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"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Missione al Nord – Nelson DeMille

nord  “Ma purtroppo certe cose te le porti dentro, e ti cambiano tutta la vita perchè sei stato in quel posto buio della tua anima, il posto che quasi tutti sanno esistere ma dove non sono mai stati.”

 
Paul Brenner, investigatore dell’esercito in pensione, viene contattato da Karl Hellman, suo ex colonnello, perchè assegnato ad una missione in Vietnam, dove era stato a combattere come militare 30 anni prima.
Deve rintracciare un ex soldato vietnamita che nel periodo della guerra avrebbe assistito ad un omicidio perpretato da un capitano statunitense nei confronti di un tenente.
Brenner parte per il Nord del Vietnam, nella zona di Quang Tri, affiancato dalla bella e misteriosa Cinthya Sunhill, dove spera di trovare l’uomo, se ancora vivo.
Perchè dopo anni si cerca la verità? Come si è venuti a sapere questo tragico evento? E perchè nella storia si inserisce il vicepresidente degli Stati Uniti? Riuscirà nell’impresa Paul? E soprattutto accetterà gli inevitabili compromessi che gli veranno proposti?

 

 
Diversi anni fa volevo leggere DeMille, ma non mi convincevo mai, il perchè non lo so. Poi qualche giorno fa un’amica “svuota” la libreria e mi fa recapitare uno scatolone pieno di libri (ormai s’è sparsa la voce che riciclo, sistemo, e porto dove c’è bisogno di cultura, o quanto meno di lettura); apro lo scatolone e il primo libro che trovo è questo, e allora ho pensato che sarà destino che questo autore io lo debba leggere.
E sono soddisfatta di averlo fatto, un libro, a mio giudizio, bello, che ti coinvolge, che ti tiene l’attenzione alta, e perchè è una sorta di giallo, e perchè è zeppo di nomi e riferimenti storici a cui devi assolutamente prestare attenzione, la trama ne è farcita.
Forse qualcosina era da tagliare, ma una volta che ti ci infili dentro vuoi sapere e anche il superfluo è indispensabile, mi era presa una sorta di sete letteraria, l’ho letto anche di notte.
Mi ha fatto conoscere il Vietnam senza essere una guida turistica, mi ha fatto conoscere particolari di una guerra che sicuramente ancora oggi lascia tracce e ferite, come nessuno me ne aveva mai parlato (all’epoca del conflitto ero piccola ma mio padre ne parlava spesso con mia madre, a quei due non sfuggiva nulla, accidenti!).
Intrigante e avvincente la storia, belli e veloci i dialoghi (sembra di vedere i volti dei protagonisti leggendoli), descrizioni percise.
In questo romanzo c’è la trama, ovvio, ma ho letto che DeMille ha combattuto in Vietnam, quindi credo che la vera trama di questo libro sia lui stesso, ciò che ha provato, ciò che ricorda, gli incubi che lo perseguitano, come tutti i reduci di quella guerra maledetta che mio padre definiva “cattiva senza giustificazioni” (questo lo ricordo).
Da leggere se vi piace il genere thriller e anche alcune verità…
Ora mi dovrò decidere a leggere La figlia del generale, il libro che mi era stato proposto anni fa e mai avevo voluto farlo.

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