TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Parigi

Quando a Parigi arriva la primavera ogni
umile mortale sente di abitare
in paradiso.

Henry Miller

(grazie Jak)

 

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Il primo, vero….

….giorno di primavera!!!

Ieri sera gia i presupposti c’erano, mentre Semir riposava tranquillo accanto a me, sul divano20150328_181303 io stavo immobile a godere gli ultimi raggi di sole inondare la sala20150328_181332 e precedere uno stupendo tramonto 20150328_182216

Questa mattina l’aria era frizzante, ma il cielo pulito, il sole caldo, anche i miei pelosi ne hanno approfittatoFoto2952 prima gustando il calore dei raggi e poi cercando un pò di fresco 20150328_115104 mentre io gironzolavo sul prato alla scoperta delle tante margheritine che lo stanno invandendo insieme ai bellissimi gigli selvatici 20150328_11475920150328_11481620150328_114822 e trovare tracce di Signora Talpa 20150328_11504320150328_115045. E con il sole fanno capolino le piante che hanno dormito tutto l’inverno 20150328_120630 e i rami si colorano di gemme, quelle della Robinia 20150328_114911 e del meraviglioso Ciliegio20150328_114950

Le querce, guardiane del mio giardino, sentinelle del perimetro della mia casa, ancora fanno dormire le loro, ultime a sfogliarsi fino in inverno inoltrato, stanno lì a godersi i raggi del sole che scaldano la corteccia antica.

 

In un giorno di sole
sedere tranquillamente
in panciolle.
Arriva la primavera
e l’erba cresce da sola.

da Zenrin-Kushu
raccolta di poesie Zen del XV sec.

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Il topo di città e il topo di campagna

Oggi, primo giorno di primavera, la campagna è un tripudio di sole, fiori del bosco e sottobosco, la mia azalea, le mie rose…Così ho pensato, visto che ho visto sfrecciare un topolino, inseguito da uno dei miei cani, sul prato, di postare questa favola, racconatata da molti letterati.

t font Il topo di città invitò a prnzo il topo di campagna.
Il topo di città voleva mostrare a quello di campagna l’agiatezza in cui viveva e come mangiava abbondantemente e con raffinatezza; apparecchiò con posate d’oro e piatti di porcellana dove furono serviti formaggi francesi, dessert e frutta candita. Tutti contenti iniziarono a mangiare con appetito. “Tutto squisito”, pensava il campagnolo! Ad un certo punto arrivò la cuoca che armata di scopa iniziò a menare colpi verso i due topolini finchè non si rifuggiarono nella tana. Tornata la pace il topo di città invitò quello di campagna a tornare un’altra volta per mostrargli come si viveva bene in città, ma quello di campagna, ancora tremante e impaurito, rifiutò l’invito, anzi rispose:” No, amico mio, vieni tu da me; a casa mia non ci sono queste squisitezze, c’è pane e formaggio, ma nessuno ti minaccia con la scopa e si mangia in santa pace e tranquillità!”tcam

Morale: accontentiamoci di ciò che abbiamo e vivremo in pace, senza questa non si gusta nulla.

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Profumo inaspettato

68222Non ho resistito; malgrado l’erba alta, ho inforcato gli stivali e con il mio fidato Vento, sono scesa fino al margine del torrente. Una distesa di erba verde si apriva al nostro passaggio; il sole caldo e l’aria frizzantina mi hanno ridato energia. Arrivata al confine tra il prato e il bosco ho avvertito un profumo intenso, inaspettato….Arrivava dal bosco; anche se con un pò di timore mi sono infilata tra le siepi di rovi che formano una barriera naturale tra il prato e il bosco. Il profumo era ovunque, ma non sono riuscita ad individuare cosa lo producesse. Forse è solo il profumo della primavera.

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Ah, Pablo….

img053…mi fai sempre sognare.

“Vorrei fare con te ciò che la primavera fa con i ciliegi.”

(Pablo Neruda)

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