TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Grazie…

…papà!
Perchè oltre ad avermi riempito il cuore d’amore, che neanche la morte ha strappato via, mi hai insegnato a non aver paura di dire la mia opinione.
In casa era fondamentale farlo. Oggi volevo trattenermi ma poi qualcosa mi ha spinto a farlo. E per fortuna!

Annunci
19 commenti »

Dove eravamo rimasti

di Jonathan Demme.

 

 

 

Ricki, sessantenne, è il nome con cui si presenta come cantante rock, il suo vero nome è Linda e deve tornare a Indianapolis, città dove vivono i suoi figli e l’ex marito che ha abbandonato anni prima per seguire la passione della sua vita, la musica.
Ad Indianapolis, la figlia Julie ha tentato il suicidio dopo il divorzio.
Esclusa dalla vita dell’ex marito, che si è risposato, e dei figli che ha trascurato (oltre Julie, uno che sta per sposarsi, l’altro omosessuale), dovrà ristabilire con loro un rapporto d’affetto e unione lungamente perso.
L’opportunità sara il matrimonio del secondogenito, a cui Linda parteciperà con l’attuale compagno, il chitarrista della band in cui canta.
La cerimonia sarà il palco per una sua esibizione a cui si uniranno i figli e gli amici.

Un film che mescola il dramma di una famiglia alla musica. Volevo vederlo già quando uscì nelle sale nel 2015 ma non ci sono riuscita, l’ho fatto qualche giorno fa.
Protagonisti Meryl Streep e Kevin Kline, presente nel cast Mamie Gummer, la vera figlia della Streep.
Film prevedibile, storia per niente originale, vista e rivista, un po noiosa a mio giudizio. Il finale poi è melenso…tutto lieto fine anche se si passa per il dramma, il tormento, il dolore, il riscatto.
Cosa salvo di questo film? La parte musicale, ma soprattutto lei, Meryl Streep. In questo film è da urlo, una delle rare attrici contempoaranee più talentuose. Scontato? Sicuramente, ma tale è. La rocker è lei! La madre è lei!

 

 

5 commenti »

Il ragazzo invisibile

di Gabriele Salvatores

 

 

Giovanna, poliziotta vedova, vive con il figlio Michele, un adolescente che spesso viene preso di mira dai bulli a causa della sua timidezza.
Michele si rende conto ben presto di avere un superpotere, può diventare invisibile.
Ma Michele scopre anche di essere stato adottato.
I genitori naturali fanno parte di un gruppo di persone con superpoteri acquisiti dopo un disatro nucleare in Russia.
La mamma risulta essere morta nel tentativo di fuggire dall’area contaminata e controllata dai militare, il padre riesce a sopravvivere e mettere in salvo  Michele, ancora in fasce, lasciandolo davanti la casa di Giovanna

 

 

Film non recente (ma io ci arrivo con mooolta calma), del 2014. Un film da vedere, non per gli effetti speciali (che non ci sono), no per supereroi muscolosi (che non ci sono), non per scene d’azione rocambolesche (che non ci sono)…ma per ciò che rappresenta il personaggio: la crisi adolescenziale, l’autostima, l’affermazione, l’amore innocente.
E ancora: una regia stupenda, una sceneggiatura ottima, un cast perfetto, una storia fantastica ma piacevole, originale, non banale, dal finale soprprendente. Un film dove la noia è bandita.
La trama sembra un film da ragazzi, e lo è, ma anche gli adulti non ne rimaranno delusi. Io a tratti mi sono anche emozionata (come dice mia figlia …core de mamma…).

 

31 commenti »

Un padre

Ai figli lasciò in eredità non parole nè beni,
ma un tacito tesoro: il tesoro
del suo esempio di uomo e di padre.
Più di ogni altra cosa che ho, sto cercando
di trasmettere questo ai miei figli.

Will Rogers Jr.

14 commenti »

Padre(i) e figlia(i)

Mio marito oggi è andato a prendere Meli a scuola, li vedo tornare che chiacchieravano fitto fitto, entrano e mi salutano e continuano a parlare, lei dice “…capito pà mi sono sentita orgogliosa, una bella soddisfazione…” e lui ” e be si, brava quindi hai usato il programma…quello che abbiamo scaricato dalla pagina del prof?” e lei “Si ma lui non ci credeva che potevo averlo fatto io così perfettamente….” e io con mestolo in mano li guardavo “E’ pronto il pranzo se non vi dispiace” (una madre pensa sempre ad alimentare i propri cuccioli). Alla fine mi hanno spiegato (evitando termini tecnologici perchè sanno che sono allergica) quello che era accaduto a Meli. Li guardavo e pensavo che era meravigliosa l’intesa che dimostravano in quel momento, legati ecco, erano legati, e il mio cuore si è rilassato, se c’è amore c’è pace in casa. E ho pensato che essere padre è un grande impegno, che il futuro dei figli dipende tanto da loro, che i padri incidono sulla personalità e l’educazione dei figli in modo notevole. Mi piacerebbe dire a tanti papà di non essere padri a mezzo servizio, non si può.

7f3757c3af689018d5402e5951c043cc

Padre e figlia

Padre e figlia

Padre e figlia

Padre e figlia

 

Io e il mio papà

Io e il mio papà

Io e il mio papà

Io e il mio papà

19 commenti »

Come un tuono

come_un_tuono_ regia di Dereck Cianfrance.

 

Luke, biondissimo stuntman motociclista, dopo aver scoperto di essere diventato padre decide di aumentare le sue entrate economiche per sostenere il figlio.
Non trovando un lavoro redditizio inizia a rapinare banche.
E due giovani ragazzi dovranno fare i conti con un’amicizia che si trasformerà in violenza.

 

Film statunitense del 2012, un film che malgrado sia abbastanza pieno come sceneggiatura non mi è dispiaciuto, mi ha avvinto malgrado qualche “pecca”.
Un film che definirei “strappacuore”, dove è bella l’idea di fare la cosa giusta ma se la si fa sbagliata…tante emozioni, magari un pò troppo costruite.
Nel film si evidenzia anche che gli errori del passato a volte cadono nel futuro, difficile uscirne; il tema è sicuramente serio, anche drammatico, sociale, l’errore forse è quello di averlo mescolato con troppa azione.
Bella la colonna sonora; perfetto, nel ruolo di Luke, Ryan Gosling, bravo Bradley Cooper, insolitamente dimessa Eva Mendes.
Come un tuono…il titolo di questo film mi piace interpretarlo così: il passato che torna facendo rumore. Proprio come un tuono ….

20 commenti »

Padri

Quando si parla di separazioni e affido di figli la maggior parte di articoli giornalistici, commenti televisivi o quant’altro, parlano delle madri, delle loro difficoltà, del loro coraggio nell’affrontare la nuova situazione.
Giusto.
Ma voglio spezzare una lancia a favore dei papà, una figura sicuramente rivalutata, ma ancora sottotono; i padri, uomini che affrontano drammi a volte non voluti, uomini che stanno affrontando percorsi difficili, uomini senza conforto.
Uomini con una grande forza, con grande sensibilità. Uomini che per abbracciare un figlio lottano in tribunale.
I loro figli anche se non vivono con loro si devono considerare fortunati ad averli come padri.
Il tempo lo dimostrerà.

174c076328c7 a

6 commenti »

19 Marzo- Festa del papà

Auguri a tutti i papà del mondo, anche a quelli che non sanno o non hanno voluto sapere di esserlo.

t_hepatica1

Ciao papà, ti voglio bene sempre, anche se cammini  le vie dell’altra dimensione.

Il mio presente è ciò che abbiamo vissuto insieme nel passato. Grazie.

https://tuttolandia1.wordpress.com/category/io/page/9/

8 commenti »

Paradiso amaro

par Film del 2011, regia di Alexander Payne.

Matt King, che vive a Waikiki (isole Hawaii), si ritova la vita sconvolta dal coma irreversibile della moglie, a causa di un incidente nautico: dovrà prendersi cura delle due figlie (cosa che non ha mai fatto) e saprà si essere stato tradito.
King deve anche fronteggiare la responsabilità di vendere un terreno sconfinato a Kauai, di cui è amministratore; il terreno è stato ereditato dalla sua famiglia, dalla facoltosa bisnonna più di 150 anni fa.
Tutta la sua vita verrà messa in discussione; dovrà recuperare il rapporto con le figlie Alexandra (ribelle) e Scottie, dovrà contenere l’ira dal suocero che, in gran parte, attribuisce a lui l’incidente della figlia; dovrà gestire l’amarezza per aver scoperto in modo casuale che la moglie aveva un amante e stava per chiedere il divorzio; deve gestire l’incontro con Brian, l’amante della moglie, che è coinvolto nell’acquisto del terreno.
Matt dovrà prendere una decisione forte e difficile: far rispettare il testamento biologico della moglie, deve accettare di lasciar morire Elizabeth.
E deciderà di non vendere i terreni per non alterarne la bellezza con costruzioni in cemento.

 

Ieri Roberta mi chiede se potevamo vedre un film, forse riusciamo a riprendere questa sana abitudine, lei voleva un film con George Clooney, acconsento, li abbiamo visti tutti, manca solo Paradiso amaro.
Sicuramente non il migliore di Clooney, ma io trovo che sia un bel film, da vedere.
Ambientazione perfetta, le Hawaii, per far pensare ad un paradiso, ma alla fine ci si rende conto che lo è, ormai solo in parte geograficamente e territorialmente parlando; è una terra dove vivono umini con tutti i loro problemi, come in qualsiasi altra parte del mondo.
Il film, basato sul romanzo di Kaui Hart Hemmings, ci mostra un uomo completamente assorbito dal suo lavoro da non rendersi conto che le figlie sono cresciute con tutti i problemi che seguono, che la moglie aveva una relazione extraconiugale di cui era tanto appagata, almeno apparentemente, da decidere di chiedere il divorzio;
un uomo comune, sarcastico, che verrà travolto dal dolore diventando vulnerabile nelle difficoltà di tutti i giorni e che sarà messo davanti ai propri difetti e responsabilità.
Questo è un film, ma la realtà di queste situazione è alla portata di tutti, la mia famiglia l’ha vissuta quando sono entrata in coma; credetemi, vedere alcune scene mi ha catapultato in quelli che sono stati i momenti dolorosi di chi mi stava accanto (mi è stato raccontato che quando mio suocero è arrivato in ospedale, dopo avermi visto e accarezzato è svenuto, che mio marito mi teneva costantemente un mini registratore con la voce di mia figlia incollato all’orecchio, che mio fratello mi accarezzava la mano in continuo….).
Nel film si crea un equilibrio mai esistito tra padre e figlie, questo può accadere, come può accadere che gli equilibri saltino, ci vuole una forza enorme e una base solida per affrontare le onde della vita.
E lasciatemi dire: versatile George, che rischia sempre il personaggio, mai hollywoodiano, che rischia anche l’impopolarità, che in questo personaggio è perfetto, indexcon quel bel volto ciancicato dalle rughe dei pensieri,images con la sua epressività (il regista ci mostra molte inquadrature del suo volto), con il passarsi le mani sul volto nei momenti in cui si sente particolarmente confuso, gli riesce benissimo; un George che non ha puntato neanche un pò sul carisma che ormai gli è stato etichettato.
Belle le inquadrature dei visi, degli ambienti, bella la sceneggiatura (anche se un pò scontata), bravi gli attori, bravissima Shailene Woodley, la figlia ribelle02.
Un film/commedia (perchè c’è anche una base di ilarità) semplice, ma che mi ha toccato l’anima, perchè i personaggi sono molto aderenti alla realtà dei comuni mortali con tutti i loro difetti, per la situazione, perchè ci mostra che la vita quotidiana scorre anche se c’è una situazione drammatica, o forse perchè ci ho visto qualche riflesso della mia vita? C’è qualcuno che lo ha visto e mi può dare un giudizio, tanto per scontare che non sono di parte?
Una domanda me la pongo ancora una volta, ci dovrei aver fatto il callo ma proprio non mi va giù, perchè ancora una volta, in Italia, il titolo è stato tradotto in modo improprio?  Paradiso amaro, mentre in  realtà sarebbe Gli eredi (The Descendants).

6 commenti »

19 marzo – Festa del papà

296232_487831381289484_1991373604_nMelissa questa mattina, prestissimo, è partita in gita d’istruzione, sarà fuori fino a domenica, malgrado il sonno ancora non gli permetteva di essere completamente “resettata” non ha resistito alla tentazione di far trovare un bigliettino al suo papà, diseganto da lei, attaccato all’anta dell’armadio dove lui tiene le sue cose:”Papà ti voglio bene, sempre. La tua Mely”. E lui si è sciolto. E’ bello avere i figli, ma è anche bello avere un papà. Il mio è sempre nel mio cuore.

2 commenti »