TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Gesta erotiche di Agostino Tassi, pittore/La notte tu mi fai impazzire – Pietrangelo Buttafuoco

     “Dove ci sono campane, ci sono puttane””

 

Primi anni del Seicento, Roma.
Agostino Tassi*, toscano, non bello, tozzo, iroso e violento, è un donnaiolo incallito. Lurbizia, prostituta, ne sa qualcosa, le ha sfigurato il volto con un pugno. Per questo viene carcerato (come già era accaduto), ma protetto da Cosimo Quorli, al servizio di di Papa Clemente VIII, ben presto è fuori.
Tassi frequenta il pittore Orazio Lomi Gentileschi*, anche lui toscano, pittore. Questi è padre di Artemisia*, bellissima ventenne, anche lei pittrice; a Roma non gode di ottima reputazione. Agostino Tassi abuserà di lei.

 

“Il lupo della mala coscienza come opera, così pensa”

 

Libro che scorre, un libro che mi ha irritato. E’ vero che dimostra spietatamente il modo di vivere di quel momento e spietatamente racconta una verità, ma l’ho trovato troppo volgare. Tra papi, prostitute, mogli, amanti, palazzi, morti, violenza e stupri, l’anima diventa nera di dolore. Almeno la mia.

 

*Agostino Tassi (1580-1644), pittore.
Dal 1610 si trasferì definitivamente a Roma. Fu intimo di Orazio Gentileschi e della figlia Artemisia.
Tra le sue opere vi sono numerosi interventi per la decorazione di diversi palazzi e ville di Roma e dintorni.
Fu accusato dello stupro di Artemisia.

 

*Orazio Gentileschi (1563 –1639), pittore.
All’età di tredici anni si reca a Roma dove lavora per Gregorio XIII, Sisto V, il duca di Mantova…
A Roma conosce e lavora con Agostino Tassi fino al 1612 quando ne interrompe i rapporti a causa dello stupro di Artemisia e del successivo processo.

 

*Artemisia Lomi Gentileschi (1593–1654), pittrice.
Nasce a Roma dove sviluppa il suo innato talento per l’arte pittorica, tanto che il padre Orazio decide di farla seguire da Agostino Tassi, talentuoso paesagista ma anche mandante di diversi omicidi; Tassi si infatuò di Artemisia, i suoi sentimenti non erano però corrisposti, all’ennesimo rifiuto la stuprò.
Questo tragico evento influenzò drammaticamente la vita, anche artistica, della Gentileschi che ne rimase sconvolta. Quando Tassi propose il matrimonio riparatore, per evitare la galera, Artemisia acconsentì continuando a intrattenere rapporti intimi con lui, il matrimonio non avverrà mai.
Artemisia comunque informò il padre dell’accaduto e, quando si scoprì che Tassi era già coniugato, Orazio lo querelò e fece sposare la figlia ad un’altro pittore e con lui si trasferì a Firenze.
Qui la pittrice approdò nell’ambiente mediceo dove conobbe molte personalità eccellenti dell’epoca (Galileo Galilei, Michelangelo Buonarrot…).
Nel luglio 1616 venne ammessa all’Accademia del Disegno di Firenze, prima donna a godere di tale privilegio.
Dal 1649 alloggiò a Napoli, dove morì.

 

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8 marzo – Giornata internazionale della donna 2018

Non starò a parlare di cosa voglia significare questa giornata, non sto a dire di quanto le donne debbano essere rispettate, aiutate…, non starò qui a dire che ci vuole uguaglianza….Tutto questo si sa ed è scritto su tutti i giornali e la maggior parte dei blog.
Ma una cosa la voglio dire: grazie alla Sindaca (da notare la a finale, quindi donna) che ha permesso la chiusura a Roma di Telefono Rosa, il Centro antiviolenza Sos Donna ha cessato il servizio. E sono a rischio anche altri centri: convenzioni non rinnovate, bandi scaduti e finanziamenti bloccati. E’ una donna avrebbe dovuto avere una sensibilità ulteriore davanti al problema della violenza. E invece no, ha firmato gli sfratti.

 A voi tutte blogger auguro

 

 

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Il fuoco della vendetta

di Scott Cooper

Anni ’80, siamo nell’Indiana, in una piccola cittadina dominata da una acciaieria.
Russel Baze, soprannominato Slim, onesto lavoratore, è legatissimo alla sua famiglia, soprattutto a Rodney, ex marine, il fratello disoccupato e dall’anima tormentata e inquieta. Russel, ubriaco causerà un incidente stradale e verrà condannato per omicidio; lasciato il carcere, deciso a cancellare ciò che è stato, a sposare la fidanzata, vuole vivere a pieno la sua libertà.
Quando Rodney, coinvolto in un giro di scommesse di combattimenti clandestini a mani nude, viene ucciso, Russel decide di vendicarsi.

Cast eccellente (Harrelson, Zoe Saldana, Shepard…e per me, incisivo il mitico Willem Dafoe anche se incasellato in un personaggio di breve apparizione), ma eccezionale, talentuoso, su tutti Cristhian Bale.
Un film che mi ha fatto soffrire, struggente, malinconico, a partire dalla fotografia, ai tratteggi psicoloici dei personaggi, alla bella colonna sonora. Buona la regia e la scenografia.
Una storia anche violenta, di sopraffazione, non particolarmente originale, lineare, in alcuni tratti prevedibile, molto americana, ma che mi ha coinvolto e anche travolto, se amate il genere (io non molto, ma mi sono fatta coinvolgere da un amico) vale la pena vederlo.

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Giornata contro la violenza sulle donne

Circa sette milioni di donne sono state oggetto di abusi e spesso tra le mura domestiche, non trovando il coraggio e la forza di denunciare.
Ci vogliono annientare?
Inutile, siamo immense, abbiamo dentro di noi una bellezza che va oltre quella fisica: la resistenza, e quella viene dall’anima. Si, la resistenza, perchè è vero che si parla di “femminicidio” da qualche anno, ma ci siamo dimenticati delle donne lapidate, oltraggiate, devastate dai tribunali…che hanno attraversato i secoli? Non sono state dimenticate, anzi, sono state offerte alla memoria, con la loro arte, filosofia, scrittura, donne coraggiose che hanno sfidato guerre e regimi, culture e preconcetti.
E le donne sono ancora qui. Su questa Terra che “sembra” degli uomini, ma non lo è, è “anche” degli uomini.

“Essere donna è un compito difficile: consiste nell’avere a che fare con gli uomini.” Joseph Conrad

Come dico sempre, amateci uomini, con rispetto.

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Violenza

La generazione attuale, o almeno, la fascia che va dai 30 anni in giù, cresce circondata da una violenza esagerata, e non parlo solo di quella che tutti i giorni ci viene propinata da midia e giornali, non parlo degli ultimi eventi terroristici, ma di videogames, di linguaggio, di fumetti, di film…
Scene di film e giochi che usano la violenza con una ironia che mi spaventa, spaccare un cranio sembra un’azione normale.
E come non possimo pensare ad una correlazione anche con il bullismo? Non nasce solo da problemi comportamentali dovuti a varie problematiche, ma anche dalla violenza gratuita che viene propinata, una violenza che inneggia all’onnipotenza, tutti guerrieri vincitori, tutti personaggi di cui bisogna aver paura, personaggi invincibili, indistruttibili…che pretendono rispetto. Così si sente il bullo.
E noi adulti? Non siamo forse noi che abbiamo permesso film e giochi dove si squarta, dove il sangue è il protagonista? Dove l’inferno sembra essere il top? Quando il branco si nutre di questo e i corpi e l’anima non hanno più se stessi si arriva alla violenza nera, le passioni reali sono sopresse da quelle irreali, maledette.
Una generezione che non vive nella realtà.
Noi dobbiamo osservarli ma anche insegnare loro la vita vera ed accompagnarli.

 

Fred Astaire ha detto che: Il compito più arduo dei giovani di oggi è dover imparare le buone maniere senza che le possano vedere.

Io sostituirei alle buone maniere (che comunque non ci sono quasi più) la pace…come la imparano se non la vedono?

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Dietro le donne

Donne uccise, donne che scompaiono per giorni, mesi, anni e poi le ritrovano, morte.
Donne che scompiono e non si trovano più.
Ma cosa c’è dietro a molte di loro? A parte uomini violenti, incapaci di gestire relazioni e di gestirsi, penso che dietro queste donne ci sia tanto di più.
C’è quello che non fanno mai trapelare se non quando la loro vita viene girata come un calzino sui giornali e in televisione.
Spesso vengono presentate come donne di casa perfette, semplici, mamme esemplari, anche lavoratrici, sembrano donne dalla vita solo centrata dentro quattro mura, a cucinare, accudire i figli…il bel quadretto casalingo.
Ma donne? Semplicemente donne?
Quelle che amano essere corteggiate, coccolate, sentirsi importanti, protagoniste della loro vita…Sicuramente nascondono la solitudine dietro le risate dei loro bambini, sicuramente nascondono insoddisfazioni e infelicità nella quotidianità della vita, e purtroppo continuano a farlo, avendo come paravento l’amore che amore non è.
Quanto è difficile per queste donne assumersi la responsabilità di loro stesse? Tanto, non ce la fanno a chiedere aiuto e quando provano magari è troppo tardi, cadono in uno stallo, una passività che le rende vulnerabili.
Quanto vorrei gridare: uscite fuori, lasciate (e non solo fisicamente), salvatevi, non credete di essere quelle del io lo cambierò…uscite, vi prego…
Mi sento morire sempre un po’ quando sento di una nuova donna uccisa.

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Dal post di ieri…

Ieri mattina si parte per Roma.

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Io e una mia amica accompagnamo il “trio” a visitare il Vigamus Museo, cioè il Museo del Videogioco. 20160303_114914
I ragazzi possono anche usare l’Oculus Room 20160303_125100
Una bella esperienza devo dire, mi è piaciuta molto, ho fatto un tuffo nel passato (mi sono cimentata in un vecchio videogioco) Copia di Foto4347 non dimenticando il presente (ho giocato ad Assasin’s Creed, c’è una stanza dedicata solo a questo) e strizzando l’occhio al futuro.

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Non ho provato l’Oculus Room per propabili problemi di accelerazione cardiaca :-).
Bella mattinata davvero, spensierata, allegra, poi quando ci sono i giovani c’è sempre da divertirsi e anche da imparare. Prendiamo il tram per tornare indietro e qui abbiamo il primo “problema”. Io e la mia amica sedute difronte ai ragazzi, dopo un pò sentiamo una donna parlare al telefono in maniera molto pesante, tutti i passeggeri si lanciano occhiate…tira due parolacce ad un ragazzo di colore, un vaffa ad un’altro, guarda in malomodo una signora che si sposta…e a me cominciano a girare, posso capire che una non ci sta con la testa ma diamine! La tipa si sposta verso di noi proprio mentre Lorenzo e Meli stanno ridendo alla grande su battuta di Andra, la signora in questione si avventa verso Meli al grido di “Brutta stronza ti stacco la testa…”Io sono più veloce di lei (non l’avevo mai persa di vista) e la blocco con uno strattone al braccio, è stato istintivo, lei inizia a tirarmi calci, e sto quasi per prenderela schiaffi,  orribile vero?  Il mio angelo custode mi dice all’orecchio “Ma credi di essere Rambo?”, mi blocco e dico con una freddezza a me sconosciuta “Stai ferma o è peggio per te”, nel frattempo si alza il ragazzo di colore e la ferma, il conducente blocca il mezzo e bla bla bla….Mi sono vergognata di me stessa credetemi, non avrei voluto aver pensato a questa reazione violenta, non mi aspettavo da me questo comportamento. Ancora ci sto male. Il mio angelo ha bloccato le mie mani.
Poi si riparte, scendiamo alla fermata che ci interessa, il tram riparte e quattro ragazze corrono per prendere il mezzo, ma il tram già era ripartito, non potete imaginare cosa hanno detto nei confronti di quel povero autista, parole irripetibili e lì avrei voluto dire io a loro le peggio parole, e invece sento la lingua frenare e dico “Ehi ragazze, datevi una calmata, ma non vi vergognate, vi sembrano parole da dire a uno che lavora, siete sudentesse ma siete proprio stupide…” E mi blocco all’improvviso perchè la vocina mi suggeriva “Ma che ti sembra questo il modo di parlare? proprio tu che ci tieni a….” Le ragazze mi guardano, si voltano senza dire niente e se ne vanno (immagino nella loro a mente cosa stavano pensando e come mi hanno classificato). Forse davvero avrei dovuto farmi gli affari miei, sono stata presuntuosa. Chiedo scusa ai “nostri” ragazzi e alla mia amica per questo comportamento ma non so giustificarmi.
Ma cosa mi è preso? Pensavo forse di essere superiore a loro? Ma se mia figlia avesse fatto una cosa del genere …
Quello che io chiamo il mio angelo custode ha davvero fatto il suo dovere, mi ha fermata, e fa bene a farmi rimordere la coscienza ancora oggi.

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American Sniper

america  Regia di  Clint Eastwood
 Un padre che gli insegna come sparare, che gli racconta una verità tutta sua sugli uomini che rappresentano il bene e quelli che rappresentano il male; una Bibbia sul cuore; una moglie e due figli; l’appartenenza ai Navy Seal, corpi speciali; 160 uomini uccisi tra iracheni e afghani; Mustafa. E’ Chris Kyle: il cecchino più letale degli Usa, “la leggenda”.
Non stò qui a scrivere la trama, dovrei quasi essere un reporter di guerra.
Questo film non è solo un film del dolore, non è un film di guerra, non è il film della vittoria individuale di un uomo su un altro.
Racconta verità: sappiamo tutti quanto gli americani siano patriotti, credino nella salvaguardia dei loro militari, li mandano alla carneficina, ma se li riprendono, anche a pezzi, e se possono li difendono fino all’estremo, in ragione a quelli che sono i loro ideali (e che non stò a discutere, ognuno ha i suoi), nel film questo è palese, ma non e il film dell’esaltazione americana.
La storia è tratta dall’autobiografia di Christopher Scott (“Chris” Kyl) e per questo il film è più centrato sul cecchino americano.
E’ un film che narra una storia, tutto mostrato senza filtri, servono forse?
Eastwood mette sulla bilancia la guerra e la sua inutilità, l’orrore di chi sacrifica i propri figli pur di uccidere un nemico, di uomini che lasciano le famiglie convinti di ciò che fanno, di ciò che vogliono far rispettare, ognuno fa il suo “dovere” da cecchino, da una parte e dall’altra.
E senza filtri ci mostra che la determinazione a tenere lontani i fantasmi di guerra, le ossessioni, credere nella responsabilità personale di una collettività imbracciando un fucile, da una parte o dall’altra, è solo una grande incoerenza: un proiettile del cecchino ferma per sempre lo sguardo a fissare i cieli che ti hanno visto nascere, un ex combattente affetto da stress post-traumatico ti ferma per sempre nella tua terra dove la tua vita non deve sopravvivere a talebani o quant’altro.
Senza filtri dimostra che l’uomo non ha bisogno di esaltazione, ma può consapevolemente scegliere cosa fare della propria vita.
Una parte dei critici italiani ha bocciato il film e parlato di esltazione degli eroi americani; a me è piaciuto questo film, tanto, ci ho visto tutt’altro: la guerra è la morte interiore dell’uomo, non nasci “cecchino”, volontariamente lo scegli e le scuse non ci sono.
308555id1i_TheJudge_FinalRated_27x40_1Sheet.indd  Una straordinaria regia, chiara, immediata che ha saputo raccontare la malinconia che cala sulle guerre, tutte.
Grande Clint, ottantacinquenne dalla visuale più obbiettiva di tanti giovani cineasti di oggi, che fa film dove analizzare, raccontare emozioni e creare piccoli particolari importanti, che se non si stà attenti possono sfuggire, danno tanto ai personaggi.
Sceneggiatura essenziale, perchè lo scopo del film è l’uomo, le sue emozioni, gli strascichi e il dolore di tutte le violenze.
Bravissimo, anzi eccezionale Bradley Cooper che somiglia in modo impressionante al vero Chris.
Brava anche Sienna Miller, una figura commuovente.
Incisivo nel suo silenzio Sammy Sheik, Mustafa.
In questo film la sconfitta è la guerra, la sua tragica realtà, il dolore che porta alla società, alle famiglie e a chi individualmente partecipa.

 

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Amore?

L’annullamento
Non mi lasciare
Io ti offro
delle perle di pioggia
venute da paesi
dove non piove (…)
Creerò un regno,
dove l’amore sarà re,
dove l’amore sarà legge,
dove tu sarai regina (…)
Lasciami diventare
l’ombra della tua ombra,
l’ombra della tua mano,
l’ombra del tuo cane
Non mi lasciare

Jacques Brelimagesj

Ci si può annullare per amare e rendersi schiavi di questo sentimento? Se ne può essere talmente dipendenti da creare in noi stessi un’ossessione che può portare alla morte? Evidentemente si, visto quante donne (pensando da donna) muoiono per un legame, sicuramente “malato”.  Dico alla mia amica Alessandra di non cedere alle lusinghe di una voce beffarda.

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Concordo con…

…Benedetto Croce, che ha detto:” La violenza non è forza, ma debolezza.”

opera_9A tutte le donne che credevano di aver trovato il Principe Azzurro e si sono trovate accanto il Mostro; coraggioAlessandra, siamo tutte con te e i tuoi bambini, non ti molliamo.

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