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"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Eccomi!

BUONANOTTE BLOGGER

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I baci di una notte – Antonella Boralevi

ibacinotte_book  Santina e Sigieri si amano per una notte. Lui vuole solo sesso, lei crede che sia amore.
Sarà una notte di neve e gelo, alberi e luna, una notte senza poesia, senza futuro.
Dov’è il romanzo? Banale, assurdo, senza un messaggio da proporre. Noioso.
Una delusione incredibile.
L’ho letto su consiglio di un’amica, peggio non potevo immaginare.

 

(spero di non prendere troppe delusioni, ho aderito all’invito di una amica di Roberta, di leggere libri per chi non ne ha voglia, cioè ci si raduna una volta a settimana e a turno si legge, per Roberta avevo letto Anna Karenina, lei lo ha detto ed è nata l’idea, speriamo bene!)

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Buona settimana a tutti

Giornata fredda, piovosa, densa di impegni…
Vado a letto con un buon libro.
Buona notte amici blogger, e che sia una notte di sogni e d’amore.

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Ieri notte insonne….

…ma di quelle in cui sono riusciota a dormire solo quaranta minuti circa, dalla mezzanotte all’una. Poi mi alzo, mi scaldo un pò di latte, controllo i miei pelosi, poi apro la finestra è mi trovo una notte nera e fredda con un cielo stellato da incantare. Tutte le costellazioni sono lì a farmi compagnia, a farmi dimenticare le brutture del mondo. Mi infilo la felpa ed esco, non ho resistito…che meraviglia, poi volgo lo sguardo verso sud e vedo il rosso invadere una montagna, il fuoco. Incredibile, di qua la pace di la la lotta. Ma quanto è bello il fuoco? Tanto, affascinante anche se riesce a far paura. Eppure un bel fuoco purificatore alcune volte ci vorrebbe…dove cattivamente penso io.

 

“La vita è una fiamma che via via si consuma, ma che riprende fuoco ogni volta che nasce un bambino.”
George Bernard Shaw

 

“La cosa più bella che possa capitare a un essere umano, è di scoprire il fuoco sacro, il fuoco della sua anima. E di fare in modo che la vita intera sia l’espressione di questa anima.”
Annie Marquier

IL FIGLIO DEL FUOCO

“Il fuoco è un simbolo naturale di vita e passione, sebbene sia l’unico elemento nel quale nulla possa davvero vivere.”
Susanne K. Langer

 

“Tieni dentro di te un piccolo fuoco che brucia; per quanto piccolo, per quanto nascosto.”
Cormac McCarthy

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La luna a casa mia

 

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by Melissa

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Emozione

Ricevere ina lettera di Jack è sempre un’emozione forte.
Con questa immagino il suo “nero” tra cascate di acqua gelida e natura incontaminata e silenzi maestosi, lui che della sua terra non ricorda quasi più nulla, lui abituato al fragore della metropoli e a contatti umani particolari.
Lui che sta cercando se stesso in una terra così lontan dal suo vissuto.
“…..Dolce amica mia…..ti saresti incantata davanti alla cascata Fagrifoss, la bellissima, che mi è costata una lunga ed estenuante camminata che è valsa la pena fare, ma il camminare è nel mio DNA, questo non lo dimentico e mi fa comodo. In Islanda ci sono molte cascate, intanto inizio da questa. islanda_cascata Fagrifoss è impressionante e incredibile, il suo rumore è solo ciò che voglio ascoltare, anche se è un rumore intenso, potente…Quando l’ho visitata la giornata era brutta e passare in alcuni luoghi che la sfiorano, come passare sulla sua cima, non è stato facile, rischiavo di scivolare continuamente, ma ancora sono atletico come un tempo…gli anni trascorsi non sono lontani, ma sembrano lunghissimi….
…penso di essermi meritato questo posto per il momento delicato della mia vita, tanta bellezza mi rimpie il cuore e scaccia via i pensieri che imperiosi tornano a tormentarmi….
Vatnajokull-National-Park Mi fermo per qualche giorno nel Parco Nazionale di Vatnajökull, c’è tanto da vedere, mille passegiate da fare tra laghi e ghiacciai e cascate. Mi fermo a dormire in una locanda in uno dei paesi della zona.
Amica mia, la natura qui è unica nel suo genere, un patrimonio da proteggere; la varietà di paesaggi tra ghiacci e vulcani è affascinante…..
Ti ho pensato nelle notti di Giugno, ti sapevo al mare, al lago, mentre io vedevo il sole non tramontare…pensavo a te che ami la notte e il suo nero, le stelle, la tua Luna; questi notti le avresti amate altrettanto per il loro straordinario fascino…pochissime ore di buio, appena tre e poi ancora il sole, pallido, senza calore, gli astri scompaiono come la tua immagine, il sonno mi assale spesso, dormo pochissimo; ma non si può descrivere con le parole è da vedere (fatto video e foto).
Ti piacerebbe questa Terra misteriosa che ti affascina con consapevole bellezza.
Tu e Melissa sareste affascinate dagli elfi che qui sono descritti con un aspetto fragile e le orecchie a punta, ma agili e forti. Gli irlandesi ci “credono” fermamente e girando girando ho trovato cartelli che indicano le loro case e le zone dove trovarli, ma pur cercandoli non ne ho visto neanche uno, sempre pronto con il mio obbiettivo a riprenderli. Che dici sono timidi?…………………….
I paesaggi di questa terra mi hanno affascinato, tanto, sono meravigliosi: i cieli puliti e azzurri, le montagne innevate, anche le fattorie, come le molte che sono intorno alla mia abitazione; per tutto questo ti do una notizia che so non ti farà molto piuacere ma so che srai contenta per me, allungherò la mia permanenza di circa cinque mesi, almeno penso…e per questo devo inviare alcuni scatti agli studi fotografici….ma mantengo i miei proggetti personali, non mollo, mi sento bene in questo posto dove i sogni per il mio futuro si sono volatilizzati perchè ho capito che avrei sbaglaito….
…ho nostalgia di voi, delle nostre chiacchierate, dei tuoi pensieri per me e del buon cibo italiano.
Mi hai scritto che credi che io sia troppo solo, ma è ciò che volevo, anche se una certa proprietaria di un cocktail bar…lo so, lo so, farò il bravo “ragazzo”.
Alla prossima, aspetto tue…..”

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La notte – Elie Wiesel

la notteIn Ungheria, 1941, Eliezer studia il Talmud, prega nella sinagoga, crede fortemente in Dio.
Nel 1942, gli ebrei che non hanno la cittadinanza vengono espulsi, tra questi Moshe, l’inserviente della Sinagoga; viene portato in Polonia dove è consegnato, insieme ad altri, alla Gestapo che li trasferisce in una foresta dove sono costretti  a scavare delle fosse dove cadranno dopo essere stati colpiti a morte; i piccoli saranno utilizzati come bersagli; molti ci metteranno giorni a morire; ci sarà chi tentaerà di sostituirsi al posto dei figli per essere ucciso al loro posto… Moshe colpito non in modo grave si finge morto e riesce a fuggire e tornare a Sighet (Transilvania), dove ha sempre vissuto; inizia a raccontare agli Ebrei ciò che ha visto, li mette in guardia da ciò che accadrà da lì a poco, ma nessuno gli da retta, pensano che sia diventato pazzo, rifiutano di credere che possa esistere un tale orrore.
Nel 1944, tutti gli ebrei di vengono rastrellati dalle SS, caricati sui treni e portati a Birkenau; tra questi c’è il giovane Eliezer e la sua famiglia che verrà divisa: la madre con le sorelle, che il ragazzo non vedrà mai più, lui con suo padre.
Eliezer, quindicenne, conoscerà così l’orrore dell’Olocausto: neve, freddo, pazzia, padri che cercano disperatamente i figli, figli che abbandonano i genitori, ormai destinati alla fine, per poter sopravvivere loro stessi, l’assenza del cibo, il campo di lavoro di Monowitz, le violenze, i bombardamenti, le botte, l’impiccagione di un bambino di cui è costretto ad assistere alla lunga agonia, il bagliore dei forni,  la perdita della profonda fede che aveva in Dio.
Nel 1945 i tedeschi, incalzati dai sovietici, si spostano costringendo sessantamila prigionieri ad una marcia che li condurrà in Germania, nei campi di concentramento dove si compirà l’ultimo atto voluto da Hitler: l’annientamento totale della razza ebraica. A Eliezer e suo padre tocca il campo di Buchenwald dove suo padre, sempre più debole morirà. Eliezer vedrà l’arrivo degli americani.

Elie Wiesel scrive un romanzo autobiografico dove racconta la sua deportazione nei campi di concentramento, dove racconta l’orrore visto e vissuto, dove perde la fede in Dio e nell’uomo.
Perchè l’Olocausto ha ucciso schiere di persone fisicamente, ma ha anche distrutto l’anima delle persone.
Questo romanzo, scritto circa cinquant’anni fa, ci presenta la disumanità e la sopraffazione di cui è capace l’uomo verso i suoi fratelli con parole semplici, chiare, senza orpelli, facili da leggere; lo fa con la forza di chi non vuole dimenticare e non far dimenticare…quella notte, perchè la notte è ricorrente in questo racconto: le notti illuminate dai camini dei forni, le notti al gelo sui treni, la notte dell’attesa per la liberazione, ma sopratutto la notte che stà per terminare, quella dove si intravede un’alba, ma anche quella che può sempre tornare, infatti l’autore ha scritto: “…se Auschwitz non ha saputo guarire l’uomo dal razzismo, che cosa potrebbe riuscirci?”  Una domanda che dovremmo farci di continuo visto ciò che ancora succede oggi tra genocidi e sopraffazioni e indifferenza.
Un libro bellissimo, da leggere, che ha fatto commuovere e arrabiare e indignare mia figlia più di altri letti sullo stesso argomento.

 

 

 

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La notte…

…per me completamente insonne, per Marco è stata soddisfacente; ci ha chiamati la moglie (che finalmente non è sola essendo arrivati padre e un cugino) e ci ha riferito “il bollettino medico nostrano” , così chiamiamo ironicamente (e ci vuole ) la telefonata mattutina, che la notte è stata stabile, i valori non sono mai scesi e forse tra un’ora potrà vederlo. Questo ci fa ben sperare.

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Che bella serata!

Ieri sera mio marito mi dice:”Teatro?”
E io:”Teatro” (all’aperto, in piazza, il Marchese del Grillo)
“Moto?”
E io:”Moto” (quindi giubotto e stivali, perchè quando si dice moto non si sa mai dove si va a parare, almeno noi)
“Montagna?”
E io:”Montagna” (e prendo anche i guanti, perchè di notte, lassù, le mani in moto si ghiacciano)
Dopo il teatro decidiamo di salire a non più di 1000mt, erano già le 24,15 quando è terminato lo spettacolo; ci avviamo su, per la strada a tornati, scegliamo un percorso poco battuto, che sfiora i boschi di pini e qualche dirupo. Inutile dire che lo spettacolo è mozzafiato; dopo la forte pioggia e vento del pomeriggio, il cielo è pulito come non mai, illuminato da una meravigliosa luna piena che ci permette di spengere anche le torce. La valle è uno spettacolo, i pini argentati una magia. Rientriamo in casa alle 3, rinfrancati dall’aria fresca e pulita, dal silenzio, da noi.
Una delle tante belle notti della mia vita.

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10 Agosto – San Lorenzo

stelle1Cosa chiederò alle stelle questa notte?
Chiederò un viaggio…ma nei ricordi. Un viaggio con immagini nitide, ricordo degli odori, delle risate; chiederò di tornare indietro nel tempo, alle belle notti passate con il naso all’insù nel giorno di San Lorenzo.
Perchè a Roma c’è una forte tradizione attorno a questo santo e mio padre ci regalava sempre una notte diversa. Fin da picoli ci caricava in macchina (mitica 600) e ci portava sull’Appia Antica, in un tratto dove i resti antichi fanno da padroni assoluti e, mentre io e i miei fratelli scivolavamo nel sonno, lui e mia madre stavano lì, sul vecchio plaid, abbracciati ad aspettre di vedere le stelle cadenti; e quando siamo diventati adolescenti ci organizzava una notte sulla spiaggia, con tanti amici, fuoco, risate, chitarra, mangiadischi portatile, balli; o sulla cima del monte Teminillo o Campocatino, sotto un magnifico cielo stellato…Dio mio che bei ricordi! Un pò di nostalgia mi assale. Mio padre, il suo profumo, i suoi occhi a mandorla scuri come la brace, la sua carezza, il suo abbraccio forte e rassicurante, il suo sorriso…Ecco, questa notte chiederò un viaggio nella memoria che non mi tradisca mai.

perseLa notte di san Lorenzo è associata al fenomeno delle stelle cadenti, che evocano i carboni ardenti su cui il santo fu martirizzato; in quei giorni possiamo vedere lo sciame delle Perseidi e l’atmosfera è attraversata da un numero di piccole meteore molto più alto del normale. Il fenomeno risulta particolarmente visibile alle nostre latitudini in quanto il cielo estivo è spesso sereno.

 

san lorOriginario di Aragona, alle falde dei Pirenei (Spagna), San Lorenzo fu uno dei sette diaconi di Roma.
Molto giovane completò gli studi umanistici e teologici a Saragozza dove conobbe il futuro papa Sisto II, insieme lasciarono la Spagna per trasferirsi a Roma.
Quando il 30 agosto 257 Sisto fu eletto vescovo di Roma, affidò a Lorenzo il compito di arcidiacono, cioè di responsabile delle attività caritative nella diocesi di Roma, di cui beneficiavano 1500 persone fra poveri e vedove. Nell’agosto 258 l’imperatore Valeriano aveva emanato un editto, secondo il quale tutti i vescovi, i presbiteri e i diaconi dovevano essere messi a morte: l’editto fu eseguito immediatamente a Roma. Sorpreso mentre celebrava l’eucaristia nelle catacombe di San Callisto, papa Sisto II fu ucciso insieme a quattro dei suoi diaconi, il 6 agosto; quattro giorni dopo il 10 agosto fu la volta di Lorenzo, che aveva 33 anni.
A partire dal IV secolo Lorenzo è stato uno dei martiri più venerati nella Chiesa di Roma e che è radicato profondamente nella tradizione popolare .san_lorenzo Del martirio subito non si hanno certezze: non si sa se fu veramente bruciato sulla graticola messa sul fuoco ardente; di questo santo si sono sempre fatti racconti leggendari, come su molti martiri dell’epoca. La tradizione vuole che un soldato romano che assistette al supplizio raccolse con uno straccio gocce di sangue e grasso mentre il martire spirava, portandole al paese di Amaseno (FR) dove la reliquia è tuttora custodita e ogni 10 di agosto avviene il miracolo della liquefazione del sangue del santo. Nel Medioevo una delle leggende diceva che il corpo del martire fu fatto a pezzi e dato in pasto alla plebe pagana vittima di una carestia. La tradizione dice anche che a Lorenzo fu promessa salva la vita se avesse consegnato i tesori della Chiesa entro tre giorni. Del martirio, in modo più credibile c’è la testimonianza di Ambrogio che racconta dell’incontro e del dialogo fra Lorenzo e il Papa, della distribuzione dei beni della Chiesa ai poveri, infine parla della graticola, strumento del supplizio; c’è la testimonianza di Agostino d’Ippona; di Leone Magno; di  alcune formule liturgiche contenute nei Sacramentali romani…
Sisto III (432-440) costruì una grande basilica con tre navate, appoggiata all’antica chiesa, sulla sommità della collina dove Lorenzo fu seppellito. Nel XIII secolo Onorio III unificò i due edifici, che costituiscono la basilica che esiste tutt’oggi.
San Lorenzo è patrono di bibliotecari, cuochi, librai, pasticcieri, vermicellai, pompieri, rosticcieri e lavoratori del vetro. È patrono della città di Grosseto, Tivoli, Sant’Agata li Battiati (Catania), Aidone (Enna) dove si venera anche una sua reliquia; è uno dei tre patroni della città di Perugia e di Viterbo.
molto venerato.
A Roma gli sono dedicate sei basiliche:
San Lorenzo fuori le mura, nel luogo in cui fu sepolto
San Lorenzo in Miranda, nel luogo in cui sarebbe stato condannato a morte
San Lorenzo in Lucina
San Lorenzo in Damaso
San Lorenzo in Fonte, nel luogo in cui fu imprigionato dal centurione Ippolito.
San Lorenzo in Panisperna, nel luogo in cui fu martirizzato.

X Agosto

San Lorenzo , io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.


Ritornava una rondine al tetto :
l’uccisero: cadde tra i spini;
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.


Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.


Anche un uomo tornava al suo nido:
l’uccisero: disse: Perdono ;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono.


Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.


E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d’un pianto di stelle lo inondi
quest’atomo opaco del Male!

Giovanni Pascoli

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