TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

L’Infanzia in un TAG!

Oggi propongo questo tag che mi piace tantissimo. Devo ringraziare la mia dolce amica Shio del blog Il mondo di Shioren (https://ilmondodishioren.wordpress.com) per avermi nominato.
Ecco cosa dice per presentarlo “…questo piccolo tag creato per farci cullare nei nostri ricordi dell’infanzia quella più lontana e remota…”,  allora mi butto nei miei ricordi 😉

 

Le regole:
– Usare l’immagine del tag
– taggare e nominare l’ideatore
– Elencare usando anche delle immagini almeno 5 giochi/oggetti legati alla vostra infanzia (da 0 a 12 anni max)
– Nominare, taggare e avvisare almeno 5 amici blogger
– Divertirvi

 

E iniziamo…

1- La bambola Silvia.
Parto da ciò che ho avuto più caro…la mia bella bambola, l’unica per me. Mia compagna inseparabile. Mia mamma aveva cucito per lei un intero guardaroba. L’ho conservata fino ai miei 28 anni, poi quando i miei vicini di casa hanno avuto un crollo finanziario, era di Natale, non potevano comprare giocattoli per la loro bambina di 6 anni, allora gliel’ho donata. Ditemi che sono ridicola, ma la penso sempre e in ogni mercatino dell’usato che visito, la cerco, nella folle illusione di trovarla.

 

2- Pentoline e frutta in plastica.
Adoravo giocare con la frutta colorata, avevo una amica, Pina, che a volte cercava di morderla perchè tutti quei colori la inebriavano al punto di crederla vera, eravamo bambini davvero ingenui.

 

3- Cartella di scuola.
Avevo una cartella scolastica verde, il modello era molto simile a questo della foto; sopra aveva dei fiori in plastica di colori flou: fuxia, gialli, arancio…era carinissima.

4- Macchina da cucire.
E’ stato un regalo della mia nonna, la conservo gelosamente.

5- Scarpe.
E come dimenticare le scarpe con gli occhi! Impossibile, io li avevo blu per i jeans (e si jeans perchè me li cuciva mia mamma…), bianchi e rossi…non erano bellissimi ma quanto erano comodi!

 

Ed ora invito:

https://argentoblu.wordpress.com

https://fabianaschianchi.wordpress.com

https://giacani.wordpress.com

https://diolontanoevicino.wordpress.com

https://ladimoradelpensiero.wordpress.com

Coraggio, tuffatevi nel passato!

 

E ora lasciatemi dire che nella mia infanzia la notte di San Lorenzo era un’avvenimento, tutti in giardino a guardare il cielo, fino a quando noi bambini non crollavamo dal sonno e mia mamma e mio papà ci tenvano stretti a loro. Fino a quando? Non l’ho mai saputo, mi risvegliavo nel mio lettino. Come potrei dimenticare? E ora vi saluto blogger, vado in giardino con mia figlia e pelosi ad aspettare una stella…

 

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L’Orsa

L’Orsa maggiore è una costellazione molto luminosa, visibile sempre, in ogni periodo dell’anno e ad ogni ora della notte; non è molto lontana dalla Stella Polare.
Le sette stelle più brillanti dell’Orsa formano il Grande Carro, anche se quest’ultima è considerata una costellazione se stante, forse perchè è tra le più riconoscibili.
Tra le sette stelle sono riconoscibili Mizar e Alcor che ruotano una attorno all’altra. Alcor è visibile solo nelle notti molto buie essendo piccola e poco luminosa.
Secondo la mitologia greca l’Orsa è Callisto.
Callisto era una bellissima ninfa, la favorita della dea Diana, a cui aveva giurato di non sposarsi mai.
Zeus però si innamorò di Callisto e la amò segretamente, dalla loro unione nacque Arcade. La gelosissima moglie di Zeus, Era, la trasformò in un’orsa, desiderando che fosse uccisa da un cacciatore.
Arcade, ignaro di ciò che era accaduto alla madre, crescendo divenne un abile cacciatore. Proprio lui incontrò l’orsa che avendolo riconosciuto gli andò incontro, ma il giovane, impaurito e senza sapere che era la sua bella madre, tentò di trafiggerla con una freccia.


Zeus, impietosito da quello che sarebbe stato un delitto, lo fermò, tramutò il giovane nella stella Arturo (che si trova nella curvatura della coda dell’Orsa) e la madre nell’Orsa Maggiore; Zeus lanciò Callisto in cielo tenendola per la coda che si allungò smisuratamente.
Era, non avendo la soddisfazione di vedere la ninfa morta chiese aiuto a Teti, che lanciò una maledizione che condannò madre e figlio a vagare per sempre nel cielo e non riposare mai sotto l’orizzonte.

 

 

“Vaghe stelle dell’Orsa, io non credea
tornare ancor per uso a contemplarvi
sul paterno giardino scintillanti…”

(dalle Ricordanze)

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Stelle

“E quindi uscimmo a riveder le stelle” (Dante Alighieri)

Fa freddo, tanto, ma non ho rinunciato a guardare il cielo, è stellato, il firmamento è infinito, io mi sento piccola piccola davanti a tanta meraviglia, ma anche i piccoli vivono giornate speciali. Oggi per me è stato così, una giornata speciale.

Buonanotte blogger!

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Auguri

Questa mattina ho incontrato diverse persone che conosco, tutte mi hanno lasciato gli auguri per queste feste, ho contraccambiato per lo più con le solite frasi, quelle comuni, anche abbastanza impersonali, ma questo è quello che sentivo, quasi distratta.  Nel pomeriggio ho pensato a cosa vorrei veramente in questo Natale, cosa vorrei augurare a chi voglio bene, compresi gli amici virtuali, perchè tutti quelli con cui ho contatto, così li reputo e mi ci sono affezionata, chi per una caratteristica, chi per un’altra. Tornando agli auguri ecco cosa vorrei: tante stelle colorate che ridiano colore al grigio cupo di questo momento socialmente difficile; tanto amore perchè le notti insonni di chi ha problemi si trasformino in velluto, dove carezze e baci scaccino gli incubi e i mostri del giorno.

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10 Agosto – San Lorenzo

stelle1Cosa chiederò alle stelle questa notte?
Chiederò un viaggio…ma nei ricordi. Un viaggio con immagini nitide, ricordo degli odori, delle risate; chiederò di tornare indietro nel tempo, alle belle notti passate con il naso all’insù nel giorno di San Lorenzo.
Perchè a Roma c’è una forte tradizione attorno a questo santo e mio padre ci regalava sempre una notte diversa. Fin da picoli ci caricava in macchina (mitica 600) e ci portava sull’Appia Antica, in un tratto dove i resti antichi fanno da padroni assoluti e, mentre io e i miei fratelli scivolavamo nel sonno, lui e mia madre stavano lì, sul vecchio plaid, abbracciati ad aspettre di vedere le stelle cadenti; e quando siamo diventati adolescenti ci organizzava una notte sulla spiaggia, con tanti amici, fuoco, risate, chitarra, mangiadischi portatile, balli; o sulla cima del monte Teminillo o Campocatino, sotto un magnifico cielo stellato…Dio mio che bei ricordi! Un pò di nostalgia mi assale. Mio padre, il suo profumo, i suoi occhi a mandorla scuri come la brace, la sua carezza, il suo abbraccio forte e rassicurante, il suo sorriso…Ecco, questa notte chiederò un viaggio nella memoria che non mi tradisca mai.

perseLa notte di san Lorenzo è associata al fenomeno delle stelle cadenti, che evocano i carboni ardenti su cui il santo fu martirizzato; in quei giorni possiamo vedere lo sciame delle Perseidi e l’atmosfera è attraversata da un numero di piccole meteore molto più alto del normale. Il fenomeno risulta particolarmente visibile alle nostre latitudini in quanto il cielo estivo è spesso sereno.

 

san lorOriginario di Aragona, alle falde dei Pirenei (Spagna), San Lorenzo fu uno dei sette diaconi di Roma.
Molto giovane completò gli studi umanistici e teologici a Saragozza dove conobbe il futuro papa Sisto II, insieme lasciarono la Spagna per trasferirsi a Roma.
Quando il 30 agosto 257 Sisto fu eletto vescovo di Roma, affidò a Lorenzo il compito di arcidiacono, cioè di responsabile delle attività caritative nella diocesi di Roma, di cui beneficiavano 1500 persone fra poveri e vedove. Nell’agosto 258 l’imperatore Valeriano aveva emanato un editto, secondo il quale tutti i vescovi, i presbiteri e i diaconi dovevano essere messi a morte: l’editto fu eseguito immediatamente a Roma. Sorpreso mentre celebrava l’eucaristia nelle catacombe di San Callisto, papa Sisto II fu ucciso insieme a quattro dei suoi diaconi, il 6 agosto; quattro giorni dopo il 10 agosto fu la volta di Lorenzo, che aveva 33 anni.
A partire dal IV secolo Lorenzo è stato uno dei martiri più venerati nella Chiesa di Roma e che è radicato profondamente nella tradizione popolare .san_lorenzo Del martirio subito non si hanno certezze: non si sa se fu veramente bruciato sulla graticola messa sul fuoco ardente; di questo santo si sono sempre fatti racconti leggendari, come su molti martiri dell’epoca. La tradizione vuole che un soldato romano che assistette al supplizio raccolse con uno straccio gocce di sangue e grasso mentre il martire spirava, portandole al paese di Amaseno (FR) dove la reliquia è tuttora custodita e ogni 10 di agosto avviene il miracolo della liquefazione del sangue del santo. Nel Medioevo una delle leggende diceva che il corpo del martire fu fatto a pezzi e dato in pasto alla plebe pagana vittima di una carestia. La tradizione dice anche che a Lorenzo fu promessa salva la vita se avesse consegnato i tesori della Chiesa entro tre giorni. Del martirio, in modo più credibile c’è la testimonianza di Ambrogio che racconta dell’incontro e del dialogo fra Lorenzo e il Papa, della distribuzione dei beni della Chiesa ai poveri, infine parla della graticola, strumento del supplizio; c’è la testimonianza di Agostino d’Ippona; di Leone Magno; di  alcune formule liturgiche contenute nei Sacramentali romani…
Sisto III (432-440) costruì una grande basilica con tre navate, appoggiata all’antica chiesa, sulla sommità della collina dove Lorenzo fu seppellito. Nel XIII secolo Onorio III unificò i due edifici, che costituiscono la basilica che esiste tutt’oggi.
San Lorenzo è patrono di bibliotecari, cuochi, librai, pasticcieri, vermicellai, pompieri, rosticcieri e lavoratori del vetro. È patrono della città di Grosseto, Tivoli, Sant’Agata li Battiati (Catania), Aidone (Enna) dove si venera anche una sua reliquia; è uno dei tre patroni della città di Perugia e di Viterbo.
molto venerato.
A Roma gli sono dedicate sei basiliche:
San Lorenzo fuori le mura, nel luogo in cui fu sepolto
San Lorenzo in Miranda, nel luogo in cui sarebbe stato condannato a morte
San Lorenzo in Lucina
San Lorenzo in Damaso
San Lorenzo in Fonte, nel luogo in cui fu imprigionato dal centurione Ippolito.
San Lorenzo in Panisperna, nel luogo in cui fu martirizzato.

X Agosto

San Lorenzo , io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.


Ritornava una rondine al tetto :
l’uccisero: cadde tra i spini;
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.


Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.


Anche un uomo tornava al suo nido:
l’uccisero: disse: Perdono ;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono.


Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.


E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d’un pianto di stelle lo inondi
quest’atomo opaco del Male!

Giovanni Pascoli

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Un invito a cena

1700-4362Circa un’ora fa mio marito mi chiama e mi dice: “Venerdì sera verresti a cena con me in un posto speciale, sotto le stelle?” Potevo dire di no? E ancora mi stupisco, dopo tanti anni di queste attenzioni, di come andiamo avanti insieme nel bene e nel male, di come abbiamo attraversato un paio di crisi cercando di mantenere le promesse che ci eravamo fatti anni fa…Passato, futuro, complicità, conoscenza, sostegno….

“E da allora sono perchè tu sei, e da allora sei, sono e siamo, e per amor sarò, sarai, saremo.”  Pablo Neruda

 

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Romanticheria

Sarà una romanticheria, ma vorrei tanto che le popolazioni colpite da questo devastante e interminabile sisma, potessero alzare gli occhi questa notte e guardare nella luce delle stelle una speranza, e non ancora ballare come la notte appena trascorsa.

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