TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Di nuovo in gioco

regia di Robert Lorenz

 

 

Un talentscout del baseball, Gus, in avanzata età a cui non si vuole arrendere; una figlia, Mickey, avvocato, trascurata dal padre e con cui ha un rapporto conflittuale, che decide di accompagnarlo nel Nord Carolina per conoscere una nuova proposta dello sport.
Lui è anziano, quasi cieco, ha bisogno della figlia. La figlia è convinta che l’unico amore del padre sia il baseball.
Lei mette in pericolo la sua carriera pur di accompagnarlo e diventare i suoi occhi, spiegargli i colpi del battitore, anche se lui li riconosce solo ascoltandone il rumore…La riconciliazione non è poi un sogno.

 

 

Film che mi era stato proposto molto tempo fa dal conduttore del blog wwayne, ma che non riuscivo mai a vedere. Fino a oggi pomeriggio
Mi aspettavo di più, Clint per me è un mito, mi piace molto come regista.
Mi aspettavo di più dal film, Clint, nelle vesti di un attempato uomo, quale è ormai, è davvero bravo, eprime emozioni.
Il film è comunque emozionante, prevale l’amore per lo sport.
Buona la sceneggiatura e bravi tutti gli attori.

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Nostalgia

Con questa situazione di mia madre, spesso mi viene nostalgia di mio padre, la sua pacatezza, i suoi occhi dolci, il suo sapermi consolare, coccolare, consigliare.
Ti vorrei qui, papà, con me.

 

“Le parole che un padre dice ai figli
nell’intimità della casa, nessuno
estraneo al momento le sente, ma alla fine
la loro eco raggiungerà i posteri.”

J.P.Richter

 

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Padre

Nel buio della
notte
ti cerco
ancora con il cuore
ti sento.

Nel buio della
vita
ti cerco
ancora con il cuore
ti sento.

Sei la mia
luce

 

Paola

 

 

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Grazie…

…papà!
Perchè oltre ad avermi riempito il cuore d’amore, che neanche la morte ha strappato via, mi hai insegnato a non aver paura di dire la mia opinione.
In casa era fondamentale farlo. Oggi volevo trattenermi ma poi qualcosa mi ha spinto a farlo. E per fortuna!

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Dove eravamo rimasti

di Jonathan Demme.

 

 

 

Ricki, sessantenne, è il nome con cui si presenta come cantante rock, il suo vero nome è Linda e deve tornare a Indianapolis, città dove vivono i suoi figli e l’ex marito che ha abbandonato anni prima per seguire la passione della sua vita, la musica.
Ad Indianapolis, la figlia Julie ha tentato il suicidio dopo il divorzio.
Esclusa dalla vita dell’ex marito, che si è risposato, e dei figli che ha trascurato (oltre Julie, uno che sta per sposarsi, l’altro omosessuale), dovrà ristabilire con loro un rapporto d’affetto e unione lungamente perso.
L’opportunità sara il matrimonio del secondogenito, a cui Linda parteciperà con l’attuale compagno, il chitarrista della band in cui canta.
La cerimonia sarà il palco per una sua esibizione a cui si uniranno i figli e gli amici.

Un film che mescola il dramma di una famiglia alla musica. Volevo vederlo già quando uscì nelle sale nel 2015 ma non ci sono riuscita, l’ho fatto qualche giorno fa.
Protagonisti Meryl Streep e Kevin Kline, presente nel cast Mamie Gummer, la vera figlia della Streep.
Film prevedibile, storia per niente originale, vista e rivista, un po noiosa a mio giudizio. Il finale poi è melenso…tutto lieto fine anche se si passa per il dramma, il tormento, il dolore, il riscatto.
Cosa salvo di questo film? La parte musicale, ma soprattutto lei, Meryl Streep. In questo film è da urlo, una delle rare attrici contempoaranee più talentuose. Scontato? Sicuramente, ma tale è. La rocker è lei! La madre è lei!

 

 

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Il ragazzo invisibile

di Gabriele Salvatores

 

 

Giovanna, poliziotta vedova, vive con il figlio Michele, un adolescente che spesso viene preso di mira dai bulli a causa della sua timidezza.
Michele si rende conto ben presto di avere un superpotere, può diventare invisibile.
Ma Michele scopre anche di essere stato adottato.
I genitori naturali fanno parte di un gruppo di persone con superpoteri acquisiti dopo un disatro nucleare in Russia.
La mamma risulta essere morta nel tentativo di fuggire dall’area contaminata e controllata dai militare, il padre riesce a sopravvivere e mettere in salvo  Michele, ancora in fasce, lasciandolo davanti la casa di Giovanna

 

 

Film non recente (ma io ci arrivo con mooolta calma), del 2014. Un film da vedere, non per gli effetti speciali (che non ci sono), no per supereroi muscolosi (che non ci sono), non per scene d’azione rocambolesche (che non ci sono)…ma per ciò che rappresenta il personaggio: la crisi adolescenziale, l’autostima, l’affermazione, l’amore innocente.
E ancora: una regia stupenda, una sceneggiatura ottima, un cast perfetto, una storia fantastica ma piacevole, originale, non banale, dal finale soprprendente. Un film dove la noia è bandita.
La trama sembra un film da ragazzi, e lo è, ma anche gli adulti non ne rimaranno delusi. Io a tratti mi sono anche emozionata (come dice mia figlia …core de mamma…).

 

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Un padre

Ai figli lasciò in eredità non parole nè beni,
ma un tacito tesoro: il tesoro
del suo esempio di uomo e di padre.
Più di ogni altra cosa che ho, sto cercando
di trasmettere questo ai miei figli.

Will Rogers Jr.

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Padre(i) e figlia(i)

Mio marito oggi è andato a prendere Meli a scuola, li vedo tornare che chiacchieravano fitto fitto, entrano e mi salutano e continuano a parlare, lei dice “…capito pà mi sono sentita orgogliosa, una bella soddisfazione…” e lui ” e be si, brava quindi hai usato il programma…quello che abbiamo scaricato dalla pagina del prof?” e lei “Si ma lui non ci credeva che potevo averlo fatto io così perfettamente….” e io con mestolo in mano li guardavo “E’ pronto il pranzo se non vi dispiace” (una madre pensa sempre ad alimentare i propri cuccioli). Alla fine mi hanno spiegato (evitando termini tecnologici perchè sanno che sono allergica) quello che era accaduto a Meli. Li guardavo e pensavo che era meravigliosa l’intesa che dimostravano in quel momento, legati ecco, erano legati, e il mio cuore si è rilassato, se c’è amore c’è pace in casa. E ho pensato che essere padre è un grande impegno, che il futuro dei figli dipende tanto da loro, che i padri incidono sulla personalità e l’educazione dei figli in modo notevole. Mi piacerebbe dire a tanti papà di non essere padri a mezzo servizio, non si può.

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Padre e figlia

Padre e figlia

Padre e figlia

Padre e figlia

 

Io e il mio papà

Io e il mio papà

Io e il mio papà

Io e il mio papà

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Come un tuono

come_un_tuono_ regia di Dereck Cianfrance.

 

Luke, biondissimo stuntman motociclista, dopo aver scoperto di essere diventato padre decide di aumentare le sue entrate economiche per sostenere il figlio.
Non trovando un lavoro redditizio inizia a rapinare banche.
E due giovani ragazzi dovranno fare i conti con un’amicizia che si trasformerà in violenza.

 

Film statunitense del 2012, un film che malgrado sia abbastanza pieno come sceneggiatura non mi è dispiaciuto, mi ha avvinto malgrado qualche “pecca”.
Un film che definirei “strappacuore”, dove è bella l’idea di fare la cosa giusta ma se la si fa sbagliata…tante emozioni, magari un pò troppo costruite.
Nel film si evidenzia anche che gli errori del passato a volte cadono nel futuro, difficile uscirne; il tema è sicuramente serio, anche drammatico, sociale, l’errore forse è quello di averlo mescolato con troppa azione.
Bella la colonna sonora; perfetto, nel ruolo di Luke, Ryan Gosling, bravo Bradley Cooper, insolitamente dimessa Eva Mendes.
Come un tuono…il titolo di questo film mi piace interpretarlo così: il passato che torna facendo rumore. Proprio come un tuono ….

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Padri

Quando si parla di separazioni e affido di figli la maggior parte di articoli giornalistici, commenti televisivi o quant’altro, parlano delle madri, delle loro difficoltà, del loro coraggio nell’affrontare la nuova situazione.
Giusto.
Ma voglio spezzare una lancia a favore dei papà, una figura sicuramente rivalutata, ma ancora sottotono; i padri, uomini che affrontano drammi a volte non voluti, uomini che stanno affrontando percorsi difficili, uomini senza conforto.
Uomini con una grande forza, con grande sensibilità. Uomini che per abbracciare un figlio lottano in tribunale.
I loro figli anche se non vivono con loro si devono considerare fortunati ad averli come padri.
Il tempo lo dimostrerà.

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