TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Amore

Divampa come il fuoco, brucia forte…e quando il tempo passa bisogna manenerlo vivo…

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Venerdì Santo

 

“Ricordati di me…” disse Disma…

                       Cristo con i ladroni – Gustave Moreau

 

 

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Dedicata

DEDICATA

Scarpette di seta rivestite,
di tessuto cremisi e
intrecci di fili dorati
avvolto ha il corpo di
saettanti moine.

 

Risate argentine invadono il
cuore e occhi
vibranti di scaltra furbizia
femminile destreggiano
il palco.

 

Locandiera costruita dalle
magiche parole del Maestro,
incise eterne nell’universo,
non teme il sangue caldo,
la passione che
turbina su assi baciate nel
tempo da chi di teatro ne fece Arte.

 

Locandiera che sfida il tempo
non teme Mirandolina dai
rossi capelli, ne guarda anzi,
ingorda, la nuova vita
che s’offre a incantati corteggiatori,
ad affascinati spettatori,
Mirandolina Mirandolina….

 

Di complessa anima e
orgoglioso potere, di leggiadria,
di parlantina che incanta
Mirandolina si avvinghia
a chi vita gli dona.

 

Di anima la storia ho vissuta
di cuore da te l’ho amata
artista e donna
di vibrante cultura e
passione infinita.

 

A Barbara con immenso affetto e amicizia. Paola.

 

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Amare

“L’uomo che non ha amato appassionatamente ignora la metà più bella della vita.”

Stendhal

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Ballare

Non mi ricordo dove ho letto che il ballo rivela un pezzetto d’anima, la più vera.

Amo ballare e già da piccola lo facevo…chissà perchè ho questa passione.

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Le affinità elettive – Goethe J. Wolfgang

Goethe-Le-affinità-elettive-Garzanti-PP.281-€7.50 Edoardo e Carlotta sono marito e moglie, vivono una vita abbastanza tranquilla dopo essere stati allontanati uno dall’altro dalle rispettive famiglie nell’età più giovanile.
Edoardo invita un suo amico, il Capitano, a passare un periodo nella loro tenuta; Carlotta non è d’accordo, l’intrusione di un estraneo nella loro ormai quieta vita potrebbe creare uno squilibrio, ma Edoardo insiste. Nel frattempo arriva anche Ottilia, nipote di Carlotta, una ragazza introversa e apparentemente senza interessi culturali.
Edoardo e il Capitano si dedicano alla ristrutturazione del parco del castello, supportati da Carlotta e in seguito anche da Ottilia.
Questa crescente unione creerà delle “affinità elettive” che determineranno l’avvicinamento di Edoardo alla ragazza e del Capitano a Carlotta.
Mentre Carlotta riesce a contenere la sua passione, Edoardo viene completamente coinvolto dall’amore per Ottilia. Questa situazione porterà a conseguenze drammatiche e dolorose.

 

Non sono mai riuscita a leggere questo romanzo, non so neanche io perchè, forse la storia non mi convinceva, sono dovuta arrivare a questa età e a “scontrarmi” (nel vero e proprio senso della parola visto che in biblioteca l’ho urtato e mi è caduto ai piedi) con questo libro.
Decido di provare a leggerlo e il risultato è che ne sono rimasta praticamente affascinata, un vero capolavoro della narrativa ma soprattutto dello studio introspettivo delle menti, dei sentimenti, dell’animo, dei personaggi. Non è facile riassumerne la trama, romanzo intenso e corposo.
L’alchimia che si crea tra le coppie non è poi così fuori dal mondo, anzi attuale in tutte le epoche; la sintonia che si può creare inaspettatamente tra le persone, che si amino o no, è un incontro che puo cambiare per sempre la vita. A voi è mai accaduto? A me si.
I pensieri, i gesti, i gusti…alchimie incomprensibili apparentemente si legano a volte indissolubilmente.
Un romanzo che racconta, almeno nelle mie impressioni, di come sia difficile rinunciare alla passione travolgente, anche irrazionale se vogliamo, a volte dimenticando quanto male ne può scaturire; ma si puo avere la forza di rinunciare quando il cuore è tanto coinvolto?
Certamente tutto è amplificato e drammatizzato nel romanzo se riportiamo la storia al periodo di ambientazione, ma oggi non ci sono passioni così forti da crerare a volte situazioni anche tragiche?
Se dovessi giudicare il romanzo direi che è coinvolgente, ben scritto anche se articolato, ben delineati i personaggi, belle le descrizioni dei paesaggi, del parco, i dialoghi.
Il personaggio che più mi ha stupito è stata Carlotta, la sua “pacatezza” nella tragedia, la sua comprensione per il marito mi ha sconcertato, donna di passioni tenui o donna dalla grande intelligenza e anima?
La scienza incontra la poesia, l’amore sfugge al tradimento, il cuore diventa l’ampolla dove si crea l’alchimia.

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Mrs. Poe – Lynn Cullin

poe   “…Erano solo parole, certo, ma per una poetessa come me le parole sono moneta corrente: conosco il loro valore, la loro potenza. In una poesia so essere assai più audace e appassionata, posso andare oltre i limiti di un garbata conversazione. Poe non doveva fare altro che leggere tra le righe…”

 1845, New YorK, Frances Osgood, poetessa, incontra Edgar Allan Poe.
Frances vive, ospite con le due figlie piccole, a casa dei coniugi Bartlet, dopo che suo marito, il pittore Samuel Osgood, donnaiolo incallito, l’ha abbandonata all’Astor House, lussuoso albergo dove vivevano, per andare a Cincinnati con una ricca ereditiera americana.
Poe e Frances si incontrano spesso in casa di Anne Lynch, dove si tiene il più celebre salotto letterario del tempo. Il salotto è frequentato dai grandi nomi dell’epoca: Margaret Fuller, scrittrice; Walter Whitman, poeta; Audubon, ornitologo e pittore; Stephen Pearl Andrews, fondatore del Movimento per il Libero Amore; il reverendo Griswold…
Poe gode di grande fama soprattutto dopo aver pubblicato Il corvo. lo scrittore è sposato con Virginia, una sua cugina.
Tra Poe e Frances si instaura subito un’attrazione che si trasformerà da amicizia in amore, vissuto con sotterfugi, incontri appassionati e drammaticità.

 

“A colei il cui nome è scritto dentro”

Furono scritti, questi versi. per colei i cui occhi,
brillanti e vivi come le stelle di Leda,
tradurre sapranno il dolce nome che s’annida
qui nella pagina, velato a ogni lettore.
Setaccia bene le parole, che celano un tesoro
immane: un talismano, un amuleto
da indossare sul cuore. Versi,
parole e singole lettere, dovrai cercare, e non scordare
le minuzie o sarà fatica vana.
Che nodo gordiano qui non troverai
da dover slegare con la spada.
Basta seguire la trama sul foglio
che oggi scrutano i suoi occhi dolci
fra i versi vagando sperduti;
un nome forse sentirai,un nome da poeti o…poetesse.
Disposte in giusta sequenza, le lettere mendaci,
danno un suono che ognun conquista…
E se ancor fatichi a scorgerlo, mia cara,
vuol dire che sei un poco somara…
E ora dono questa sciarada a chi sciogliela saprà.

E’ un romanzo storico, stupendo (a me è piaciuto molto), incentrato sul triangolo amoroso (che fece molto discutere all’epoca, non è finzione ma realtà come si evince dalle poesie che Poe e Frances si scambiarono, le lettere invece sono misteriosamente scomparse) in cui Poe si divide tra Frances Osgood e la sua sposa bambina, Virginia.
Scritto senza troppe pretese, in modo semplice e lineare, ma mai banale, in questo romanzo fanno da padrona la trama, la vita di Frances, donna abbandonata che vivrà un grande sconvolgimento nella vita per amore di Poe, un amore molto coinvolgente che nascerà nell’inverno del 1845 e finirà con l’inverno del 1847, e la poesia, padrona dell’animo di entrambi i protagonisti ma che verrà vissuta da entrambi in modo diverso. Superba la descrizione psicologica dei tre protagonisti (Poe, la Osgood, Virginia) che intrecceranno, quasi in un destino assurdo, non solo le loro vite ma anche le loro morti, una parte drammatica di queste vite spezzate ancora giovani. La ricostruzione storica e sociale è perfetta; descritti perfettamente anche tutti i personaggi coinvolti.
Poe e Fraces pagheranno in modo devastante il loro innamoramento, la loro intensa passione.
Un romanzo non moderno se si pensa che non c’è neanche una scena di sesso descritto, ma solo accennato, anche in quella unica notte d’amore che i due vivranno, ma dove l’intensità dell’amore esce alla grande anche solo descrivendo le mani che si sfiorano, gli sguardi, le parole dette…non mancano eventi tenebrosi tanto per non smentire la natura dello scrittore.
Non svelo di più, magari qualcuno volesse leggerlo, e lo consiglio vivamente, accenno solo che una parte importante e inaspettata l’avrà la suocera di Poe, la signora Clemm e incontrerete Fanny Fay….

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Non ho smesso di sognare – Carlo Galli

spgnareUna storia “attuale”.
Un corpo in vendità, un uomo annoiato, un uomo ai limiti della follia indotta, un uomo di potere dall’anima nera.
Un amore che finisce, un amore che nasce.
Un segreto difficile da rivelare, una gioia immensa che lo conpensa.
Il respiro della libertà individuale.

 

E’ un romanzo che racchiude sesso, potere, sconfitta, vittoria; che racchiude la fragilità dell’umano. Tutto raccontato con parole comprensibili, che scorrono veloci.
Scorrono veloci anche perchè ci tuffiamo nel momento in cui viviamo, dove i valori vengono calpestati, ma senza superficialità, dove la vita ti brutalizza ma ne cerchi il riscatto, dove l’amore può essere la strada giusta per migliorare, conpensare, riemergere.
C’è un intreccio in questo romanzo, che lega vite tanto diverse tra loro, ma che un mistero unirà indissolubilmente.
Un romanzo che fa emozionare e avvince.
Dentro c’è la descrizione non solo delle mozioni, sensazioni, paure dei protagonisti, ma anche di un modo di vivere, di un modo di vestire, della ricerca dei luoghi che non passa inosservato. Alcune scene sono dure da leggere, fanno male, ma altre…Mentre leggevo “le altre” ho pensato all’autore come un pittore moderno ma anche un pò bohémien, non nel modo di vivere, ma di descrivere: lenzuola porpora, la barba incolta che adorna la bellezza di un viso dai lineamenti sottili, vetrine con manichini vestiti di pizzo cipria, bustine di zucchero aromatizzato con sopra frasi che arrivano a colpire l’anima, palazzi dalle forme indefinite che sfumano nel vapore bianco dei tombini, le brioches al cioccolato, il sole che arriva ad abbagliarti anche con gli occhi chiusi, un picolo paese francese con un bistrot dove assaggi la crema dolce, la bellezza precaria della vita.
Personalmente poi mi sono catapultata in quella Brescia dove ho vissuto pochi giorni, intensamente; ne ho ripercorso il castello, le sue vie e poi  Salò e il lago…

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L’ombra del bastone – Mauro Corona

corona “…la vita è un passare finchè finisce il mondo…” “…Questa è la vita, una visita alla terra e scappar via di nuovo…”

E’ la storia di Severino Corona detto “Zino”, di suo fratello Bastiano detto “Bastianin”, di Benvenuto Martinelli detto “Raggio” , ambientata nel paese di Erto, popolato di leggende e fatti sconcertanti.
Nel 2003, nello studio di Mauro Corona, ad Erto, arriva un uomo che gli consegna un quaderno nero firmato con il nome di Severino Corona.
Il quaderno è un diario che porta la data del 1920.
Vi è scritta la storia di Severino Corona, nato il 13 settembre del 1879 ad Erto e di suo fratello Bastiano; c’è la storia sfortunata del padre ucciso giovane, della madre morta di crepacuore, delle sorelle della madre, dell’amico Benvenuto, della moglie di Raggio strana e taciturna ma anche intrigante.
C’è il racconto di come Bastianin finì in carcere, di come la moglie di Raggio voleva uccidere il marito e di come Zino gli somministrò la belladonna.
Vi è narrata la pazzia di Raggio, di un feto nella forma di formaggio e di un bastone di legno inciso da figure inquietanti.

E’ un romanzo nel romanzo dove il tempo trascorre veloce e che ti prende fino all’ultima parola. E’ una storia scritta con riferimenti dialettali che l’arricchiscono.
E’ la storia di uomini e donne di montagna, a tratti cruda, come quando si parla del modo con cui abortivano le donne che non volevano far sapere di gravidanze indesiderate (Chi copa deve coparsi…); a tratti generosa, come era anche la gente una volta (Qui si usa darsi una mano quando uno deve farsi una casa. Si parte in trenta quaranta uomini e si tira su la casa veloce e finita. Dopo,…rende a tutti una giornata quando può…quando i altri ha bisogno…E così si fa per tutti quelli che ha bisogno…anche nel bosco, o nel fieno…); è la storia di pastori e cacciatori, è la storia della vita dura che si viveva in quell’epoca; è la storia della povertà materiale e culturale; è la storia della saggezza popolare (Era la forza del Signore che dava vita ai frutti,…e al grano, e ai fiori e alle uve…).
E’ storia di stregonerie, di leggende, di anime malvagie, quelle che raccontava anche mia nonna.
E poi si parla di Neve che faceva miracoli e a cui Mauro Corona ha dedicato un libro intero (quella piccola non dava segno di avere il minimo freddo…la chiamarono Neve…l’unica bambina nata quell’anno del gran freddo…). Scommetete quale sarà il prossimo che leggerò?
“…Di neve…si tramandano fattio incredibili che…meritino un libro…vorrei portare a termine…”.

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