TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Pasqua!

E che sia d’Amore e Pace! Per chiunque passi in questo blog ❤

Il mio “tortolo”, pane dolce/salato tipico del pase dove ho vissuto per qualche anno e di questa zona.

Viva le tradizioni italiane! Sanno di famiglia

cuzzupe – Calabria

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Tradizioni dal passato..

Il simbolo principale di queste feste natalizie è l’albero di Natale.
Le sue origini arrivano dai paesi nordici, in particolare dalle regioni a nord del Reno.
Proprio qui c’era l’usanza di scegliere il ceppo migliore di una quercia o di un abete e bruciarlo nella propria casa, tutta la famiglia riunita, dal giorno di Natale per dodici giorni. L’usanza nasceva dal desiderio di bruciare il passato e cercare segni di presagio per l’anno successivo.
Oggi l’albero si decora con luci, palline, fili, bacche, biscotti…
Il Natale è una festa evocativa, ricca d’immagini.
A me piacerebbe che fosse meno “brillante” e più “emotiva”.

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Giovedì Grasso

Imst è una cittadina che dista da Innsbruck, Austria, circa 60 km; è famosa per il suo carnevale, Schemenlaufen, che si svolge ogni tre/quattro anni la domenica prima del Giovedì Grasso.
I figuranti sono unicamente uomini, sia che si tratti di rappresentazioni di figure maschili che femminili, le donne invece realizzano i costumi ricchi di dettagli.
La caratteristica sono le maschere in legno.
Il Carnevale di Imst, dal 2012, fa parte del patrimonio culturale UNESCO.
Il segnale di partenza del corteo è decretato dal Vorroller, che usa una sorta di scopa, Pemsi, composta da ramoscelli di salice, questa maschera è una vera autorità, tutti dvono obbedire ai suoi ordini; poi ci sono i Roller, che indossano una maschera femminile dal volto giovane e con un’acconciatura floreale, sono aggraziati nelle movenze e ballano attorno ai Scheller che invece indossano una maschera dal volto rugoso, questi sono impacciati e goffi, entrambe le maschere portano in vita delle cinture a cui sono appese campanelle, nel caso dei Roller, campanacci nel caso dei Scheller; la danza si chiama Gangi, per tenere tutti a debita distanza dai ballerini ci sono i Sakner e gli Spritzer che non esitano ad usare pistole riempite ad acqua per mantenere l’ordine.


Nel corteo ci sono anche orsi, streghe , cacciatori…un grande e varipinto, rumoroso, gioioso (ci sono anche scherzi per i visitatori) spettacolo che ha lo scopo di allontanare il buio dei mesi invernali per avviarsi verso la primavera.
Ad Imst dal 1993 è stata restaurata la Casa del Carnevale, un museo che vi trasporta nella storia di questa tradizione dal 1930 ad oggi e dove viene spiegata la creazione della maschera carnevalesca.
Era un nostro desiderio potervi partecipare, ma causa Covid….speriamo presto si possano ristabilire tante belle tradizioni.

 

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Si avvicina…

…l’ultimo giorno dell’anno.
Manterrete alcune tradizioni? 
Mangerete le lenticchie? Ricordatevi che ogni lenticchia è una monetina d’oro!
Indosserete qualcosa di nuovo e qualcosa di vecchio?
E un indumento intimo color rosso?

 

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La ragazza che guardava il cielo -Alberto Reggiori

“Cominciava a conoscere il cerchio delle stagioni, gli acquazzoni con l’arcobaleno, i cieli solcati dalle andide nubi imponenti come velieri, i campi prosciugati durante la siccità, il sorgere del sole quando accompagnava la madre a prendere l’acqua, i tramonti gialli e caldi mentre si accendevano i primi fuochi per cucinare la cena, le paurose notti nere come la pece ….Epoi i saggi consigli che sua madre le regalava durante il cammino, o le storie spaventose, piene di spiriti e malochio….”

ragazza-guardava-cielo-reggiori_5_1  Zamu nasce in Uganda nel 1962.
Mentre la madre grida di dolore viene sancita l’indipendenza del Paese che però scivolerà nella dittatura.
Zamu è intelligente e forte, vuole studiare, ma ciò non gli impedisce di essere data come sposa, a solo sedici anni, ad un uomo mai visto e tanto più vecchio di lei.
Zamu tra un matrimonio e l’altro avrà dei figli che crescerà da sola, nella disperazione, fino ad arrivare ad una disperazione immensa, quando gli verrà diagnosticata l’Aids.
Zamu conoscerà l’Amore di una forza divina che gli farà comprendere la fede e la porterà a lottare per se ma soprattutto per gli altri. Per questo Amore cambierà il suo nome in Veronica.

 

“Le vie di accesso al continente nero erano costellate di croci piantate su tumuli di terra. L’Africa non si concedeva a buon prezzo e usava le sue invincibili armi per non lasciarsi violare: le malattie, il clima e la natura feroce”

Non è un racconto di fantasia, è una storia vera di una giovane donna malata, che ha conosciuto violenza, dolore, abbandono, miseria, ma anche speranza e riscatto. A raccontarla in questo meraviglioso libro è Alberto Reggiori, il medico italiano che ha curato Zamu a Hoima.
Troveremo tradizioni africane ancestrali, come la sposa bambina, la pratica di fango e cenere che da secoli le levatrici spalmano sulle partorienti durante il travaglio, conosceremo la fuga dalla guerra, il flagello devastante dell’Aids, conosceremo l’Avsi* e il Meeting Point**, conosceremo l’Highly Active Anti-Retroviral Therapy , combinazione di tre farmaci che tiene in vita molti malati di AIDS.
Il libro ha un’impronta cristiano/cattolica, ma è scritto con umiltà e immensa umanità.
Mi ha commosso questo libro, la storia di questa donna è struggente e dolorosa, ma non so perchè mi fa sognare di un’Africa meravigliosa, dove ancora, in alcune zone, le donne non possono frequentare la scuola e sono trattate come merce.
Mi ha affascinato la forza di questa giovane che non ha mai rinunciato a guardare le stelle e pregare (e posso solo immaginare quanto sia bello il cielo stellato in quel travagliato meravigliso continente), che non ha esitato a farsi chiamare Veronica, colei che allevia…

“…una tradizione africana: chi guarda un leone negli occhi e sopravvive sarà invincibile.”

* AVSI: fondazione per uno sviluppo sostenibile e capace di rispondere ai bisogni reali delle persone, impegnata soprattutto alla difesa e valorizzazione della dignità della persona.
** Meeting Point:centro creato da un malato di AIDS per trattare in modo più umano chi è ammalato.

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