TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Ricomincio da qui….

…ce la metto tutta per ripartire, questo blog è parte di me, non ce la faccio a lasciarlo.
La vita mi travolge con le burrasche, le notti lunghe, il mare in tempesta, il dolore che trafigge il cuore…ma…ma poi… mi accoglie con giornate di Amore, Amicizia, Bellezza infinita…
Il posto che mi piace si chiama Mondo…comunque vada ‘stà vita non mi arrendo.

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Imparo ogni giorno…

Quanti punti ho messo nella vita e poi ho ricominciato. E di nuovo ricomincio.
Ma fino a che ci sarà l’arcobaleno
l’alba sul nuovo giorno
le nuvole che promettono pioggia
fasci di luce che vincono il grigio delle nuvole
occhi che ti guardano con amore …allora non c’è sconfitta, allora c’è sempre inizio, c’è sempre un sogno

Non c’è fine, ma vita

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E che domenica sia!

Anche quando il cielo non è perfetto…

…quando c’è vita a tutti i costi…

…quando pensi che la vita è bella anche quando ti mette a dura prova….

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Sono e sarò assente…

…non so per quanto, non so se magari mi alzerò domani con la voglia di scrivere.

Voglio tranquillizzare e ringraziare chi mi ha scritto in privato pensando che il mio silenzio fosse dovuto al post vaccino…no, è andato tutto bene, ma eanche la meravigliosa (passatemi il termine) accoglienza, delicatezza, competenza dei due operatori che mi hanno accolto mi fanno gioire come dovrei. Tutto quello che è accaduto questi giorni mi ha “asciugato”, ho una ferita aperta profonda. Mi sento ferita, tanto, come italiana, come cittadina, come “madre”, come persona….non riesco a guardare con occhi limpidi il momento che viviamo.
Il mio unico rifugio sono i libri, i film e la natura…lei solo può farmi riequlibrare.
Cammino molto, anche se dopo il vaccino mi era stato consigliato due giorni di assoluto riposo, me ne sono fregata (chiedo scusa per la parola poco elegante, ma questo è), perchè ho capito che solo di questo ho bisogno….

La natura e i suoi colori, i papaveri che incontro sulla strada che porta a casa mia mi rasserenano, poi incontro lui, ormai siamo amici e facciamo il percorso insieme E quando  intravedo il tetto della mia casa so che lì sono al sicuro, lontano dalla malvagità di una buona fetta di umanità

E a casa mi aspettano loro….che curo con immenso amore perchè tanto amore mi danno con i loro colori

E malgrado tutto il mio malessere la vita va avanti perhè tutto alla fine ha il suo perchè d’esitere, anche la mia anima ferita.

Buona vita blogger, appena mi sarò resettata torno.

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L’uragano e la vita

E poi arriva l’uragano, scompiglia i pensieri, strappa l’anima, ghiaccia la pelle…ma il cuore no, non ce la fa, è ben protetto sotto strati di lana morbida, dentro la gabbia che Madre natura gli ha creato attorno, ricoperto da membrane di leggiadra consistenza, irrorato di linfa rossa d’amore.
E lo sfidi l’uragano, pur sapendo che potrebbe strapparti per sempre dalle tue fondamenta, ma lo sfidi…continui a passeggiare nel verde che ti dona pace, lo sfidi con la musica che ti rasserena l’anima, guardando quegli occhi che sono la parte preziosa della vita, pensando che ci sono cene con gli amici che non hanno prezzo, pensando al tutto e al nulla, pensando che te stessa sei un bene prezioso di Dio.
E la serenità conquistata con tante sofferenze, con la dolce consapevolezza che la vita “è un uragano”, con la coscienza salda e forte, non puoi cederla, si va avanti perchè la vita va vissuta. Comunque.

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Quartet

di Dustin Hoffman

 

Beecham House è una casa di riposo per musicisti e cantanti, situata nella campagna inglese.
Beecham House rischia di essere chiusa, così, in occasione dell’anniversario della nascita di Giuseppe Verdi, i residenti decidono di esibirsi davanti ad un pubblico pagante al fine di racimolare soldi per evitare la chiusura della struttura.
Ai già moti ospiti si aggiune Jean Horton, famosa cantante d’opera, donna raffinata ed estremamente altezzosa e cinica
La donna porta un certo tumulto nella quiete della casa, spezza l’armonia ch e c’è tra i residenti. Il motivo è chiaro, faceva parte di un celebre quartetto composto anche da  Cissy Robson, Reggie Paget, Wilf Bond, tutti presenti nella casa; il problema è che Jean è stata sposata con Reginald, che lei aveva abbandonato per andare a cantare alla Scala di Milano. L’uomo non l’ha mai perdonata.
Lei ora vuole chiedergli scusa.


Accetterà Reginald le scuse? E’ veramente disposta Jean a scendere a compromessi? Ma soprattutto Jean accetterà di rientrare nel quartetto ed esibirsi dopo aver giurato a se stessa che non avrebbe più cantato?

Film che consiglio vivamente di vedere. Tratto da un’opera teatrale del commediografo Ronald Harwood.
Ci sono arrivata perchè cercavo una notizia su Dustin Hoffman, che adoro, mi balza agli occhi la parola regia….Quartet. Imperdonabile mia svista. E così ho recuperato. Piacevolmente recuperato.
Dustin Hoffman ha creato una commedia tenera, leggera, romantica, anche velata di malinconia, ma con tanto humour dentro. un film con protagonisti d’età, ma pronti all’innovazione musicale.
C’è tanta musica dentro, ma anche amore, c’è l’emozione, la passione i sentimenti, i ricordi….e la voglia di vivere.
Regia perfetta, elegante, essenziale, gradevole. Scenografia meravigliosa, fotografia stupenda.
Attori meravigliosi, mi sono piaciuti tutti, ma Maggie Smith (anticipo che sono di parte perchè l’adoro) è superba, non solo nella parte altezzosa che deve ricoprire, ma nella recitazione, la trovo irresistibile; comunque stupendo anche Tom Courtenay e sfiziosamente brava Pauline Collins.
Non perdetelo…c’è dentro un cinema che definirei grande.
(forse parteggio visto che mi avvio verso l’età dei residenti di Beecham House?)

 

 

 

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Vorrei ricordare…

…agli Angeli che ognuno di noi ne ha uno che ci affianca, e che proteggere è il loro atto supremo.
E vorrei ricordare agli uomini che la vita è una benedizione, l’atto supremo è rispettarla. La propria e l’altrui.

                 

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All’imbrunire bisbigli d’amore – Isabella Scotti

Una raccolta di poesie che incantano.
Isabella ha il potere di raccontare con soavità la vita e i sentimenti che l’attraversano, anche i più tumultuosi diventano un canto forte e coinvolgente.

Grazie Isabella per questo dono inaspettato e graditissimo, quando ti ho conosciuta il tuo sorriso e la tua gioiosa delicatezza mi ha incantata.
Donna forte dall’animo raffinato.

 

“…Tu,
navigatore solitario,
hai preferito,
un’altra volta,
il mare a me.
E sei partito,
più forte
il suo richiamo,
più debole
la mia paura,
icapace di trattenerti….”

da: Ti vedo laggiù

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E la chiamarono due cuori – Marlo Morgan

A piedi nudi nel deserto australiano, sotto il sole cocente e con temperature asfissianti, ostacoli … cibarsi con formiche, radici, bacche…La simbiosi con la natura. Il tempo che non ha più la sua ragione di essere. Una tribù di aborigeni e una donna che cambierà il suo modo di vedere la vita.

 

Libro affascinante, scritto anni fa dalla Morgan che ha vissuto in prima persona questa avventura
Un libro che mescola modernità, natura, tradizioni, sacralità intesa come rispetto per l’ambiente e la vita.
Il libro scorre incantando con la sua profondità.

 

Volevi essere sicura di non piangere quando me lo avresti donato, è stato chiuso un bel po nel tuo cassetto, poi qualcosa che non dipende da noi ha fatto si che la tua decisione doveva essere presa. Non si poteva più aspettare.
Grazie amica mia carissima, mi dicevi sempre che ti ricordavo qualcuno. Mi emoziono solo a scriverlo. Non vivrò mai questa esperienza, ma la tua frase scritta sulla prima pagina è già la mia avventura di vita.
“A te che hai un indomito coraggio di vivere.”

E ho pianto tutte le lacrime che negli anni ho combattuto.

 

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La lucciola

Una sera sono sceso in cortile e ho visto le lucciole; volevo prenderne una, ma non ci riuscivo. Dopo un pò ne ho presa una al volo.
Sono rientrato in casa e l’ho fatta vedere a mia mamma e a mio fratello, poi sono andato in camera mia e l’ho messa dentro una scatolina sopra il comodino. Volevo vedere se si accendeva e se illuminava la scatolina. però vedevo che non si accendeva.
La lucciola stava tutta ferma… ho provato a toccarla con un dito, ma muoveva un po’ le zampine e poi si fermava.
Allora ho pensato che si sentiva triste e sola e forse non ci voleva più stare lì dentro…ho aspettato un po’ e poi ho deciso di liberarla. Ho aperto la finestra, l’ho messa sul davanzale e ha incominciato a volare. E ha riacceso anche la luce, che sembrava un piccolo faro nel buio della sera.
Mia mamma e mio fratello dicevano che nella scatolina non si accendeva perchè non respirava; io però dico che non si accendeva anche perchè si sentiva sola, triste e non voleva volare.

(da Il mondo bambino, M.Lodoli)

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