TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Finalmente!

Una buona notizia!
Il sindaco di uno dei paesi vicini ha ufficialmente dichiarato che in questa settimana non c’è stato nessun contagio, evviva! Complimenti a lui per le ordinanze che ha erogato subito e ai cittadini che le hanno rispettate.
Non sapete quanto sono felice!

“Nell’ora delle tenebre aiutaci, o Padre…”

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La domanda…

…del momento, quando ti chiamano al cellulare o arrivano messaggi (visto l’isolamento) è: Ma non vi annoiate tutto il giorno? Ma vi sopportate?
Sinceramente ormai rispondo con battute ironiche…perchè mi sono stancata di dire che non ci annoiamo e ci sopportiamo.
E mentre  aspettiamo tempi migliori il nostro tempo lo passiamo amandoci, come abbiamo sempre fatto.
E intanto al mattino presto esco e passeggio e respiro l’aria fresca che scende dai monti e che gli alberi conservano e ossigenano.
E penso che il dono grande che ho ricevuto è il creato, e dopo il creato l’umanità che mi circonda che accetto e rispetto, ma che vorrei rispettasse e accettasse.
Quanto mi piacerebbe che dopo il passaggio di questo periodo difficile si trovasse un equilibrio, con noi stessi, con le nostre necessità, ma che soprattutto trovassimo un armonia con la natura, che rispettassimo questo mondo, sanandolo e preservandolo per chi verrà dopo di noi.
E certo che sono una sognatrice, tanti di voi lo penseranno, qualcuno penserà che non ho una visione reale ma solo fantastica della vita, qualcuno si domanderà se sono consapevole di ciò che scrivo…e io vi dico di si, che sono consapevole, che sogno ma son desta, che non ce la faccio ad arrendermi al pensiero che non ci possa essere un cambiamneto, costi quel che costi.
E penso sempre alle parole di Yurij Gagarin, lo ricordate? Il primo uomo a volare nello spazio…

“VEDO LA TERRA! E’ COSI’ BELLA!”
E non posso arrendermi.

 

 

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Una melodia…

Voglio pensare che questa notte gli Angeli intonino melodie musicali per accompagnare il viaggio di chi con tenacia e forza sta tentando di scalare la montagna della speranza.

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Quando arriverà questo presente?

“Se si è depressi, si vive nel passato.
Se siete ansiosi, si vive nel futuro.
Se si è in pace, si vive nel presente.”

Lao Tzu

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Bambini

Il loro sorriso senza falsità, la luce dei loro occhi, la loro energia…solo loro in questo momento mi fanno pensare che il mondo ha un futuro…la potenza d’amore che ho provato quando ho visto mia figlia la prima volta non è sepolta in un angoletto del mio cuore, torna forte ogni volta che un bimbo nasce in questo mondo.
In questo momento di caos, perchè così vedo il mondo degli adulti, il dono più grande sono loro. I bambini.

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Speriamo non sia un sogno…

Secondo i ricercatori del Massachussets General Hospital di Boston, i discorsi prolissi, contorti e ripetitivi possono essere sintomo del morbo di Alzheimer. Lo studio è stato fatto anche esaminando i scritti di Agatha Christie, Ronald Reagan, Iris Murdoch…altri politici e scrittori; a tutti fu diagnosticata questa malattia degenerativa, nelle loro opere sono stati riscontrati un calo del lessico, ripetizioni di vocaboli generici, vocabolario ristretto. I ricercatori sperano che nell’arco di cinque anni posano preparare un test psicologico di valutazione del linguaggio che aiuti a diagnosticare precocemente questa terribile patologia.

 

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Demoni

I demoni della notte
mi vengono a cercare

con gli occhi dei
bambini tra le macerie

con il sngue rappreso
delle donne violate

con le membra spezzate
degli uomini guerrieri.

E anelo l’alba di un nuovo giorno.

Paola.

 

 

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Caos

Silenzi antichi
tra possenti
mura buie

odore d’incenso
sprigiona pensieri
di riti senza
– tempo –

litanie di
lamentose invocazioni
cercano il saldo
della vita

prima dell’ultimo
– distacco –

Nella maestosa navata
cerco ordine
nel caos della
morte.

Paola

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La ragazza che guardava il cielo -Alberto Reggiori

“Cominciava a conoscere il cerchio delle stagioni, gli acquazzoni con l’arcobaleno, i cieli solcati dalle andide nubi imponenti come velieri, i campi prosciugati durante la siccità, il sorgere del sole quando accompagnava la madre a prendere l’acqua, i tramonti gialli e caldi mentre si accendevano i primi fuochi per cucinare la cena, le paurose notti nere come la pece ….Epoi i saggi consigli che sua madre le regalava durante il cammino, o le storie spaventose, piene di spiriti e malochio….”

ragazza-guardava-cielo-reggiori_5_1  Zamu nasce in Uganda nel 1962.
Mentre la madre grida di dolore viene sancita l’indipendenza del Paese che però scivolerà nella dittatura.
Zamu è intelligente e forte, vuole studiare, ma ciò non gli impedisce di essere data come sposa, a solo sedici anni, ad un uomo mai visto e tanto più vecchio di lei.
Zamu tra un matrimonio e l’altro avrà dei figli che crescerà da sola, nella disperazione, fino ad arrivare ad una disperazione immensa, quando gli verrà diagnosticata l’Aids.
Zamu conoscerà l’Amore di una forza divina che gli farà comprendere la fede e la porterà a lottare per se ma soprattutto per gli altri. Per questo Amore cambierà il suo nome in Veronica.

 

“Le vie di accesso al continente nero erano costellate di croci piantate su tumuli di terra. L’Africa non si concedeva a buon prezzo e usava le sue invincibili armi per non lasciarsi violare: le malattie, il clima e la natura feroce”

Non è un racconto di fantasia, è una storia vera di una giovane donna malata, che ha conosciuto violenza, dolore, abbandono, miseria, ma anche speranza e riscatto. A raccontarla in questo meraviglioso libro è Alberto Reggiori, il medico italiano che ha curato Zamu a Hoima.
Troveremo tradizioni africane ancestrali, come la sposa bambina, la pratica di fango e cenere che da secoli le levatrici spalmano sulle partorienti durante il travaglio, conosceremo la fuga dalla guerra, il flagello devastante dell’Aids, conosceremo l’Avsi* e il Meeting Point**, conosceremo l’Highly Active Anti-Retroviral Therapy , combinazione di tre farmaci che tiene in vita molti malati di AIDS.
Il libro ha un’impronta cristiano/cattolica, ma è scritto con umiltà e immensa umanità.
Mi ha commosso questo libro, la storia di questa donna è struggente e dolorosa, ma non so perchè mi fa sognare di un’Africa meravigliosa, dove ancora, in alcune zone, le donne non possono frequentare la scuola e sono trattate come merce.
Mi ha affascinato la forza di questa giovane che non ha mai rinunciato a guardare le stelle e pregare (e posso solo immaginare quanto sia bello il cielo stellato in quel travagliato meravigliso continente), che non ha esitato a farsi chiamare Veronica, colei che allevia…

“…una tradizione africana: chi guarda un leone negli occhi e sopravvive sarà invincibile.”

* AVSI: fondazione per uno sviluppo sostenibile e capace di rispondere ai bisogni reali delle persone, impegnata soprattutto alla difesa e valorizzazione della dignità della persona.
** Meeting Point:centro creato da un malato di AIDS per trattare in modo più umano chi è ammalato.

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Bianco su Nero – Ruben Gallego

bianco-su-nero “…io piangevo sui libri.Come accade anche per gli uomini, ci sono libri e libri…anche i fumetti sono libri…non fanno piangere i bambini. Perchè bambini allegri non hanno alcun bisogno di piangere sui libri…invce io leggevo un libro, e piangevo .Piangevo di impotenza e di invidia…Certi libri ti fanno cambiare il modo in cui vedi il mondo, dopo certi libri vorresti morire, oppure vivere diversamente.
Se vuoi capire qualcosa, o chiedi a qualcuno, o chiedi ad un libro. Anche i libri sono uomini. E come gli uomini, anche i libri ti possono aiutare; e come gli uomini, anche i libri mentono. Io non leggevo tanto per leggere, io volevo capire come era fatto il mondo. volevo sapere come stare al mondo….”

 
Mosca, 1968,: la figlia del segretario del partito comunista spagnolo in esilio e uno studente venezuelano hanno una relazione, da questa nascono due gemelli, uno muore subito, l’altro, cerebroleso, non usa nè braccia nè gambe; tolto alla madre, viene internato in un orfanotrofio insieme ad altri handicappati. L’altro è Rubén.

 

“Il programma prevedeva che gli studenti ci coinvolgessero in qualche iniziativa, che ci aiutassero a fare i compiti e via discorrendo. la maggior parte di loro, però, ci guardava come se avessimo vauto la lebbra…Come descivere altrimenti i loro occhi strabuzzati e il malcelato disgisto?”
Dopo una serie di trasferimenti, nel 1990, riesce a scappare dall’ultimo ospizio che srebbe stata per lui la soglia della morte.

 

“…L’automobile si allontana a tuta velocità dall’ospizio, dalla prigione e da quel bastardo di guardiamo. Che bellezza.
La libertà.”
aurora Rubén inizia le ricerche per ritrovare la madre e quando la incontrerà inizierà a scrivere la sua storia.

 
Un libro autobiografico (il bambino sulla copertina è lui), un romanzo agghiacciante che narra l’orrore con cui ha attraversato l’infanzia.

 

“…per un attimo, un attimo solo, rammentò d’essere stato un uomo…Era finita. prima c’era un uomo, ora non c’è più.”

gallego                                                            gallego_33

Battendo sul computer con un solo dito, Ruben libera tutti i suoi ricordi e ci racconta di sopravvivenza, infelicità, solitudine, impotenza, umiliazione, fame, freddo…
Non manca l’ironia in questo libro e nenanche la poesia (il cane, la studentessa che danza…), non è un libro patetico, anzi, c’è la forza di vivere. Nonostante tutto.
Vi commuoverete, emozionerete, soffrirete, vi si torcerà lo stomaco nel cercare di immaginare….cercare, perchè è impossibile capire fino in fondo se non si vivono situazioni tragiche come questa, ma vi leggerete anche tanta speranza.
Se non avete paura di “sapere” leggetelo, anche se in modi diversi, l’uomo, in ogni parte del mondo, sa pianificare e creare il male, l’assurda cattiveria.
Non è un capolavoro, la scrittura, anche per ovvi motivi, non è ricercata, ma proprio la sua semplicità, essenzialità vi farà leggere senza intoppi tutto il racconto.
Ho trovato molto toccante il capitolo: La spagnola.

ruben

“… In russo si può tradurre quasi tutto…Quasi tutto. Quasi..,I go. Una frase intraducibile in russo.”

“Questa è l’America. Qui tutto si compra e tutto si vende. E’ un paese crudele, tremendo. Dove non puoi contare sulla pietà. Ma di pietà ho già fatto indigestione in Russia. Il business mi va più che bene.
Questa è l’America.
-Cosa vende?-
-Un giorno di libertà…-“

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