’ uno schiavo che sperimenterà sulla sua pelle soprusi e torture e non sapendo che oltre quel campo c’è un’altro mondo.
A ventitré anni, convinto da un compagno, tenterà la fuga  riuscendo ad arrivare in Cina, da lì in America.

 

E’ la vera storia di Shin Dong-hyuk, unico uomo nato in “quel” campo di prigionia, ad essere riuscito a fuggire.
Un libro che mi ha sconvolto ed emozionato, che  ha infilato nel cuore una spada di tristezza non facile da sfilare; un libro che ancora una volta mi ha messo davanti la crudeltà dell’uomo e la sua sete di potere, l’agghiacciante propensione al male.
Della Corea del Nord e di questi campi avevo sentito qualcosa diversi anni fa, oggi questa nazione sale prepotentemente, a periodi, nell’interesse mondiale quando il suo folle tiranno decide che il resto del mondo deve conoscere il suo potere, dopo torna tutto a tacere, anche perchè non è facile entrarvi se non con i satelliti e solo in parte; quando arrivo in biblio trovo questo libro appoggiato su un tavolo, mi colpisce la copertina e quando leggo la trama non posso non prenderlo.
Nulla si sa dei campi di concentramento, delle punizioni corporali, delle torture, della dignità calpestata, della fame che “divora” chi vive nei “campi”.
Il libro si legge facilmente per la scrittura semplice, ma io mi sono fermata più volte per dar modo al mio stomaco, al mio cuore e alla mia anima di metabolizzare (se mai è possibile farlo) tutta la tragedia che vi ho trovato.
La domanda che rimane tra stomaco e anima è: ma allora è vero che l’uomo non impara niente dalla storia se ancora, oggi, molta povera umanita’ deve morire in un luogo che è peggio dell’inferno?
Dico che Shin Dong-hyuk è sopravvissuto perchè forse non sapeva cosa volesse dire “vivere”.

 

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Speranza/desiderio

Ieri sera guardavo questo stupendo tramonto e pensavo alla giornata meravigliosa che sarebbe nata ancora una volta DSC06709
Guardo Jo che dorme sereno e indifeso, in uno spazio largo, perchè sa che nessuno arriverà a fargli del male, perchè sa che qui, in quella striscia di verde, dove corre a perdifiato con Semir, può ricevere solo amore e carezze DSC06707
DSC06705 E guardo l’ultimo lavoro di Meli, che ha scelto di riprodurre su due alternative che il professore aveva dato, e mi piace l’idea che possa “decidere” di poter disegnare liberamente un teschio con tutta la sua ironia, una donna vedendone “solo” la sua completa bellezza, o semplicemente un manga…
E penso che, per quanto molti nostri amici stiano virando politicamente verso Salvini con annessi e connessi perchè stanchi di un Italia piena di stranieri che non lavorano, nomadi che non sono più nomadi, corrotti al governo, e chi più ne ha ne metta, malgrado la signora Marine Le Pen abbia “ripulito” la facciata del suo partito nazionale, malgrado Grillo continui a parlare come fosse un monarca, lotterò e non mi arrenderò a chi vuole ancora una volta un Europa xenofoba, razzista, fascista. Lotterò perchè le nuove generazioni non cadono nelle “trappole” che hanno portato a eccidi e distruzioni e follia. Non sono pro/Ciampi, neanche un pò, ma uso una sua frase

“…di linguaggi intolleranti, indegni di un confronto democratico…possono disgregare il tessuto morale della nazione:…”, e non è forse ciò che stà accadendo?

 

E vorrei tanto dire al nostro governo che invece di blateare davanti alle telecamere come attori consumati della miglior specie, dando il meglio di loro, pensassero a quanto c’è da fare in Italia, ancora, dal dopoguerra, tutto si sbriciola lentamente.

“Mai epoca fu come questa tanto favorevole ai narcisi e agli esibizionisti. Dove sono i santi? Dovremo accontentarci di morire in odore di publicità.” Ennio Flaiano

Abbiamo bisogno di una sana edilizia pubblica, di scuole, di biblioteche, di centri culturali, di sanità, di strade. Abbiamo bisogno di aiuto per i nostri anziani che sono in difficoltà, abbiamo bisogno di ridare dignità ai disoccupati che stanno lentamente scivolando nella depressione di un futuro senza futuro, di aiutare le fascie meno abienti, abbiamo bisogno di una giustizia più equa, di tasse più basse affinchè tutti possano pagarle. Abbiamo bisogno di politici che imparino la vergogna, che non si osannino a ogni nuova proposta che sembra essere la svolta del secolo, che impariano a risparmiare su poltrone, incarichi, compensi…

“La politica è stata definita la seconda più antica professione del mondo. Certe volte trovo che assomigli molto alla prima.” Ronald Reagan

C’ bisogno di uno stato che si faccia rispettare, cito i marò, l’esempio più eclatante: una nazione che non sa difendere il destino personale di chi, piaccia o no, stava facendo il proprio dovere, cessa di essere tale; cessa di esserlo quando si tira secchiate di acqua gelida in testa ma poi la Sla ricade nel silenzio. Mi fermo qui ma dico che allora c’è bisogno di aria nuova.

E vorrei dire ai “signori” dell’Europa che ormai sono convinta che UE è truffaldina, a volte ridicola, ad esempio nei suoi emendamenti che ti tagliano le radici storiche, che è una banca che finanzia stipendi sfacciati e senza tasse degli europarlamentari, che guarda nelle nostre tasce, che ci imbottisce di alimenti geneticamente modificati…Cosa mai fanno i funzionari a Bruxelles? Se la spassano.

Oggi si cerca tanto il “nemico”, ma il nemico è in casa: i signori che con i loro privilegi stanno uccidendo il popolo che dovrebbe essere sovrano, invece e vassallo.

“Nave da buon pilota governata
è strano caso che si rompa a scoglio.”
Giambattista Basile – Il Pentamerone

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