TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

BlacKkKlansman

di Spike Lee

 

Anni 70. Un poliziotto nero riesce ad infiltrasi tra i suprematisti bianchi del Ku Klux Klan di Colorado Springs. Lui è Ron Stallworth, laureato, che ha dovuto inventarsi di essere un bianco razzista.
L’ispirazione per questa idea è scaturita nel poliziotto dopo aver conosciuto Patrice, organizzatrice e sostenitrice del movimento di autoaffermazione black
Ma il colore della pelle è un impedimento, così contatta il presidente del Ku Klux Klan telefonicamente e fa presentare, con il suo nome, Flip Zimmerman, collega bianco, di origine ebraica, pronto per essere scambiato per un membro della razza ariana.

     

 

Film pluricandidato e premiato.
E’ tratto dalla vera storia di Ron Stallworth, poliziotto afro-americano che riuscì a entrare a far parte del Ku Klux Klan.
Potrebbe essere un film drammatico, e per il tema trattato lo è sicuramente (superiorità razziale, appartenenza ad etnie differenti), ma è anche una sorta di ironica cinica commedia.
Non mi sono piaciuti i dialoghi, neanche le voci dei doppiatori rispetto alcuni personaggi, e degli stessi personaggi non ho trovato un’impronta forte nella personalità che sarebbe dovuta emergere…Recitazione troppo naif, troppo ironia.
Buona la sceneggiatura, buona la regia, ma secondo me non all’altezza di Spike Lee.
Bravissimo John David Washington, mi ha convinto (buon sangue non mente? staremo a vedere).
Comunque film da vedere, per aver riportato alla memoria un tema che sembra appartenere al passato, ma che prepotentemente torna alla ribalta.

 

 

 

 

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