TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

A Bigger Splash

52798    di Luca Guadagnino.

 

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La selvaggia e bellissima Pantelleria.
tilda-swinton-a-bigger-splash Marianne, cantante rock, è in convalescenza dopo aver subito un un intervento alle corde vocali, con lei c’è Paul, attuale compagno. I due vivono un favolevole momento di eros e amore maxresdefault.
Sull’isola arriva anche Harry, ex di Marianne, con la ventenne figlia Penelope. Il loro arrivo altera inesorabilmente la vita dei due, l’uomo vuole riprendersi Marianne, Penelope punta al giovane Paul.
La storia prenderà una piega amara e drammatica.

 

www-curzoncinemas-com

 

Non è un film romantico, non è un thriller, non è una storia d’amore…Ci troverete un’isola magnifica, il vento caldo che accarezza pelle e abiti, erotismo ambiguo e sensuale.
Ci troverete volti, sguardi, silenzi, confusione, colore, musica.
Film da vedere, all’inizio mi ha perplesso, ma scorrendo ne sono stata conquistata.
Una regia non facile, che sembra scontata ma non lo è, eccellente; interpreti perfetti tra ossessioni, paure, follie, se si esclude Dakota Johnson che di conturbante e sexy (come imporrebbe il suo ruolo) non ha proprio nulla, la recitazione è piatta a-bigger-splash-swimming-pool-scene-1108x0-c-default ; perfetta l’afona Tilda Swinton, ambigua e delicata allo steso tempo, carismatica e terribilmente sexy RZ6A8402.JPG ; istrionico Ralph Fiennes.
Film che punta sulle ombre dei personaggi, senza svelarli subito.
Un film che non sembra neanche italiano.

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Uomini di parola

uominip di Fischer Stevens.
Un vecchio e importante boss perde il figlio durante una rapina organizzata da Val, che per questa finisce in carcere (senza mai rivelare i nomi dei suoi complici). Il boss vuole vendetta e incarica Doc, vecchio amico e complice di Val, di ucciderlo altriomenti sarà lui a perdere la vita. Dopo 28 anni Val esce e chi trova ad attenderlo? Doc, che segue Val nella sua prima notte di libertà…insieme coinvolgeranno anche Hirsch, pilota rocambolesco come lo era stato in gioventù. E le donne non stanno a guardare.

 

Dura pochissimo questo film che valorizza ancora una volta le qualità di Al Pacino (Val), Christopher Walken (Doc), Alan Arkin (Hirsch). Un film non originale nella storia, ma è come vedere un gioiello visto e rivisto e avere sempre la voglia di indossarlo.
Mi è piaciuto questo film, mi sono anche divertita a guardare questi “vecchi” che vedono il mondo cambiare piano piano, mi sono divertita a seguire Val dall’uso del viagra (a lui sconosciuto e quindi…), alle donne, alle bevute, ai cibi da consumare. Il film si svolge in un lasso di tempo brevissimo, poco più di una notte e una mezza mattinata, non c’è tempo per la noia: sesso, furto, botte, sparatoria e ilarità. Una commedia che fa il punto su amicizia, solidarietà, vendetta ma anche onore. Qualche buco c’è nella sceneggiatura, ma il film è ottimo, va visto con leggerezza e voglia di divertirsi con attori (un Al Pacino stupendo, un Christopher Walken grande, un Alan Arkin sempre all’altezza) che già di loro danno tono alla produzione senza bisogno di mostrare corpi scolpiti ed effetti speciali. Tre attori che si compensano avendo tre personalità diversissime, nella vita dico non nel film, ma che ovviamente il regista ha saputo ben spendere.
Colonna sonora perfetta.

 

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Amore e Sesso nell’antica Roma – Alberto Angela

amore_sesso_antica_roma_alberto_angela-280x393 Camminare nell’Antica Roma: ogni persona incontrata (ragazza, ragazzo, gladiatore, prostituta…) vivrà una giornata diversa dall’altro, ma tutti hanno in comune l’amore e il sesso. Ognuno ci offrirà una storia nella storia.

 
“Non ho più forze, non chiudo occhio, notte e giorno l’amore divampa”
(incisione su un muro della Domus Tiberiana al Palatino)

“Ci ama non deve bagnarsi in acque calde, perchè nessun ustionato d’amore può amare le fiamme.”
(su un muro di Pompei)

“Rimproverare gli amanti è come legare l’aria, e impedire che sempre corrano le acque di fonte.”
(incisione su un muro di un vicolo)

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Accompagnata da Alberto Angela ho curiosato nell’intimità dei miei antenati, qualcosa sapevo ma non immaginavo tanto. Il libro è romanzato ma io lo definirei un libro informativo, si legge velocemente.
Se siete curiosi scoprirete come amavano i romani, come corteggiavano, come era la vita sessuale di moglie e marito, come vivevano le prostitute, come baciavano…Scoprirete relazioni extraconiugali che a quanto sembra erano un’abitudine piacevole, come era piacevole praticare alcune posizioni sessuali, sopratutto consigliate da Marziale e Ovidio nei loro saggi; scopriremo che “usavano” una specie di film erotico, capiremo perchè praticavano il dominio sessuale sui nemici, la sodomizzazione, lo stupro. Capiremo quanto erano liberi sessualmente praticando spesso e volentieri sesso di gruppo. Entreremo in case, giardini, palazzi, lupanari e ci renderemo conto che le donne già usavano sex toys e dopo essere arrivate vergini al matrimonio potevano poi avere diversi partner pur rimanendo sottomesse al marito, tra i partner quelli preferiti erano i gladiatori, capiremo che nell’amore praticato a letto uomini e donne avevano parità. Troveremo suggerimenti per creare anticoncezionali con erbe, miele e sostanze nocive che gli studiosi moderni hanno scoperto avere vere e proprie proprietà spermicide. Leggeremo la meravigliosa storia d’amore tra Atimeto e Claudia Omonea.
Cosa pensare dei miei antenati? Che  prendevano l’attimo di godimento come un premio da vivere nell’immediato.

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“Conquista ora il suo cuore astutamente con dolci lusinghe…Non ti rincresca dirle bello il volto, belli i capelli, affusolato il dito, pccolo il piede. Anche la donna casta sente diletto ad esser detta bella: la vergine ha di se cura e amore.”
(consiglio di Ovidio per conquistare le donne)
Ovidio ha scritto che Roma “…può darti tante e tali donne che puoi ben dire:- Ciò che è bello al mondo, è tutto qui.-“

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Missione al Nord – Nelson DeMille

nord  “Ma purtroppo certe cose te le porti dentro, e ti cambiano tutta la vita perchè sei stato in quel posto buio della tua anima, il posto che quasi tutti sanno esistere ma dove non sono mai stati.”

 
Paul Brenner, investigatore dell’esercito in pensione, viene contattato da Karl Hellman, suo ex colonnello, perchè assegnato ad una missione in Vietnam, dove era stato a combattere come militare 30 anni prima.
Deve rintracciare un ex soldato vietnamita che nel periodo della guerra avrebbe assistito ad un omicidio perpretato da un capitano statunitense nei confronti di un tenente.
Brenner parte per il Nord del Vietnam, nella zona di Quang Tri, affiancato dalla bella e misteriosa Cinthya Sunhill, dove spera di trovare l’uomo, se ancora vivo.
Perchè dopo anni si cerca la verità? Come si è venuti a sapere questo tragico evento? E perchè nella storia si inserisce il vicepresidente degli Stati Uniti? Riuscirà nell’impresa Paul? E soprattutto accetterà gli inevitabili compromessi che gli veranno proposti?

 

 
Diversi anni fa volevo leggere DeMille, ma non mi convincevo mai, il perchè non lo so. Poi qualche giorno fa un’amica “svuota” la libreria e mi fa recapitare uno scatolone pieno di libri (ormai s’è sparsa la voce che riciclo, sistemo, e porto dove c’è bisogno di cultura, o quanto meno di lettura); apro lo scatolone e il primo libro che trovo è questo, e allora ho pensato che sarà destino che questo autore io lo debba leggere.
E sono soddisfatta di averlo fatto, un libro, a mio giudizio, bello, che ti coinvolge, che ti tiene l’attenzione alta, e perchè è una sorta di giallo, e perchè è zeppo di nomi e riferimenti storici a cui devi assolutamente prestare attenzione, la trama ne è farcita.
Forse qualcosina era da tagliare, ma una volta che ti ci infili dentro vuoi sapere e anche il superfluo è indispensabile, mi era presa una sorta di sete letteraria, l’ho letto anche di notte.
Mi ha fatto conoscere il Vietnam senza essere una guida turistica, mi ha fatto conoscere particolari di una guerra che sicuramente ancora oggi lascia tracce e ferite, come nessuno me ne aveva mai parlato (all’epoca del conflitto ero piccola ma mio padre ne parlava spesso con mia madre, a quei due non sfuggiva nulla, accidenti!).
Intrigante e avvincente la storia, belli e veloci i dialoghi (sembra di vedere i volti dei protagonisti leggendoli), descrizioni percise.
In questo romanzo c’è la trama, ovvio, ma ho letto che DeMille ha combattuto in Vietnam, quindi credo che la vera trama di questo libro sia lui stesso, ciò che ha provato, ciò che ricorda, gli incubi che lo perseguitano, come tutti i reduci di quella guerra maledetta che mio padre definiva “cattiva senza giustificazioni” (questo lo ricordo).
Da leggere se vi piace il genere thriller e anche alcune verità…
Ora mi dovrò decidere a leggere La figlia del generale, il libro che mi era stato proposto anni fa e mai avevo voluto farlo.

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La sorgente dell’amore

 sorgentedi Radu Mihaileanu.

 

 

 

 

Piccolo villaggio della Turchia? Marocco? (non l’ho capito) dove la tradizione si scontra con la società che evolve e i primi strumenti di modernità, dove la povertà si lega molto alla tradizione.
La-sorgente-dellamore-gall8 Le donne del villaggio tutti i giorni devono andare a prendere l’acqua, sotto un sole cocente, da una sorgente situata in una zona tortuosa da raggiungere che rende ancora più faticoso e sfiancante il trasporto di  questo bene tanto prezioso.
In una delle tante volte una giovane donna in gravidanza perde il figlio a causa di una rovinosa caduta, non è la prima volta che accade, molte di loro hanno abortito.
Intanto gli uomini oziano tranquillamente seduti al bar.
L’ideale sarebbe realizzare un acquedotto.
la sorgente della vita303 Leila (la bellissima e incantevole Leila Bekhti), giovane donna arrivata da un’altro paese perchè ha sposato un uomo del luogo, propone alle donne di attuare uno sciopero, al fine di far prendere coscienza agli uomini della loro situazione di sudditanza; organizza così, affiancata da un’anziana donna, lo sciopero del sesso (Aristofane vi dice qualcosa?), negandosi così agli uomini fino a quando questi non si daranno da fare.

 
Film del 2011.
L’uomo, la donna, le tradizioni e il Corano. sorgen
Il regista ha preso spunto da un fatto realmente accaduto.
Nel film si parla della sottomissione delle donne ma anche del loro riscatto (per me solo apparente), si parla del coraggio della gioventù di cambiare e dell’anzianità che ha voglia di riscatto su ciò che ha subito in silenzio, quel riscatto che da dignità e individualità alla persona, alla donna.
C’è anche l’amore, c’è poesia e il rispetto, ma solo da chi culturalmente è più avanzato.
Il villaggio, circondato dalla terra arida fa risaltare l’importanza dell’acqua, non solo come fonte di vita, ma come metafora della vita.
Bravissimi gli attori, belle le scene dei canti e dei balli usati dalle donne come mezzo per trasmettere il loro pensiero, emozione, disperazione, rabbia, gioia.
Le donne, sempre pronte ad insegnare, a dare il cuore, a cambiare. Un riscatto che si ambisce dopo millenni di sopprusi (ancora solo marginalmente “accantonati” se pensiamo a quanto grande è il nostro pianeta e le alle tante culture che accoglie).
Non è un capolavoro questo film ma è gradevole da vedere, a me è piaciuto anche per i costumi, i luoghi, e per la conoscenza di alcune usanze. 

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Una domanda per gli uomini: sapete immaginare un mondo senza di noi?

 

 

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Non ho smesso di sognare – Carlo Galli

spgnareUna storia “attuale”.
Un corpo in vendità, un uomo annoiato, un uomo ai limiti della follia indotta, un uomo di potere dall’anima nera.
Un amore che finisce, un amore che nasce.
Un segreto difficile da rivelare, una gioia immensa che lo conpensa.
Il respiro della libertà individuale.

 

E’ un romanzo che racchiude sesso, potere, sconfitta, vittoria; che racchiude la fragilità dell’umano. Tutto raccontato con parole comprensibili, che scorrono veloci.
Scorrono veloci anche perchè ci tuffiamo nel momento in cui viviamo, dove i valori vengono calpestati, ma senza superficialità, dove la vita ti brutalizza ma ne cerchi il riscatto, dove l’amore può essere la strada giusta per migliorare, conpensare, riemergere.
C’è un intreccio in questo romanzo, che lega vite tanto diverse tra loro, ma che un mistero unirà indissolubilmente.
Un romanzo che fa emozionare e avvince.
Dentro c’è la descrizione non solo delle mozioni, sensazioni, paure dei protagonisti, ma anche di un modo di vivere, di un modo di vestire, della ricerca dei luoghi che non passa inosservato. Alcune scene sono dure da leggere, fanno male, ma altre…Mentre leggevo “le altre” ho pensato all’autore come un pittore moderno ma anche un pò bohémien, non nel modo di vivere, ma di descrivere: lenzuola porpora, la barba incolta che adorna la bellezza di un viso dai lineamenti sottili, vetrine con manichini vestiti di pizzo cipria, bustine di zucchero aromatizzato con sopra frasi che arrivano a colpire l’anima, palazzi dalle forme indefinite che sfumano nel vapore bianco dei tombini, le brioches al cioccolato, il sole che arriva ad abbagliarti anche con gli occhi chiusi, un picolo paese francese con un bistrot dove assaggi la crema dolce, la bellezza precaria della vita.
Personalmente poi mi sono catapultata in quella Brescia dove ho vissuto pochi giorni, intensamente; ne ho ripercorso il castello, le sue vie e poi  Salò e il lago…

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Storia di neve – Mauro Corona

2639_StoriadiNeve_1224576488  1919: nasce, in quello che è uno dei più gelidi inverni mai visti, Neve.
E’ una bambina speciale, tanto che nell’arco della sua breve vita compirà alcuni miracoli.
Neve è la parte buona della strega Melissa, che è tornata sulla Terra per riscattarsi dei suoi tanti malefici compiuti quando era in vita
Il padre di Neve decide di appprofittare del dono di sua figlia per arricchirsi: organizza, insieme a dei complici, finti miracoli allo scopo di attirare persone malate, povere o ricche, che vogliano ottenere la grazia della guargione; per questi “miracoli” Felice Menin si fa pagare e chi non può gli cede pezzi di terrra, boschi, case, campi….Diventerà ricchissimo, ma questo innescherà una scia di ricatti, delitti, sopraffazioni che lo porteranno alla morte.
Anche Neve morirà, sciolta dall’amore per Valentino.

 
Sicuramente non è quello che mi aspettavo: Storia di neve…lo pensavo un romanzo in cui ci fosse una biografia dettagliata su questa giovane; ma come abbia potuto pensarlo, ora mi domando come era possibile, mi potevo aspettare un Mauro Corona tanto banale?
E’ sicuramente un libro complesso, dettagliatissimo, lunghissimo, dove a volte devi ripercorrere pagine precedenti per legare quella attuale e dove devi ricordare tanti nomi e legarli tra loro.
E’ un libro che mi ha affascinata, malgrado la crudezza che fa da padrona. “Che fosse stato o no il padrone, lo avrebbe fatto fuori lo stesso e si sarebbe tenuta il gregge e anche il servo.”
Ma non manca comunque il tocco poetico di questo originale, fantasioso e mai scontato scrittore.
Vi sono descritti avvenimenti che raffigurerei vicini all’horror e che mi hanno fatto venire l’ansia, vi sono descritti personaggi crudeli, malvagi, oserei dire primitivi e animaleschi, vi sono descritti personaggi con una umanità semplice che ti entra nel cuore (affascinante la figura dell’uomo che leggeva senza saper leggere, una figura poetica) , vi è descritta la delicatezza eterea e dolce di Neve che si lega a Valentino per amore e altri a cui vorrà bene per la loro particolarità, c’è la dura vita della società montana..”A quei tempi la gente era autonoma, viveva di quello che dava la natura e tutti avevano tutto: vacche, capre, galline…selvaggina…patate, fagioli, aglio, cipolle…E tutti sapevano fare gli artigiani e costruire di tutto.” “….e anche loro corsero fuori a vedere tutto il paese riunito attorno al falò di San Simon.” “Non si sprecava mai una pianta per fretta o desiderio di comodità. Le piante erano pane, e il pane non andava buttato via. Chi non rispettava gli alberi era visto come un criminale della peggiore specie….Erano gente seria , una volta , i cacciatori, non ammazzavano per niente, e se scoprivano qualcuno che facev il furbo glidavano una lezione…”
Nel libro c’è una buona dose di violenza che non lascia nulla all’immaginario, tutto è ben descritto, ma in quei personaggi, in quelle descrizioni quante figure di questa odierna società ho trovato! Molti autori prima di lui hanno toccato apici di crudeltà all’interno di romanzi poi diventati famosi. E anche se ambientato in anni ormai distanti da noi, non era impropabile che molte situazioni Corona le abbia in qualche modo vissute, ascolate , si siano tramandate, poi lui, con la sua fantasia ci ha messo molto, ma non è forse questo il compito di uno scrittore? Mia nonna spesso ci raccontava fatti da lei ascoltati e qualcuno vissuto quando, ancora piccola, anche lei viveva in una comunutà montanara chiusa e ristretta.
Ci sono diverse descrizioni del paese, dei boschi, dei periodi del gelo, delle stagioni; spesso si ripetono ma io trovo che ci vogliono per farci entrare in quell’attimo, in quel momento, e poi Corona vive nella sua anima il forte contatto con la natura, anche la più selvaggia (non è forse lui selvaggio in alcune descrizioni?), quella natura che volente o nolente detremina la vita di tutti noi. Oggi noi ne stiamo prendendo atto, mentre la gente una volta la assecondava, noi l’abbiamo combattuta e ora si stà riprendendo ciò che gli abbiamo tolto in modo violento, e con violenza se ne riappropria.”…c’è la pace,il Vajont ci corre davanti gli occhi con la sua voce buona.Segare tronchi fa odor di resina, che è un buon odore e noin ti stufa…” “…le fogliestavano ancora dentro le gemme e le gemme parevano piccoli pugni chiusi…un parlare silenzioso, misterioso e colorato come il picchio cordaiolo che non si vede mai e ha mille colori…tornò la primevera con il suo fiato tepido che faceva….cantare i cuculi e ridere i piccoli fiori…” “…gli inverni sula montagna insegnano la calma…si diventa lenti…il corpo rallenta…L’inverno andava avanti, un pò alla volta le montagne camminavano verso il sole, a giugnomlo avrebbero raggiounto per farsi sciogliere le gobbe di neve sulle spalle di pietra…tiravano per mano boschi, prati…pure il paese camminava incontro al sole…perchè era sepolto da m,etri di neve come una ciliegia sotto un chilo di zucchero.” ” La primavera visitava i cortili vuoti…La luce radente appena natasi infilava tra le vie strette, e lunghe, frugava le case, le porte…andava dentrome fuori, come l’uncinetto sul pizzo.”
Nel libro Corona si fa aiutare dalla violenza anche dalla natura, non solo dall’uomo.
E poi c’è il sesso, non quello raffinato e fantasioso che viviamo oggi, ma un sesso primitivo che non è fantasia, anche nella violenza.
Il libro è lungo, ho faticato, ma di Corona apprezzo il fatto che il suo stile non cambia, non si “vende”, lo stile inconfondibile è la sua grande impronta, anche quando usa o descrive con termini “forti”.
Della vita di Neve c’è poco, tutto si intreccia dalla sua nascita, lei è solo l’inizio e la fine per descrivere un mondo sicuramente fantasioso ma con tante piccole verità, una storia sicuramente originale, “maledetta”, non le amo molto, ma un horror così, accompagnato dalla natura mi ha avvinto.
“Si rese conto di una cosa molto triste, cioè che solo quando il danno è ormai fatto il destino ti fa scoprire il bello della vita, la pace, la serenità e il valore delle cose semplici.

…ho già pronta un’altra storia ma, qualunque storia abbia in mente, non sarà mai più come questa.
“Nessuno ha mai scritto, dipinto, fatto musica o quant’altro, se non per uscire di fatto dall’inferno.” Antonin Artaud

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Robot

La canzone è di Bjork. Voce meravigliosa e canzone dalla melodia stupenda.

All Is Full of Love

(traduzione)

Ti daranno amore
Si prenderanno cura di te
Ti daranno amore
Devi crederci

Forse non dalle fonti
Dove ci hai versato il tuo
Forse non dalle indicazioni
che stai fissando

guardati un po’ intorno
E’ tutto intorno a te
tutto è pieno d’amore
tutto intorno a te

E’ tutto intorno a te
solo che non ne stai ricevendo
tutto è pieno d’amore
Il tuo telefono è staccato
tutto è pieno d’amore
Le tue porte sono chiuse
tutto è pieno d’amore

tutto è pieno d’amore
tutto è pieno d’amore
tutto è pieno d’amore
tutto è pieno d’amore

 

E’ al MoMa di New York.

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