TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

La vita è una danza…

La vita è una danza, ti invita a ballare, improvvisando. Perchè non sai quale musica metterà per te.
E allora io l’invito lo accetto sempre, che sia un ballo languido che ti fa rabbrividire la schiena, che ti accarezza il collo, che ti fa chiudere gli occhi, o che sia un ballo lento, dove devi afferrargli la mano e dove lei ti stringe la vita per farti roteare o che sia un tango appassionato.
L’invito lo accetto sempre, quando la musice è struggente, quando è frastornante, quando è melodica…
E chiudo gli occhi, mi faccio cullare da sta vita a volte dura, a volte stramba, a volte passionale, a volte allegra…ne sento il profumo o l’odore acre e penso che tutto sia al posto giusto, perchè così lei ha deciso. Prima di invitarmi a ballare.
E paziente attendo le sue improvvisate come attendessi una vecchia amica birichina.

 

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Università

E oggi inizia un nuovo percorso…mia figlia ha selto la facoltà filosofia e letteratura, corso di lingue moderne e letteratura…un nuovo salto.
Ci ha abituati a queste “svoltate” di vita. E’ una che legge tanto, riflette, si proietta nel tempo (e vaga nello spazio come gli dico io), e poi decide e non la schiodi.
Oggi prime lezioni, è tornata serena, contenta…nel tardo pomeriggio ha già ricevuto una notizia più che positiva, test passato alla grande e questo gli accorcia il percorso di inglese (sua folle grande passione).
E io mi appresto a vivere una nuova stagione della mia vita.
E sono grata a questa figlia mia arrivarta tardi, mi fa vivere sulle giostre della vita ancor di più… e allora gli auguro una vita bella in cui possa sentire sempre il mio amore e portarlo ovunque andrà.
Anche oltre quello spazio di vita che non conoscerò mai

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Che vacanze sono state?

Non vacanze…partiti con un dolore, a metà un dolore devastante, poi al rientro Kaos…insomma quest’anno è andata così.
La nostra fortuna è che siamo un trio coalizzato anche nel dolore. E la vita scorre.

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La lucciola

Una sera sono sceso in cortile e ho visto le lucciole; volevo prenderne una, ma non ci riuscivo. Dopo un pò ne ho presa una al volo.
Sono rientrato in casa e l’ho fatta vedere a mia mamma e a mio fratello, poi sono andato in camera mia e l’ho messa dentro una scatolina sopra il comodino. Volevo vedere se si accendeva e se illuminava la scatolina. però vedevo che non si accendeva.
La lucciola stava tutta ferma… ho provato a toccarla con un dito, ma muoveva un po’ le zampine e poi si fermava.
Allora ho pensato che si sentiva triste e sola e forse non ci voleva più stare lì dentro…ho aspettato un po’ e poi ho deciso di liberarla. Ho aperto la finestra, l’ho messa sul davanzale e ha incominciato a volare. E ha riacceso anche la luce, che sembrava un piccolo faro nel buio della sera.
Mia mamma e mio fratello dicevano che nella scatolina non si accendeva perchè non respirava; io però dico che non si accendeva anche perchè si sentiva sola, triste e non voleva volare.

(da Il mondo bambino, M.Lodoli)

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I miei “amori”

(20 anni)

 

 

 

 

dopo il gelo dell’aprile scorso , taglio drastico e ricrescita con un’amica…

 

anche qui è arrivato il gelo, l’ha devastata, era bellissima, ma ci sono segni di ripresa

 

questo è di mia figlia, stessi anni 18 1/2

 

era un ramo devastato dalla furia di pazzi devastatori, ora è una piccola meraviglia

 

 

e c’è ancora tanto da coccolare e amare…ne posto solo qualche pezzettino

??????????????

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Dove eravamo rimasti

di Jonathan Demme.

 

 

 

Ricki, sessantenne, è il nome con cui si presenta come cantante rock, il suo vero nome è Linda e deve tornare a Indianapolis, città dove vivono i suoi figli e l’ex marito che ha abbandonato anni prima per seguire la passione della sua vita, la musica.
Ad Indianapolis, la figlia Julie ha tentato il suicidio dopo il divorzio.
Esclusa dalla vita dell’ex marito, che si è risposato, e dei figli che ha trascurato (oltre Julie, uno che sta per sposarsi, l’altro omosessuale), dovrà ristabilire con loro un rapporto d’affetto e unione lungamente perso.
L’opportunità sara il matrimonio del secondogenito, a cui Linda parteciperà con l’attuale compagno, il chitarrista della band in cui canta.
La cerimonia sarà il palco per una sua esibizione a cui si uniranno i figli e gli amici.

Un film che mescola il dramma di una famiglia alla musica. Volevo vederlo già quando uscì nelle sale nel 2015 ma non ci sono riuscita, l’ho fatto qualche giorno fa.
Protagonisti Meryl Streep e Kevin Kline, presente nel cast Mamie Gummer, la vera figlia della Streep.
Film prevedibile, storia per niente originale, vista e rivista, un po noiosa a mio giudizio. Il finale poi è melenso…tutto lieto fine anche se si passa per il dramma, il tormento, il dolore, il riscatto.
Cosa salvo di questo film? La parte musicale, ma soprattutto lei, Meryl Streep. In questo film è da urlo, una delle rare attrici contempoaranee più talentuose. Scontato? Sicuramente, ma tale è. La rocker è lei! La madre è lei!

 

 

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Fury

di David Ayer.

1945. Seconda Guerra Mondiale. La Germania nazista allo sfacelo. Gli americani, cinque uomini.
Il sergente Don Collier, che odia i nemici quanto invece ama i suoi uomini, ha la responsabilità del gruppo e di un tank Sherman: il carro armato chiamato Fury.
Nel gruppo viene reclutato Norman Ellison, un giovane soldato da addestrare,  ancora con occhi puri, il novellino che inneggia alla non violenza, che odierà l’orrore che lo circonda, ma che dovrà combattere il nemico, ucciderlo e perdere l’innocenza.
C’è il sangue, la vita, la morte, la paura, la follia. Una missione mortale.

Un po’ datato, ma io ci arrivo volutamente sempre tardi su alcuni film.
Con Brad Pitt, Logan Lerman, Jon Bernthal, Michael Peña, Jason Isaacs, Shia LaBeouf.
Ancora una volta un film con Brad Pitt, che continua a non piacermi anche se qui, devo ammetterlo, è stato davvero bravo, solido nel personaggio.
Da vedere questo film drammatico, crudo, dai paesaggi desolanti e fangosi, dove l’unica cosa che mi ha dato da pensare è quanto la guerra sia assurda, sia solo un tappeto di corpi e sangue dove l’amore non vince.
Un film che ricalca altri film, niente di nuovo, ma che comunque ti fa sentire la guerra addosso, ne senti lo schifoso odore.

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Amore

“L’amore, come la morte, cambia tutto.”

Kahlil Gibran

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Johanna della foresta – Giorgio Scerbanenco

  Immigrati, boscaioli in Svizzera. Uomini di diverse nazionalità, tra cui due italiani: Donato e Francino.
La foresta fa sfondo alla storia di due donne innamorate di Donato.
La fidanzata storica, Maria, e la maestra Gertrude.
Ma Donato s’innamora di Johanna, figlia dell’oste del paese.
E poi c’è il capitano Heinrich Glicken, poliziotto. E il nazismo che è un eco sempre attivo
Johanna scompare, non si trova.
E’ stata uccisa?

Trovo questo libro in uno scaffale del centro commerciale, nell’angolo dei Libri lasciati. Un libro datato, anche come stampa (guardate la copertina).
Scerbanenco…come posso non leggerlo?
Natura, amore, mistero. Un romanzo che sembra “leggero”, ma non lo è, anzi dentro ci ho trovato la violenza dell’uomo sulla donna. Ci sono le donne che sognano un amore che le protegga, un uomo forte e solido. Ma questo amore non può essere tale se vuol dire abbassarsi ai soli piaceri dell’uomo, donne sacrificate per amore.
Certo la collocazione temporale è lontana dal momento che viviamo…uno Scerbanenco del 1955. Forse ancora attualre?
C’è anche la descrizione asciuuta della vita quotidiana dei personaggi. E storie piccole ma significative.
Non è un eccezionale romanzo, ma i personaggi sono fortemente delineati (a me è piaciuto Glicken). E il finale riscatta un po’ l’amore.

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Una novella…

di Pirandello.
Questa novella mi era stata suggerita da Barbara Bricca (https://tuttoilmondoateatro.wordpress.com/2016/12/08/di-sera-un-geranio-omaggio-a-luigi-pirandello/), l’ho letta e l’ho trovata di una bellezza disarmante. Surreale come solo Pirandello poteva scriverla, originale, particolare…delicata. Bella. Tanto.
L’ho riletta oggi, perchè volevo trovare la bellezza delle parole, la poesia, su di un tema tanto forte e delicato come può essere quello della morte. La morte come mistero dopo la vita. Questa novella mi è entrata nell’anima. Leggetela è di una bellezza infinita.
Ciao Pino, ciao Pino…mi avete lasciata così, veloci, entrambi di sera, a concludere un tempo che è stato bello. Mi sono accartocciata su me stessa, e ora mi sto riprendendo lo spazio di cui il mio corpo ha bisogno. Questa novella è per voi.

“Una cosa, consistere ancora in una cosa, che sia pur quasi niente, una pietra. O anche un fiore che duri poco: ecco, questo geranio…
– Oh guarda giú, nel giardino, quel geranio rosso. Come s’accende! Perchè?
Di sera, qualche volta, nei giardini s’accende così, improvvisamente, qualche fiore; e nessuno sa spiegarsene la ragione.

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