TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Come si dice? Perde il pelo ma non il vizio…

E non parlo del lupo ma…
…di Papa Paolo III, nato Alessandro Farnese, che fu papa dal 1534 al 1549, anno della sua morte. E indovinate un po? Anche durante il suo pontificato il nepotismo fu uno dei suoi sommi pensieri.
Favorì i suoi quattro figli (da cardinale, nomina ottenuta a soli 27 anni grazie alla bellissima sorella Giulia, amante di Papa Alessandro VI), avuti da Silvia Ruffini e di cui richiese la loro legittimazione per salvare il casato dal pericolo incombente dell’ estinzione, una ragione che i pontefici Giulio II (da cardinale aveva avuto a sua volta tre figlie) e poi Leone X (per grande amicizia) compresero e accolsero con tolleranza; creò per il figlio Pierluigi il Ducato di Parma e Piacenza; i nipoti Alessandro e Ranuccio Farnese (figli del figlio Pier Luigi) e Guido Ascanio Sforza (figlio della figlia Costanza) divennero cardinali; si fece costruire uno splendido palazzo nel cuore di Roma dove accasò tutta la sua famiglia. Per la sua fama di donnaiolo fu soprannominato Cardinal della Gonnella. Volle una riforma della disciplina e dei costumi della Chiesa, ma lui rimase legato ai piaceri della tavola: si faceva arrivare dai suoi possedimenti cervi e cinghiali da Castro, fagiani e spigole dall’isola di Bisentina, trote e anguille da Montalto, cipolle e verdure da Gradoli, melaranci da Capodimonte, olio e miele da Canino, adorava i tortellini emiliani; amava anche bere, coltivava un culto per il vino, aveva una bottiglia per ogni ora del giorno, per ogni mese dell’anno, per quando viaggiava e per quando si sentiva afflitto dal peso della vecchiaia.
Malgrado tutto ciò fu considerato un grande pontefice, per aver iniziato la Controriforma, fper essere stato un gran mecenate, per aver dato impulso all’edilizia di Roma: fece costruire e restaurare cappelle, chiese e grandi monumenti romani, fontane, aprì nuove strade; mise sotto la sua ala protettiva eruditi e letterati. A lui si devono la Piazza del Campidoglio, la Cappella Paolina e la Sala Regia in Vaticano, il Giudizio Universale di Michelangelo.
E’ sepolto in San Pietro in un mausoleo opera di Guglielmo della Porta.
Le statue marmoree che lo compongono rappresentano le virtù del defunto: Giustizia, Prudenza, Abbondanza e Pace.
Tre statue erano piuttosto discinte, la Giustizia, praticamente nuda. Papa Clemente VIII, turbato dalle statue diede immediatamente ordine che fossero levate oppure ricoperte in modo decente. La Prudenza e la Pace, erano due donne con il seno scoperto ma di età avanzata e dunque scarsamente lascive, l’Abbondanza aveva una tunica molto aderente, quindi non svestita, per questi motivi furono lasciate come si presentavano; la Giustizia, ritenuta sensuale fu ricoperta con una veste di metallo imbiancato in modo che imitasse il marmo (una protezione mobile, come si scoprì nel Settecento). L’olandese Arnold von Buchell mise in piedi quella che sembra essere una leggenda: i volti delle quattro Virtù potrebbero essere i ritratti delle donne che avevano contato di più nella lunga e disinvolta vita di Paolo III: la madre, la figlia, la sorella e la concubina.

Sulla tomba giunse puntualmente la pasquinata:
In questa tomba giace
un avvoltoio cupido e rapace.
Ei fu paolo farnese,
che mai nulla donò, che tutto prese.
Fate per lui orazione:
poveretto, morì d’indigestione.

15 commenti »

I Leoni di Sicilia – Stefania Auci

Da Bagnara Calabra a Palermo.
Dalla fine del 1700, atraversando l’800, la famiglia Florio decide di diventare potente.
Paolo e Ignazio Florio da speziali diventano proprietari di navi, terreni, case….Ma soprattutto produttori del vino marsala e innovatori nel conservare il tonno sott’olio.
Tutto ha un prezzo, anche il successo, il potere…E i Florio dovranno subire disprezzo, invidia…dovranno passare per il riscatto sociale, l’ambizione, gli amori voluti e repressi…

 

Questo libro era nel mio destino.
Nel blog https://topperharley.org ne leggo la descrizione (https://topperharley.org/?s=i+leoni+di+sicilia9 e mi viene voglia di comprarlo, dopo qualche giorno Meli me lo regala (https://tuttolandia1.wordpress.com/2019/10/27/grazie-melissa/).
Lo adoro, amo leggere saghe familiari, e in parte conoscendo un po’ della storia di Palermo questo romanzo era nelle mie corde.
Un libro scritto con delicatezza che mi ha affascinato, intriso di storia e sentimenti. E non nego che mi ha fatto sognare, con la mente dipingevo gli abiti, le stanze, i colori…cercavo gli odori…
E la Sicilia mi è ancora più vicina…ne conosco ancora un pezzetto di più.

22 commenti »

E la santità?

Alessandro VI, (Rodrigo Borgia 1431/1503) catalano/aragonese, fu uno dei papi rinascimentali più controversi, sinonimo di libertinismo e nepotismo.
Si trasferì in Italia ancora giovanissimo dove studiò giurisprudenza e si laureò in diritto canonico.
Il suo pontificato fu contrassegnato, oltre che dall’ambizione e comunque una elevata dose di intelligenza (non racconto tutto il suo percorso “politico”, la mia curiosità è di ben altro genere), dalla lussuria e dai vizi.
Suoi grandi sostenitori furono: Ascanio Sforza (cardinale) che nominò Vicecancelliere e gli cedette il palazzo della famiglia Borgia, il cardinale Colonna a cui cedette la città di Subiaco e i vicini castelli, il cardinale Orsini a cui cedette i possedimenti di Soriano nel Cimino e Ponticelli, il cardinale Savelli a cui cedette Civita Castellana. Suo acerrimo nemico e accusatore fu Girolamo Savonarola, a cui, nel 1495, gli proibì di predicare a Roma.
Alessandro VI ebbe una lunga relazione con Vannozza Cattanei (si dice che la sposò tre volte), locandiera romana, da cui ebbe Cesare, Giovanni, Lucrezia e Goffredo; da donne ignote ebbe altri tre figli; l’amante ufficilae però era la bella Giulia Farnese, moglie di Orsino Orsini, qualificata come concubina papae, in termini blasfemi, sposa di Cristo
Il pontificato di questo lussurioso papa mirava a rendere grande la sua famiglia, favorendo la creazione di un regno per il figlio Cesare e imparentando per puri calcoli politici la figlia Lucrezia.
Mirava ad una egemonia politica e territoriale. Grazie ai proventi finanziari dell’Anno Santo e alla vendita di numerose cariche ecclesiastiche e cappelli cardinalizi, riuscì a ottenere i fondi necessari per allestire di un’armata alle dipendenze del figlio, che riuscì a conquistare gran parte del centro Italia, questo fece in modo che lo Stato della Chiesa perse una parte cospicua del suo territorio, passando nelle mani della famiglia Borgia.
Alessandro VI cercò di indebolire la nobiltà romana per favorire l’ascesa della famiglia nella città eterna: fece confiscare alcuni possedimenti a diverse importanti famiglie per ridistribuirli tra i membri della famiglia Borgia, anche perpertando l’assassinio di alcuni cardinali; addirittura diventò Duca di Nepi il figlio dello stesso papa, Giovanni, di due anni e Duca di Sermoneta Rodrigo, figlio di due anni di Lucrezia.
Alessandro VI, morì nel 1503 per cause non del tutto chiare, ufficialmente morì a causa dalla malaria, un’altra versione vuole che la morte sia avvenuta per avvelenamento durante un pranzo organizzato per uccidere il cardinale Castellesi allo scopo di incamerarne i beni, il corrotto coppiere dei Borgia, aveva versato della canterella (veleno a base d’arsenico) insieme al vino, ma la coppa fu inavvertitamente data al papa.
Il cadavere di Alessandro VI fu prima deposto furtivamente (a causa dei disordini scoppiati dopo la sua morte), senza alcuna celebrazione funebre, in San Pietro, fu poi traslato nei sotterranei del Vaticano, nel 1610 le sue spoglie furono portate nella chiesa di Santa Maria di Monserrato, la chiesa degli Spagnoli in Roma, dove rimasero praticamente dimenticate per secoli, nel 1889 gli fu dedicato un monumento degno di un pontefice.

Al busto di Pasquino fu affisso questa scritta (in latino):
“Tormenti, insidie, violenze, furore, ira, libidine,
siate spugna orrenda di sangue e crudeltà!
Giace qui Alessandro Sesto; godi ormai libera,
Roma perchè la mia morte fu vita per te.”

24 commenti »

Non sempre i papi muoiono in “santa pace”…

Giovanni VIII, nato a Roma, è stato il 107º papa della Chiesa cattolica dal 14 dicembre 872 alla sua morte.
È considerato uno dei più importanti pontefici del IX secolo.
Uomo dalla personalità multiforme, fu definito papa-guerriero per la tenacia nel voler mantenere nel papato una posizione di prestigio.
Amministrò i beni della Chiesa con decisione, tanto che, in un sinodo tenuto a Ravenna nell’877, proibì la concessione dei beni e territori appartenenti al patrimonio di San Pietro (a personaggi di alto rango ecclesiastico, imperatori…) facendoli amministrare direttamente dall’erario pontificio.
Amando fortemente le cose terrene, trattò con scarso interesse le questioni religiose.
Attraversò problematiche anche politiche molto complicate che lo fecero entrare in conflitto con molti personaggi, venne isolato e restò solo, morì a Roma nel dicembre 882, fu sepolto fuori di San Pietro.
Un cronista dell’epoca racconta che sia stato avvelenato da un parente, ma tardando a morire questi lo uccise fracassandogli la testa a colpi di martello, una morte terribile che potrebbe essere collegata al suo altalenante comportamento, o per cupidigia.
Lo storico tedesco Gregorovius lo definì: “Ambiguo e senza scrupoli, maestro di sofismi e d’inganni…ma comunque un genio diplomatico…incapace di restare a galla con abili intrighi, tra mille forze contrasatnti…” “…questo pontefice violento e vendicativo come pochi altri,si lasciò sempre trascinare dalle sue cieche passioni ed azioni sconsiderate e perecipitose, perciò tutte le sue imprese fallirono.”
Una morte quasi dovuta…se mai la morte lo è!

18 commenti »

Non ho smesso di sognare – Carlo Galli

spgnareUna storia “attuale”.
Un corpo in vendità, un uomo annoiato, un uomo ai limiti della follia indotta, un uomo di potere dall’anima nera.
Un amore che finisce, un amore che nasce.
Un segreto difficile da rivelare, una gioia immensa che lo conpensa.
Il respiro della libertà individuale.

 

E’ un romanzo che racchiude sesso, potere, sconfitta, vittoria; che racchiude la fragilità dell’umano. Tutto raccontato con parole comprensibili, che scorrono veloci.
Scorrono veloci anche perchè ci tuffiamo nel momento in cui viviamo, dove i valori vengono calpestati, ma senza superficialità, dove la vita ti brutalizza ma ne cerchi il riscatto, dove l’amore può essere la strada giusta per migliorare, conpensare, riemergere.
C’è un intreccio in questo romanzo, che lega vite tanto diverse tra loro, ma che un mistero unirà indissolubilmente.
Un romanzo che fa emozionare e avvince.
Dentro c’è la descrizione non solo delle mozioni, sensazioni, paure dei protagonisti, ma anche di un modo di vivere, di un modo di vestire, della ricerca dei luoghi che non passa inosservato. Alcune scene sono dure da leggere, fanno male, ma altre…Mentre leggevo “le altre” ho pensato all’autore come un pittore moderno ma anche un pò bohémien, non nel modo di vivere, ma di descrivere: lenzuola porpora, la barba incolta che adorna la bellezza di un viso dai lineamenti sottili, vetrine con manichini vestiti di pizzo cipria, bustine di zucchero aromatizzato con sopra frasi che arrivano a colpire l’anima, palazzi dalle forme indefinite che sfumano nel vapore bianco dei tombini, le brioches al cioccolato, il sole che arriva ad abbagliarti anche con gli occhi chiusi, un picolo paese francese con un bistrot dove assaggi la crema dolce, la bellezza precaria della vita.
Personalmente poi mi sono catapultata in quella Brescia dove ho vissuto pochi giorni, intensamente; ne ho ripercorso il castello, le sue vie e poi  Salò e il lago…

2 commenti »

Mago Merlino

merlino_illustrazione_di_julek_hellerMerlino è il mago delle leggende arturiane.
Grazie a un suo incantesimo Uther Pendragon giacque con Igraine e fu concepito Re Artù che fu allevato da Mago Merlino e che condusse fino al trono.
Sua allieva, e rivale, fu Morgana, altro personaggio magico importante della tradizione arturiana.
Si dice che sia figlio di un demone e di una donna mortale; dal padre, alla nascita, ereditò i poteri.
Secondo alcune leggende fu il consigliere di Artù fino a che fu imprigionato dall’allieva di cui era innamorato, Viviana, la Dama del Lago, mentre in altre egli se ne andò lontano per vivere felicemente con lei.
Merlino non era un mago buono, se non nella versione Disney; inizialmente era solo un veggente, diventato poi un mago inquietante, calcolatore, diabolico.
L’averlo raccontato in diverse epoche, ha dato di lui una immensità di sfumature caratteriali e biografiche.
A me piace mago e non dei più buoni.

12 commenti »