TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Core de mamma…

…se dice a Roma…
Riordino la libreria, sfilo un libro e da questo cade un cuore rosso non proprio dai contorni “precisi”…e il mio di cuore accellera un po’.
Meli aveva 7 anni quando me lo fece trovare accanto a questo libro, che all’epoca leggevo, era appoggiato sul mio comodino, lo apro, e ci trovo tutto il mio mondo d’amore. All’epoca mi emozionai, oggi mi sono sciolta…  
Amore mio immenso, mia vita, mia forza

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Madonna col Bambino tra i santi Michele Arcangelo e Andrea

 

 

Un dipinto che adoro (olio su tavola) di Cima da Conegliano.
La Vergine e il Bambino Gesù, san Michele Arcangelo, di cui sono innamorata da sempre…guardare questa opera mi fa pensare alla rinascita sulla distruzione di ciò che è passato…il paesaggio mi suscita questo pensiero: le rovine fatiscenti e ben particolareggiate, in lontananza la città solida, ben strutturata (nella collocazione storica sicuramente un borgo, se ben ricordo proprio Conegliano).
I colri poi, armonia e quel dorato colore che sa tanto d’antico e mi infonde pacatezza. Guardarlo mi da la certezza, Maria e suo Figlio, sono la rinascita su ogni distruzione.

 

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Madri e amore

“….O cara voce del materno amore,
A lievi giovanili anni conforto!
Che ognor t’intenda, ognor ti segua il core,
Fin che le vele sian raccolte in porto.”

da L’amore materno, di Giacomo Zanella

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Dove ti porta il cuore…

Quando era piccola la portavo sempre sul mio cuore, spesso la legavo con delle fasce e la tenevo con me soprattutto quando facevo giardinaggio e non potevo appoggiare il seggiolino in terra; poi crescendo gli ho insegnato che deve sempre andare dove la porta il cuore, non deve dimenticare quel meraviglioso pulsare; in questi giorni ospitiamo Luca, un amico carissimo a cui vuole davvero bene, non è il suo ragazzo ma una bella amicizia. ” Mammy, che bello avere amici sinceri…” e credo che averle insegnato ad ascoltare il cuore gli serva davvero. Anche se a volte si rischia.
Ma la vita non è anche questo? Un meraviglioso incredibile rischio

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Prima/Adesso

Quando guardo questa foto mi viene da ridere e un po’ di nostalgia. Vengo scelta per una rappresentazione nel presepe vivente. Imparo la parte e mentre la imparo Meli la memorizza, andiamo alla prima prova e mentre faccio pausa il ragazzo che doveva duettare con me sta provando…Meli ripete per filo e per segno tutta la parte. Il regista è sconvolto, questa puffetta rotondetta e piccola, riservata ed educata lascia tutti sbalorditi. Proposta: adattare la mia parte per lei…accetto e chiedo a Meli se vuole farlo, e lei candida dice: “Si la so meglio di mamma…” E ovviamente è un successo, Vedere una bimba piccola duettare con un adulto, nel freddo delle notti di gennaio, sull’aia, sicura e precisa, ripetere per ben due ore, è stato davvero il top…

Ora la guardo, con i suoi capelli azzurri, la sua sempre incredibile riservatezza, timidezza, il suo voler fare senza farsi notare…mai rifarebbe una cosa del genere, mai in pubblico. E penso che bella era e bella è ancora. Non fisicamente, ma nell’anima. Lo so sono la madre e sicuramente sono di parte, ma per me è la gemma più preziosa che io posseggo.

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Auguri…

… a tutte le mamme, che partoriscano o no, danno una spinta ai figli per portarli a camminare nei giardini del mondo

…alla mia mamma, oggi 87 che felice di avere figli e nipoti accanto sembrava ancora la giovane donna sorridente nella foto del suo viaggio di nozze

… alla mia amica Katerina che proprio ieri ha saputo che mai potrà diventare madre, e dopo che ci siamo abbracciate mi ha detto ” e ora so che devo continuare ad essere la madre del cuore, per tutti i bimbi che seguo”. Lei è una grande madre

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Benvenuta!

Alice. Dopo la grande forza che la tua mamma ha avuto per farti nascere sei arrivata.
E ora profumi le nostre vite. Un nuovo fiore nel giardino della vita.

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E poi ci trovi loro…

…dove? A Roma
Accompagno mia figlia, che di deve incontrare con un paio di suoi amici, per “colorare” la giornata
Ovviamente resto, sono curiosa. Gironzolo (inseme a mia sorella) tra i capannoni…Oriente…Spagna…Messico…America…Irlanda…Country.
Qui mi fermo, incuriosita dall’esposizione di stivali di tutte le fogge, di stetson, camicie colorate, ricamate, quadrettate. E dall’invitante profumo del cibo.


Mentre lo sguardo vaga di qua e di la, il mio padiglione auricolare (messo a dura prova dal vociare, urlare dei speaker che richiamano agli spettaoli) capta una melodia che non puoi non conoscere, non puoi non amare…Ennio Morricone.
Ma chi cavolo la esegue così bene?
Loro.
Mi siedo e li ascolto rapita. L’interpretazione delle colonne sono dei film ” spaghetti-western”, è impeccabile, come stupendi sono i brani da loro scritti ed eseguiti (ad esempio E lo chiamarono Giustizia).
Mi rubano gli occhi con le loro movenze, la simpatia, l’abbigliamento. Ma soprattutto mi rubano il cuore.
Sono forse in trance…propabile, è la fame. Ma dopo esermi rifocillata mi risiedo sotto il palco e arrivano ancora loro. Non posso non ascoltarli.
Bravi, bravi davvero. Quel tanto di moderno, di rock che te li fa amare ancora di più.
Loro sono i Dollaro D’Onore – Western Orchestra -, toscani, mitici!


Grazie a mia sorella potrò seguirli nella pagina FB: https://www.facebook.com/dollarodonore/


Non perdeteli se siete appossionati di questoi genere, ma se non lo siete li amerete. A me così è successo. Mi hanno conquistato.

Voglio nominare anche ‘Accademia Internazionale del Musical Torino, davvero bravissimi. Anche loro scoperti in questa lunga, divertente, gioiosa giornata.

Un grazie a mia figlia, mi trascina ovunque….e io scopro sempre cose nuove. Il mio passato, il suo presente. Mix esplosivo.

  

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Madre/figlia

Che dirti figlia mia! Abbiamo sognato insieme, abbiamo camminato tra prati e boschi meravigliandoci della natura e amandola, abbiamo camminato in alta quota sulla neve candita, io con fatica tu no; abbiamo applaudito in teatro e pianto per l’emozione guardando documenatri sulle due guerre che hanno sconvolto il nostro continenete; ci scambiamo libri, visitiamo musei e discutiamo sulle opere viste, cerchiamo strade per migliorare la nostra vita…eppure siamo diverse nei gusti, nella manualità, nelle ambizioni, nel modo di affrontare la vita, nei gusti alimentari…ma la cosa che mi fa sorridere è che alla fine ci sosteniamo, ci incoraggiamo, ci piacciamo. Siamo amiche, ma comunque riamaniamo madre e figlia, quella linea che deve esistere per poter essere sicure una dell’altra. Quella linea che è nella natura. Meravigliosa invenzione anticonvenzionale, a differenza di quello che sembra una convenzione.

    

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Carezze…

Questa mattina mentre passeggiavo in paese ho visto una mamma seduta sulla panchina con una bimba tra le braccia, la bimba gli accarezzava il viso…avrei voluto fotografarle. Erano bellissime.
La carezza è un gesto intenso, immediato, è uno di quei gesti che più lega, rafforza, costruisce il legame mamma/bambino.
Ho sempre pensato che quando Meli mi accarezzava (e ancora non parlava) volesse dirmi qualcosa di particolare, volesse comunicarmi la sua serenità, felicità, la sicurezza che spero riceveva da me. O forse solo dirmi che mi voleva bene. Un’illusione forse, ma il mio istinto mi diceva questo. Una carezza stabilisce un legame che non può essere descritto profondamente con le parole.
Fino a due tre anni fa ancora qualche carezza la ricevevo, ne ero intenerita, ora solo abbracci, ma è giusto così, quelle carezze non sono più fisiche ma me le dona con le parole, a volte mi dice cose che mi lascaino basita e stupendamente inebriata. E se gli chiedo “Ma dici davvero?”, risponde: “Io ti conosco bene.”

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