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"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Loulou de la Falaise

Louise Vava Lucia Henriette Le Bailly de la Falaise, nota come Loulou de la Falaise, nasce in Inghilterra il 4 maggio del 1948 dal conte Alain de la Falaise, scrittore e traduttore, e da Maxime Birley, modella e musa di Elsa Schiaparelli. Fin da piccola vive in un contesto culturale raffinato e internazionale che l’aiuta a forgiare una personalità forte, decisa, talvolta irriverente tanto da non essere domata nemmeno dai famosi collegi svizzeri, anzi ne viene espulsa da ben tre diversi per insubordinazione.
Loulou è anticonvenzionale, non ama le etichette e le classificazioni, non amava essere definita musa, definizione che gli deriva dal suo spirito libero, per l’innato charme, per il suo stile e la sua stravaganza, tanto da diventare un’icona nella swinging London degli anni 60.
Giovanissima viene notata da Diana Vreeland, direttrice di Vogue America di cui Loulou ne diventa la prima modella, poi arriva ad essere fashion editor a Londra per Queen e anche designer da Halston. A Parigi, nel 1968, incontra Yves Saint Laurent grazie al designer spagnolo Fernando Sanchez.
A soli 21 anni Loulou si sposa, ma presto divorzia senza segno di disperazione, anzi trasforma addirittura in chic la sua attuale condizione: inizia a viaggiare per il mondo toccando Londra, Parigi, New York e qui diventa un’abituée del mitico Studio 54, tappa obbligata di Andy Warhol. Nel 1972 ritorna a Parigi, rivede il fashion designer Yves Saint Laurent e da questo momento non si lasceranno più; Saint Laurent la chiamerà nel suo atelier e cominceranno a lavorare a stretto contatto, disegnando le collezioni di pret-à-porter lui e occupandosi di accessori e gioielli lei, fino al ritiro dello stilista dalle passerelle avvenuto nel 2002. Loulou è per Yves amica, confidente, fonte d’ispirazione, abile consigliere: in una parola musa, ma con in più un’innato occhio critico per la moda, condito da uno chic inimitabile. È dotata della capacità unica di abbinare capi tra loro improbabili, il suo stile dai tocchi eccentrici e il suo modo di essere sopra le righe contagiano lo stilista al punto che lui ridisegna le sue collezioni fortemente influenzato dalla sua figura, finché arriverà ad affermare: “La presenza di Loulou al mio fianco è un sogno”. Dopo trent’anni passati a lavorare a stretto contatto con l’amico, de La Falaise inizia a produrre una griffe a suo nome, continuando a disegnare gioielli e bjoux che l’hanno resa famosa dagli anni Settanta in poi; ma per sua stessa ammissione, non ha la passione per la gestione economica della sua etichetta, lei in fondo è uno spirito libero.
Si risposa nel 1977, con Thadée Klossowski de Rola, figlio del pittore Balthus, dal quale ha avuto una figlia, Anna che diventerà modella per la griffe YSL.
Loulou de la Falaise muore a soli 63 anni nella sua casa in Francia, lo scorso 5 novembre 2011, dopo una lunga malattia.

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JAQUELINE LAMBA

Una bellezza leggendaria, Jaqueline Lamba: capelli dorati,fisico perfetto, sguardo di sfida.

Nasce nel 1910 al passaggio della cometa di Halley.
Resta orfana a tre anni del padre, a quindici della madre, donna bellissima. Cresce in istituti religiosi intollerante alla disciplina.Vuole fare la pittrice e si iscrive all’Union Centrale des artes di Prigi; per mantenersi fa da modella agli artisti, la commessa ai grandi magazzini, dipinge tessuti…Leggendo il poeta Andrè Breton se ne innamora. Sa che i surrealisti si incontrano al Cafè de la Place Blanche e decide di andarlo a conoscere, quel giorno indosserà l’abito più bello che ha, color del fuoco. Il poeta ne rimane folgorato definendola “scandalosamente bella”. La sera stessa il poeta lascia la donna con cui viveva e tre mesi dopo si sposano. Lei dipinge ma Breton non ama quel suo “gioco”, così lo definisce, vuole averla solo per lui, come una bambola, come la musa ispiratrice del surrealismo.

Viaggiano per il mondo e in Messico incontra Frida Kahlo della quale diventa amica.
Resta incinta inaspettaamente e nasce una bambina che verrà chiamata Aube (Alba), della quale Breton si innamorerà perdutamente. La bimba è sempre con loro, anche nelle ore tarde nei caffè.
Breton è un uomo conservatore malgrado sia un esponente del surrealismo, mentre Jaqueline vuole la sua indipendenza, anche come artista e per questo spesso litigano e lei si allontana da casa per tornare quando tutto si quieta.

E’ molto amata dagli amici, ma di lei si innamora perdutamente Antonin Artaud, che le scrivera anche dal manicomio. Picasso la considera  sua sorella minore.

E’ sempre più intollerante, ha voglia di libertà; si tinge i capelli di verde in onore di una poesia di Baudelaire.
Con l’arrivo della guerra fuggono in America, a New York. Jaqueline ama subito la città, dove trova gallerie disposte ad esporre i suoi quadri; Breton invece si sente fuori luogo e abbandonato.

I due si separano e Jaqueline va a vivere con la figlia da David Hare, giovane scultore, con cui da tempo ha una relazione. I due si amano appassionatamente e viaggiano per molti anni; da David avrà un figlio maschio: Meredith Merlin, chiamato Golden Boy. Pur amandolo alla follia, Jaqueline lascia David a causa dei continui tradimenti di lui. Torna in Francia con i figli dove l’attendono gli amici, sopratutto Picasso che l’aiuta a trovare una casa nel Sud, dove dipingerà le sue migliori opere. Muore malata di Alzheimer, dimenticata da tutti.

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