TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Sogno? O son desta?

Immagine creata da Paola Bernardi, con pittura digitale.

 

Sogno di una notte di mezza estate, come la maggior parte di voi (o tutti 😉 ) saprà, è una commedia di William Shakespeare.
Ma qui non parlo certo di questo…ma dello spettacolo a cui ho assistito domenica pomeriggio a Roma, sfidando burrasche di pioggia e vento irrivrente.
Ma come mancare a questo appuntamento che (notare il sottotitolo sulla locandina) mi ha solleticato?
Il tema è ovviamente l’amore, che ci appare come un “sogno”, un “incanto”. Ma dai sogni ci si sveglia con la morbidezza dell’anima e mille colori che non sbiadiscono mai o facendoci cadere in una cruda realtà.
E allora in questo spettacolo c’è l’amore per convenienza che apparentemente è mieloso e appassionante, c’è il rapporto che non vuole vedere ciò che realmente sta accadendo: una frattura insanabile ma che viene tollerata cercando altre scappatoie, come l’infedeltà, e c’è l’amore omosessuale, che è dedizione, è scoperta, è purezza, è mettere i piedi ben saldi sulla terra quando lo si scopre.


E c’è l’amore di una vita vissuta tra alti e bassi, ma che attraversa il tempo
E come dice il sottotitolo, credetemi, c’è di che divertirsi, di che meravigliarsi, c’è su cosa riflettere con un pizzico d’irriverenza, ma con tanta realtà, quella che spezza la convenzione, quella che si fa finta di non conoscere ma poi la si vive.
Questa opera rompe gli schemi e come dice mia figlia incastra la fantasia (ampolline piene di una polvere magica che se spruzzata vi farà dormire….) e la leggerezza con la realtà.


Complimenti ai registi Barbara Bricca e Guido Del Vento per la stesura di questo testo che da origine a uno spettacolo surreale, bello, importante, con tanti significati dentro, da cercare, e si trovano, ve lo garantisco.
Bravi gli attori in ruoli non sempre facili, bella la coreografia, le luci, i costumi.

 

Scenografia ideata da Barbara Bricca, realizzata da Maria Antonietta Paradiso

 

 

fotografie di Melissa Reale

 

Annunci
28 commenti »

E continuo…

…a sognare. I miei sogni sono scritti nel cielo della notte.

13 commenti »

Meglio sognare

Quando il sonno non arriva penso all’immensità del mare, alla casa isolata nei vicoli vecchi e disabitati, ai tanti oggetti di famiglia ben allineati e conservati nella vetrina….ai rimpianti per non aver osato, alla forza del momento per aver deciso…ma poi mi dico che è meglio sognare, e allora esco e mi faccio un bagno nel buio della notte dove l’unico conforto sono quei meraviglisi puntini lumonosi che ricamano la seta nera del cielo.

16 commenti »

Fernando Pessoa

“Che gli Dei cambino a loro piacimento i miei sogni, ma non il dono di sognare.”

6 commenti »

Sognare

Quanto è bello sognare, ci vivrei nei sogni, ma poi arriva qualcosa o qualcuno a svegliarti, ti costringe a tornare nella realtà. E devo dire che a volte non mi dispiace neanche un pò.

 

Buonanotte blogger

20 commenti »

Sogno del cavaliere

Il “Sogno del cavaliere”, conservato nella National Gallery di Londra, è un’opera di Raffaello Sanzio che mi ha sempre attratto. Originalmente faceva parte dell’opera intitolata Tre Grazie.
Il cavaliere è ritratto addormentato tra due figure femminili che personificano Virtù e Piacere.
Adoro i raffinati colori di questo quadro, il velato azzurro delle colline, le figure.
Un vero “sogno”.

 

 

Buonanotte blogger!

10 commenti »

Il sogno nel cuore

Devo portare due sogni nel mio cuore, perchè devo continuare a dare alla mia vita sempre appigli a cui aggrapparmi per non scivolare… E’ sbagliato voler vivere sogni? Anche quelli che sembrano impossibile si avverino? Ho sempre creduto che sognare con intensità fa avverare ciò che desidero, a volte è accaduto, a volte no…ma ci voglio sempre credere. Sembra una voglia di onnipotenza quella di sognare che la realtà cambi, sembra che io voglia essere padrona della vita, pur sapendo di non esserlo…no, non è niente di questo. E’ voler portare ancora il sogno nella dura realtà della vita. E questa volta è dura davvero.

 

26 commenti »

Il GGG – Il Grande Gigante Gentile

 di Steven Spielberg

 

 

 

Londra: Sophia, bambina orfana, viene rapita da un gigante che la porta nel Paese dei giganti
Il gigante ha il compito di soffiare i sogni nelle camere delle persone e dei bambini che stanno dormendo; GGG porterà anche Sophia nel Paese dei Sogni; è un gigante dolce, gentile
Nel Paese vivono anche dei giganti terribili, che amano nutrirsi di bambini, a differenza di GGG che è vegetariano, i giganti mettono paura; la bambina vorrebbe eliminare la violenza che usano per imporsi, e quando scopre che vogliono fare una srage non esita, insieme al GGG, a presentarsi alla Regina d’Inghilterra per spiegargli la situazione

 

 

Il film è tratto da un libro che non ho letto quindi non posso fare confronti; la viosione del film mi è stata proposta dai bambini della mia vicina a cui ieri, per tre ore, ho fatto da “guardiana” come dice il più grande (7 anni).
Gli effetti speciali non mancano e legano la fantasia cinematografica a figure reali.
Una trama che strizza l’occhio alla diversità, vi si insinua l’ironia; una favola un po’ ingenua, innocente, una favola con una magia dentro: quella della speranza.
Sinceramente un po ne sono rimasta delusa, mi aspettavo di più da un regista come Spielberg, ma vale la pena vederlo, per sognare ancora un po l’infanzia e abbandonare il disincanto della vita; i bambini si sono comunque incantati e divertiti con la figura del GGG.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

14 commenti »

Ombre…

“Anche il
sogno
non è che
un’ombra..”

Wiliam Shakespeare

 

17 commenti »

Un sogno di don Bosco

Leggevo degli aricoli sul calcio, mi sono imbattuta in questa storia davvero carina, e visto che è iniziato il campionato ho pensato di postarla…

 

E Dio creò il calcio

L’angelo era titubante, tossicchiò con discrezione per avvertire il Principale della sua presenza. Dio naturalmente stava creando.
“C’è qui don Bosco che vorrebbe avere un colloquio”
“Uh, il caro Giovanni, fallo entrare, fallo entrare” disse il Signore.
Don Bosco entrò con la berretta in mano.
“Buongiorno, Signore”
“Vieni, Giovanni, vedo che non hai cambiatola veste talare e che hai un bello strappo lì al fondo”.
“Giocando a Barra Rotta, una ragazzino mi ha pestato la veste, proprio mentre stavo correndo all’inseguimento di un’altro, che era velocissimo. Ma l’avrei preso, eh!”
“Non ne dubito, Giovanni. Ti ho fatto piuttosto in gamba… Sono contento di vedere che ti piaccia ancora giocare”.
“Proprio per questo sono qui, Signore. Tu sai quanto sia importante per me che i ragazzi abbiano lo spazio per scatenarsi nel gioco e nell’allegria.”
“Lo dici a me, che li ho inventati! Le urla dei ragazzi in un cortile sono la mia musica preferita: i cori degli angeli sono così noiosi…”
“Scusami, Signore. Ma trovo che i giochi che abbiamo richiedano trampoli, corde, bastoni o hanno regole complicate. Non potresti inventare un gioco semplice semplice, che piaccia a tutti i bambini del mondo, che si possa giocare dovunque, in un cortile, un prato, una piazza, in uno spazio grande come in uno piccolo, al freddo e al caldo, con le scarpe e a piedi nudi? Che ne dici?”
Il buon Dio sorrise: “E’ una buona idea. Penso di potercela fare. Sarà un regalo per i tuoi oratori”.
“Grazie, Signore” disse don Bosco e si congedò con un devoto inchino. Dopo un pò Dio si rialzò trionfante e disse “Fatto!”.
Il Signore chiamò l’angelo assistente: “Trovami subito ventidue giovani angeli in forma per un esperimento. Devo collaudare la mia idea”.
In Paradiso, le cose si fanno in fretta e così un attimo dopo, ventidue angeli divisi in due squadra si affrontavano in un duello accanito dietro ad un pallone.
Il Signore guardava compiaciuto: “Lo chiamerò calcio e divertirà i ragazzi di tutto il mondo. Gli oratori di don Bosco lo apprezzeranno parecchio”.
Anche i ventidue angioletti si divertivano fin troppo.
Ad un certo punto uno dei giocatori intervenne un po’ troppo rudemente sulle gambe di un avversario e ne nacque una zuffa furiosa.
Il Buon Dio si rabbuiò un pochino:”Devo fare un ritocco” disse.
Tornò al lavoro e creò l’arbitro.

 

16 commenti »