TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Oggi stento…

…a trattenere i miei pensieri e le parole, ma sempre per rispetto taccio, dico solo: complimenti a chi ancora crede all’accoglienza senza limite e ai giornalisti “guidati”.

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Silenzio…

…che vorrei tanto rispettassero certi giornalisti da “profit”.

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Acqua

L’acqua per me è miracolosa.
Mi piace sentirla scorrere sulla mia pelle, mi rilassa, mi da energia.
L’acqua è misteriosa nel suo essere informe e magica nel suo contenere l’embrione nel grembo materno.
Da sempre si nasconde nei cunicoli ancestrali sotto i monti, si palese negli oceani immensi, fertilizza le pianure.
La usiamo per dissetarci, per curarci, per divinizzarci.
L’acqua si cristallizza creando opere d’arte bellissime; crea movimento armonico o potente nel rincorrersi nelle onde del mare.

 

 

Bernardette Soubirous ha detto dell’acqua di Loures.”Non consideratela una pozione magica, bensì un potente veicolo di fede.”

 

Noi la dovremmo adorare, rispettare perchè da lei veniamo, è lei che ci da la vita.
Invece la inquiniamo, la deviamo, la imbottigliamo, la sfruttiamo…senza rispetto. Basterebbe tanto poco per avere rispetto.

 

“Non bisogna far violenza alla natura, ma persuaderla.” Epicuro

Acqua

Acqua di monte,
acqua di fonte,
acqua piovana,
acqua sovrana,
acqua che odo,
acqua che lodo,
acqua che squilli,
acqua che brilli,
acqua che canti e piangi,
acqua che ridi e muggi.
Tu sei la vita
e sempre, sempre fuggi.

G.D’Annunzio

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Amiamoli e rispettiamoli…

…un po’ di più invece che criticarli tanto.

 

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“Basta che voi siate giovani perchè io vi ami assai.”

Don Bosco

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Noi

Io e mio marito stiamo preparando un piccolo progetto di vita, fa parte di una delle tappe della nostra vita insieme, e mi piace che ancora oggi ci parliamo, ci confrontiamo, ci spalleggiamo, buttiamo giù idee anche contrastanti ma che ci consolidano, lasciano spazio a entrambi. Senza sopraffarci.

Le nostre cose migliori sono nate sempre quando soli soli, nel silenzio di chi ci è attorno, magari accoccolati sul divano, sul tappeto, seduti sul prato a guardare la notte, ci siamo guardati negli occhi e abbiamo capito che eravamo arrivati  al giusto scopo o pensiero.

 

Andre Kohn,,

 

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Donne

“Essere donna è difficile, visto che consiste nell’avere a che fare con l’uomo.”
(J. Conrad)

E’ vero che ormai la mercificazione del corpo delle donne è quasi un obbligo per pubblicità, film, riviste e quant’altro.
Donne sexy, provocanti, femminili…si pensa subito al corpo come oggetto, ma perchè?
Essere femminili, sensuali non vuol dire essere una donna oggetto, e di questo ne dovremmo essere convinte prima di tutto noi, in barba a qulle donne che invece del corpo ne fanno una strada facile per arrivare dove vogliono (ma questa è un’altra storia).
Esprimere la propria sensualità io trovo sia leggittimo e anche bello, appagante, ma non dobbiamo permettere a nessuno di usarla, per nessun scopo.
Ho vissuto gli anni ’70 in parte con orgoglio, le donne scese in campo hanno cambiato la storia delle donne, ma una cosa che non ho amato è stato il rifiuto della femminilità, no, questo non lo concepivo, come non lo concepisco oggi; si doveva essere donne quasi mascolinizzate, a cui si era tolto il volto e il corpo materno che per natura ci aspetta (fu il periodo del non allattamento), l’aspetto che una donna mediterranea induceva era demonizzato, troppo femminile, come se la femminilità fosse in parte anche legata al materno. Un’assurdità.
Esprimo ora un pensiero che non deve essere scambiato per debolezza e non deve far pensare ad una donna fragile e bisognosa di protezione, dovrebbe far pensare a quanto io stimi le donne e me stessa come tale, non ho paura di dire che: adoro gli uomini che tutelano le donne come un bene prezioso e che amano emozionarle e guardare le loro emozioni come qualcosa di estremamente bello; uomini che sono sensibili verso le nostre qualità, perchè noi donne ne abbiamo, potrei farne un buon elenco…amo gli uomini che non pensano che la donna è loro e come tale ne possono fare ciò che vogliono; adoro gli uomini che sanno riconoscere la parità tra loro e le donne; se non si è capito, dico che adoro gli uomini, da loro sono stata sempre rispetatta, questo gli ho permesso.

“Essere donna è così affascinante. E’ un’avventura che richiede un tale coraggio, una sfida, che non finisce mai.”
(Oriana Fallaci)

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Io

Qualcuno avrebbe pensato di sprecare energie, io no, la situazione in cui sono stata coinvolta oggi pomeriggio non è stata delle più facili; non sto a spiegare la situazione nello specifico perchè abbastanza complicata, sono state coinvolte due compagne di classe di Meli, una professoressa e un genitore di una delle ragazze.
Oggi posso dire che la mia pazienza, in questi tempi dove tutti vanno di corsa, e la mia costanza nel voler vedere sempre la limpidezza e la verità, sono state risolutive, oltretutto sono stata anche molto diplomatica, stando ben attenta a non calpestare l’amor prorio della persona maggiormente coinvolta nella situazione.
Malgrado quello che scrivo (molto) sono una che parla poco, ma osservo, tanto, ascolto e quando c’è bisogno tiro fuori tutta la mia calma anteriore e l’altruismo, perchè questa “dote” me la riconosco, non mi mette paura rimboccarmi le maniche per gli altri.
Ma perchè è così difficile risolvere le questioni della vita con la pace? Ma quanto è difficile essere almeno “educati”? Ma quanto ci vuole ad essere “rispettosi”?

Buonanotte mondo!!!

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La sorgente dell’amore

 sorgentedi Radu Mihaileanu.

 

 

 

 

Piccolo villaggio della Turchia? Marocco? (non l’ho capito) dove la tradizione si scontra con la società che evolve e i primi strumenti di modernità, dove la povertà si lega molto alla tradizione.
La-sorgente-dellamore-gall8 Le donne del villaggio tutti i giorni devono andare a prendere l’acqua, sotto un sole cocente, da una sorgente situata in una zona tortuosa da raggiungere che rende ancora più faticoso e sfiancante il trasporto di  questo bene tanto prezioso.
In una delle tante volte una giovane donna in gravidanza perde il figlio a causa di una rovinosa caduta, non è la prima volta che accade, molte di loro hanno abortito.
Intanto gli uomini oziano tranquillamente seduti al bar.
L’ideale sarebbe realizzare un acquedotto.
la sorgente della vita303 Leila (la bellissima e incantevole Leila Bekhti), giovane donna arrivata da un’altro paese perchè ha sposato un uomo del luogo, propone alle donne di attuare uno sciopero, al fine di far prendere coscienza agli uomini della loro situazione di sudditanza; organizza così, affiancata da un’anziana donna, lo sciopero del sesso (Aristofane vi dice qualcosa?), negandosi così agli uomini fino a quando questi non si daranno da fare.

 
Film del 2011.
L’uomo, la donna, le tradizioni e il Corano. sorgen
Il regista ha preso spunto da un fatto realmente accaduto.
Nel film si parla della sottomissione delle donne ma anche del loro riscatto (per me solo apparente), si parla del coraggio della gioventù di cambiare e dell’anzianità che ha voglia di riscatto su ciò che ha subito in silenzio, quel riscatto che da dignità e individualità alla persona, alla donna.
C’è anche l’amore, c’è poesia e il rispetto, ma solo da chi culturalmente è più avanzato.
Il villaggio, circondato dalla terra arida fa risaltare l’importanza dell’acqua, non solo come fonte di vita, ma come metafora della vita.
Bravissimi gli attori, belle le scene dei canti e dei balli usati dalle donne come mezzo per trasmettere il loro pensiero, emozione, disperazione, rabbia, gioia.
Le donne, sempre pronte ad insegnare, a dare il cuore, a cambiare. Un riscatto che si ambisce dopo millenni di sopprusi (ancora solo marginalmente “accantonati” se pensiamo a quanto grande è il nostro pianeta e le alle tante culture che accoglie).
Non è un capolavoro questo film ma è gradevole da vedere, a me è piaciuto anche per i costumi, i luoghi, e per la conoscenza di alcune usanze. 

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Una domanda per gli uomini: sapete immaginare un mondo senza di noi?

 

 

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Mastino tibetano

 

Amo tutti gli animali, ma per i cani ho una vera e propria predilizione; sarà che ho imparato a mastinotibetano1camminare, a circa 9 mesi, attaccata al pelo di Mora, un pastore tedesco che mio zio aveva trovato mal concio e portato a casa. Io non la ricordo, ma le foto parlano di lei. Ho sempre avuto cani di taglia piccola perchè, pur vivendo in un appartamento comodo, essendo cinque persone, mia madre non ne voleva di taglia grande. Io invece adoro i cani grandi, anzi giganteschi, non mi hanno mai fatto paura. Attualmente abbiamo due tedeschi alsaziani, che sono di imponente mole: il maschi pesa 48 kg, la femmina 46; il mio Vento accanto a loro scompare anche se è un pastore abruzzese con qualche passaggio di va a capire che cosa. Un cane che desidererei avere, per la sua mole “rassicurante” è il Mastino tibetano.                                                                                                                                         Anni fa si pensava fosse estinto ma, nel 1985, due naturalisti italiani lo hanno ritrovato in Tibet, ad oltre cinquemila metri; la località fu mantenuta segreta per un certo periodo di tempo per evitare speculazioni sulla razza. Proprio il suo isolamento lo ha mantenuto pressoché inalterato attraverso i millenni. Questo cane ha dato origine a tutti i mastini, molossi e molossoidi odierni. Anticamente questa razza era però molto più numerosa di quanto non lo sia oggi.                                                                                                                                                      E’ molto vigoroso, dotato di un’ossatura massiccia, la testa è imponente e larga, il mantello è composto da pelo lungo e diritto, è antiallergico e inodore; è alto mediamente 65 cm al garrese, ma a volte arriva a 75 cm. Ha una crescita lenta, il maschio raggiunge la piena maturazione al quarto anno di vita, la femmina a tre, in questo periodo raggiunge pienamente la sua massa corporea. mast1Può essere di colore nero-focato, nero, dorato, o grigio di varie tonalità.Caratterialmente è attento e vigile, piuttosto difficile, distaccato, indipendente, raramente lascia trapelare le sue intenzioni; è attaccatissimo alla famiglia e in particolare al suo padrone, che ama con discrezione ma intensamente. Mangia meno rispetto ad altri cani della sua mole, sopporta benissimo le intemperie, dormendo anche nella neve. Il suo coraggio è proverbiale, nulla riesce a fargli paura, infatti è un ottimo guardiano e fedele amico; la sua attitudine principale è proprio quella di cane da guardia. Come cane è resistente ma non troppo longevo. Se diventa aggressivo (e lo diventa per costrizione) potrebbe essere una temibile “arma”.                                                                                                            Essendo una razza primitiva ha mantenuto gli istinti necessari alla sopravvivenza: consapevole della propria forza, passa alle “vie di fatto” solo dopo aver ringhiato o abbaiato; il giorno sonnecchia, ma sempre vigile, e la notte è una vera sentinella, questa è la sua tipicità. mastPer secoli, i tibetani, grazie a questa caratteristica, lo hanno apprezzato, è un supporto eccellente per i nomadi; è protezione di animali domestici, delle cose e delle proprietà.masti Questa razza è sempre stata circondata da leggende che hanno attraversato i secoli. Aristotele parlava dei feroci cani orientali come frutto dell’unione di cani e tigri; Alessandro Magno, alla conquista dell’Asia, lo portò in Grecia, infatti i primi allevamenti sorsero in Macedonia e in Epiro; i miei antenati, i Romani, da guerrafondai e sadici che erano, li impiegarono per combattere contro altri animali nei giochi d’arena; i viaggiatori ne erano affascinati,  come Marco Polo che, nel Milione, li descrive alti come asini e potenti come leoni. Gli esploratori inglesi dell’800 ne portarono alcuni esemplari in Europa dove, purtroppo, finirono esposti come belve allo zoo di Londra.CHINA-TIBET-LIFESTYLE-ANIMAL-DOG

 

 

 

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Finalmente!

E da ieri è terminata questa storia assurda e triste. Da oggi posso scrivere il mio vero nome Paola. Spero che la persona che in quasi due anni mi ha dato problemi abbia capito che la sua molestia ha portato solo a lei la mancanza di serenità. A me  aveva tolto solo un pezzetto di libertà, la cosa che più rispetto negli essere di questa Terra. Ringrazio gli organi competenti per il lavoro svolto, la pazienza di mio marito e dei miei amici.

Bello il mio nome scritto, Paola, nome scelto da mio padre perchè quando sono nata si sposava la principessa Paola di Liegi; Penelope è il mio secondo nome, Fulvialuna è un nome legato indissolubilmente a me per motivi di famiglia. Solo chi conosceva questo poteva fare quello che ha fatto. Peccato che l’uomo debba sempre rovinare tutto quello che tocca, compresa l’amicizia.

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