TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

E la chiamarono due cuori – Marlo Morgan

A piedi nudi nel deserto australiano, sotto il sole cocente e con temperature asfissianti, ostacoli … cibarsi con formiche, radici, bacche…La simbiosi con la natura. Il tempo che non ha più la sua ragione di essere. Una tribù di aborigeni e una donna che cambierà il suo modo di vedere la vita.

 

Libro affascinante, scritto anni fa dalla Morgan che ha vissuto in prima persona questa avventura
Un libro che mescola modernità, natura, tradizioni, sacralità intesa come rispetto per l’ambiente e la vita.
Il libro scorre incantando con la sua profondità.

 

Volevi essere sicura di non piangere quando me lo avresti donato, è stato chiuso un bel po nel tuo cassetto, poi qualcosa che non dipende da noi ha fatto si che la tua decisione doveva essere presa. Non si poteva più aspettare.
Grazie amica mia carissima, mi dicevi sempre che ti ricordavo qualcuno. Mi emoziono solo a scriverlo. Non vivrò mai questa esperienza, ma la tua frase scritta sulla prima pagina è già la mia avventura di vita.
“A te che hai un indomito coraggio di vivere.”

E ho pianto tutte le lacrime che negli anni ho combattuto.

 

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Tutto il tempo in un sogno

E se tutto iniziasse con un sogno?
E se quel sogno fosse la paura di perdere l’anima che vive in ognuno di noi?
E se quella paura la portassimo su un palco e la trasformassimo in una rappresentazione?
E se all’interno della rappresentazione si incastrassero tante rappresentazioni di vita?
Tutto questo è stato possibile, e tale lo ha reso la intuitiva scrittura e regia di Barbara Bricca nello spettacolo di cui riporto la locandina.

La regista ha definito questo spettacolo “viaggio animico”, e così è.
Uno spettacolo che rapisce perche vi si srotolano i racconti di vita dei vari personaggi, racconti che sembrano uccidere la speranza, la bellezza, il senso della vita….l’anima. Un viaggio che sembra soffocare la libertà individuale a causa di avventure, disavventure, amore, rapporti familiari….Ombre che diventano “giganti” quando si perde il senso del proprio io.
Quando l’incertezza che coviamo si dissolve nelle nebbie inizia il viaggio di riscatto verso la nostra essenza, inizia la ricerca dell’anima.
E iniziamo a volare, e diventiamo il sogno dentro un sogno più grande: la vita e il suo tempo…un tempo che non sappiamo quantificare, ma che dobbiamo avere la forza di sfruttare.

                                                                                  

Difficile per me raccontare la trama di questo spettacolo, ma se sono riuscita a far capire “l’anima” di questa rappresentazione si può intuire quanto sia stato difficile rappresentarlo.
La regista ha creato in pochissimo tempo una rappresentazione con dialoghi forti e intensi, battute ilari che hanno allegerito la drammaticità del testo, scene fluide e perfettamente incastrate.
Uno spettacolo ben costruito e sostenuto dai bravissimi allievi della compagnia teatrale. Tutti hanno avuto il giusto ed equo spazio di visibilità.
Complimenti a questi attori che sono stati intensi e preparatissimi, ognuno con la loro caratteristica scenica, il loro personaggio e le loro storie, perchè, se pur rielaborati, i monologhi sono stati costruiti sulla vita degli attori, un mix di paure e sogni che portano ad un viaggio faticosamente si è trasformato in riscatto, una forza che non deve mai mancare per non farsi fagocitare dai “giganti” che la vita ci mette davanti; complimenti per la disinvoltura su quelle assi mai facili da calpestare
La loro prima rappresentazione corale che posso definire riuscitissima.
Complimenti al coreografo Davide Romeo e Giovanna Zanchetta.
Vincente l’accompagnamento musicale nella persona di Francesca Turchetti, che ha sottolineato ogni emozione , ogni espressione gestuale.
Grazie a questa compagnia a cui voglio augurare una crescita continua e intensa. La potenzialità c’è, tanta, e si avverte.

Grazie Barbara per avermi regalato uno spettacolo che mi ha emotivamente commosso, fatto vibrare l’anima, riempito il cuore di umanità, fatto sorridere. E riflettere su quanto siamo il tempo di noi stessi. Grazie per gli echi alla nostra storica letteratura, per la ricerca del “teatro” nella sua più profonda tradizione e significato, per la voglia di non trascurare l’inserimento di temi contemporanei e d’attualità.

“La vita è uno spettacolo e ognuno vive il proprio dentro di essa…uno spettacolo nello spettacolo”

 

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Mare

Nervoso, gocce di pioggia che cercano il suo tumultuoso abbraccio, odore salino nelle narici, il grigio di mille riflessi sull’acqua…
Come fai a non amare e proteggere il mare fonte di vita?

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Coraggio…

“Che cosa sarebbe la vita se non avessimo il coraggio di tentare qualcosa?”

Vincent Van Goagh

 

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Americanah – Chimamanda Ngozi Adichie

   Ifemelu vive in Nigeria, ha un ragazzo, Obinze, che ama fin dal liceo. Vivono oppressi dalla dittatura.
Ifemelu, grazie ad ha una borsa di studio, va a avivere negli Stati Uniti, dove si renderà conto che il colore della pelle ha un suo peso, dove il futile è considerato, dove la lingua ha accenti diversi…troverà inizialmente la sua strada, l’amore.
Ma Ifemelu pensa sempre a Obinze che doveva raggiungerla. Ma niente è stato come pensavano.

Un libro emozionante, un intreccio di vite, passioni, prospettive.
Un libro piacevole, ben scritto, con argomenti attuali, ma nonè  tra quelli che mi hanno coinvolto completamente.

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La vita è una danza…

La vita è una danza, ti invita a ballare, improvvisando. Perchè non sai quale musica metterà per te.
E allora io l’invito lo accetto sempre, che sia un ballo languido che ti fa rabbrividire la schiena, che ti accarezza il collo, che ti fa chiudere gli occhi, o che sia un ballo lento, dove devi afferrargli la mano e dove lei ti stringe la vita per farti roteare o che sia un tango appassionato.
L’invito lo accetto sempre, quando la musice è struggente, quando è frastornante, quando è melodica…
E chiudo gli occhi, mi faccio cullare da sta vita a volte dura, a volte stramba, a volte passionale, a volte allegra…ne sento il profumo o l’odore acre e penso che tutto sia al posto giusto, perchè così lei ha deciso. Prima di invitarmi a ballare.
E paziente attendo le sue improvvisate come attendessi una vecchia amica birichina.

 

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Università

E oggi inizia un nuovo percorso…mia figlia ha selto la facoltà filosofia e letteratura, corso di lingue moderne e letteratura…un nuovo salto.
Ci ha abituati a queste “svoltate” di vita. E’ una che legge tanto, riflette, si proietta nel tempo (e vaga nello spazio come gli dico io), e poi decide e non la schiodi.
Oggi prime lezioni, è tornata serena, contenta…nel tardo pomeriggio ha già ricevuto una notizia più che positiva, test passato alla grande e questo gli accorcia il percorso di inglese (sua folle grande passione).
E io mi appresto a vivere una nuova stagione della mia vita.
E sono grata a questa figlia mia arrivarta tardi, mi fa vivere sulle giostre della vita ancor di più… e allora gli auguro una vita bella in cui possa sentire sempre il mio amore e portarlo ovunque andrà.
Anche oltre quello spazio di vita che non conoscerò mai

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Che vacanze sono state?

Non vacanze…partiti con un dolore, a metà un dolore devastante, poi al rientro Kaos…insomma quest’anno è andata così.
La nostra fortuna è che siamo un trio coalizzato anche nel dolore. E la vita scorre.

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La lucciola

Una sera sono sceso in cortile e ho visto le lucciole; volevo prenderne una, ma non ci riuscivo. Dopo un pò ne ho presa una al volo.
Sono rientrato in casa e l’ho fatta vedere a mia mamma e a mio fratello, poi sono andato in camera mia e l’ho messa dentro una scatolina sopra il comodino. Volevo vedere se si accendeva e se illuminava la scatolina. però vedevo che non si accendeva.
La lucciola stava tutta ferma… ho provato a toccarla con un dito, ma muoveva un po’ le zampine e poi si fermava.
Allora ho pensato che si sentiva triste e sola e forse non ci voleva più stare lì dentro…ho aspettato un po’ e poi ho deciso di liberarla. Ho aperto la finestra, l’ho messa sul davanzale e ha incominciato a volare. E ha riacceso anche la luce, che sembrava un piccolo faro nel buio della sera.
Mia mamma e mio fratello dicevano che nella scatolina non si accendeva perchè non respirava; io però dico che non si accendeva anche perchè si sentiva sola, triste e non voleva volare.

(da Il mondo bambino, M.Lodoli)

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I miei “amori”

(20 anni)

 

 

 

 

dopo il gelo dell’aprile scorso , taglio drastico e ricrescita con un’amica…

 

anche qui è arrivato il gelo, l’ha devastata, era bellissima, ma ci sono segni di ripresa

 

questo è di mia figlia, stessi anni 18 1/2

 

era un ramo devastato dalla furia di pazzi devastatori, ora è una piccola meraviglia

 

 

e c’è ancora tanto da coccolare e amare…ne posto solo qualche pezzettino

??????????????

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