TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

La forma dell’acqua – The Shape of Water

di Guillermo Del Toro

 

 

1963, Stati Uniti, nello specifico Baltimora, primi anni della Guerra Fredda.
Elisa è muta, giovane, vispa e sola, lavora come donna delle puizie in un laboratorio scientifico di massima sicurezza voluto dal governo. E’ affiancata da Zelda, afroamericana, unica amica
Scoprono, all’interno dl laboratorio una misteriosa creatura anfibia ricoperta di scaglie e occhi dorati, con sembianze di un umano, di grande intelligenza e sensibilità, è incatenato nella vasca del laboratorio.
Elisa, tra dialoghi gestuali, uova bollite e musica riesce a comunicare con la creatura, nasce una storia d’amore, sentimentale ed erotica, che la donna difenderà fino all’estremo anche aiutata da Giles, omosessuale, pittore sottopagato, amico e vicino di casa
Strickland, aguzzino della Cia, apparentemente virile, incapace di godersi la famiglia, sarà il nemico peggiore della creatura, che sottoporrà a dolorosi esperimenti per poterlo eventualmente usare contro i russi

 

 

Film pluripremiato che oscilla tra realtà e fantasia.
Film suggestivo, quasi fiabesco, un film “bello”. Complimenti al regista, sempre visionario ma coinvolgente, che sa creare incredibili atmosfere.
Una storia d’amore fantasy con dentro politica, congetture, thriller, dolore, umanità, emozione.
Un film romantico dove i silenzi si trasformano in sentimenti; due entità diverse ma simili nell’essere una ignorata dalla società, l’altro usato e rifiutato, “rifiuti” invisibili ma affascinati.
All’epoca dell’ambientazione la diversità sembrava non essere ammessa, ci si doveva nascondere…il regista credo abbia voluto anche sottolineare questo. Oggi non si deve rinunciare, ci si può ribellare e amare chi si vuole.
La fotografia è sublime, scenografia altrettanto, colonna sonora eccezionale, gli attori magnifici: Sally Hawkins, Michael Shannon, Richard Jenkins, Octavia Spence.
Mi ha emozionato, sedotto, mi ha fatto pensare quanto a volte il “normale” sia solo intollerabilmente apparente, ancora oggi razzismo e paura del diverso.
Il sogno è sempre quello: affermare l’amore.

 

 

 

 

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