TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Accendere…

“Accendi un sogno e lascialo bruciare in te.”

William Shakespeare

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Funne/Le ragazze che sognavano il mare – Katia Bernardi

index 12 ottantenni di Daone, Trentino, organizzano una raccolta fondi per andare a vedere il mare.
Le “funne”, cioè le “donne” secondo il dialetto locale, fanno parte del circolo pensionate “Rododendro”, dove si gioca a tombola, si balla, ci si racconta della vita, si sogna di abiti meravigliosi.
Molte di loro non hanno mai visto il mare e nell’occasione del ventesimo anniversario del circolo vorrebbero concedersi questa gita.
Ma economicamente il circolo è in deficit e le “ragazze”, tutte più o meno ottantenni, cercano un’idea: vendere torte? fare un calendario? vendere ricami? le idee non mancano.
Cosa escogiteranno queste irriducibili per coronare un sogno?

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La storia raccontata in questo libro è vera.
Tra le imponenti montagne innevate le funne fanno partire un sogno, un’avventura che le porterà anche ad organizzare un croadfanding. Il sogno è il mare della Croazia.
Tra le righe troveremo sorrisi, dolori, invidie; conosceremo la forza della presidentessa del circolo, Erminia, un vulcano di idee, Iolanda, che prepara le migliori torte di mele del paese, Armida, bravissima ballerina di liscio…. funne
Divertente la descrizione del calendario, della sua realizzazione, anche grazie a Massimo il fotografo, della personalità di ogni funne, interessante la dscrizione delle loro vite nel quotidiano. Un libro che scorre veloce.
E’ una storia poetica che sembra irreale, che ci insegna che per sognare non c’è età, che l’energia non ha età, che la curiosità non ha età.
Che un calendario può avere tredici pagine.

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funne_poster  Su questa storia è stato girato anche un documentario (sempre di Katia Bernardi) simpaticissimo, da vedere se vi capita. La storia ha fatto il giro del web e del mondo.

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Pensieri

Sogno di mari
lontani

e conchiglie di
cristallo.

Sogno di fili d’oro
intrecciati

nei miei pensieri.

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Paola

 

 

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Bambini

Voglio i bambini al governo!

Sarebbero meno infantili di chi gioca a nacondere le cose e poi dire che non sapeva (di averle nascoste); se ne fregherebbero di essere famosi come chi crede di esserlo e invece è un burattino da due lire (a loro di famoso interessano solo i calciatori); sarebbero più liberi dai pregiudizi razziali, sociali, sessuali…(mica stanno a guardare se il compagno di banco è giallo, rosso, nero, povero, ricco, maschio, femmina…); sarebbero più simpatici, allegri, colorati (non come comici da strapazzo, che buttano il sasso e nascondono la mano…); non lascerebbero un compagno nel pericolo e in solitudine (come chi vuole far credre di essere pulito/a ma c’ha l’anima nera e corrotta più di un demone); non vorrebbero guadagnare  montagne di soldi  (facendo finta di aver “rinunciato”),  a loro basterebbe un soldo per comprare magari un buon gelato (fatto con alimenti naturali), un buon piatto di pasta (italiana magari), una bella bistecca (e si perchè oltre la moda vegana c’è chi continua a mangiare carne senza far demagogia), un trenino di legno (di quelli che solo gli artigiani italiani sanno creare), un pallone di cuoio (per correre su di un prato magari al centro di una città e non in un’accozzaglia di ferro)…. saprebbero guardare al mondo con l’innocenza che noi adulti continuiamo a volergli togliere.

E dopo l’ennesimo sogno ad occhi aperti (vorrei sapere stì giorni che bevo di stano…) vi saluto blogger.

Blount Cultural Park - Montgomery, Alabama

Blount Cultural Park – Montgomery, Alabama

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Giuro…sono un po’ folle!

Quando sogniamo dove va a finire l’anima? Sicuramente in un’altra dimensione. Io penso che la dimensione che varchiamo è quella che mette in contatto la nostra realtà con la nostra spiritualità.
Da sempre l’uomo cerca di interpretare il sogno, ma ciò è veramente possibile? Non so, ma a volte credo che il sogno possa trasmettere informazioni e nell’assurdo del mio pensiero, un contatto con i miei antenati, non dico nostri, ma miei perchè è un pensiero talmente folle che condividerlo è troppo sfacciato.
I sogni possomo apportare positività mentre altri possono rappresentare la stilla che innesca la negatività, la paura, ad esempio gli incubi. Il sogno non si può controllare ecco perchè credo chea bbiano un fondo di verità/realtà.
Sono convinta che i sogni hanno spesso influenzato la vita di molti.
Gli occidentali credono meno a questo mondo onirico, alcuni popoli orientali, gli aborigini, la tribù indiana degli Irochesi d’America, ad esempio, culturalmente affermano che il sogno aiuta a comunicare con il mondo degli spiriti.
Non sognate mai persone che vi sono appartenute e non ci sono più? Io si, e non mi hanno mai dato i “numeri”, ma precise indicazioni, come mio padre. Lo so folle, chiamatemi folle, ma sta follia la difendo perchè ci credo profondamente e ne ho le dimostrazioni. La mia mente dopo il coma è stata “studiata” ma non psicoanalizzata o quant’altro, quello l’ho rifiutato per una serie di motivi difficili qui da descrivere e far capire. Tracce di follia non ne sono state trovate, ma qualcosa di particolare si…
I sogni sono anche i desideri che vorremmo realizzare, con questo non dico che confondo sogno e realtà, le due cose rimangono ben distinte, dipende da noi dare a loro la potenzialità giusta.

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Fatto questo bel discorsetto da “pazza” (parola che mi si è appiccicata addosso da quando sono piccola) chiedo a chiunque passi di qua se avete conoscenza, sentore o se potete darmi un’idea di cosa rappresenti o a che civiltà appartenga la fascia sulla fronte, rappresentata nel disegno, i pendenti ai lati non sono orecchini ma strisce di tessuto. Potrebbe essere bianca e rossa, con pietre dure e/o brillanti.
Grazie.

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Donne

” Le donne, come i sogni,non sono mai come tu le vorresti.”  (L.Pirandello)

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Posso dire lo stesso degli uomini?

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Buona serata blogger!!!

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Io sogno…

Ho avuto, e ho, diversi sogni nel cassetto, anzi nel baule, li ho dovuti traferire perchè il mio più grande nel cassetto non entrava; qualcuno l’ho realizzato, altri so che non sarà mai possibile e allora sapete che faccio? Chiudo gli occhi, mi incammino e lascio che loro mi portino, dove vogliono loro, non dove voglio io. Lasciarsi andare ai sogni è spaziare con l’anima, la mente la lascio riposare.

Buona serata blogger!!!

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Vado a scuola

scuola di Pascal Plisson.

 

Jackson e sua sorella , Zahira e le amiche, Carlos e sua sorella, Samuel su una sedia a rotelle; per frequentare la scuola attraversano monti del Marocco, corrono nella sterminata savana keniota, affrontano le strade impervie e inesistenti dell’India e cavalcano in Patagonia. Chilometri di strada…

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Non lo definirei un film ma un documentario, mi ha strappato il cuore.
Andare a scuola, capire che l’istruzione è una strada impervia ma quella che ti forma, che ti fortifica, ti porta verso la bellezza…l’istruzione è l’unica salvezza per l’umanità, non possiamo non offrila ai bambini, è il modo per tirare fuori tutto ciò che hanno dentro: potenzialità, debolezze, amore, rabbia, gioia…..
I bambini qui presentati affrontano una dura realtà pur di frequentare la scuola.
Le vite presentate sono vite dure, ma che non mancano di poesia, di sogni.
Un film che dovremmo vedere noi genitori, e gli adulti in generale, e poi mostrarlo ai nostri figli.
I bambini protagonisti e le loro storie sono vere.

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Sogni

“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare.”

(Arthur Schopenhauer)

VISIONE CHE VOLA

 

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I bambini sanno

i bambini sanno

di Walter Veltroni

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La voce conduttrice entra nei cuori di fanciulli puliti, puri; ne scandaglia l’intimità con dolcezza mostrando ragazzi di questo millennio che ben sanno cosa è l’esistenza. Sanno parlare di fede, di lavoro, della famiglia, dell’amore, delle speranze, delle incertezze, del dolore. E dei loro sogni.

 

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Film del 2015, un viaggio nel mondo dei ragazzi (italiani e no) tra gli 6 e i 13 anni, un’età dove molti bambini iniziano a diventare grandi. Bambini che hanno sofferto l’abbandono, la diversità, la malattia… Un’esplorazione in un mondo che ci circonda ma che conosciamo davvero? I bambini ci osservano e “sanno” più di quello che noi crediamo, i bambini posso insegnarci tanto.
Un Veltroni regista che non mi è dispiaciuto. Non guardate il film con superficialità ma pensando a quale mondo stiamo lasciando a questa nuova forza vitale.

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