TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Il sogno nel cuore

Devo portare due sogni nel mio cuore, perchè devo continuare a dare alla mia vita sempre appigli a cui aggrapparmi per non scivolare… E’ sbagliato voler vivere sogni? Anche quelli che sembrano impossibile si avverino? Ho sempre creduto che sognare con intensità fa avverare ciò che desidero, a volte è accaduto, a volte no…ma ci voglio sempre credere. Sembra una voglia di onnipotenza quella di sognare che la realtà cambi, sembra che io voglia essere padrona della vita, pur sapendo di non esserlo…no, non è niente di questo. E’ voler portare ancora il sogno nella dura realtà della vita. E questa volta è dura davvero.

 

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Il GGG – Il Grande Gigante Gentile

 di Steven Spielberg

 

 

 

Londra: Sophia, bambina orfana, viene rapita da un gigante che la porta nel Paese dei giganti
Il gigante ha il compito di soffiare i sogni nelle camere delle persone e dei bambini che stanno dormendo; GGG porterà anche Sophia nel Paese dei Sogni; è un gigante dolce, gentile
Nel Paese vivono anche dei giganti terribili, che amano nutrirsi di bambini, a differenza di GGG che è vegetariano, i giganti mettono paura; la bambina vorrebbe eliminare la violenza che usano per imporsi, e quando scopre che vogliono fare una srage non esita, insieme al GGG, a presentarsi alla Regina d’Inghilterra per spiegargli la situazione

 

 

Il film è tratto da un libro che non ho letto quindi non posso fare confronti; la viosione del film mi è stata proposta dai bambini della mia vicina a cui ieri, per tre ore, ho fatto da “guardiana” come dice il più grande (7 anni).
Gli effetti speciali non mancano e legano la fantasia cinematografica a figure reali.
Una trama che strizza l’occhio alla diversità, vi si insinua l’ironia; una favola un po’ ingenua, innocente, una favola con una magia dentro: quella della speranza.
Sinceramente un po ne sono rimasta delusa, mi aspettavo di più da un regista come Spielberg, ma vale la pena vederlo, per sognare ancora un po l’infanzia e abbandonare il disincanto della vita; i bambini si sono comunque incantati e divertiti con la figura del GGG.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Ombre…

“Anche il
sogno
non è che
un’ombra..”

Wiliam Shakespeare

 

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Un sogno di don Bosco

Leggevo degli aricoli sul calcio, mi sono imbattuta in questa storia davvero carina, e visto che è iniziato il campionato ho pensato di postarla…

 

E Dio creò il calcio

L’angelo era titubante, tossicchiò con discrezione per avvertire il Principale della sua presenza. Dio naturalmente stava creando.
“C’è qui don Bosco che vorrebbe avere un colloquio”
“Uh, il caro Giovanni, fallo entrare, fallo entrare” disse il Signore.
Don Bosco entrò con la berretta in mano.
“Buongiorno, Signore”
“Vieni, Giovanni, vedo che non hai cambiatola veste talare e che hai un bello strappo lì al fondo”.
“Giocando a Barra Rotta, una ragazzino mi ha pestato la veste, proprio mentre stavo correndo all’inseguimento di un’altro, che era velocissimo. Ma l’avrei preso, eh!”
“Non ne dubito, Giovanni. Ti ho fatto piuttosto in gamba… Sono contento di vedere che ti piaccia ancora giocare”.
“Proprio per questo sono qui, Signore. Tu sai quanto sia importante per me che i ragazzi abbiano lo spazio per scatenarsi nel gioco e nell’allegria.”
“Lo dici a me, che li ho inventati! Le urla dei ragazzi in un cortile sono la mia musica preferita: i cori degli angeli sono così noiosi…”
“Scusami, Signore. Ma trovo che i giochi che abbiamo richiedano trampoli, corde, bastoni o hanno regole complicate. Non potresti inventare un gioco semplice semplice, che piaccia a tutti i bambini del mondo, che si possa giocare dovunque, in un cortile, un prato, una piazza, in uno spazio grande come in uno piccolo, al freddo e al caldo, con le scarpe e a piedi nudi? Che ne dici?”
Il buon Dio sorrise: “E’ una buona idea. Penso di potercela fare. Sarà un regalo per i tuoi oratori”.
“Grazie, Signore” disse don Bosco e si congedò con un devoto inchino. Dopo un pò Dio si rialzò trionfante e disse “Fatto!”.
Il Signore chiamò l’angelo assistente: “Trovami subito ventidue giovani angeli in forma per un esperimento. Devo collaudare la mia idea”.
In Paradiso, le cose si fanno in fretta e così un attimo dopo, ventidue angeli divisi in due squadra si affrontavano in un duello accanito dietro ad un pallone.
Il Signore guardava compiaciuto: “Lo chiamerò calcio e divertirà i ragazzi di tutto il mondo. Gli oratori di don Bosco lo apprezzeranno parecchio”.
Anche i ventidue angioletti si divertivano fin troppo.
Ad un certo punto uno dei giocatori intervenne un po’ troppo rudemente sulle gambe di un avversario e ne nacque una zuffa furiosa.
Il Buon Dio si rabbuiò un pochino:”Devo fare un ritocco” disse.
Tornò al lavoro e creò l’arbitro.

 

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Accendere…

“Accendi un sogno e lascialo bruciare in te.”

William Shakespeare

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Funne/Le ragazze che sognavano il mare – Katia Bernardi

index 12 ottantenni di Daone, Trentino, organizzano una raccolta fondi per andare a vedere il mare.
Le “funne”, cioè le “donne” secondo il dialetto locale, fanno parte del circolo pensionate “Rododendro”, dove si gioca a tombola, si balla, ci si racconta della vita, si sogna di abiti meravigliosi.
Molte di loro non hanno mai visto il mare e nell’occasione del ventesimo anniversario del circolo vorrebbero concedersi questa gita.
Ma economicamente il circolo è in deficit e le “ragazze”, tutte più o meno ottantenni, cercano un’idea: vendere torte? fare un calendario? vendere ricami? le idee non mancano.
Cosa escogiteranno queste irriducibili per coronare un sogno?

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La storia raccontata in questo libro è vera.
Tra le imponenti montagne innevate le funne fanno partire un sogno, un’avventura che le porterà anche ad organizzare un croadfanding. Il sogno è il mare della Croazia.
Tra le righe troveremo sorrisi, dolori, invidie; conosceremo la forza della presidentessa del circolo, Erminia, un vulcano di idee, Iolanda, che prepara le migliori torte di mele del paese, Armida, bravissima ballerina di liscio…. funne
Divertente la descrizione del calendario, della sua realizzazione, anche grazie a Massimo il fotografo, della personalità di ogni funne, interessante la dscrizione delle loro vite nel quotidiano. Un libro che scorre veloce.
E’ una storia poetica che sembra irreale, che ci insegna che per sognare non c’è età, che l’energia non ha età, che la curiosità non ha età.
Che un calendario può avere tredici pagine.

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funne_poster  Su questa storia è stato girato anche un documentario (sempre di Katia Bernardi) simpaticissimo, da vedere se vi capita. La storia ha fatto il giro del web e del mondo.

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Pensieri

Sogno di mari
lontani

e conchiglie di
cristallo.

Sogno di fili d’oro
intrecciati

nei miei pensieri.

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Paola

 

 

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Bambini

Voglio i bambini al governo!

Sarebbero meno infantili di chi gioca a nacondere le cose e poi dire che non sapeva (di averle nascoste); se ne fregherebbero di essere famosi come chi crede di esserlo e invece è un burattino da due lire (a loro di famoso interessano solo i calciatori); sarebbero più liberi dai pregiudizi razziali, sociali, sessuali…(mica stanno a guardare se il compagno di banco è giallo, rosso, nero, povero, ricco, maschio, femmina…); sarebbero più simpatici, allegri, colorati (non come comici da strapazzo, che buttano il sasso e nascondono la mano…); non lascerebbero un compagno nel pericolo e in solitudine (come chi vuole far credre di essere pulito/a ma c’ha l’anima nera e corrotta più di un demone); non vorrebbero guadagnare  montagne di soldi  (facendo finta di aver “rinunciato”),  a loro basterebbe un soldo per comprare magari un buon gelato (fatto con alimenti naturali), un buon piatto di pasta (italiana magari), una bella bistecca (e si perchè oltre la moda vegana c’è chi continua a mangiare carne senza far demagogia), un trenino di legno (di quelli che solo gli artigiani italiani sanno creare), un pallone di cuoio (per correre su di un prato magari al centro di una città e non in un’accozzaglia di ferro)…. saprebbero guardare al mondo con l’innocenza che noi adulti continuiamo a volergli togliere.

E dopo l’ennesimo sogno ad occhi aperti (vorrei sapere stì giorni che bevo di stano…) vi saluto blogger.

Blount Cultural Park - Montgomery, Alabama

Blount Cultural Park – Montgomery, Alabama

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Giuro…sono un po’ folle!

Quando sogniamo dove va a finire l’anima? Sicuramente in un’altra dimensione. Io penso che la dimensione che varchiamo è quella che mette in contatto la nostra realtà con la nostra spiritualità.
Da sempre l’uomo cerca di interpretare il sogno, ma ciò è veramente possibile? Non so, ma a volte credo che il sogno possa trasmettere informazioni e nell’assurdo del mio pensiero, un contatto con i miei antenati, non dico nostri, ma miei perchè è un pensiero talmente folle che condividerlo è troppo sfacciato.
I sogni possomo apportare positività mentre altri possono rappresentare la stilla che innesca la negatività, la paura, ad esempio gli incubi. Il sogno non si può controllare ecco perchè credo chea bbiano un fondo di verità/realtà.
Sono convinta che i sogni hanno spesso influenzato la vita di molti.
Gli occidentali credono meno a questo mondo onirico, alcuni popoli orientali, gli aborigini, la tribù indiana degli Irochesi d’America, ad esempio, culturalmente affermano che il sogno aiuta a comunicare con il mondo degli spiriti.
Non sognate mai persone che vi sono appartenute e non ci sono più? Io si, e non mi hanno mai dato i “numeri”, ma precise indicazioni, come mio padre. Lo so folle, chiamatemi folle, ma sta follia la difendo perchè ci credo profondamente e ne ho le dimostrazioni. La mia mente dopo il coma è stata “studiata” ma non psicoanalizzata o quant’altro, quello l’ho rifiutato per una serie di motivi difficili qui da descrivere e far capire. Tracce di follia non ne sono state trovate, ma qualcosa di particolare si…
I sogni sono anche i desideri che vorremmo realizzare, con questo non dico che confondo sogno e realtà, le due cose rimangono ben distinte, dipende da noi dare a loro la potenzialità giusta.

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Fatto questo bel discorsetto da “pazza” (parola che mi si è appiccicata addosso da quando sono piccola) chiedo a chiunque passi di qua se avete conoscenza, sentore o se potete darmi un’idea di cosa rappresenti o a che civiltà appartenga la fascia sulla fronte, rappresentata nel disegno, i pendenti ai lati non sono orecchini ma strisce di tessuto. Potrebbe essere bianca e rossa, con pietre dure e/o brillanti.
Grazie.

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Donne

” Le donne, come i sogni,non sono mai come tu le vorresti.”  (L.Pirandello)

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Posso dire lo stesso degli uomini?

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Buona serata blogger!!!

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