TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

La memoria del cuore

di Michael Sucsy

 

Leo e Paige, innamoratissimi, si sposano malgrado l’avversione dei genitori di lei.
La loro felicità viene stravolta da un grave incidente automobilistico in cui lei perde la memoria. Al risveglio dal coma i suoi ricordi sono confusi, ma la cosa peggiore è che non ricorda di essere sposata, di aver amato intensamente Leo. Lui lotterà contro tutti e contro la paura di Paige vista la difficoltà nel ricordare.

 

Quest’estate (dovete sapere che per “sopravvivere” a tanti momenti difficili mi sono rifugiata nei film, ne ho visti tantissimi) una mia amica mi chiama e mi dice che ha visto un film che gli ricorda la mia storia e mi consiglia di vederlo. E l’ho visto. La memoria del cuore, dal racconto della mia amica, mi era sembrato un film drammatico, in realtà lo è, ma io l’ho trovato soprattutto sentimentale. Il film è ispirato ad una storia vera. La storia è semplice, si può definirla un polpettone, niente di originale visto che è l’argomento è stato spesso trattato, cinematograficamente parlando, regia e scenografia non sono il massimo, ottima la fotografia, brava e bella Rachel Mcadams, bravissimo e affascinante Channing Tatum. Comunque mi sento di dire che è da vedere, scorre piacevolmente
Un film in cui c’è la vita reale: il dolore, il dramma personale, la sofferenza, ma c’è anche l’amore, e scusate se è poco.

Vabbè c’ho l’età, forse stò diventando morbidona, ma vederlo mi ha commosso, non nego di aver tirato giù qualche lacrima, pensando anche che avrei potuto non rinnamorarmi di mio marito. Anche io sono stata in coma, anche io al risveglio ricordavo poco della mia vita precedente e a volte quel poco era anche confuso. La tristezza era che davvero non avevo riconosciuto mio marito, il visetto che mi sorrideva dalla foto sul comodino non sapevo essere mia figlia…scoprirlo piano piano è stato devastante e meraviglioso allo stesso tempo. Non ringrazierò mai mio marito per aver aspettato e lottato pazientemente perchè io ricordassi tanti aspetti della nostra vita insieme…
Forse è vero che l’amore quando è forte non conosce ostacoli.

14 commenti »

Il Cardellino – Donna Tartt

Theo Decker, tredici anni, sopravvive, ma perde la madre, in un attentato terroristico al Metropolitan Museum Art di New York, una perdita che sarà un trauma, una ferita per tutta la vita, una solitudine interiore, un evento che lo trasporterà dall’adolescenza al mondo degli adulti. Una vita devastata da incontri distruttivi, una vita in cui l’amorevole figura materna sarà l’unica parte positiva che non lo abbandonerà. Theo trova conforto nel quadro “Il cardellino” del pittore olandese Carel Fabritius, un quadro che ha salvato e nascosto, ultimo legame con la madre; un quadro che lo legherà ad un intrigo internazionale.

Quasi 900 pagine, che ti coinvolgono nel profondo, un intreccio di storie che mi hanno tenuta legata fino all’ultima pagina. Tra New York e Las Vegas, tra antiquariato e droga, amore e solitudine, sofferenza…non riesci a mollare, devi sapere dove arriverà quel tredicenne solo e disperato.
Io lo definisco un capolavoro, un gran bel romanzo che non lascia indifferenti, ti commuove, ti impegna, ti cattura. Tante pagine, ma si leggono con fluidità anche se ricche di descrizioni e avvenimenti.

“…Che la vita – qualunque cosa sia – è breve.Che il destino è crudele ma forse non casuale. Che la Natura (intesa come Morte) vince sempre, ma questo non significa che dobbiamo inchinarci e prostrarci al suo cospetto…”

2 commenti »

Bianco su Nero – Ruben Gallego

“…io piangevo sui libri.Come accade anche per gli uomini, ci sono libri e libri…anche i fumetti sono libri…non fanno piangere i bambini. Perchè bambini allegri non hanno alcun bisogno di piangere sui libri…invce io leggevo un libro, e piangevo .Piangevo di impotenza e di invidia…Certi libri ti fanno cambiare il modo in cui vedi il mondo, dopo certi libri vorresti morire, oppure vivere diversamente.
Se vuoi capire qualcosa, o chiedi a qualcuno, o chiedi ad un libro. Anche i libri sono uomini. E come gli uomini, anche i libri ti possono aiutare; e come gli uomini, anche i libri mentono. Io non leggevo tanto per leggere, io volevo capire come era fatto il mondo. volevo sapere come stare al mondo….”

Mosca, 1968,: la figlia del segretario del partito comunista spagnolo in esilio e uno studente venezuelano hanno una relazione, da questa nascono due gemelli, uno muore subito, l’altro, cerebroleso, non usa nè braccia nè gambe; tolto alla madre, viene internato in un orfanotrofio insieme ad altri handicappati. L’altro è Rubén.

 

“Il programma prevedeva che gli studenti ci coinvolgessero in qualche iniziativa, che ci aiutassero a fare i compiti e via discorrendo. la maggior parte di loro, però, ci guardava come se avessimo vauto la lebbra…Come descivere altrimenti i loro occhi strabuzzati e il malcelato disgisto?”
Dopo una serie di trasferimenti, nel 1990, riesce a scappare dall’ultimo ospizio che srebbe stata per lui la soglia della morte.

 

“…L’automobile si allontana a tuta velocità dall’ospizio, dalla prigione e da quel bastardo di guardiamo. Che bellezza.
La libertà.”
 Rubén inizia le ricerche per ritrovare la madre e quando la incontrerà inizierà a scrivere la sua storia.

Un libro autobiografico (il bambino sulla copertina è lui), un romanzo agghiacciante che narra l’orrore con cui ha attraversato l’infanzia.

 

“…per un attimo, un attimo solo, rammentò d’essere stato un uomo…Era finita. prima c’era un uomo, ora non c’è più.”

                                                           

Battendo sul computer con un solo dito, Ruben libera tutti i suoi ricordi e ci racconta di sopravvivenza, infelicità, solitudine, impotenza, umiliazione, fame, freddo…
Non manca l’ironia in questo libro e nenanche la poesia (il cane, la studentessa che danza…), non è un libro patetico, anzi, c’è la forza di vivere. Nonostante tutto.
Vi commuoverete, emozionerete, soffrirete, vi si torcerà lo stomaco nel cercare di immaginare….cercare, perchè è impossibile capire fino in fondo se non si vivono situazioni tragiche come questa, ma vi leggerete anche tanta speranza.
Se non avete paura di “sapere” leggetelo, anche se in modi diversi, l’uomo, in ogni parte del mondo, sa pianificare e creare il male, l’assurda cattiveria.
Non è un capolavoro, la scrittura, anche per ovvi motivi, non è ricercata, ma proprio la sua semplicità, essenzialità vi farà leggere senza intoppi tutto il racconto.
Ho trovato molto toccante il capitolo: La spagnola.

 

“… In russo si può tradurre quasi tutto…Quasi tutto. Quasi..,I go. Una frase intraducibile in russo.”

“Questa è l’America. Qui tutto si compra e tutto si vende. E’ un paese crudele, tremendo. Dove non puoi contare sulla pietà. Ma di pietà ho già fatto indigestione in Russia. Il business mi va più che bene.
Questa è l’America.
-Cosa vende?-
-Un giorno di libertà…-“

2 commenti »