TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Martedì grasso….ultimo di Carnevale!

SCHERZI DI CARNEVALE

Carnevale,
ogni scherzo vale.
Mi metterò una maschera
da Pantalone,
dirò che ogni mio starnuto
vale un milione.
mi metterò una maschera
da pagliaccio,
per far credere a tutti
che il Sole è di ghiaccio.
Mi metterò una maschera
da imperatore,
avrò un impero
per un paio d’ore:
per voler mio dovranno
levarsi la maschera
quelli che la portano
ogni giorno dell’anno…
E sarà il carnevale
più divertente
veder la faccia vera
di certa gente.

G. Rodari

 

 

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Giovedì Grasso

Imst è una cittadina che dista da Innsbruck, Austria, circa 60 km; è famosa per il suo carnevale, Schemenlaufen, che si svolge ogni tre/quattro anni la domenica prima del Giovedì Grasso.
I figuranti sono unicamente uomini, sia che si tratti di rappresentazioni di figure maschili che femminili, le donne invece realizzano i costumi ricchi di dettagli.
La caratteristica sono le maschere in legno.
Il Carnevale di Imst, dal 2012, fa parte del patrimonio culturale UNESCO.
Il segnale di partenza del corteo è decretato dal Vorroller, che usa una sorta di scopa, Pemsi, composta da ramoscelli di salice, questa maschera è una vera autorità, tutti dvono obbedire ai suoi ordini; poi ci sono i Roller, che indossano una maschera femminile dal volto giovane e con un’acconciatura floreale, sono aggraziati nelle movenze e ballano attorno ai Scheller che invece indossano una maschera dal volto rugoso, questi sono impacciati e goffi, entrambe le maschere portano in vita delle cinture a cui sono appese campanelle, nel caso dei Roller, campanacci nel caso dei Scheller; la danza si chiama Gangi, per tenere tutti a debita distanza dai ballerini ci sono i Sakner e gli Spritzer che non esitano ad usare pistole riempite ad acqua per mantenere l’ordine.


Nel corteo ci sono anche orsi, streghe , cacciatori…un grande e varipinto, rumoroso, gioioso (ci sono anche scherzi per i visitatori) spettacolo che ha lo scopo di allontanare il buio dei mesi invernali per avviarsi verso la primavera.
Ad Imst dal 1993 è stata restaurata la Casa del Carnevale, un museo che vi trasporta nella storia di questa tradizione dal 1930 ad oggi e dove viene spiegata la creazione della maschera carnevalesca.
Era un nostro desiderio potervi partecipare, ma causa Covid….speriamo presto si possano ristabilire tante belle tradizioni.

 

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Cercando Alaska – John Green

Miles Halter, sedicenne introverso, colto, legge la vita di molti personaggi illustri e di questi memorizza le loro ultime frasi, quelle dette prima di morire. Tra le tante lo colpisce particolarmente la frase di François Rabelais:”Me ne vado in cerca di un Grande Forse”. Il ragazzo per cercare il suo grande forse si iscrive al terzo anno delle superiori in Alabama, alla Culver Creek Preparatory High School.
Qui conoscerà un mondo diverso da quello della Florida, dove vive, e amici particolari: Chip Martin, chiamato Il Colonnello, suo compagno di stanza che lo soprannominerà Ciccio vista la sua magrezza; Takumi Hikohito, che spesso viene tenuto allo scuro dei progetti del gruppo; Lara Buterskaya, rumena, con la quale avrà una breve relazione; ma soprattutto conoscerà Alaska Young, sensuale e bellissima ragazza, emotivamente instabile, imprevedibile, lunatica, di cui si innamorerà profondamente. Alaska ama leggere ed è ossessionata dalla sofferenza intima che da sempre l’accompagna.
Miles entrerà anche in contatto con i “Settimana Corta”, ragazzi ricchi che nei giorni feriali dormono al campus ma ogni weekend tornano a casa.
Miles subirà, al suo arrivo, uno scherzo rituale che però è appesantito da una modalità inusuale, pericolosa, questo porterà il gruppo degli amici ad attuare una serie di scherzi verso i Settimana corta.
Ogni qual volta si fa uno scherzo bisogna distrarre il preside, Mr. Starnes detto L’Aquila, rigoroso e attento al consumo di sigarette e alcol nel campus, molto legato ai suoi studenti. Di scherzo in scherzo il gruppo si affiata tantissimo; Miles comunque non trascura lo studio ottenendo ottimi risultati.
Alaska, in una serata di bevute, bacierà Miles e tenterà un approcio sessuale, ma la ragazza riceve una telefonata dal suo fidanzato, Jake, che gli ricorda il loro anniversario, dopo un pò Alaska in preda ad una specie di follia ricorda anche un’altra cosa che non rivela agli amici ma ai quali chiede di aiutarla a scappare dal campus. I ragazzi attuano un piano e lei va via.
Il mattino dopo il preside dà, a tutti gli studenti, una atroce notizia: Alaska era morta in un incidente stradale.
Il gruppo resta sconvolto e passeranno mesi prima che si possano riprendere e cercare di capire il perchè di quell’incidente.
Colonnello, Ciccio, Takumi e Lara, per ricordarla organizzano, prima della fine dell’anno scolastico, un ultimo grande scherzo in suo onore, uno scherzo che Alaska aveva progettato e mai realizzato.
Esame di fine anno di cultura religiosa, tesina: “Come farai tu, tu personalmente, a uscire da questo labirinto di sofferenza?” che è la domanda che sempre si poneva Alaska.
Miles riuscirà a trovare la riposta, anche se è convinto di aver perso il suo Grande Forse.

Ormai sono entrata nel circuito delle letture per adolescenti (ma non fanno male neanche agli adulti), forse ne uscirò quando mia filgia non lo sarà più, ma al momento non mi dispiace neanche un pò. E quindi eccomi qui a parlare di un altro libro dove fa da padrona la vita degi adolescenti, americani, ma sempre adolescenti…non sono forse tutti uguali in tutte le latitudini e longitudini?
In questo libro la domanda è il perchè della ricerca della morte, o se invece la morte è solo un incidente, nella vita di Alaska.
Questo libro è bello, ben scritto, fa riflettere, fa commuovere e anche sorridere. Quel dividerlo in prima e dopo è stato secondo me vincente, il prima prepara, il seconda ti propone il messaggio. Forse causa della mia età non più “acerba” vi ho trovato tanta dolcezza e bellezza in questi adolescenti “moderni” che sembrano sempre pronti a mordere la vita, ma che non hanno capito che è più facile che la vita morderà loro, ma è pur vero che se lo avessero capito che adolescenti sarebbero?
La storia mi ha coinvolto e non posso che ringraziare mia figlia per avermelo proposto. I temi trattati sono seri ma il modo semplice in cui vengono proposti ne facilità la comprensione.
C’è la paura della vita, la paura della sofferenza, il sesso, la gelosia, la voglia di libertà, la voglia di divertirsi, il dolore, la confusione interiore, insomma il perchè di tanti comportamenti adolescenziali: il labirinto…ciò che è la vita. Ecco Alaska è tutto ciò, è la metafora di tutto ciò.

 

 

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