TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Jupiter-Il destino dell’universo

 

 

 

 

 

di Andy e Lana Wachowski

 

 

Jupiter Jones lavora come donna delle pulizie, ha alle spalle una serie di fallimenti sentimentali.
Caine è un licatante, metà uomo metà lupo, ex militare geneticamente potenziato, proviene da un altro mondo.
E’ arrivato per portare Jupiter con lui, perché lei è stata prescelta per modificare l’equilibrio del cosmo, scopre di essere geneticamente rinata come fosse la regina Seraphi.
Jupiter, mai abbandonata da Caine, scoprirà che l’uomo ha avuto origine sul pianeta Orous. Incontrerà visir/gufo, lucertolne, conoscerà elisir di lunga vita, insidie inaspettate…e i tre fratelli Abrasax, una delle più potenti dinastie dell’universo.

 

 

Oggi mi è toccato di fare la baby-sitter ai “ragazzi” (10 12 13 anni) dei miei vicini. Proposta: vediamo un film di fantascienza? Ok, decidono per questo.
Diciamo che non mi dispiacciono fil del genere, quindi mi appresto fiduciosa alla visione….
Delusione, abbastanza prevedibile come trama, argomenti sfruttati, caotico nelle immagini, anche se graficamente belle…niente che non sia già stato visto. Colonna sonora frastornante, attori sotto tono, malgrado i begli occhi della protagonista, Mila Kunis
Avventura tra i pianeti, minacce, azione amore…ma l’adrenalina dov’è?

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All’ombra di Alagna. L’arrivo del male – Cassandra Graziosi

Negli ultimi anni dell’800 nella città di Alagna accadono strani fatti.
Si aggirano presenze oscure…si intrecciano storie di streghe, licantropi, vampiri.
Cassandra, giovane strega, che ha già attraversato il tempo in altre epoche, innamorata di Tristan, il bel vampiro, cercherà di arginare il male che prepotentemente si sta impossessando degli abitanti della città.
La Chiesa non ne sarà esclusa.

 

Giovane scrittrice, al primo libro.
Un fantasy gotico che parte con una certa lentezza , quasi un quadro storico/geografico, ma man mano la storia si snoda avvincendo con la sua trama intrisa di magia, amore, odio, dolore e un mistero.
Un buon libro, che fa onore alla scrittrice, un libro di circa 400 pagine.
La storia coinvolge, ma necessita di una scrittura più matura che sono convinta arricchirebbe questo libro, già ben articolato.
Essendo parte di una trilogia cercherò nel mistero di questa storia la maturità che sicuramente la scrittrice raggiungerà.

 

Ringrazio Cassandra per essersi ispirata alla mia persona nel creare il personaggio di Esther.

 

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La donna giusta – Sándor Márai

Ogni tanto mi viene voglia di leggere “Le braci”, ma mai mi era venuta voglia di leggere altri libri di Márai, perchè sempre impegnata ad avere due, tre libri in contemporanea; la_donna_giustadopo l’ultima volta che l’ho aperto e assaporato mi è venuta voglia di conoscere di più questo autore. Così ho preso “La donna giusta”, mi intrigava il titolo. E mi sono definitivamente innamorata di Márai;  un autore notevole, non facile da leggere; un autore che ha inciso le sue parole nella mia anima, come pochi autori hanno fatto. Mi sono fatta coinvolgere da quanto riesca ad elaborare la profondità e la vastità dell’anima. Ogni concetto viene approfondito nei dettagli, viene scavato fino a trarne diverse interpretazioni. Mi sono innamorata della sua scrittura e credo che non mi deluderanno le altre opere che ho deciso di leggere.
“La donna giusta” non è un libro facile, bisogna aver tempo per leggerlo, attenzione, perchè si deve ricollegare ogni monologo all’altro. Il libro è stato scritto, come viene spiegato a fondo libro, in due momenti differenti, prima in due monologhi con cui è stato pubblicato la prima volta, a cui sono stati aggiunti, in seguito, gli altri due. Il libro è suddiviso infatti in quattro monologhi, ogni personaggio da una versione personale della trama principale: un matrimonio fallito e le figure che vi ruotano attorno. Quattro monologhi che parlano di vita, amore, morte, decadenza, odio.
Le principali figure sono:
la moglie, che ha combattuto fino all’estremo per tenere accanto a se l’uomo che amava, colei che racconta la grande delusione per un presunto tradimento;
il marito che invece ha amato per anni, segretamente, nel suo cuore, un’altra donna, la “serva” che, povera e umile (all’apparenza), andrà a vivere a casa della madre, un uomo che non è riuscito a staccarsi dalla su vita borghese fino a che la donna non lo ha cercato;
“la serva”, che racconta come abbia sposato il “signorino”, che prima ha amato e poi odiato perchè troppo borghese, perchè assetata di una sorta di vendetta contro la ricchezza ;
l’amante della “serva”, artista, che vivrà con lei una parentesi d’amore a Roma e che si trasferirà in America per fare il barista.
Su tutti i personaggi c’è un’ombra, quella dell’amico del signorino, uno scrittore che entrerà nella vita di tutti e quattro.
La descrizione degli ambienti, dei dettagli fisici e dei sentimenti è bellissima, come lo è quella del momento storico, la fine della seconda guerra mondiale, con tutti i suoi cambiamenti e drammi.
La storia si intreccia nei monologhi e a me ha dato l’idea che l’autore lasci spazio al lettore per insinuarsi nel monologo che più gli è congeniale. Non è stato facile scegliere, infatti no ho scelto, tutti troppo vicini alla mia anima, tutti con verità che arrivano quasi a toccare temi sempre attuali: l’amore e la sua passione, l’amore e la sua disperazione, il tradimento come follia, il tradimento come vendetta, l’amore superficiale, la lotta degli operai, la guerra e le sue catastrofi, la speranza di vivere, la paura della morte, la paura di veder scomparire la cultura. L’autore ci lascia la scelta della donna giusta, se può esistere una figura tale.
Anche in questo romanzo ci sono “braci”, in questo caso un matrimonio e una società che scompare (apparentemente). Le braci della stessa vita di Márai, documentandomi su di lui ho avuto questa impressione. 

 

 

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