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"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Venerdì 25 novembre – Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne 2022

La violenza mi fa orrore, ma l’immaturità che ancora persiste nell’accettare che le donne siano considerate oggetti senza identità, mi fa veramente paura.

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Sicilian Ghost Story

di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza

Sicilia. Un piccolo paese dove tutti si conoscono e i legami familiari sono claustrofobici. Luna e Giuseppe (figlio di un boss della mafia), tredicenni, si innamorano.
I genitori di lei sono contrari, vista la famiglia del ragazzo.
Un pomeriggio Giuseppe, dopo aver trascorso del tempo con Luna, scompare, viene rapito da chi vuole far tacere il padre, che sta collaborando con la giustizia.
Luna, che ha una spiccata sensibilità e ama il disegno, non si arrende alla sparizione del ragazzo, all’omertà e alla complicità che la circonda, non si da pace ed entra in conflitto con la famiglia, i compagni di classe a e la sua migliore amica.
Luna per non cedere al dolore inizia a disegnare sui muri della sua camera, fa sogni strani, si rifugia nell’immaginazione, ma tutto ciò non mettee a tacere la sua inquietudine e lucida cognizione dell’accaduto.
E il bosco diventa protagonista…
Riuscirà Luna a riportare Giuseppe a casa?

Basato sulla storia vera e atroce di Giuseppe Di Matteo (figlio di un boss della mafia e poi collaboratore di giustizia), il bambino fu rapito e tenuto segregato per due anni per poi essere strangolato e sciolto nell’acido da Brusca (attuale pentito di mafia); il film è tratto dal racconto Un cavaliere bianco scritto da Marco Mancasso.
Il protagonista del film porta lo stesso nome di Giuseppe Di Matteo.
Il film è emotivamente forte, non è di fantasia ma crudemente reale, anche nel descrivere i drammi interiori che vivono i giovani protagonisti, il dolore di entrambi è messo in risalto, ma anche la poesia che vivono con il loro amore ancora innocente, adolescenziale.
Malgrado il tema trattato ho trovato questo film delicato, affascinante nelle visioni della ragazza, misterioso nelle suggestive immagini del bosco, dell’acqua, del nero degli abiti delle donne, nei silenzi…tutte visioni che diventano simbolicamente emozioni e sentimenti; realtà e fantasia si fondono meravigliosamente.
Notevole la regia, bravi gli attori, soprattutto Julia Jedlikowska (Luna), accattivante la fotografia.
Un film coraggioso che non lascia indifferenti, che richiama alla voglia dei giovani di non arrendersi e lottare disperatamente contro un sistema omertoso, orrido e ancora tristemente convenzionale.

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25 novembre – Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Mi rivolgo alle donne, mi sento di farlo, di dire che non dobbiamo avere paura, paura di denunciare, di chiedere aiuto,…
E’ difficile lo so, ma dobbiamo uscire da questa spirale che ci sta massacrando.
Rivolgiamoci agli uomini e le donne in divisa, ai parroci, agli enti preposti, a chi incontriamo per caso in un momento di necessità. Non dobbiamo avere paura.
Dobbiamo farlo per noi, per i nostri figli/e e per tutti quegli uomini che invece ci rispettano e ci amano.
Dobbiamo lasciare la mano di chi ci “offende” sia esso un padre, un fratello, un amico, un marito, un datore di lavoro….
Dobbiamo prendere coraggio, mia figlia lo ha fatto, ha avuto il coraggio di parlare con noi genitori e poi insieme si è percorsa una strada, perchè da sole non si arriva, ci vuole l’aiuto.
Lei, ancora così giovane lo ha avuto questo coraggio, con le lacrime agli occhi e il cuore infranto da chi credeva essere un amico e invece stava diventando uno stalker.
Non arrendiamoci.
Ricordiamoci di questo numero 1522…usiamolo.

 

“Piedi, a cosa mi servite,
se ho le ali per volare?”

Frida Kahlo

E noi le ali  le abbiamo!

Vi scongiuro, fatevi aiutare!

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