TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Sogno?

Ci sono sogni da cui non vorrei mai uscire, ma questo è stato un incubo e allora finalmente mi sono svegliata, anche se le acque sono agitate il mio veliero è forte, le affronta e naviga verso un porto sicuro.

 

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Scrittrice taiwanese

“Una persona che ha
almeno un sogno ha un
motivo per essere forte.”

Sanmao

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E continuo…

…a sognare. I miei sogni sono scritti nel cielo della notte.

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Il GGG – Il Grande Gigante Gentile

 di Steven Spielberg

 

 

 

Londra: Sophia, bambina orfana, viene rapita da un gigante che la porta nel Paese dei giganti
Il gigante ha il compito di soffiare i sogni nelle camere delle persone e dei bambini che stanno dormendo; GGG porterà anche Sophia nel Paese dei Sogni; è un gigante dolce, gentile
Nel Paese vivono anche dei giganti terribili, che amano nutrirsi di bambini, a differenza di GGG che è vegetariano, i giganti mettono paura; la bambina vorrebbe eliminare la violenza che usano per imporsi, e quando scopre che vogliono fare una srage non esita, insieme al GGG, a presentarsi alla Regina d’Inghilterra per spiegargli la situazione

 

 

Il film è tratto da un libro che non ho letto quindi non posso fare confronti; la viosione del film mi è stata proposta dai bambini della mia vicina a cui ieri, per tre ore, ho fatto da “guardiana” come dice il più grande (7 anni).
Gli effetti speciali non mancano e legano la fantasia cinematografica a figure reali.
Una trama che strizza l’occhio alla diversità, vi si insinua l’ironia; una favola un po’ ingenua, innocente, una favola con una magia dentro: quella della speranza.
Sinceramente un po ne sono rimasta delusa, mi aspettavo di più da un regista come Spielberg, ma vale la pena vederlo, per sognare ancora un po l’infanzia e abbandonare il disincanto della vita; i bambini si sono comunque incantati e divertiti con la figura del GGG.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Accendere…

“Accendi un sogno e lascialo bruciare in te.”

William Shakespeare

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Funne/Le ragazze che sognavano il mare – Katia Bernardi

index 12 ottantenni di Daone, Trentino, organizzano una raccolta fondi per andare a vedere il mare.
Le “funne”, cioè le “donne” secondo il dialetto locale, fanno parte del circolo pensionate “Rododendro”, dove si gioca a tombola, si balla, ci si racconta della vita, si sogna di abiti meravigliosi.
Molte di loro non hanno mai visto il mare e nell’occasione del ventesimo anniversario del circolo vorrebbero concedersi questa gita.
Ma economicamente il circolo è in deficit e le “ragazze”, tutte più o meno ottantenni, cercano un’idea: vendere torte? fare un calendario? vendere ricami? le idee non mancano.
Cosa escogiteranno queste irriducibili per coronare un sogno?

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La storia raccontata in questo libro è vera.
Tra le imponenti montagne innevate le funne fanno partire un sogno, un’avventura che le porterà anche ad organizzare un croadfanding. Il sogno è il mare della Croazia.
Tra le righe troveremo sorrisi, dolori, invidie; conosceremo la forza della presidentessa del circolo, Erminia, un vulcano di idee, Iolanda, che prepara le migliori torte di mele del paese, Armida, bravissima ballerina di liscio…. funne
Divertente la descrizione del calendario, della sua realizzazione, anche grazie a Massimo il fotografo, della personalità di ogni funne, interessante la dscrizione delle loro vite nel quotidiano. Un libro che scorre veloce.
E’ una storia poetica che sembra irreale, che ci insegna che per sognare non c’è età, che l’energia non ha età, che la curiosità non ha età.
Che un calendario può avere tredici pagine.

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funne_poster  Su questa storia è stato girato anche un documentario (sempre di Katia Bernardi) simpaticissimo, da vedere se vi capita. La storia ha fatto il giro del web e del mondo.

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Pensieri

Sogno di mari
lontani

e conchiglie di
cristallo.

Sogno di fili d’oro
intrecciati

nei miei pensieri.

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Paola

 

 

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“Il dono”

“Mamma ho mal di testa, se ti siedi sul divano e io appoggio la mia testa su di te mi fai i massaggini come quando ero piccola? “
La guardo e penso “Ma ora è grande?”. Alta si, quasi come me, forse un paio di cenimetri di meno, sono alta 170 cm.
Ci mettiamo sul divano e accarezzando, accarezzando le sue tempie si addormenta.
La guardo, ranicchiata vicino a me, la sua testa sulle mie gambe e penso che quel che vedo è un miracolo che ancora oggi mi lascia stupita.
Il suo calore, il suo profumo mi rassicurano. La guardo e penso che anche se cresciuta è una cucciola da proteggere, ma che non è stata mai mia fino in fondo, quando una vita arriva la si dona al mondo.
L’ho amata ancora prima che nascesse, in quel sogno in cui mi diceva “Aspettami, sto arrivando”, sedute su quella collina a guardare il cielo di notte; e ho avuto pazienza e fiducia, quando tutta la medicina era contro tu sei arrivata, un semino nascosto in chissà quale terreno magico, perchè sembra proprio una magia il tuo essere arrivata. Un sogno, quello dell’albero dopo la collina.
Persa nei miei pensieri non mi accorgo che si sveglia, sento la sua voce dolce “Paola dove stai andando?” E iniziamo a ridere. “Grazie mà! Il mal di testa è passato.”
Va nella sua stanza e penso che momenti così sono oro colato, e ringrazio la natura di avermi concesso il dono della tenerezza, della tranquillità, del saper amare, della felicità, perchè lei mi dice sempre “…come fai ad essere semprte tanto disponibile, serena…”
Ringrazio Dio e Madre natura per aver disposto nel mio destino, tra i tanti doni ricevuti,  il dono più bello: mia filglia.

 

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Reinhard Becker

Ha detto:

“Il vero ricco è colui che custodisce

nell’anima più sogni di quanti la realtà possa distruggerne.”

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