TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Le avventure di Emma Mancini – Gianni Gregoroni

Emma è una bambina dalla personaltà vivace e dotata di una curiosità che la porta a scandagliare luoghi misteriosi,
ad esempio la casa nera, la biblioteca del colleggio di Torre in Poggio e i suoi sotterranei.
Nel suo cammino Emma incontrerà persone “speciali” che la guideranno verso la conoscenza della parte misteriosa che è in lei e che non sapeva di avere…
Incontrerà figure malefiche e poteri sovarnnaturali.

 

Una lettura fresca, vivace, che non annoia. Il linguaggio è semplice ed efficace.
Il mistero e la normalità della vita di una bambina si intrecciate in questo racconto che strizza l’occhio alla magia, al fantasy, all’avventura….
Tra le righe, a parte la trama accattivante, io ci leggo il passaggio di Emma dalla fanciullezza alla quasi adolescenza, le sue avventure sono metafora per raccontare le responsablità, gli errori e la vogia di riuscire che i ragazzi attraversano nel crescere.
Un libro per ragazzi? Si, ma io lo consiglio anche agli adulti, io mi sono divertta un mondo a leggerlo, provate, non ne rimmarrete delusi. Anzi…

 

Grazie Gianni per questo bel regalo 😉
(mia figlia si è ripromessa di leggerlo dopo gli esami)

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Un affascinante mistero: Antikythera (o Anticitera)

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Dobiamo partire da due ipotesi molto lontane: una nobildonna viaggiava su nave greca diretta a Roma per sposarsi, ma quel viaggio in mare fu sfortunato, la nave affondò con tutto il suo carico di uomini e immensi tesori: statue di bronzo e marmo, gioielli, oro e…Antikythera (trae il nome dall’isola greca di Anticitera presso la quale fu ritrovato), il primo “computer” analogico datato 150-100 a.C.; seconda ipotesi: il congegno si trovava su una nave che doveva portare a Roma questo marchingegno, assieme ad altri tesori saccheggiati sull’isola di Anticitera o Antikythera, per sostenere  una parata trionfale di Giulio Cesare. La prima sembrerebbe essere la più accredidata.
Nel 1900 un gruppo di pescatori di spugne persero la rotta a causa di una tempesta, costretti a rifugiarsi sull’isoletta rocciosa di Cerigotto (un’isoletta greca del mar Egeo, tra il Peloponneso e Creta), questi, alla profondità di circa 43 metri, scoprirono il relitto della nave naufragata propabilmente nel 65 a.C..
Nel maggio 1902 Valerios Stais, archeologo, esaminando i reperti recuperati dal relitto, scopre che all’interno di un blocco di pietra c’è un ingranaggio meccanico, fortemente incrostato e corroso, di cui erano sopravvissute tre parti principali e decine di frammenti minori, composto da un’intera serie di ruote dentate ricoperte di iscrizioni: un elaborato meccanismo a orologeria delle dimensioni di circa 30 cm per 15 cm, dello spessore di un libro, costruita in rame e originariamente montata in una cornice in legno, era ricoperta da oltre 2.000 caratteri di scrittura, dei quali circa il 95% è stato decifrato ma ancora non pubblicato. Dopo anni di diatribe tra studiosi che ritenevano impropabile un tale meccnismo per quell’epoca, nel 1951 dopo averlo esaminato minuziosamente per circa vent’anni, il professore Derek de Solla Price ne scoprì il funzionamento originario.
Si trattava di un antichissimo calcolatore che calcolava il sorgere del sole, le fasi lunari, i movimenti dei cinque pianeti allora conosciuti, gli equinozi, i mesi, i giorni della settimana; Price concluse anche che nella Grecia del II secolo a.C. esisteva effettivamente una tradizione di altissima tecnologia, chi lo ha inventato doveva essere studioso di astronomia ma anche essere esperto di matematica e di ingegneria.
Ancora molti misteri avvolgono questo incredibile meccanismo, ad esempio la presenza e la natura di indicatori del nostro pianeta, o dove sia stato veramente costruito, qualcuno ipotizza nella allora colonia greca di Siracusa (Sicilia).
Il Museo Archeologico Nazionale di Atene (dove il prezioso reperto è conservato) ha ritrovato nei propri magazzini alcune scatole contenenti 82 minuscoli componenti della strumentazione di Anticitera mai esaminate prima e molto utili per comprenderne meglio il funzionamento che sembrerebbe essere nato sulla base di un progetto disegnato da Archimede.
Si ipotizza anche che quello ritrovato sia una copia di epoca romana dell’originale più vecchio di qualche decennio, lo proverebbe un passo di Cicerone, nel quale viene citata una “macchina circolare” che i Siracusani utilizzavano per calcolare i movimenti celesti e predire le eclissi.
Un altro interrogativo da risolvere è quello che prende in considerazione il fatto che, visto le straordinarie funzionalità della macchina, come mai non se ne siano state costruite altre repliche e che non ne siano state ritrovate altre, magari proprio nei numerosi vascelli naufragati nei secoli passati, quello di Anticitera risulta a tutt’oggi unico, l’unico che solo per una fortunatissima circostanza è riemerso dalle profondità del mare.   La domanda è: quanti tesori simili sono andati perduti? A quanti di questi propabili meccanismi straordinari non è stata data importanza? Il passato è ancora fonte di grandi meraviglie e scoperte che fanno dell’uomo l’essere intelligente che è, e sarebbe bello potesse capire ( a volte mi sorge il dubbio…) quanta di questa intelligenza potrebbe sfruttare nel migliore dei modi, a beneficio di se stesso e del Pianeta tutto.

antikythera_reperti

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Mrs. Poe – Lynn Cullin

poe   “…Erano solo parole, certo, ma per una poetessa come me le parole sono moneta corrente: conosco il loro valore, la loro potenza. In una poesia so essere assai più audace e appassionata, posso andare oltre i limiti di un garbata conversazione. Poe non doveva fare altro che leggere tra le righe…”

 1845, New YorK, Frances Osgood, poetessa, incontra Edgar Allan Poe.
Frances vive, ospite con le due figlie piccole, a casa dei coniugi Bartlet, dopo che suo marito, il pittore Samuel Osgood, donnaiolo incallito, l’ha abbandonata all’Astor House, lussuoso albergo dove vivevano, per andare a Cincinnati con una ricca ereditiera americana.
Poe e Frances si incontrano spesso in casa di Anne Lynch, dove si tiene il più celebre salotto letterario del tempo. Il salotto è frequentato dai grandi nomi dell’epoca: Margaret Fuller, scrittrice; Walter Whitman, poeta; Audubon, ornitologo e pittore; Stephen Pearl Andrews, fondatore del Movimento per il Libero Amore; il reverendo Griswold…
Poe gode di grande fama soprattutto dopo aver pubblicato Il corvo. lo scrittore è sposato con Virginia, una sua cugina.
Tra Poe e Frances si instaura subito un’attrazione che si trasformerà da amicizia in amore, vissuto con sotterfugi, incontri appassionati e drammaticità.

 

“A colei il cui nome è scritto dentro”

Furono scritti, questi versi. per colei i cui occhi,
brillanti e vivi come le stelle di Leda,
tradurre sapranno il dolce nome che s’annida
qui nella pagina, velato a ogni lettore.
Setaccia bene le parole, che celano un tesoro
immane: un talismano, un amuleto
da indossare sul cuore. Versi,
parole e singole lettere, dovrai cercare, e non scordare
le minuzie o sarà fatica vana.
Che nodo gordiano qui non troverai
da dover slegare con la spada.
Basta seguire la trama sul foglio
che oggi scrutano i suoi occhi dolci
fra i versi vagando sperduti;
un nome forse sentirai,un nome da poeti o…poetesse.
Disposte in giusta sequenza, le lettere mendaci,
danno un suono che ognun conquista…
E se ancor fatichi a scorgerlo, mia cara,
vuol dire che sei un poco somara…
E ora dono questa sciarada a chi sciogliela saprà.

E’ un romanzo storico, stupendo (a me è piaciuto molto), incentrato sul triangolo amoroso (che fece molto discutere all’epoca, non è finzione ma realtà come si evince dalle poesie che Poe e Frances si scambiarono, le lettere invece sono misteriosamente scomparse) in cui Poe si divide tra Frances Osgood e la sua sposa bambina, Virginia.
Scritto senza troppe pretese, in modo semplice e lineare, ma mai banale, in questo romanzo fanno da padrona la trama, la vita di Frances, donna abbandonata che vivrà un grande sconvolgimento nella vita per amore di Poe, un amore molto coinvolgente che nascerà nell’inverno del 1845 e finirà con l’inverno del 1847, e la poesia, padrona dell’animo di entrambi i protagonisti ma che verrà vissuta da entrambi in modo diverso. Superba la descrizione psicologica dei tre protagonisti (Poe, la Osgood, Virginia) che intrecceranno, quasi in un destino assurdo, non solo le loro vite ma anche le loro morti, una parte drammatica di queste vite spezzate ancora giovani. La ricostruzione storica e sociale è perfetta; descritti perfettamente anche tutti i personaggi coinvolti.
Poe e Fraces pagheranno in modo devastante il loro innamoramento, la loro intensa passione.
Un romanzo non moderno se si pensa che non c’è neanche una scena di sesso descritto, ma solo accennato, anche in quella unica notte d’amore che i due vivranno, ma dove l’intensità dell’amore esce alla grande anche solo descrivendo le mani che si sfiorano, gli sguardi, le parole dette…non mancano eventi tenebrosi tanto per non smentire la natura dello scrittore.
Non svelo di più, magari qualcuno volesse leggerlo, e lo consiglio vivamente, accenno solo che una parte importante e inaspettata l’avrà la suocera di Poe, la signora Clemm e incontrerete Fanny Fay….

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