TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

L’amore parla

Quel raggio di sole
spezza il mistero dell’oscurità
àltera la bellezza del silenzio.

La sua fiamma potente
squarcia la quiete della carne
spezza la dolcezza dell’aria di noi
amanti avvinghiati nel buio
colora l’amore di abbracci.

L’amore parla al tempo che scorre nei
rassicuranti occhi illuminati
i baci di miele si assopiscono
nel sospiro del desiderio
che svanisce languidamente.

Paola

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Amanti

Nel silenzio della
stanza
attendo te amante mio:

il turchese e l’oro
inebriano i sensi.

Rinnoviamo il viaggio
d’amore
con nuova armonia.

Paola

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Amore

Divampa come il fuoco, brucia forte…e quando il tempo passa bisogna manenerlo vivo…

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Amare

“L’uomo che non ha amato appassionatamente ignora la metà più bella della vita.”

Stendhal

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L’ombra del bastone – Mauro Corona

corona “…la vita è un passare finchè finisce il mondo…” “…Questa è la vita, una visita alla terra e scappar via di nuovo…”

E’ la storia di Severino Corona detto “Zino”, di suo fratello Bastiano detto “Bastianin”, di Benvenuto Martinelli detto “Raggio” , ambientata nel paese di Erto, popolato di leggende e fatti sconcertanti.
Nel 2003, nello studio di Mauro Corona, ad Erto, arriva un uomo che gli consegna un quaderno nero firmato con il nome di Severino Corona.
Il quaderno è un diario che porta la data del 1920.
Vi è scritta la storia di Severino Corona, nato il 13 settembre del 1879 ad Erto e di suo fratello Bastiano; c’è la storia sfortunata del padre ucciso giovane, della madre morta di crepacuore, delle sorelle della madre, dell’amico Benvenuto, della moglie di Raggio strana e taciturna ma anche intrigante.
C’è il racconto di come Bastianin finì in carcere, di come la moglie di Raggio voleva uccidere il marito e di come Zino gli somministrò la belladonna.
Vi è narrata la pazzia di Raggio, di un feto nella forma di formaggio e di un bastone di legno inciso da figure inquietanti.

E’ un romanzo nel romanzo dove il tempo trascorre veloce e che ti prende fino all’ultima parola. E’ una storia scritta con riferimenti dialettali che l’arricchiscono.
E’ la storia di uomini e donne di montagna, a tratti cruda, come quando si parla del modo con cui abortivano le donne che non volevano far sapere di gravidanze indesiderate (Chi copa deve coparsi…); a tratti generosa, come era anche la gente una volta (Qui si usa darsi una mano quando uno deve farsi una casa. Si parte in trenta quaranta uomini e si tira su la casa veloce e finita. Dopo,…rende a tutti una giornata quando può…quando i altri ha bisogno…E così si fa per tutti quelli che ha bisogno…anche nel bosco, o nel fieno…); è la storia di pastori e cacciatori, è la storia della vita dura che si viveva in quell’epoca; è la storia della povertà materiale e culturale; è la storia della saggezza popolare (Era la forza del Signore che dava vita ai frutti,…e al grano, e ai fiori e alle uve…).
E’ storia di stregonerie, di leggende, di anime malvagie, quelle che raccontava anche mia nonna.
E poi si parla di Neve che faceva miracoli e a cui Mauro Corona ha dedicato un libro intero (quella piccola non dava segno di avere il minimo freddo…la chiamarono Neve…l’unica bambina nata quell’anno del gran freddo…). Scommetete quale sarà il prossimo che leggerò?
“…Di neve…si tramandano fattio incredibili che…meritino un libro…vorrei portare a termine…”.

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