TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Le Madri

Il tempo è inclemente…un forte temporale ci ha lasciati per due giorni senza linea telefonica e internet.
La pioggia oggi è stata meno intensa. Ieri tutto il giorno chiusi in casa, ho riguardato le fotografie, quelle in bianco e nero, quelle con mia mamma che mi teneva in braccio e mi cullava.
Che bello! Anche se solo con un’immagine sentivo il calore del suo amore. E la sua assenza. Questa nostalgica malinconia che ad onde mi assale in alcune giornate, un piccolo seme di dolore mi ricorda il vuoto che ha lasciato. Il lutto crea una frattura, ma il dolore non mi spezza, trovo in lui un punto di rinascita. E proprio oggi, con questa leggera pioggerella decido di entrare nel bosco, tra i profumi dell’autunno e il colore buio che lo avvolge; il cielo cinerino è una finestra chiusa, nuvoloni lontani, il silenzio è totale. Dove sono finiti gli animali?
Ma mi piace così, sola, con il mio solo respiro. Una sensazione fisica forte mi trapassa, come se tutte le anime che ho perso negli anni mi venissero incontro, passeggiano con me.
Divento anima, spirito, pioggia, bosco. Amore.
E torno a casa con la gioia nel cuore.
La Natura è Madre, e come faceva mia madre mi sa consolare.

25 commenti »

Bianco su Nero – Ruben Gallego

bianco-su-nero “…io piangevo sui libri.Come accade anche per gli uomini, ci sono libri e libri…anche i fumetti sono libri…non fanno piangere i bambini. Perchè bambini allegri non hanno alcun bisogno di piangere sui libri…invce io leggevo un libro, e piangevo .Piangevo di impotenza e di invidia…Certi libri ti fanno cambiare il modo in cui vedi il mondo, dopo certi libri vorresti morire, oppure vivere diversamente.
Se vuoi capire qualcosa, o chiedi a qualcuno, o chiedi ad un libro. Anche i libri sono uomini. E come gli uomini, anche i libri ti possono aiutare; e come gli uomini, anche i libri mentono. Io non leggevo tanto per leggere, io volevo capire come era fatto il mondo. volevo sapere come stare al mondo….”

 
Mosca, 1968,: la figlia del segretario del partito comunista spagnolo in esilio e uno studente venezuelano hanno una relazione, da questa nascono due gemelli, uno muore subito, l’altro, cerebroleso, non usa nè braccia nè gambe; tolto alla madre, viene internato in un orfanotrofio insieme ad altri handicappati. L’altro è Rubén.

 

“Il programma prevedeva che gli studenti ci coinvolgessero in qualche iniziativa, che ci aiutassero a fare i compiti e via discorrendo. la maggior parte di loro, però, ci guardava come se avessimo vauto la lebbra…Come descivere altrimenti i loro occhi strabuzzati e il malcelato disgisto?”
Dopo una serie di trasferimenti, nel 1990, riesce a scappare dall’ultimo ospizio che srebbe stata per lui la soglia della morte.

 

“…L’automobile si allontana a tuta velocità dall’ospizio, dalla prigione e da quel bastardo di guardiamo. Che bellezza.
La libertà.”
aurora Rubén inizia le ricerche per ritrovare la madre e quando la incontrerà inizierà a scrivere la sua storia.

 
Un libro autobiografico (il bambino sulla copertina è lui), un romanzo agghiacciante che narra l’orrore con cui ha attraversato l’infanzia.

 

“…per un attimo, un attimo solo, rammentò d’essere stato un uomo…Era finita. prima c’era un uomo, ora non c’è più.”

gallego                                                            gallego_33

Battendo sul computer con un solo dito, Ruben libera tutti i suoi ricordi e ci racconta di sopravvivenza, infelicità, solitudine, impotenza, umiliazione, fame, freddo…
Non manca l’ironia in questo libro e nenanche la poesia (il cane, la studentessa che danza…), non è un libro patetico, anzi, c’è la forza di vivere. Nonostante tutto.
Vi commuoverete, emozionerete, soffrirete, vi si torcerà lo stomaco nel cercare di immaginare….cercare, perchè è impossibile capire fino in fondo se non si vivono situazioni tragiche come questa, ma vi leggerete anche tanta speranza.
Se non avete paura di “sapere” leggetelo, anche se in modi diversi, l’uomo, in ogni parte del mondo, sa pianificare e creare il male, l’assurda cattiveria.
Non è un capolavoro, la scrittura, anche per ovvi motivi, non è ricercata, ma proprio la sua semplicità, essenzialità vi farà leggere senza intoppi tutto il racconto.
Ho trovato molto toccante il capitolo: La spagnola.

ruben

“… In russo si può tradurre quasi tutto…Quasi tutto. Quasi..,I go. Una frase intraducibile in russo.”

“Questa è l’America. Qui tutto si compra e tutto si vende. E’ un paese crudele, tremendo. Dove non puoi contare sulla pietà. Ma di pietà ho già fatto indigestione in Russia. Il business mi va più che bene.
Questa è l’America.
-Cosa vende?-
-Un giorno di libertà…-“

2 commenti »

Due generazioni

La madre, classe 1958…

Alessandra Bertacco465Copia di DA VALUTARE499DA VALUTARE498DA VALUTARE499
La figlia, classe 1999…

DSC01813IN ROSSOLO SCHIACCIANOCI-MI RIPOSO1

 ….due palcoscenici diversi, la madre: Teatro Sistina, Roma; la figlia: Palasport, Anagni (qui non c’è teatro…)

Cosa ci unisce? A parte il vincolo di sangue e l’amore che abbiamo una per l’altra, la danza, la lettura, il cinema, l’arte, i cani, il bosco, Michael Jackson e tante risate.

15 commenti »