TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

San Gregorio I Magno

gregorio-1  Papa Gregorio I (Gregorio Magno, il Grande) nasce a Roma nel 540 circa e vi muore nel 604, è stato il 64º vescovo di Roma e Papa della Chiesa cattolica, dal 3 settembre 590 fino alla sua morte.
Il suo pontificato attraversò uno dei periodi più bui della storia. Figlio di santa Silvia, nobile donna romana, che rimasta vedova si ritirò in una casa sull’Aventino chiamata Cella Nova seguendo la regola benedettina e dedicando il resto della sua vita alla preghiera, alla meditazione e all’aiuto dei malati e dei più bisognosi.
Fu un incrollabile sostenitore del Cristianesimo.
Uomo minuto e sempre malato, è conosciuto anche per gli innumerevoli miracoli che sembra abbiano attraversato la sua vita.
Ne racconto alcune.
Nel 590 muore papa Pelagio II, vittima della peste; Gregorio fu chiamato a sostituirlo sostenuto dai credenti, dal clero e del senato di Roma; dopo l’iniziale resistenza fu costretto ad accettare.
Nell’inverno 589-590 la penisola italiana subì le violenze dei Longobardi, nubifragi, inondazioni che causarono vittime e danni; il Tevere straripò inondando gran parte della città e provocando vittime e si manifestò un’epidemia di peste che decimò la popolazione; ancora in estate la situazione non accennava a tornare alla normalità, Gregorio allora esortò i fedeli alla penitenza e, per implorare l’aiuto divino, organizzò una processione che durò tre giorni consecutivi; secondo la leggenda, mentre Gregorio attraversava alla testa della processione il ponte che collegava il Vaticano con il resto della città (oggi Ponte Sant’Angelo), ebbe la visione dell’Arcangelo Michele che, in cima alla Mole Adriana, rinfoderava la sua spada; la visione fu interpretata come l’imminente fine dell’epidemia, cosa che avvenne (da allora la Mole Adriana fu chiamata Castel Sant’Angelo).
Altra leggenda: si narra di un uomo metteva in dubbio che Cristo fosse realmente presente sull’altare durante la messa, così Gregorio pregò ardentemente affinchè Cristo comparisse durante la cerimonia, appena il santo finì la preghiera Cristo apparve sull’altare con gli strumenti della passione e l’ostia iniziò a sanguinare, la leggenda è definita come quella della messa di San Gregorio.
E ancora, il segretario di San Gregorio, Giovanni Diacono, raccontava di una colomba appoggiata sopra la spalla del santo e che in realtà si pensa che  fosse lo Spirito Santo che assumeva tali sembianze.
Ancora una leggenda: all’annuncio della sua elezione come pontefice Gregorio si rifugiò in una foresta dove fu miracolosamente ritrovato grazie ad una colomba che volava davanti alla gente per indicare la strada dove cercarlo.
Gregorio tutti i giorni inviava per la città carri di vettovaglie cotte per i deboli e per gli infermi e invitava alla sua tavola dodici pellegrini a cui, prima del pranzo, lavava egli stesso le mani, a questo evento è legata la leggenda che narra che una volta Gregorio vide sedere a mensa un tredicesimo commensale che si rivelò poi essere un angelo del Signore venuto a dire quanto fosse gradita a Dio l’opera di Gregorio.

 

sangregorioimagnopapalxiv

 

Ma tante pie leggende non lo hanno salvato dai sonetti romaneschi di Giuseppe Gioachino Belli

Un Papa antico

C’è stato un certo Papa san Grigorio
che ssapeva parlà rrosso e tturchino,
che cconosceva ogni sorte de vino,
e cquant’anime stanno in purgatorio.

Distingueva chi aveva er zostenzorio*,
l’ova cor pelo e ll’ova cor purcino
capiva er tempo, e tte spiegava inzino
l’indovinelli de Monte-scitorio:

Profetizzava er don de le petecchie:
sapeva indovinà le confessione,
e scoprí ll’anni de le donne vecchie.

E sti bbelli segreti in concrusione
je l’annava a ssoffià ttutti a l’orecchie,
azzeccàtesce4 chi?… bbravi! un piccione.

*la plebe dava questo nome all’ostensorio dell’ Eucarestia esposta

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24 Marzo – Un pomeriggio di cultura

“Mentre ascolto il silenzio
ricamo versi d’incenso”

Voglio iniziare così questo post; iniziarlo con le parole dolci e potenti di Marco Corsi, che non si definisce un poeta di mestiere e io, incompetente in materia, di questo gliene sono grata, perchè la parola mestiere sulla poesia non mi garba.
DSC06681 La poesia è qualcosa che nasce dal profondo dell’anima, da una scintilla del cuore, da una nota di passione, d’amore, dalla ricerca del sacro, dalla ricerca della parola. E sulla ricerca della parola Corsi ne ha da dire…l’ho amato già dai primi versi recitati da una voce calda e suadente che ha saputo catturare l’ascolto attento di chi era presenta alla presntazione del libro “E ancora leggera la brezza”(Del Manto Editore), avvenuta nella Biblioteca Comunale di Anagni.
Come non ci si può far avvolgere da
“…un muschio salmastro mi inebria
si veste di te poesia della luce.”
E come non si può sciogliere la commozione all’ascolto di
“Dove sei
Eri qui con me…
Mi mancano gli occhi che dicevano amore…
Tutte le mamme attendono i figli
Alle porte del Paradiso

Scusami se ti faccio aspettare”

Ecco la potenza delle parole, per me sono quelle che ti si avvinghiano addosso e non ti lasciano più. Le ascolti, le pesi, le stringi per non farle fuggire. E in questa raccolta ce ne sono da stringere!
Grazie a questo “poeta” che del profumo della carta e degli atavici autori ne ha fatto una ragione di vita.
E grazie per la risposta che ha dato a chi lo ha intervistato, alla domanda che, se apparentemente può sembrare spiazzante se rivolta a chi scrive poesie, se vale ancora la pena scriverle in un mondo che corre sul tecnologico, sulla velocità del pensiero leggero, Corsi ha detto di si e ha spiegato il suo perchè e io gli avrei voluto dire che guai se così non fosse, guai se non ci fossero menti e cuori e mani come le sue, che sono in grado di coprire di miele dolce e ambrato il verde acido e i colori flou di questo mondo mordi e fuggi, tutto tecnolgia, un mondo di parole a volte inutili e senza senso. Grazie a questo poeta che si è emozionato nell’ascoltare le sue poesie velate d’un pizzico di malinconia, ma che evocano immagini come quadri antichi, preziosi. E qui c’è cuore cari miei…ma che, novello Trilussa, ha saputo con un incisivo dialetto romano inserire nel libro una lirica vivace e allegra che con ironia tocca argomenti attualissimi.

DSC06680 Interessante e coinvolgente è stato ascoltare spaccati di vita vissuta su grandi figure come i De Filippo, letture che si trovano sul libro “Il teatro dei De Filippo” (Del Manto Editore), letture, annedoti, poesie, che sanno coinvolgere la tua mente con parole dirette, argomenti intelligenti.

Che dire, momenti positivi, costruttivi e gioiosi che, per chi come me ha sempre sete di sapere, conoscere, ascoltare e perchè no sorridere, hanno il gusto della vita, sono lezione di vita.

E non posso non abbracciare gli attori della Compagnia del Cavaliere che sempre si prestano a nuove esperienze con gioia, slancio e voglia di mettersi alla prova.

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Geisha – Lesley Downer

Nel mondo fluttuante dove ogni cosa muta
l’amore non cambia mai nelle sue promesse di mai cambiare.
-Canzone delle geishe-

feda7569076a3bd9f9003fe99c76f121_orig  Chi erano le tayu, antenate delle geishe? E’ vero che sapevano suonare, danzare, leggere poesie? Chi di loro poteva partecipare alla cerimonia del te e a quella dell’incenso? taikomochi E chi erano i taikomochi, i maschi geisha? E le maiko? Le mama-san? L’ukiyo-e che cosa è? Chi è il danna?
L’autrice, trasferitasi in Giappone, inizia una profonda e complessa ricerca sul mondo delle geishe.
Fra la reticenza di molti, l’aiuto di qualche artista, regista, di alcune geishe ed ex-geishe riesce a penetrare nel “mondo fluttuante” “dei fiori e dei salici”, un mondo nascosto ai più e inavvicinabile a molti, ne coglie gli aspetti estetici, culturali e storici.
ono-no-komachi_0002 Conosceremo così Ono no Komachi, dama di compagnia presso l’imperatore del IX sec. d.C., considerata la donna più bella di ogni epoca, poetessa, amante, conosciuta anche per lo scandalo che la riguardò…

komachi e narihira

komachi e narihira

Attraverso l’ombra nerissima
della tenebra del cuore io vago
smarrito.
Tu che conosci l’universo dell’amore, decidi:
il mio amore è sogno o realtà?

300px-MurasakiShikibu E capiremo chi era Murasaki Shikibu, scrittrice di romanzi e poetessa; autrice di Storia di Genji (scritto fra il 1000 ed il 1008), uno dei più antichi romanzi nella storia dell’umanità.
shizuka gozenE che dire di Shizuka Gozen, Lady Shizuka, una delle donne più famose della storia e letteratura giapponese, danzatrice di corte.
Okuni in un dipinto del XVII secolo E scopriremo perchèa Okuni, attrice e ballerina,  fondò il teatro kabuki.
-the-prostitute-katsuyama-10537 Ci faremo ammaliare dalla bellissima Katsuyama, prostituta ballerina.
okichi E la diciasettenne Okichi?
sadayakko E come potè Sada Yacco, una geisha, recitare in una compagnia teatrale assieme agli uominin e addirittura intraprendere una tournée in America ed Europa?
okoi E la geisha Okoi come ammaliò il Primo Ministro Tara Katsura dando origine ad uno scandalo militare e politico?
o-yuki Vi affascinerà la storia di O-Yuki, prima geisha a sposare un occidentale, per di più americano: George Denison Morgan, della dinastia bancaria Morgan.
Trovereta la geisha Taka-yo, tenutaria di un salotto, Kiharu Nakamura, la prima geisha che imparò l’ingleseKiharu Nakamura_, e troverete Musashi Miyamoto, militare (il più grande spadaccino della storia giapponese) e scrittore (Il libro dei cinque anelli conosciuto anche come Il libro dei cinque elementi: terra, acqua, fuoco, aria e vuoto); sentirete narrare le gesta del samurai Kido Koin Kido_Takayoshi_1869.

 

Quando scorgo vaga nel crepuscolo
la luna nuova penso alle sopracciglia da falena
di una ragazza che una sola volta vidi.
-Poesia anonima-

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ukijo-e Un libro che ho letto ma ho stentato a farlo,  per due motivi: lo trovo “disordinato” e spesso ripetitivo, il modo di scrivere dell’autrice non mi piace molto.
Ma avevo promesso a Sonia di farlo. Sonia è la mia amica amante dell’oriente…se entrate in casa sua pensate di essere in Giappone, anzi in Cina, no, aspetta…Corea, si Corea…no …bho, ti perdi tra mobili, stampe, sedili, colori rossi e neri, bordò e glicine, profumi che a me personalmente fanno girare la testa e se apri il suo armadio cadi nei bellissimi (lo devo riconoscere) kimoni, ne ha una ventina, tutti costosissimi, comprati nei suoi quasi annuali viaggi in Giappone, la devo anche ringraziare perchè nell’anno in cui ha vissuto lì e ha conosciuto suo marito, che è italiano, ha gironzolato talmente tanto da riuscire a trovarmi un bel regalo: una stupenda vestaglia di pura seta blu, il disegno che la impreziosice lo ha scelto lei, un drago dai mille colori che ha fatto ricamare a mano…lei mi vede così, a dire il vero mi voleva regalare un kimono ma ho rifiutato, non lo avrei mai indossato, non mi sento geisha.
Allora, torniamo al libro…anche se un pò noioso, ma forse lo trovo così perchè in fondo in fondo la cultura giapponese, soprattutto le geishe, non mi interessa molto, è stato istruttivo; 300px-Geisha-kyoto-2004-11-21  capire la vera natura di queste donne, uno dei tanti simboli del Sol Levante, il loro “addestramento”, il segreto del trucco, dell’acconciatura, il significato dei colori….
La parte che mi piace di più è quella che racconta la vita di ogni geisha che ho nominato sopra.
kimono17 Saranno anche sensuali e fanno sognare gli uomini le geishe, avranno avuto anche un certo potere, saranno anche donne sotto certi aspetti (almeno nel libro così sono presentate) libere, ma a me personalmente non convincono, restano donne sottomesse, che sembrano non vivere la realtà…anche quelle attuali, che sono ormai pochissime, e più vicine alle accompagnatrici occidentali…Sapranno ballare, dialogare, recitare poesie, truccarsi…ma restano donne confinate in una etichetta. Trovo sia stato, ed è, un mondo malinconico.
Le parole delle bellissime poesia riportate nel libro me lo confermano. Forse sono troppo “occidentale”…

Un sogno di primavera
quando le strade
sono coperte
di fiori di ciliegio.

Presentimenti d’autunno
quando le strade
sono illuminate da lanterne
da entrambi i lati
-Koji Ochi poeta del Seicento-
-Testo inciso sul Grande Cancello dello Yoshiwara distretto del piacere-

grande cancello dello yoshiwara

Lavai la mia pelle nivea
nel puro fiume Tamagawa.
Si placa il nostro alterco,
e lui mi scioglie i capelli.
Sono spettinata.
Non lo ricorderò, nè lo scorderò mai,
aspetterò la primavera.
-Il fiume Tamagawa, canzone delle geishe-

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Allerta meteo

Siamo in allerta meteo per questa notte; dopo le forti piogge di ieri e i tanti fulmini caduti fino a notte fonda il tempo sembrava essersi placato, ma quando abbiamo aperto le finestre questa mattina lo spettacolo era incredibile: i pre appennini spruzzati, gli appennini completamente innevati. ora siamo a 8°, tira un vento forte e gelido e pioviggina sulla valle, sulle montagne nevischia. Per questa notte è prevista forte pioggia e forti raffiche di vento. Il costone sotto la scuola di mia figlia, e che da sulla strada principale per accedere alla città, ha avuto un piccolo cedimento. Ora è stato circoscritto e gli organi competenti dicono che non è preoccupante, semplice scesa di piccoli massi  arenari. Mha!

L'IMMAGINE DELL'ANGELOFior di neve

Dal cielo tutti gli Angeli
videro i campi brulli,
senza fronde ne fiori
e lessero nel cuore dei fanciulli
che amano le cose bianche.
Scossero le ali stanche di volare
e allora discese lieve lieve
la fiorita neve.
 
Umberto Saba

 

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La cipolla

La cipolla è un’altra cosa.
Interiora non ne ha.
Completamente cipolla
fino alla cipollità.
Cipolluta di fuori,
cipollosa fino al cuore,
potrebbe guardarsi dentro
senza provare timore.

In noi ignoto e selve
di pelle appena coperti,
interni d’inferno,
violenta anatomia,
ma nella cipolla – cipolla,
non visceri ritorti.
Lei più e più volte nuda,
fin nel fondo e così via.

Coerente è la cipolla,
riuscita è la cipolla.
Nell’una ecco sta l’altra,
nella maggiore la minore,
nella seguente la successiva,
cioè la terza e la quarta.
Una centripeta fuga.
Un’eco in coro composta.

La cipolla, d’accordo:
il più bel ventre del mondo.
A propria lode di aureole
da sé si avvolge in tondo.
In noi – grasso, nervi, vene,
muchi e secrezioni.
E a noi resta negata
l’idiozia della perfezione.

Wislawa Szymborska

Una poetessa scoperta da poco, la trovo acuta e ironica allo stesso tempo.

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10 Agosto – San Lorenzo

stelle1Cosa chiederò alle stelle questa notte?
Chiederò un viaggio…ma nei ricordi. Un viaggio con immagini nitide, ricordo degli odori, delle risate; chiederò di tornare indietro nel tempo, alle belle notti passate con il naso all’insù nel giorno di San Lorenzo.
Perchè a Roma c’è una forte tradizione attorno a questo santo e mio padre ci regalava sempre una notte diversa. Fin da picoli ci caricava in macchina (mitica 600) e ci portava sull’Appia Antica, in un tratto dove i resti antichi fanno da padroni assoluti e, mentre io e i miei fratelli scivolavamo nel sonno, lui e mia madre stavano lì, sul vecchio plaid, abbracciati ad aspettre di vedere le stelle cadenti; e quando siamo diventati adolescenti ci organizzava una notte sulla spiaggia, con tanti amici, fuoco, risate, chitarra, mangiadischi portatile, balli; o sulla cima del monte Teminillo o Campocatino, sotto un magnifico cielo stellato…Dio mio che bei ricordi! Un pò di nostalgia mi assale. Mio padre, il suo profumo, i suoi occhi a mandorla scuri come la brace, la sua carezza, il suo abbraccio forte e rassicurante, il suo sorriso…Ecco, questa notte chiederò un viaggio nella memoria che non mi tradisca mai.

perseLa notte di san Lorenzo è associata al fenomeno delle stelle cadenti, che evocano i carboni ardenti su cui il santo fu martirizzato; in quei giorni possiamo vedere lo sciame delle Perseidi e l’atmosfera è attraversata da un numero di piccole meteore molto più alto del normale. Il fenomeno risulta particolarmente visibile alle nostre latitudini in quanto il cielo estivo è spesso sereno.

 

san lorOriginario di Aragona, alle falde dei Pirenei (Spagna), San Lorenzo fu uno dei sette diaconi di Roma.
Molto giovane completò gli studi umanistici e teologici a Saragozza dove conobbe il futuro papa Sisto II, insieme lasciarono la Spagna per trasferirsi a Roma.
Quando il 30 agosto 257 Sisto fu eletto vescovo di Roma, affidò a Lorenzo il compito di arcidiacono, cioè di responsabile delle attività caritative nella diocesi di Roma, di cui beneficiavano 1500 persone fra poveri e vedove. Nell’agosto 258 l’imperatore Valeriano aveva emanato un editto, secondo il quale tutti i vescovi, i presbiteri e i diaconi dovevano essere messi a morte: l’editto fu eseguito immediatamente a Roma. Sorpreso mentre celebrava l’eucaristia nelle catacombe di San Callisto, papa Sisto II fu ucciso insieme a quattro dei suoi diaconi, il 6 agosto; quattro giorni dopo il 10 agosto fu la volta di Lorenzo, che aveva 33 anni.
A partire dal IV secolo Lorenzo è stato uno dei martiri più venerati nella Chiesa di Roma e che è radicato profondamente nella tradizione popolare .san_lorenzo Del martirio subito non si hanno certezze: non si sa se fu veramente bruciato sulla graticola messa sul fuoco ardente; di questo santo si sono sempre fatti racconti leggendari, come su molti martiri dell’epoca. La tradizione vuole che un soldato romano che assistette al supplizio raccolse con uno straccio gocce di sangue e grasso mentre il martire spirava, portandole al paese di Amaseno (FR) dove la reliquia è tuttora custodita e ogni 10 di agosto avviene il miracolo della liquefazione del sangue del santo. Nel Medioevo una delle leggende diceva che il corpo del martire fu fatto a pezzi e dato in pasto alla plebe pagana vittima di una carestia. La tradizione dice anche che a Lorenzo fu promessa salva la vita se avesse consegnato i tesori della Chiesa entro tre giorni. Del martirio, in modo più credibile c’è la testimonianza di Ambrogio che racconta dell’incontro e del dialogo fra Lorenzo e il Papa, della distribuzione dei beni della Chiesa ai poveri, infine parla della graticola, strumento del supplizio; c’è la testimonianza di Agostino d’Ippona; di Leone Magno; di  alcune formule liturgiche contenute nei Sacramentali romani…
Sisto III (432-440) costruì una grande basilica con tre navate, appoggiata all’antica chiesa, sulla sommità della collina dove Lorenzo fu seppellito. Nel XIII secolo Onorio III unificò i due edifici, che costituiscono la basilica che esiste tutt’oggi.
San Lorenzo è patrono di bibliotecari, cuochi, librai, pasticcieri, vermicellai, pompieri, rosticcieri e lavoratori del vetro. È patrono della città di Grosseto, Tivoli, Sant’Agata li Battiati (Catania), Aidone (Enna) dove si venera anche una sua reliquia; è uno dei tre patroni della città di Perugia e di Viterbo.
molto venerato.
A Roma gli sono dedicate sei basiliche:
San Lorenzo fuori le mura, nel luogo in cui fu sepolto
San Lorenzo in Miranda, nel luogo in cui sarebbe stato condannato a morte
San Lorenzo in Lucina
San Lorenzo in Damaso
San Lorenzo in Fonte, nel luogo in cui fu imprigionato dal centurione Ippolito.
San Lorenzo in Panisperna, nel luogo in cui fu martirizzato.

X Agosto

San Lorenzo , io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.


Ritornava una rondine al tetto :
l’uccisero: cadde tra i spini;
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.


Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.


Anche un uomo tornava al suo nido:
l’uccisero: disse: Perdono ;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono.


Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.


E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d’un pianto di stelle lo inondi
quest’atomo opaco del Male!

Giovanni Pascoli

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Le poesie…

…di mia figlia.

Premiata con merito:

INNO ALLA NATURA:

Il sole tramonta lentamente

le luci si spengono senza fretta

gli alberi perdono le foglie

i fiori colorati nascono

un grande sorriso si alza illuminando il mondo:

il sole che ci scalda con un abbraccio

caldo caldo.

 

Segnalata e riportata sulla raccolta:

IL FOGLIO BIANCO

Il foglio bianco spinto dal vento

forma scivoli trasparenti,

nei miei occhi rapiti si trasforma:

in una barca spinta da mani invisibili

che scivola lenta sul mare,

un gabbiano alleggia nell’aria,

una sciarpa  annodata nel nulla,

un cappello che danza birichino.

 

Presentata solo come lettura:

IL MIO GIORNO

Il mio giorno ha tante caselle

Alzarsi presto con il freddo o con il bel sole

Varcare le soglie del sapere

Tra pagine antiche, parole nuove, racconti allegri,

riempire i quaderni dei mie pensieri e del mio conoscere.

Correre tra il verde del prato.

Accarezzare il morbido pelo del cane-compagno.

Riposare tra lenzuola profumate.

 

 

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