TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Corruzione in Laterano…

Nasce a Roma nel 937, sua nonna era Marozia, per anni padrona assoluta di Roma e della Chiesa.
Parlo di Ottaviano, diventato papa con l nome di Giovanni XII. Papa a diciotto anni, un pincipe viziato e lussurioso.
Diventare papa non gli impedì di continuare la vita di piaceri: ubriaco nominò diacono uno stalliere, consacrò vescovo un un ragazzo di dieci anni di cui era innamorato, consacrò vescovi dietro pagamento, regalò a prostitute di alto lignaggio vasi sacri, comandò omicidi, uccise il cardinale subdiacono Giovanni, dopo averlo castrato, accecò il suo padre spirituale Benedetto, giocava a dadi invocando i dei, ebbe rapporti incestuosi con le sorelle e la nipote, comandò gli eserciti come un vero militare, partecipò a battute di caccia, fece mozzare naso e lingua ai cardinali che in sua assenza avevano votato l’elezione di un’altro papa.
E come mai poteva morire un papa di questo tipo? Il 14 maggio 964 venne scaraventato fuori da una finestra della taverna dove alloggiava, dal marito di Stefanetta, che l’aveva sorpreso a letto con sua moglie (qualcuno dice morto di colpo aplopettico)
Mi domando come possa essere possibile che una tale figura, che aveva trasformato il Laterano (allora sede papale e residenza ufficiale dei romani pontefici) in una casa di piacere, ad esservi stato sepolto e ancora lì stazionare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Papi e prostitute

Nasce a Roma nel 892 circa, Marozia, bella, spregiudicata, assassina, ingannatrice, astuta, indomita, attraversò per vent’anni la Chiesa di Roma acquistando un potere immenso, anche politico.
   Ancora adolescente fu concubina di papa Sergio III, che era anche suo cugino e che, a quanto sembra, la donna uccise avvelenandolo.
Sposò, incinta (senza avere certezza di chi fosse il padre del futuro nascituro), l’anziano Alberico di Spoleto che la lasciò presto vedova.
In seconde nozze sposò il marchese di Toscana, Guido, oppositore di papa Giovanni X che fu carcerato e che morì in prigione. Guido acquistò il potere su Roma, Marozia triplicò il suo facendo eleggere Leone VI e Stefano VII, ma la sua grande vittoria fu l’elezione a pontefice del suo primo figlio, ventunenne, Giovanni XI. Marozia lo pilotò senza riguardo.
Alla morte di guido sposò Ugo di Provenza che lei voleva re, ma il secondo figlio, Alberico II, riuscì a cacciarlo da Roma e arrestò la madre.
Trasferita in un convento di clausura, sempre a Roma, vi trovò la morte nel 955 circa.
Una delle leggende romane parla di una papessa donna, Giovanna, in molti credono sia stata ispirata a lei.
Il suo potere venne definito pornocrazia: letteralmente, governo delle prostitute.
Marozia era figlia di Teodora, altra donna di potere, si dice fosse amante di papa Giovanni X.

 

Liutprando da Cremona scrisse: “Mariozza, bella come una dea e focosa come una cagna, viveva nel cubicolo del Papa e non usciva mai dal Laterano”.

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Gesta erotiche di Agostino Tassi, pittore/La notte tu mi fai impazzire – Pietrangelo Buttafuoco

     “Dove ci sono campane, ci sono puttane””

 

Primi anni del Seicento, Roma.
Agostino Tassi*, toscano, non bello, tozzo, iroso e violento, è un donnaiolo incallito. Lurbizia, prostituta, ne sa qualcosa, le ha sfigurato il volto con un pugno. Per questo viene carcerato (come già era accaduto), ma protetto da Cosimo Quorli, al servizio di di Papa Clemente VIII, ben presto è fuori.
Tassi frequenta il pittore Orazio Lomi Gentileschi*, anche lui toscano, pittore. Questi è padre di Artemisia*, bellissima ventenne, anche lei pittrice; a Roma non gode di ottima reputazione. Agostino Tassi abuserà di lei.

 

“Il lupo della mala coscienza come opera, così pensa”

 

Libro che scorre, un libro che mi ha irritato. E’ vero che dimostra spietatamente il modo di vivere di quel momento e spietatamente racconta una verità, ma l’ho trovato troppo volgare. Tra papi, prostitute, mogli, amanti, palazzi, morti, violenza e stupri, l’anima diventa nera di dolore. Almeno la mia.

 

*Agostino Tassi (1580-1644), pittore.
Dal 1610 si trasferì definitivamente a Roma. Fu intimo di Orazio Gentileschi e della figlia Artemisia.
Tra le sue opere vi sono numerosi interventi per la decorazione di diversi palazzi e ville di Roma e dintorni.
Fu accusato dello stupro di Artemisia.

 

*Orazio Gentileschi (1563 –1639), pittore.
All’età di tredici anni si reca a Roma dove lavora per Gregorio XIII, Sisto V, il duca di Mantova…
A Roma conosce e lavora con Agostino Tassi fino al 1612 quando ne interrompe i rapporti a causa dello stupro di Artemisia e del successivo processo.

 

*Artemisia Lomi Gentileschi (1593–1654), pittrice.
Nasce a Roma dove sviluppa il suo innato talento per l’arte pittorica, tanto che il padre Orazio decide di farla seguire da Agostino Tassi, talentuoso paesagista ma anche mandante di diversi omicidi; Tassi si infatuò di Artemisia, i suoi sentimenti non erano però corrisposti, all’ennesimo rifiuto la stuprò.
Questo tragico evento influenzò drammaticamente la vita, anche artistica, della Gentileschi che ne rimase sconvolta. Quando Tassi propose il matrimonio riparatore, per evitare la galera, Artemisia acconsentì continuando a intrattenere rapporti intimi con lui, il matrimonio non avverrà mai.
Artemisia comunque informò il padre dell’accaduto e, quando si scoprì che Tassi era già coniugato, Orazio lo querelò e fece sposare la figlia ad un’altro pittore e con lui si trasferì a Firenze.
Qui la pittrice approdò nell’ambiente mediceo dove conobbe molte personalità eccellenti dell’epoca (Galileo Galilei, Michelangelo Buonarrot…).
Nel luglio 1616 venne ammessa all’Accademia del Disegno di Firenze, prima donna a godere di tale privilegio.
Dal 1649 alloggiò a Napoli, dove morì.

 

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Adriano II

Che dire! I papi hanno sempre qualche storia da raccontare…
Ad esempio papa Adriano II, romano, membro di una nobile famiglia romana, mite di carattere, ha la sua bella storia.
Prima di prendere i voti era stato sposato con una certa Stefania, da cui ebbe una figlia.
Al momento della sua elezione papale madre e figlia erano ancora in vita (all’epoca anche a un uomo sposato poteva prendere gli ordini religiosi purché successivamente conducesse una vita casta; che bella invenzione, non vi pare? Le trovano tutte loro…)
Eleuterio, nipote del vescovo di Orte Arsenio, si innammoro follemente della ragazza e la fece rapire insieme alla madre, nell’868.
Adriano chiese aiuto all’imperatore, scongiurandolo di far intervenire i suoi legati per riportare alla ragione Eleuterio che, vedendosi perduto, uccise la giovane amata e la madre di lei.
Eleuterio dopo la cattura fu decapitato.

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Nepotismo…e un’altra storia

E’ storia, i papi introdussero all’interno della Chiesa una tendenza sostanziale: favorire i propri familiari, soprattutto i loro figli illegittimi, a ricoprire incarichi importanti, anche se non ne avevano le capacità o la qualifica.
Ma chi fu il primo ad introdurre questa pratica?
Fu papa Adriano I (772/795) che, dall’inizio del suo pontificato, assegnò posti di prestigio e responsabilità a membri della propria famiglia.
Un papa indirizzato politicamente a passare tra eventi che segnarono la storia, si barcamenò tra Longobardi, Carlo Magno, ducati, imperi, regine…
Ma Adriano restituì a Roma anche la grandezza monumentale del vecchio impero: ristrutturò gli argini del Tevere danneggiati nel 791 da un’inondazione, restaurò gli antichi acquedotti per migliorare la diffusione delle acque, fortificò le mura; restaurò sia esterni che interni della basilica di San Pietro e il campanile arricchendoli di statue, mosaici, materiali pregiati; e ancora, riedificò i portici della basilica di San Giovanni in Laterano, lastricò di marmo l’atrio di quella di San Paolo, rinnovò a tre navate la chiesa di San Giovanni a Porta Latina e fece riedificare la basilica di S. Maria Graeca (dalla comunità greca formatasi sulla sponda del Tevere dopo essere fuggita dalle persecuzione degli iconoclasti d’Oriente), oggi chiamata Santa Maria in Cosmedin, dotandola di tre navate, un atrio e interni magnificamente restaurati. Socialmente si adoperò per organizzare efficacemente le proprietà terriere della campagna romana incrementando le domus cultae (già volute da papa Zaccaria), utili sia per lo sviluppo intenso del’agricoltura e dell’allevamento di bestiame che per il ripopolamento dell’agro romano, la più celebre fu quella di Capracorum, nella zona di Veio, che sorse su un terreno di proprietà della sua famiglia, i proventi e prodotti erano destinati ai poveri.
Adriano I fu una personalità multiforme, e come molti papi esercitò un vero e proprio senso del potere, gestito con diplomatica prudenza e flessibilità se si pensa al periodo estremamente difficile storicamente.

 

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Giovanni VII

  Di Giovanni VII (86º papa della chiesa cattolica) non ne parlo perchè abbia fatto grandi cose, ma perchè è il primo papa di cui abbiamo l’immagine vera perchè ritratto in vita, quindi attendibile.
Di origine greca, ci sono scarse fonti sulla sua vita, le notizie conosciute contengono soprattutto notizie sulle principali imprese artistiche di papa Giovanni. A differenza dei papi che si fecero seppellire in San Pietro, anche in modesti sepolcri , fu il primo a farsi inumare in un oratorio costruito appositamente per lui e dedicato alla Vergine; fece restaurare diverse chiese romane, tra cui la semidistrutta chiesa di S. Eugenia, fece riparare i cimiteri dei SS. Marcelliano e Marco e di papa Damaso. Molti affreschi che fece dipingere in numerose chiese spesso includevano raffigurazioni della sua persona
I restauri più importanti furono dedicati alla Vergine: i mosaici della basilica di S. Pietro e gli affreschi di S. Maria Antiqua nel Foro romano.

 

Roma – Frammento del mosaico di Giovanni VII. – Museo Petriano

Oratorio di Giovanni VII – Antica basilica di San Pietro – Sacrestia di Santa Maria in Cosmedin –
Sacra Famiglia e Angelo

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Bonifacio IV

Chi era Bonifacio IV?
Nasce nella Marsica, prima di essere eletto papa fu monaco.
Così viene ricordato: “8 maggio – A Roma presso san Pietro, san Bonifacio IV, papa, che trasformò in chiesa il tempio del Pantheon ottenuto dall’imperatore Foca e lo dedicò a Dio in onore della Beata Maria e di tutti i martiri; fu pieno di meriti anche a riguardo della vita monastica. »
In sette anni di pontificato accadde di tutto , carestie, pestilenze,, inondazioni, decadenza morale…
Ma al papa interessava il Pantheon di Agrippa, uno dei più belli di Roma, “…che sorge in mezzo ad altri edifici marmorei irremidiabilmente danneggiati dall’inondazione del 590.” Il Tevere non aveva scosso le fondamenta:”…L’imponente vestibolo si ergeva intatto con le sue sedici colonne granitiche sormontate da capitelli corinzi di marmo bianco, le statue di Augusto e di Agrippa erano ancora in piedi nelle nicchie in cui Agrippa stesso le aveva collocate.l’ingiuria del tempo non aveva ancora potuto spezzare le travi di bronzo dorate che formavano l’armatura del tetto e persino le tegole bronzee che coprivano l’atrio e la cupola splendevano intatte.”
Bonifacio IV “..guardava con desiderio quel capolavoro dell’architettura antica che sembrava possedere tutti i requisiti di una chiesa cristiana…”

Chiese l’autorizzazione all’imperatore bizantino Foca per trasformare il tempio romano in un luogo di culto cattolico (in cambio fu eretta nel Foro Romano una colonna onoraria dedicata all’imperatore che fu lieto della benevolenza dei Romani, con una sua statua in bronzo dorato posta sulla cima).

Nel 609 l’edificio venne convertito in una chiesa cristiana intitolata alla Madonna Regina dei martiri (Santa Maria ad Martyres), la cerimonia della consacrazione fu delle più solenni, sembra che Bonifacio abbia fatto prelevare, dalle numerose catacombe romane, ventotto carri pieni di ossa di martiri cristiani che furono tumulate sotto l’altare principale della nuova chiesa.
All’interno del monumento risuonarono per la prima volta canti intonati da preti che sfilavano in processione, , il papa aspergeva le pareti con acqua santa. Una leggenda popolare, nata perchè i Romani consideravano quel luogo una sede infernale, narra che alle note del Gloria, si videro alzare in volo schiere di demoni atterriti che volevano uscire attraverso l’apertura della cupola, erano in numero pari a quello delle divinità pagane. Per i romani l’apertura venne provocata dalle corna di un grosso diavolo uscito dal corpo di un indemoniato; il Belli invece dice che:

LA RITONNA

Sta cchiesa è ttanta antica, ggente mie,
Che cee l’ha ttrova er nonno de mi’ nonna.
Peccato abbi d’avé ste porcherie
Da nun èssesce bbianca una colonna!
Prima era acconzagrata a la Madonna
E cce sta scritto in delle lettanie:
Ma ddoppo s’è cchiamata la Ritonna,
Pe ccerte storie che nun zò bbuscìe.
Fu un miracolo, fu; pperché una vorta
Nun c’ereno finestre, e in concrusione
Je dava lume er l’uscio de la porta.
Ma un Papa santo, che cciannò in priggione,
Fesce una crosce; e ssubbito a la vorta
Se spalancò da sé cquell’occhialone.
E ‘r miracolo è mmóne
Ch’er muro, co cquer buggero de vòto,
Se ne frega de sé e dder terremoto.

1831

-LA ROTONDA

Questa chiesa è tanto antica, signori miei,
che già la trovò il nonno di mia nonna.
Peccato dover avere queste porcherie
da non esserci una colonna bianca!
Prima era consacrata alla Madonna
e c’è scritto in quelle litanie:
ma dopo si è chiamata la Rotonda,
per certe storie che non sono bugie.
Fu un miracolo, fu: perché una volta
non c’erano finestre, e in conclusione
gli dava luce l’apertura della porta.
Ma un Papa santo, che ci andò in prigione,
fece una croce; e subito nella volta
si spalancò quell’occhione.
E il miracolo è ora che
il muro, con quello sproposito di vuoto,
se ne frega di sé e del terremoto.

(il papa non era quello di cui stiamo parlando, effettivamente non si è mai stabilito chi fosse)

Bonifacio IV morì l’8 maggio 615 e fu sepolto in San Pietro.

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San Gregorio I Magno

gregorio-1  Papa Gregorio I (Gregorio Magno, il Grande) nasce a Roma nel 540 circa e vi muore nel 604, è stato il 64º vescovo di Roma e Papa della Chiesa cattolica, dal 3 settembre 590 fino alla sua morte.
Il suo pontificato attraversò uno dei periodi più bui della storia. Figlio di santa Silvia, nobile donna romana, che rimasta vedova si ritirò in una casa sull’Aventino chiamata Cella Nova seguendo la regola benedettina e dedicando il resto della sua vita alla preghiera, alla meditazione e all’aiuto dei malati e dei più bisognosi.
Fu un incrollabile sostenitore del Cristianesimo.
Uomo minuto e sempre malato, è conosciuto anche per gli innumerevoli miracoli che sembra abbiano attraversato la sua vita.
Ne racconto alcune.
Nel 590 muore papa Pelagio II, vittima della peste; Gregorio fu chiamato a sostituirlo sostenuto dai credenti, dal clero e del senato di Roma; dopo l’iniziale resistenza fu costretto ad accettare.
Nell’inverno 589-590 la penisola italiana subì le violenze dei Longobardi, nubifragi, inondazioni che causarono vittime e danni; il Tevere straripò inondando gran parte della città e provocando vittime e si manifestò un’epidemia di peste che decimò la popolazione; ancora in estate la situazione non accennava a tornare alla normalità, Gregorio allora esortò i fedeli alla penitenza e, per implorare l’aiuto divino, organizzò una processione che durò tre giorni consecutivi; secondo la leggenda, mentre Gregorio attraversava alla testa della processione il ponte che collegava il Vaticano con il resto della città (oggi Ponte Sant’Angelo), ebbe la visione dell’Arcangelo Michele che, in cima alla Mole Adriana, rinfoderava la sua spada; la visione fu interpretata come l’imminente fine dell’epidemia, cosa che avvenne (da allora la Mole Adriana fu chiamata Castel Sant’Angelo).
Altra leggenda: si narra di un uomo metteva in dubbio che Cristo fosse realmente presente sull’altare durante la messa, così Gregorio pregò ardentemente affinchè Cristo comparisse durante la cerimonia, appena il santo finì la preghiera Cristo apparve sull’altare con gli strumenti della passione e l’ostia iniziò a sanguinare, la leggenda è definita come quella della messa di San Gregorio.
E ancora, il segretario di San Gregorio, Giovanni Diacono, raccontava di una colomba appoggiata sopra la spalla del santo e che in realtà si pensa che  fosse lo Spirito Santo che assumeva tali sembianze.
Ancora una leggenda: all’annuncio della sua elezione come pontefice Gregorio si rifugiò in una foresta dove fu miracolosamente ritrovato grazie ad una colomba che volava davanti alla gente per indicare la strada dove cercarlo.
Gregorio tutti i giorni inviava per la città carri di vettovaglie cotte per i deboli e per gli infermi e invitava alla sua tavola dodici pellegrini a cui, prima del pranzo, lavava egli stesso le mani, a questo evento è legata la leggenda che narra che una volta Gregorio vide sedere a mensa un tredicesimo commensale che si rivelò poi essere un angelo del Signore venuto a dire quanto fosse gradita a Dio l’opera di Gregorio.

 

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Ma tante pie leggende non lo hanno salvato dai sonetti romaneschi di Giuseppe Gioachino Belli

Un Papa antico

C’è stato un certo Papa san Grigorio
che ssapeva parlà rrosso e tturchino,
che cconosceva ogni sorte de vino,
e cquant’anime stanno in purgatorio.

Distingueva chi aveva er zostenzorio*,
l’ova cor pelo e ll’ova cor purcino
capiva er tempo, e tte spiegava inzino
l’indovinelli de Monte-scitorio:

Profetizzava er don de le petecchie:
sapeva indovinà le confessione,
e scoprí ll’anni de le donne vecchie.

E sti bbelli segreti in concrusione
je l’annava a ssoffià ttutti a l’orecchie,
azzeccàtesce4 chi?… bbravi! un piccione.

*la plebe dava questo nome all’ostensorio dell’ Eucarestia esposta

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SS Cosma e Damiano

Se passate per Roma non potete lascirvi sfuggire la basilica dei Santi Cosma e Damiano, chiesa dal fascino indiscusso situata nel cuore di questa stupenda città, ha mosaici pregiati, tra i più belli della capitale.

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La chiesa è stata dedicata ai santi Cosma e Damiano, fratelli, i due erano medici che fornivano in nome di Dio assistenza medica a chiunque ne avesse bisogno nella città d’Egea, questo non piaceva al governatore della provinicia che forzava i fratelli a fare sacrifici agli dei pagani; Cosma e Damiano rifiutarono e vennero maririzzati nel 303, le loro reliquie furono poi trasportate a Roma e disposte sotto l’altare inferiore della basilica. Nel Medioevo la basilica era anche un centro di assistenza per poveri pellegrini a Roma. Nel 64 d.C. un imponente incendio distrusse il lato nord del Foro Romano, dove l’imperatore Vespasiano decise poi di costruire il Foro della Pace: un complesso con tempio romano, fontane e una aula rettangolare chiamata la biblioteca Pacis. Nel IV secolo l’imperatore Massenzio affiancò alla biblioteca una rotonda con ingresso monumentale dal Foro Romano, tutt’oggi esistente, coperto con una delle più grandi cupole di Roma; ancora esistente l’antica porta di bronzo (tra i pochi monumenti di questo tipo in tutto il mondo) che ancora preserva la sua funzionalità. cosma e d La tradizione racconta che la rotonda era chiamata il Tempio di Romolo in memoria del figlio divinazzato di Massenzio morto prematuramente all’inizio del IV secolo.
Nell’anno 526 papa Felice IV ricevette il permesso dal re Teodorico di unire e convertire questi edifici ad uso cristiano, fu la prima chiesa di culto cristiano nell’area del Foro Romano. A quel periodo risale il mosaico absidale conservato ancora in ottime condizioni e considerato uno dei importanti nella storia dell’arte.

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cosma madonna Una parte importante della vita spirituale della basilica era la devozione mariana, iniziata da papa Gregorio Magno: secondo la leggenda mentre passava davnti la chiesa Maria gli disse: “Gregorio, perché non mi saluti più, come facevi sempre?” da allora l’immagine della Madonna della Salute è posta sull’altare maggiore ed è adorata ancora con grande devozione.
Nell’anno 760 papa Paolo I fece costruire l’Oratorio di San Pietro in Silice, luogo dedicato a San Felice ed era noto per l’acqua miracolosa che guariva i fedeli.
Nella navata della chiesa sono presenti sette cappelle: Cappella della Crocifissione, la Madonna, S. Antonio, S. Francesco d’Assisi, S. Barbara, S. Alessandro, S. Rosa.
Nel 1583 durante il pontificato di papa Gregorio XIII venenro riscoperti i busti dei santi Marco e Marcello.
Nel 1626 papa Urbano VIII fece ricostruire la basilica demolendo e sostituendo le mura romane del primo secolo, la basilica fu divisa in due con la costruzione di un nuovo pavimento, cappelle e altari furono spostati o ricostruiti nella nuova chiesa superiore, furono costruiti nuovi edifici del monastero ed un cortile con portici; la ricostruzione fu completata nel 1632.

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In questa basilica si trova uno dei più bei presepi di Roma, un presepio napoletano del ‘700; qui il Bambinello nasce tra le colonne del foro romano, un presepio che ha per sfondo una Roma d’epoca con tanti personaggi stupendi. Lo definirei un presepio originale e superbo.

 

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Sant’Andrea fuori Porta del Popolo (o del Vignola)

Lo era nel 1500 fuori porta, oggi è incastrata tra viale Tiziano, via Flaminia, Valle Giulia, lo stadio Flamini e chiusa dalle rotaie del tram.
E’ una piccola costruzione conosciuta anche come Tempietto di Sant’Andrea.
Papa Giulio III la volle per la sua villa di campagna, appunto villa Giulia; fu costruita sui resti di un antico sepolcro romano come ex-voto. Durante il sacco di Roma, nel 1527, il papa era ancora un prelato, Giovanni Ciocchi del Monte; i lanzi di Carlo V lo fecero prigioniero, nel palazzo della Cancelleria, insieme a molti alti prelati; l’allora Giovanni fece imbandire una cena per i lanzachenecchi di guardia, offrì loro del vino fortemente oppiato e quando si furono addormentati riuscì a fuggire con l’aiuto di Prospero Colonna. Era la notte di Sant’Andrea.
23 anni dopo, l’ormai papa Giulio III dedicò la chiesa al Santo. Inoltre vi sostò il cardinale Bessarione che portava a Roma la reliquia dell’apostolo: la testa (ora a Patrasso).
La chiesa fu realizzata da Jacopo Barozzi da Vignola, tra il 1551 e il 1553; nella sua costruzione fu impiegata la “pietra serena”,  pietra grigia di tante chiese fiorentine, invece del classico travertino romano; le forme architettoniche si ispirerebbero al sottostante Mausoleo antico; malgrado le sue piccole dimensioni è uno degli edifici romani più armoniosi.
Caduta in abbandono, venne restaurata da Luigi Valadier nel 1805, nel 1852 fu aggiunto il campanile a vela.

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