TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Astranzia maggiore

L’ Astranzia maggiore (Astrantia major L.) è una specie protetta, è una pianta perenne che può sopportare temperature molto rigide.
Il nome astrantia deriva dal latino “aster” che significa stella, il nome major serve per distinguere l’altra specie, minor. di dimensioni più piccole e per la diversa forma del calice dei fiori.
Si riproduce annualmente per mezzo di gemme al livello del suolo; è eretta, alta fino a 1 metro, ha piccolissimi fiori a forma di ombrella e poche foglie.
I fiori hanno colore bianco-verdognolo con sfumature rossastre; i petali sono cinque, ricurvi all’interno, mentre gli stami sono molto più lunghi.
Questa pianta fiorisce da giugno a settembre e l’impollinazione avviene tramite coleotteri e altri insetti.


E’ una pianta montana ed alpina dei Pirenei, Carpazi e Balcan), ma è presente anche nel Caucaso fino in Anatolia, in Italia è comune sulle Alpi nei prati grassi montani o margini dei boschi e rivi, preferisce zone calcaree. Cresce dai 600 a 2300 m sul livello del mare.
Anticamente era molto usata come pianta medicinale, ora non più, viene usata prevalentemente per la decorazione dei giardini.
In medicina era previsto solo l’uso delle radici essiccate che contengono sali, tannino, sostante purganti, l’infusione della pianta ha proprietà diuretiche, mentre i decotti sono purgativi.
Nell’indutria è usata come colorante e per resine particolari.

 

In questo blog c’è spazio per la tristezza, il dolore, ma c’è immenso spazio, sempre, per la bellezza. E la natura è bellezza, e la bellezza sarà l’unica cosa che resterà, anche oltre l’uomo.

20 commenti »

Purezza

Non trovo più la purezza nell’uomo, e allora malgrado i -8 di questa mattina (che per la mia salute non sono l’ideale, ma per l’anima si) ho inforcato stivali, cappello, giubotto e sciarpone e sono entrata nel bosco, ho camminato, fino al rivo ghiacciato, ho guardato gli alberi sfrondati e immobili, i pettirossi saltellanti, incuranti della mia persona. Ho sentito il gelo sulla faccia, ma ho respirato l’aria pura, ho respirato la mano della natura, che è pura e che l’uomo sta tentando sempre di più di sporcare. Non voglio più guardare gli uomini con l’incanto dell’anima, ma con una crudele realtà. E continuerò a difendere la purezza.

 

laghetto_ghiaccio

 

“Dio è il perfetto poeta che nella sua persona interpreta la sua creazione.”

Robert Browning

15 commenti »

La Madre arrabbiata

Senofane ha detto: “Dalla terra tutto deriva” e io aggiungerei, a lei tutto torna. Anche noi.

8t

 

“Non conosco alcuna specie di pianta, uccello o animale
che non si sia estinta dopo l’arrivo dell’uomo bianco.
L’uomo bianco considera la vita naturale degli animali
come quella del nativo su questo continente: come un fastidio.
Non c’è alcun termine nella nostra lingua con il significato di “fastidio”.

Orso in Piedi dei Sioux Lakota

cf4c4855da5f50835a787f7ab6d61873

Non viviamo più in armonia con la Terra.
Parliamo di cambiamento, questa nostra casa è distrutta, è una realtà: alluvioni disastrose, tsunami, tifoni…la natura si ribella e fa paura, ma la colpa è nostra. Affamiamo, avveleniamo, materialmente, economicamente, politicamente.
Non abbiamo gratitudine per questa Madre che è la natura, che ci ha regalato per fratelli alberi che sradichiamo, ossigeno che eliminiamo.
Ciò che è stato creato dovrebbe essere fonte di gioia per noi, lo abbiamo trasformato in una fonte di morte, una punizione che nessun dovere e responsabilità ci ha evitato, l’abbiamo voluto.
Eppure questa Madre ancora offre, ancora ci sorprende, sorprende i nostri occhi il nostro palato…frutti, rose che sanno d’antico, enormi querce, fiori bianchi, laghi, animali…
Ci dovremmo fermare, mi lascio un piccolo spazio di speranza, anche se non so se si possa più fare in tempo, la natura si ribella feroce, come ferocemente è stata ferita. La natura doveva e deve essere contemplata non posseduta e domata.

 

499fd0f270dd566800f57f3ed1d67a42

 

“Il vecchio pino stormisce
la divina saggezza.
L’uccello, nascosto nel bosco
canta l’eterna armonia.”

Zenrin-kushu

Queste mie considerazioni nascono dall’aver sentito oggi una persona dire:” E che ci posso fare mi dipende solo da me, mica mi posso ammazzare…” parlava di un problema ecologico avvenuto da queste parti, sicuramente non si ammazzerà, ma morirà come tutti noi, che non ci possa fare nulla è falso, può benissimo, ma su una cosa gli do ragione, non è dipeso solo da lui, perchè quanta gente ripete parole come queste! E tutti i nodi tornano, non al pettine, ma all’inizio del disastro che stiamo contemplando.

16 commenti »

5 giugno – Giornata mondiale dell’Ambiente

Quest’anno dedicata al bracconaggio

L’immagine che posto non si riferisce al bracconaggio, visto che il permesso di chi ha ucciso questo stupendo esemplare, era stata autorizzata dal governo dello Zimawue, ma la posto per agganciarmi all’estinzione della specie.

leone

Tristemente conosciuto purtroppo, l’esemplare fotografato da B. Stapelkamp, è il leone Cecil, che ha dovuto affrontare ben 40 ore di agonia per essere “anche”  decapitato.

In Africa, dal 1980 quando si contavano circa 100mila esemplari, si è passati a circa 30mila nel 2014, a tutt’oggi continuano a diminuire; anche nei Paesi dove la caccia è stata abolita (ad es. in  Kenia) la popolazione animale continua a diminuire.

Il mio non è pesimismo, ma è una cosa a cui credo profondamente: la natura si riprenderà tutto ciò che gli stiamo togliendo (e di riflesso togliamo a noi) e nulla l’uomo potrà fare per fermarla.

Aristotele ha detto: La natura non compie nulla inutilmente.

NAUTILUS

15 commenti »

Il mondo di Anna – Jostein Gaarder

il mondo  In un villaggio della Norvegia vive Anna, adolescente molto intelligente, che ha la passione per l’ecologia e l’ambiente. La sua ossessione è la devastazione della Terra per colpa dell’uomo.
Anna fa strani sogni che racconta allo psicologo che la segue.
Insieme ad un suo amico cerca un modo per salvare il pianeta da una catastrofe apocalittica dove prevede che i dromedari arriveranno in Norvegia e il medio Oriente diverrà un immnso deserto di sabbia.

 

Un buon libro, che fa riflettere su molti temi attuali che toccano il nostro pianeta e la sopravvivenza di molte specie faunistiche. Si legge velocemente anche se a tratti la narrazione è un po lenta e bisogna alternare i spazi temporali tra presente e futuro.
La storia narrata è ovviamente romanzata e forse anche ingigantita, ma non è forse vero che gran parte di noi sono preoccupati per come il clima sta cambiando repentinamente, di come la natura subisce danni irreversibili? Sinceramente nel libro ci ho trovato grandi verità. Forse la figura di Anna è eccessivamente esasperata nella sua personalità, ma non sarebbe giusto un maggiore coinvolgimento dei giovanissimi nelle questioni che rigiuardano l’ambiente? Non dovremmo insegnare loro uno stile di vita e di pensiero più consapevole e rispettoso? E sopratutto dimostrarglieli.
Ma chi meglio di loro può farlo se solo prendessero fortemente atto  di quanto noi “adulti” abbiamo devastato tanta meraviglia? Di come sarà il loro futuro?

9 commenti »

La forza della natura e l’uomo – by Meli

DSC07236

DSC07224

DSC07229

4 commenti »

Le tracce dell’uomo

DSC07099  DSC07121

DSC07124  DSC07132

DSC07193  by Melissa

DSC07157

2 commenti »

Tanto per…

…dire qualcosa. Ieri mattina mia mamma è stata aggredita mentre faceva una passegiata, una giovane donna con un bambino nel passegino l’ha afferrata per la gola e sbattuta contro un muro, gli intimava di darle i soldi mentre cercava una inesistente collanina, mia madre gli diceva “lasciami che ti dò qualcosa”, ma lei niente, ad un certo punto è arrivato un ragazzo che cercava di spingere via la donna, mia madre si stava rendendo conto che qualcuno aveva infilato la mano nella sua shopper….Intanto il dottore e un’assistente della farmacia di turno, si erano accorti della cosa e sono usciti correndo verso mia madre, i due si sono dileguati, e si! erano “compari”; non ringrazierò mai abbastanza queste persone che prontamente l’hanno soccorsa. Per fortuna non ha riportato ferite o quant’altro, ma il medico ha insistito per chiamare le forze dell’ordine e un familiare. All’arrivo di mio fratello si sono resi conto che gli era stato sottratto solo un piccolo borsello dove erano conservati buoni sconto e 5 euro. Devo dire che mia mamma è stata coraggiosa, è rimasta lucida e tranquilla, è riuscita a dare una spiegazione fisica delle persone che l’hanno aggredita. Io questa cosa l’ho saputa solo ieri sera, mio fratello sapeva che se lo avessi saputo nell’immediato sarei partita subito per Roma, voleva evitarlo; ma l’ho fatto, ho passato la notte da mia madre, e mentre lei dormiva la guardavo; è diventata minuta e fragile, e, come ho scritto in precedenti post, ho capito che la mia tolleranza nei confronti di alcune persone e fatti è ridotta allo zero, una delle cose più “schifose” è aggredire un anziano praticamente indifeso….Avrei voluto averli tra le mani, lo dico senza vergogna, una bella passatina me la sarei concessa. Non posso più giustificare nessuna forma di violenza, assolutamente no. E non mi si venga a parlare che i tempi sono critici…che la gente ha fame…che la gente ha perso il senso del rispetto…non ascolto più nulla. Se tutti andassimo in giro a picchiare altri o quant’altro….Mi sono alzata alle 6, ho fatto colazione con lei e poi sono tornata a casa, con lei rimaneva mio fratello. Avevo bisogno di placare la mia anima, il mio cuore e i miei nervi e sopratutto voler ancora credere che c’è del buono in questa vita.

Come?  Guardando tanta gioventu’ sana29 sett 2014 guardando il volto di mia figlia e i suoi occhi luminosi capire che solo loro possono essere il riscatto di questa società terribilmente malata;  guardare la natura che malgrado l’autunno che avanza mi ricorda che c’è sempre una vita ad illuminare le mie giornate, i momenti bui DSC06661DSC06652; che quella pianta che tanto amo e ho curato fina da quando non era più alta di 50cm sia diventata enorme e mi incita alla vita: per ogni ramo che taglio lei me ne dono altriDSC06654, e mi ripaga tenendo al caldo le piccole vite del giardinoDSC06650, perchè anche la più piccola vita è un dono sacro. E poi ripensavo alle parole di mia madre mentre mi raccontava “….l’ho detto al poliziotto, per favore fermateli, io sono stata fortunata, altri potrebbero farsi veramente male….”, fortunata…e nel cuore mi si è infilata una spada di dolore e per sfogarla ho preso i cani e sono andata a correre da AmerigoDSC06655Foto2187, con Jo che cresce felice (in un mese ha acquistato circa 5 kg)Foto2175 e mi viene voglia di guardare se c’è ancora la tana del serpente, sbircio e sento un brivido dietro la schien, mi volto è lui è dietro di me, verde, lungo più di 1 metro e mezzo, resto paralizzata, Angel e Jo corrono verso di me e lui velocissimo si volta e fugge, li avrei baciati, invece li incito a correre a casa, dove il piccolo (perchè ancora lo è, 9 mesi), si fa coccolareFoto2193 e si addormenta23 ott 2014 (10)23 ott 2014 (4), sicuro…sicuro, che bella questa parola ormai demodè! E poi giù nel bosco perchè mi chiama R. e mi dice  “…se vuoi puoi arrivare oltre la radura, abbiamo aperto fino al rio…”, riparto e mia figlia dice “..a mà oggi non hai pace…dai andiamo.”, pace, che bella parola, la cerco sempre, la sogno, la offro, ma sempre più difficilmente la trovo. Ora sono serena, la pace l’ho trovata guardando questo meraviglioso tramonto che mi fa pensare che un giorno se ne stà andando e l’altro che verrà sarà migliore, in barba all’intervento chirurgico, anche se banale, che subirò mercoledì. La natura, lei è la mia medicina, l’uomo è il mio tormento

DSC06665

26 commenti »

Come sasso nella corrente – Mauro Corona

libro1

 La donna, che da “…ragazza attraversava la città, col passo lungo e il portamento altero, e quegli occhi color nocciola che leggevano l’anima…”, che sapeva essere “…temporalesca e mite, passionale e inquieta…” ormai anziana, ma ancora “…altera e orgogliosa…”, silenziosa, discreta e sfuggente, ripensa al suo amore, quello che per lei è stato “….albero, roccia, torrente, montagna, attrezzi, quaderni, libri…luci, ombre…” e lo fa accarezzando le sculture che lui ha lasciato, sculture dove “…raffigurò il dolore…”; lui, l’uomo che “..giovane non è mai stato…”, ” quel lui “…orfano di genitori viventi…”, quel lui che “…aveva cominciato presto a bere vino… per spavalderia, per sfidare i vecchi che lo volevano uomo…”, che aveva vissuto “… in qella casa dove non sorrideva nessuno…una casa di vecchi stanchi, antichi come le stagioni…”, quell’uomo “…imprevedibile, imprendibile, estroso e pieno di spine…tormentato dal passato…che fu allegro per brevi attimi…”, quell’uomo che “…disegnava il suo destino…che s’affacciò al bordo dell’abbisso e guardò il fondo…”, quell’uomo che “…aveva ottenute buone vittorie e tante sconfitte, uscendone agro, sfinito, pesto e nauseato…non era più l’uomo spaccone, arrogante e vanitoso…”.  Si erano amati, “…si erano annusati…s’abbeveravano un l’altro…erano buone le ore quando stavano assieme…camminavano molto, camminavano per nacondersi, evitare gli sguardi, avere libertà…gli occhi negli occhi. Quegli occhi che si amavano…stare assieme per sempre…ma per sempre non esiste”. Si amarono in quei boschi che lui amava tanto, fino a che l’uomo vecchio e stanco si seppellì nella Cuna dei morti, in un posto tranquillo, insieme alla cerva che “…accucciata accanto poggiò la testa sulle sue ginocchia…”; la donna, a molti chilometri di distanza “…stava sul divano…nella fissità della morte…circondata da sculture di legno..nella mano stringeva una figura piccolina, due amnti che si abbracciavano…” accanto al divano stava “…il riccio, morto anche lui…”.

In questo romanzo Mauro Corona racconta parte della sua vita, il protagonista lo ricalca molto. Mauro Corona è l’uomo che ama infinitamente la natura, ne ascolta il respiro, ne conosce la forza, ne conosce la distruzione…Parla, con suoi termini forti, da grande conoscitore della montagna e della sua vita; i suoi termini forti, schietti, a me non dispiacciono neanche un pò, perchè sono verità, danno l’esatta misura delle situazioni narrate; parla di quella terra “…di fughe,emigrazioni e ritorni, dove l’inverno soffoca ogni rumore, dove la neve seppellisce tempo e anni, dove i torrenti si fanno ghiaccio, dove i caprioli sentono la libertà finchà l’uomo…” Parla della malvagità dell’uomo che non si ferma davanti a niente, “…che avevano agito coscienti e precisi, uomini potenti avevano deciso di stravolgere tutto…”, e torna Erto e quella valle che “…rabbrividì, si spaventò, chiuse le braccia per proteggersi…l’acqua fu costretta ad ubbidire, si fece piegare, piegando a sua volta la natura…gli alberi non stiracchiavano più le braccia…laggiù era scomparso tutto…una montagna scivolò schiantandosi nell’acqua contenuta da un foglio di cemento…l’antica terra…venne cancellata in tre secondi…” C’è una descrizione più efficace di questa? Terribile verità. Parla della vita come una “…signora che passa veloce con in mano una cesta piena di roba…”, le sue similitudini le adoro. E c’è quell’amore che cerca di sopravvivere nella memoria che sfugge, quell’amore che è sopravvissuto alla lontananza, alle convenzioni, che fu medicina per le piaghe che la vita infligge. Ci sono considerazioni sull’infanzia che a volte viene rubata, uccisa, depredata della speranza, della gioia, della tenerezza. E ci sono tre mummie, “…donne disseccate…nell’intercapedine…”, qui torna il Corona tenebroso, un pò horror.
E’ un libro cupo, diverso dagli altri, anche lento, ma che contiene l’incitamento a vivere, sempre. Io l’ho trovato meno bello degli altri, almeno di quelli che ho letto, ma molto intenso, anche se malinconico; un libro dove Corona si mette a nudo senza paura di far capire chi veramente cela sotto quel volto rugoso, dove non ha paura di far conoscere la sua vita travagliata, forse una ricerca intima, esistenziale, scolpita come le sue sculture di legno. La sofferenza è palpabile in questo libro, ma sembra un grido di liberazione, scrivere non è forse anche questo?

5 commenti »

Fuori misura….

…è il momento che stiamo vivendo. E tralascio argomenti sociali e politici, penso alla natura. L’uomo vuole comandarla, ne stravolge il sistema, non ha più limiti, la invade in ogni dove con superbia, dimentica l’armonia con cui è stata creata gettando lo scompiglio in ogni luogo, da nord a sud, da est a ovest, dalla terra al cielo, dai mari ai monti, persino sui pianeti. L’uomo la sfida, la vuole rendere schiava dei suoi piaceri, vuole trarre vantaggio nel manipolarla geneticamente, vuole stabilire un’ordine dimenticando che ce n’è uno naturale, che prima o poi chiederà conto, perchè l’uomo ha dimenticato che tutto ciò che è stato creato era per noi, perchè ci riproducessimo in pace e armonia. La natura ne chiederà conto…

——“Dov’ eri tu quando io ponevo le fondamenta della terra?medium_Scotland_Aberdeen_Deeriver_003810092718_LuisB_02
Dillo se hai tanta intelligenza!
Chi ha fissato le dimensioni, se lo sai,
o chi ha teso su di essa la misura?
Dove sono fissate le sue basi
o chi ha posto la sua pietra angolare,
mentre gioivano in coro le stelle del mattino
e plaudivano tutti i figli di Dio?
Chi ha chiuso tra due porte il mare
quando erompeva uscendo dal seno materno,
quando lo circondavano di nubi
per veste
e per fasce di caligine folta?”—— (dal Libro di Giobbe)

 

4 commenti »