TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Cigno

Deneb, in arabo significa coda ed è la coda del cigno, è una stella molto brillante, grandissima; Albireo, è la stella che simboleggoia la testa del cigno, è una stella doppia, una parte azzurra e l’altra arancione, una delle stelle più belle del cielo
Il Cigno è una costellazione, una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo e una delle 88 moderne costellazioni, una tra le più belle. E’ rappresentata come un volo verso sud.
Appare a metà marzo, visibile perfettamente nelle notti estive a cavallo tra luglio e agosto, è quasi invisibile dalla fine di novembre.
Un cigno che vola lungo la Via Lattea che la arricchisce di miriadi di puntini luminosi, viene chiamata anche Croce del Nord perchè la sua forma, formata da solo quattro stelle di riferimento era identificata dai cristiani come la croce di Cristo
La mitologia la lega a Zeus, che si tramutò in un cigno per conquistare Leda, una bellissima fanciulla, moglie del re di Sparta Tindareo, madre di Elena e dei Dioscuri. E ancora, Eratostene dice che Zeus s’invaghì della ninfa Nemesi che abitava a Ramno (Atene), questa per sfuggirgli assunse le forme di vari animali, d’acqua, di terra, di cielo trasformandosi in oca, allora Zeus si tramutò in un cigno, l’acchiappò e la violentò. Igino da un’altra versione: Zeus finse di essere un cigno che cercava di sfuggire a un’aquila, Nemesi gli offrì rifugio e solo dopo essersi addormentata con il cigno in grembo si rese conto dell’errore compiuto.
Una leggenda narra invece che Fetonte, figlio del Sole, si appropriò del carro solare e distrusse la terra e il cielo, allora Zeus per punirlo lo affogò nel fiume Eridano, ma un cigno tentò di salvarlo ma invano, per la sua bontà il re degli dei decise di portarlo con sè in cielo e tramutarlo in una costellazione.

 

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Cassiopea e Cefeo

Secondo la leggenda, Cassiopea, figlia di Arabo (figlio di Ermes) era la bella e vanitosa regina dell’antica Etiopia. moglie di Cefeo re e madre di Andromeda.
Superba e orgogliosa della sua bellezza e di quella di sua figlia dichiarò che addirittura superavano quella delle Nereidi (ninfe del mare), una di queste era Anfitrite, sposa di Poseidone, dio del mare. Le Nereidi chiesero a Poseidone di essere vendicate: il dio mandò allora il mostro marino Tiamat a devastare l’Etiopia
Cefeo, visto il suo regno in pericolo si rivolse ad un oracolo, che lgli suggerì che per salvare il paese doveva sacrificare la figlia Andromeda.
Con il cuore spezzato il re accettò: Andromeda fu allora incatenata a uno scoglio e abbandonata al suo destino
Ma la giovane fu salvata da Perseo che attaccò e sconfisse il mostro e lo pietrificò grazie alla testa di Medusa che aveva ucciso e decapitata
Andomeda sposò Pereo; Cassiopea, per punizione fu trasformata in una costellazione e condannata a girare per sempre con il suo trono attorno al Polo Nord.

Cassiopea costellazione è visibile soprattutto a settembre, per vederla bisogna guardare verso Nord, è una delle stelle più brillanti conosciute della Via Lattea.
Se si individua il timone del Grande Carro la si individua facilmente per la sua forma a W, si incastra fra Cefeo e Andromeda.
Le due costellazioni, sono talmente vicine in cielo da formare le uniche due costellazioni celesti dedicate a un marito e a una moglie. La costellazione di Cefeo è riconoscibile dalla forma, una casetta con tetto.

 

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Iris

Dai titani Oceano e Teti nacque la ninfa Elettra; da Elettra (ninfa oceanina) e Taumante (divinità marina) nacque Iride, o Iris, sorella delle Arpie
Iris, dea minore dell’Olimpo, era messaggera degli dei e persificazione dell’arcobaleno; poteva andare anche in fondo al mare e nel mondo sotterraneo.
Iris era una bella giovane vergine con l’aureola colorata come l’arcobaleno e le ali d’oro, venerata nell’isola di Ecate presso Delo.
E l’arcobaleno era la traccia che lasciavano i suoi piedi quando scendeva dall’Olimpo sulla Terra per portare messaggi funesti agli uomini (Hermes che portava messaggi propizi).

 

“Iride rugiadosa con crocee penne, nel cielo traendo mille vari colori dal sole…”(Eneide, IV).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Acqua e miti

Faccio un’altro viaggietto (che veramente vorrei fare fisicamente…) con la fantasia,  per me poi unire natura e leggenda è il massimo.
Nel Geirangerfjord (Norvegia), precisamente nel fiordo di Geiranger, possiamo ammirare quanto la natura sia immensa e particolare.
Parlo delle Cascate delle Sette Sorelle e quella del Pretendente, queste cascate si trovano una di fronte all’altra. Le Sette sorelle si chiamano così perchè son divise in sette rivoli d’acqua.
cascata sette sorelle norvegia La leggenda narra che un principe passando accanto ad un podere scoprì che lì vivevano un padre e le sue sette bellissime figlie.
Il Principe rapito da tanta bellezza decise di sposare la più bella, ma quando si svegliava dopo una notte di sonno e ubriacate non riusciva a riconoscere quella a cui aveva promesso il matrimonio.
Passarono gli anni e le sorelle invecchiarono, il Principe era sempre ubriaco; ormai vecchie e vista sfiorita la bellezza, alle sorelle non restò che piangere, piansero tanto insentamente che le lacrime divennero rivoli d’acqua tumultuosi tanto da arrivare al fondo della valle e poi disperdersi in mare.
cascata il pretendente norvegia Il Principe (o Principe Pretendente) visto sfumato il desiderio di restare per sempre con le sue amate si trasformò anche lui in un rivolo d’acqua, di fronte a loro per guardarle per sempre. La punizione per non essere stato responsabile nella scelta e di aver solo pensato ad ubriacarsi fu che i suoi rivoli hanno assunto la forma di una bottiglia.
cascata il, velo da sposa norvegia Ancora una stupenda cascata, Il velo della sposa, chiamata così perchè la sua conformazione che la fa cadere oltre la roccia, quando è illuminata dal sole appare come un velo sottile che ricopre le rocce.

 

Tutta la zona del Geirangerfjord è patrimonio dell’Unesco.

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Peonia

La peonia ha fiori di bellezza meravigliosa, sontuosa, ha colori sublimi: rosa pastello, giallo intenso, rosso fuoco.

peonie-rosa-su-fondo-pastello-32569072 gialla rossa
latona Secondo un mito greco, Latona nel dare alla luce i gemelli Apollo e Artemide sarebbe potuta morire, allora Peone (medico degli dei) gli fece bere il succo di un fiore senza nome che rese il parto facile; il fiore fu chiamato così peonia e Peone fu tramutato in fiore.
diana Un mito invece racconta che Apollo non gradì che sua sorella Diana, dea della luna e abile cacciatrice con l’arco, si fosse innamorata di Orione, figlio di Nettuno, dio del mare. Un giorno, Apollo sfidò Diana a cercare di colpire un bersaglio mobile che all’orizzonte camminava sulle acque profonde, la dea accettò e scoccò una sola freccia che colpì in pieno il bersaglio. Quando il corpo arrivò a riva, Diana capì di avere ucciso l’amato con un solo tiro e dove caddero le sue lacrime di dolore nacquero delle belle peonie; Diana pianse disperatamente mentre Sirio, il cane fedele, ululava; Giove ebbe pietà di quel dolore e accolse Orione e Sirio in cielo tra le splendenti costellazioni.
ade Un’altro mito raccomnta che Ade (dio degli inferi), ferito da Eracle, chiamò al suo capezzale Peone che lo curò egregiamente, Asclepio, dio della medicina, so ingelosì e ne fu invidioso tanto da diventare furioso, Ade per proteggere Peone lo tramutò in un fiore: la peonia.
La peonia divenne l’unico fiore a essere coltivato nell’Olimpo.
Se ci spostiamo nel Catai troviamo un’altra leggenda: l’imperatrice Wu-Tu-Tian, dotata di poteri magici, ordinò ai fiori dei giardini imperiali di sbocciare tutti insieme, ma la peonia si rifiutò allora l’imperatrice, che non poteva tollerare questa disubbidienza, la confinò sui monti in mezzo alla neve. Il fiore sbocciò ugualmente e meraviglioso. L’imperatrice allora ridiede alla peonia il ruola di regina dei fiori.
In Oriente, da dove proviene, la peonia è associata all’immortalità, alla nobiltà, alla raffinatezza, alla luce, alla gloria, all’amore, al matrimonio felice, alla buona fortuna, alla ricchezza, alla giovinezza e alla felicità. Le peonie bianche sono il simbolo tradizionale delle giovani ragazze che si sono distinte per bellezza, ma soprattutto per arguzia; quelle rosse sono il simbolo erotico dei genitali femminili, per cui quando scende la rugiada, che rappresenta lo sperma, il fiore si apre.
Molti secoli prima di Cristo, nella Cina Imperiale, la peonia era amata maniacalmente dall’imperatore, che la faceva raffigurare sulle preziose porcellane dell’epoca e pagava una fortuna a chiunque presentasse una nuova varietà.
wuzetian2 Si dice che l’imperatrice Wu Zetian (624-705 d.C.), chiese ai giardinieri di palazzo di poter ammirare le peonie nei giardini coperti di neve e fu così forte la sua rabbia quando si rese conto che il desiderio non poteva essere esaurito, che ordinò che venissero bruciate, ma le radici resistettero a quello scempio, da allora la peonia viene chiamata anche il “fiore eterno”.
In Cina a questa pianta venne attribuita un’origine soprannaturale, nella Riserva naturale della “Montagna dei Diecimilafiori” (regione cinese dello Shaanxi) si trovano padiglioni raffiguranti la sua nascita: la leggenda narra che la peonia è il frutto dell’unione tra un vigoroso contadino e una dea che gliene ne donò una in ricordo prima di essere richiamata nella volta celeste.
wbbzno1436786669177 Ancora oggi in Cina la peonia è considerata “regina dei fiori”, portatrice di buona fortuna tanto che i dipinti che la rappresentano sono spesso appesi in casa come portafortuna e in ufficio per concludere buoni affari. Secondo il significato della complementarietà degli opposti, la peonia è di influenza positiva sulla donna e sull’uomo per quanto riguarda il loro vivere insieme in armonia. Per creare una buona energia Feng Shui, quando si è alla ricerca di una compagna fedele e amorevole, un dipinto raffigurante le peonie cinesi o un vaso di questi fiori dovrebbe essere collocato all’interno del ‘settore matrimonio’, nell’angolo a sud-ovest della propria camera da letto, per attirarvi la partner ideale o per migliorare la situazione sentimentale e condurre o mantenere un matrimonio felice; una coppia di peonie rosa invece vale da catalizzare energetico soprattutto per migliorare l’amore e per il romanticismo. mat Alcuni maestri di Feng Shui sconsigliano alle coppie di anziani di tenere in camera da letto l’immagine di una peonia in fioritura per evitare relazioni con donne più giovani.
Nella città di Luoyang, che fu a lungo capitale della Cina, la peonia è al centro di un festival che richiama ogni anno decine di migliala di visitatori.

Peonia,
petalo a petalo
palpiti,
ti apri,
ti ricomponi
(Ogiwara Seisensui)

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In Occidente le peonie erano conosciute fin dall’antichità per le loro virtù medicinali, Teofrasto le apprezzava come eccellente rimedio contro l’epilessia.
La prime piante erbacee di peonia furono introdotte dalle legioni romane nel 1200 in Inghilterra, quelle arbustive arrivarono per la prima volta nella seconda metà del ‘700, dirette ai giardini reali londinesi Kew Gardens, infatti l’Inghilterra fu la prima nazione a coltivarle per la loro bellezza, poi seguirono la Francia, e gli Stati Uniti dove arrivò grazie ai coloni inglesi.
Bouquet-peonie-e-rannuccoli In Occidente è simbolo delle romantiche storie d’amore, è usata nei matrimoni, celebra il 12° anniversario di matrimonio.
Secondo la medicina popolare, la peonia officinalis aveva molti benefici: i semi appesi al collo del neonato lo preservavano dai dolori della dentizione; radici e petali avevano effetti sull’epilessia e la malari; oggi la sua radice viene ancora usata come antispasmodico, sedativo calmante nelle forme di ansia, insonnia e come anti-dolorifico.
Nell’antichità, secondo i riti magici cacciava gli spiriti maligni, proteggeva dagli incubi notturni, veniva utilizzata dai marinai come amuleto portafortuna per proteggersi dalle tempeste, proteggeva dai furti se se ne utilizzavano i fiori secchi collocati dove si riponevano le chiavi di casa.

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Fiori che amo

Peonie, rose esagerate, rose
dionisiache, rose in guardinfanti,
rose superbe simili ad infanti
che si specchiano in differenti pose.

Odalische che ignude e voluttuose
prendono il bagno, tra gli specchi astanti
uguali a grandi eunuchi non curanti,
nei vasi di maioliche preziose.

Rose incinte di rosso (oh ombelicato
ventre d’estasi). Il loro lieve odore
dà come il sentimento di frescure
d’un languido crepuscolo rosato
dopo la pioggia, quando canta un gallo,

o d’un placido specchio di cristalli
(Corrado Govoni)

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Atlantide

Ieri era il giorno della malinconia, oggi quello della fantasia, che è uno dei miei rifugi preferiti, quello che mi culla e mi anestetizza.

imagesIl fascino di Atlantide, l’isola leggendaria, non cenna a diminuire…i suoi miti, il suo popolo guerriero, la sua distruzione, affascina sempre. Una favola che sfida i millenni…
Il suo nome deriva da Atlante, figlio di Poseidone, che sarebbe stato il primo re dell’isola.
La prima volta è stata menzionata da Platone che la colloca “oltre le Colonne d’Ercole”, ne parla come di una potenza navale che avrebbe conquistato una parte dell’Europa occidentale e dell’Africa, e sarebbe scomparsa improvvisamente per opera di Poseidone, dopo aver tentato invano di conquistare anche Atene. Prima di essere menzionata da Platone non vi è nessun riscontro su Atlantide tanto che si ritiene sia una pura fantasia del filosofo.
La sua collocazione è stata individuata in centinaia di siti, visto le innumerevoli civiltà che la propongono nei propri miti.
Ma di fatto la “vera” Atlantide dov’era? Era forse l’isola di Platone “un’isola più grande della Libia e dell’Asia Minore messe insieme” (Nord Africa/l’Anatolia)? 1678L’isola oltre le Colonne d’Ercole al centro dell’Atlantico? O il deserto del Sahara, una volta fertile e abitato? E stata ‘probabilmente l’Antartide, anche questa, un tempo, terra rigogliosa?vulcano santorini O l’attuale Santorini, nel 1450 a.C.isola di Thera, dove l’esplosione del vulcano provocò lo sprofondamento parziale dell’isola e terremoti che innescarono onde anomale in grado di spazzare via gli insediamenti lungo le coste dell’Egeo annientando l’antica civiltà minoica? E’ forse l’isola di Cipro?  E’ forse la Spagna, precisamente l’ Andalusia? O l’isola di Atlantide sarebbe la nostra bellissima e misteriosa Sardegna, il cui popolo discenderebbe dai Šhardana, appartenenti ai “popoli del mare” e che avrebbero, ipoteticamente, dato origine anche alla civiltà etrusca?sard

 

 

 

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La leggenda del lago

vIl lago di Vico è un lago che si trova nella provincia di Viterbo (Lazio); è uno dei laghi più belli e meno inquinati d’Italia.
La sua origine è vulcanica: il vulcano Vicano esplose nel cono principale quando terminò l’attività vulcanica, le sorgenti sottostanti e le grandi piogge formarono il lago, ed il Monte Venere divenne un’ isola che rimase per millenni chiusa dalle acque del lago. Col tempo, la valle e i crinali si ricoprirono di una fitta estensione di impenetrabili boschi; la zona rimase inesplorata per milleni fino a quando i Romani espugnarono la città etrusca di Sutri ed inseguirono gli etruschi fuggiaschi nella Selva Cimina. Solo allora si addentrarono in quella selva impenetrabile, mai esplorata perché ritenuta abitata da demonivv
Una leggenda racconta che il lago ebbe origine dalla clava che Ercole infisse nel terreno per sfidare gli abitanti del luogo, nessuno riuscì a rimuoverla, lo fece Ercole è sgorgò un fiume d’acqua che andò a riempire la valle formando così il lago; un’altra leggenda racconta che gli abitanti della zona, stremati dalla siccità chiesero aiuto ad Ercole che, conficcata la clava creò un cratere da dove sforgò una fonte d’acqua talmente potente da formare il lago.
Copia di img214A me personalmente piace questa versione: prima della nascita di Roma, sulle colline laziali, viveva Lucilla con il marito Ascanio, la figlia Vera e il figlio Vico. Nella zona viveva un drago che si nutriva di carne umana; un giorno si avvicinò per mangiare Vico; Lucilla gridò tanto che la sentì Ercole che arrivò in aiuto e iniziò un combattimento con il Drago; Ercole usando la clava e il drago sputando fiamme e cercando di colpirlo con la coda. Ercole ebbe la meglio e liberò la popolazione dal terribile Drago; esausto conficcò la clava nel terreno facendolo tremare e crollò al suolo per tre giorni e tre notti; quando si riprese Lucilla gli fece bere una bevanda a base di miele che gli fece riprendere le forze, estrasse la clava e se ne andò. La clava aveva creato un cratere da dove iniziò a sgorgare acqua fino a colmarlo e creare così il lago di Vico.

 

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Venere

La nascita di Venere Bouguereau

La nascita di Venere
Bouguereau

La leggenda narra che, Venere (per gli antichi Romani, Afrodite per i Greci), dea della bellezza e dell’amore, sia nata dalla spuma del mare. Paride (principe troiano, secondo la mitologia greca), le donò una collana di perle, che la dea, nel tentativo di allacciarla, ruppe. La collana era formata da sette perle che caddero nel mar Tirreno, davanti alla Toscana; invece di affondare, le perle, si trasformarono in sette isole.
Arcipelago_toscanoLe isole oggi formano l’arcipelago toscano, “Parco nazionale”, e sono le bellissime Elba, Giglio, Capraia, Montecristo, Pianosa, Giannuti, Gorgona.to

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Gryfino – Polonia

Mi imbatto in un’immagine alquanto singolare. Questa alberi

Mi domando che tipo di albero sia, la risposta è che appartengono alle conifere, ma non ne hanno l’aspetto. E’ la foresta dagli alberi curvi: Crooked Forest. Un vero e proprio mistero. Gli alberi sono curvati a 90° sulla base, mentre i pini che la circondano sono dritti . Su questa foresta circolano da anni miti e leggende che comunque non ne spiegano il mistero. Da rilievi fatti si sa, di sicuro, che gli alberi sono stati piantati a metà degli anni ’30 e sicuramente “fatti curvare o curvati” attorno ai sette anni dala loro nascita. Teoricamente si ipotizza un intervento umano fatto con dispositivi meccanici; ma il perché sia stato fatto rimane un mistero. Alcuni abitanti della zona parlano di falegnami al servizio segreto tedesco, altri di  uno strano fenomeno naturale. La scienza non sa decidere….E se lasciassimo l’incertezza? E se  lascimo una fetta di Terra come un luogo irreale? Io trovo che sia uno spettacolo magico, questi alberi mi danno idea di leggiadria ed eleganza; uno spettacolo incredibile! 

 

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Joseph Noel Paton

Joseph Noel Paton è un pittore scozzese, nato a Dunfermline nel dicembre del 1821 in una famiglia di tessitori che lavorava in particolare sete e damaschi; inizialmente segue, per un breve periodo, gli interessi della famiglia, ma la sua inclinazioni artistica lo porta a studiare alla Royal Academy di Londra nel 1843.
Nella sua pittura riproduce soggetti storici, fiabeschi, allegorici e religiosi, illustra miti e leggende, tutto con un pizzico di romanticismo.
Muore ad Edimburgo il 26 dicembre 1901.

A dream of Latmos

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   Paolo e FrancescaPaolo And Francesca        

 

 

 

The Bluidie TrystThe_Bluidie_Tryst

 

 

 

  The Indian Boy’s Mother 

 

The Indian Boy’s Mother   

 

 

Hesperus   Hesperus

 

SAG67755The Fairy Queen         

 

 

  Oberon and the   Mermaid Oberon_and_the_Mermaid_                                           

   

 

 

 

 

Sir Galahad            

Sir_Galahad_

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