TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Fury

di David Ayer.

1945. Seconda Guerra Mondiale. La Germania nazista allo sfacelo. Gli americani, cinque uomini.
Il sergente Don Collier, che odia i nemici quanto invece ama i suoi uomini, ha la responsabilità del gruppo e di un tank Sherman: il carro armato chiamato Fury.
Nel gruppo viene reclutato Norman Ellison, un giovane soldato da addestrare,  ancora con occhi puri, il novellino che inneggia alla non violenza, che odierà l’orrore che lo circonda, ma che dovrà combattere il nemico, ucciderlo e perdere l’innocenza.
C’è il sangue, la vita, la morte, la paura, la follia. Una missione mortale.

Un po’ datato, ma io ci arrivo volutamente sempre tardi su alcuni film.
Con Brad Pitt, Logan Lerman, Jon Bernthal, Michael Peña, Jason Isaacs, Shia LaBeouf.
Ancora una volta un film con Brad Pitt, che continua a non piacermi anche se qui, devo ammetterlo, è stato davvero bravo, solido nel personaggio.
Da vedere questo film drammatico, crudo, dai paesaggi desolanti e fangosi, dove l’unica cosa che mi ha dato da pensare è quanto la guerra sia assurda, sia solo un tappeto di corpi e sangue dove l’amore non vince.
Un film che ricalca altri film, niente di nuovo, ma che comunque ti fa sentire la guerra addosso, ne senti lo schifoso odore.

Annunci
Lascia un commento »

Amore

“L’amore, come la morte, cambia tutto.”

Kahlil Gibran

12 commenti »

Johanna della foresta – Giorgio Scerbanenco

  Immigrati, boscaioli in Svizzera. Uomini di diverse nazionalità, tra cui due italiani: Donato e Francino.
La foresta fa sfondo alla storia di due donne innamorate di Donato.
La fidanzata storica, Maria, e la maestra Gertrude.
Ma Donato s’innamora di Johanna, figlia dell’oste del paese.
E poi c’è il capitano Heinrich Glicken, poliziotto. E il nazismo che è un eco sempre attivo
Johanna scompare, non si trova.
E’ stata uccisa?

Trovo questo libro in uno scaffale del centro commerciale, nell’angolo dei Libri lasciati. Un libro datato, anche come stampa (guardate la copertina).
Scerbanenco…come posso non leggerlo?
Natura, amore, mistero. Un romanzo che sembra “leggero”, ma non lo è, anzi dentro ci ho trovato la violenza dell’uomo sulla donna. Ci sono le donne che sognano un amore che le protegga, un uomo forte e solido. Ma questo amore non può essere tale se vuol dire abbassarsi ai soli piaceri dell’uomo, donne sacrificate per amore.
Certo la collocazione temporale è lontana dal momento che viviamo…uno Scerbanenco del 1955. Forse ancora attualre?
C’è anche la descrizione asciuuta della vita quotidiana dei personaggi. E storie piccole ma significative.
Non è un eccezionale romanzo, ma i personaggi sono fortemente delineati (a me è piaciuto Glicken). E il finale riscatta un po’ l’amore.

4 commenti »

Una novella…

di Pirandello.
Questa novella mi era stata suggerita da Barbara Bricca (https://tuttoilmondoateatro.wordpress.com/2016/12/08/di-sera-un-geranio-omaggio-a-luigi-pirandello/), l’ho letta e l’ho trovata di una bellezza disarmante. Surreale come solo Pirandello poteva scriverla, originale, particolare…delicata. Bella. Tanto.
L’ho riletta oggi, perchè volevo trovare la bellezza delle parole, la poesia, su di un tema tanto forte e delicato come può essere quello della morte. La morte come mistero dopo la vita. Questa novella mi è entrata nell’anima. Leggetela è di una bellezza infinita.
Ciao Pino, ciao Pino…mi avete lasciata così, veloci, entrambi di sera, a concludere un tempo che è stato bello. Mi sono accartocciata su me stessa, e ora mi sto riprendendo lo spazio di cui il mio corpo ha bisogno. Questa novella è per voi.

“Una cosa, consistere ancora in una cosa, che sia pur quasi niente, una pietra. O anche un fiore che duri poco: ecco, questo geranio…
– Oh guarda giú, nel giardino, quel geranio rosso. Come s’accende! Perchè?
Di sera, qualche volta, nei giardini s’accende così, improvvisamente, qualche fiore; e nessuno sa spiegarsene la ragione.

4 commenti »

Io

Ho bisogno di equilibrio, d’amore, cura…come una pianta, no, ancor di più…come un albero, perchè voglio le mie radici forti. Le mie radici devono sostenere il fusto, devono far allungare i rami fino a sfiorare il profumo del cielo, il calore del sole, devono ondeggiare al vento birichino….presuntuosa? Forse, ma oggi mi girava così. Pensavo agli alberi, che amo più di ogni cosa in natura.

“Guarda sempre in alto. Questo è il segreto della vita.”
Charles Schulz

17 commenti »

Un mistero per Lady Jessica – Laura Rocca

Siamo nell’Inghilterra vittoriana, lady Jessica Baker, proveniente da una famiglia di conti, deve sottostare al volere della madre, che intende farla sposare con un uomo di alto lignaggio molto più anziano di lei, il perfido e subdolo Duca di Warchester.
Jessica, da sempre sogna di sposare il fratello della sua migliore amica, lady Abby, che ama fin da quando era una bambina, Michael. Apprendere che così non è non distrugge però in lei il sogno di poterlo fare.
L’amore contrastato dovrà attraversare inganni, intrighi, misteri, morti, dolore…Jessica dovrà affrontare nemici inaspettati.
Jessica Baker avrà il coraggio di affronatre fino in fondo gli eventi e vivere la sua storia d’amore?

 

Indubbiamente un romanzo rosa, l’epoca si presta. Il romazo è fluido, le descrizioni dei personaggi sia fisicamente che caratterialmente sono perfette, li vivi, come ti sembra di indossare gli abiti delle dame, ogni particolare è descritto, ma senza cadere mai nella noia, anzi!
Il bello di questo romanzo è aver legato il romanticismo al colpo di scena, e si, perchè non c’è solo l’amore ma anche il mistero, il “giallo” da risolvere, e l’intreccio non è banale…
Interessante è stata l’idea della scrittrice di aver dato alla protagonista un “carattere” da pioniera dei sentimenti e del sociale, scontato? Può essere, ma guai se non ci fossero state, la condizione femminile sarebbe ancora arretrata di tanto, e allora perchè non usarle?
Interessante anche conoscere gli usi del momento, non fa mai male apprendere! L’epoca vittoriana ha lasciato in Inghilterra ancora oggi ambientazioni e usi duri a morire. ma per fortuna non le norme.
E non ultimo, ho apprezzato l’aver inserito realtà esistenti in quell’epoca nella trama.
Da leggere e, non me ne abbia a male la scrittirce, da capire che forse Jessica non è l’unica protagonista del romanzo, lei con il suo carattere forte, ma anche Abby, che ho trovato riflettere molte donne di oggi, maltrattate, impaurite, ma non remissive, pronte, con meno determinazione forse, a cambiare la loro vita.
La coalizione tra donne non va mai sottovalutata.

10 commenti »

Il fuoco della vendetta

di Scott Cooper

Anni ’80, siamo nell’Indiana, in una piccola cittadina dominata da una acciaieria.
Russel Baze, soprannominato Slim, onesto lavoratore, è legatissimo alla sua famiglia, soprattutto a Rodney, ex marine, il fratello disoccupato e dall’anima tormentata e inquieta. Russel, ubriaco causerà un incidente stradale e verrà condannato per omicidio; lasciato il carcere, deciso a cancellare ciò che è stato, a sposare la fidanzata, vuole vivere a pieno la sua libertà.
Quando Rodney, coinvolto in un giro di scommesse di combattimenti clandestini a mani nude, viene ucciso, Russel decide di vendicarsi.

Cast eccellente (Harrelson, Zoe Saldana, Shepard…e per me, incisivo il mitico Willem Dafoe anche se incasellato in un personaggio di breve apparizione), ma eccezionale, talentuoso, su tutti Cristhian Bale.
Un film che mi ha fatto soffrire, struggente, malinconico, a partire dalla fotografia, ai tratteggi psicoloici dei personaggi, alla bella colonna sonora. Buona la regia e la scenografia.
Una storia anche violenta, di sopraffazione, non particolarmente originale, lineare, in alcuni tratti prevedibile, molto americana, ma che mi ha coinvolto e anche travolto, se amate il genere (io non molto, ma mi sono fatta coinvolgere da un amico) vale la pena vederlo.

9 commenti »

La vedova Van Gogh (titolo originale La vedova dei Van Gogh) – Camilo Sánchez

“A momenti, quando la natura è bella come in questi giorni, sento una terribile lucidità.
Poi mi dimentico di me stesso, e il dipinto mi viene come in sogno.”

 

Van Gogh scrisse molte lettere al fratello, di questo carteggio ne venne in possesso la moglie di quest’ultimo, Johanna Van Gogh-Bonger. Pur non conoscendo a fondo l’artista Johanna si prese carico di leggelre tutte e di recuperare le opere che la suocera, Anna Cornelia Carbentus, aveva lasciato a Parigi, di quelli dimenticati nei ripostigli, di quelli utilizzati come tappabuchi, questo gli permise di organizzare la prima mostra di quadri del cognato, ad Amsteram, e pubblicare il carteggio.
Johanna dopo il suicidio di Van Gogh e la morte del marito, che non seppe reagire alla perdita dell’amatissimo fratello, decide di leggere tutte le lettere, quasi a voler mitigare il dolore per il lutto, per la sua vedovanza di giovane donna con un bimbo da crescere (che porta lo stesso nome dello zio); nelle lettere conoscerà l’anima, la fatica del vivere, la visione poetica, l’uso che del colore di Vincent, capì il suo modo di guardare il mondo.
Nasce così un diario in cui la donna racconta le sue emozioni, ma anche le descrizioni poetiche che l’artista fa dei suoi quadri e di quelli di altri artisti; un viaggio dal baratro alla cima, una battaglia che la vedrà affiancata da Willelmina, sorella dei Van Gogh, anche lei donna emancipata e fuori dai schemi femminili dell’epoca.

 

Questo bellissimo, sringato, emozionale libro, ci racconta come le opere di Van Gogh conobbero la luce e il meritato successo artistico, ci racconta annedoti sconosciuti della sua vita .
Ma la protagonista è Johanna Van Gogh-Bonger, traduttrice, giovane donna vedova che si lascia affascinare dalla poesia e dal colore che il cognato descrive nelle lettere destinate al fratello Theo; una donna che riesce a diventare imprenditrice di se stessa (apre una locanda, l’adorna con 200 quadri del cognato, tratta e contratta con critici d’arte, galleristi…) e a far conoscere i quadri dell’artista, uno tra i più grandi pittori mai nati. Una donna che definirei “contemporanea” per il suo modo di gestirsi e di vedere oltre le apparenze dell’epoca.
Questo libro mi è entrato nel cuore, io che amo il colore e la poesia e l’arte ho vissuto ogni parola e ogni pagina come un meraviglioso sogno, una poesia di vita e di speranza, quella che la bellezza delle parole e dell’immagine possano vincere sempre e comunque sulle bruttture che questo scorcio di secolo ci sta gettando addosso in continuazione.
Devo ringraziare Camilo Sánchez per avermi fatto conoscere questa figura fondamentale (di cui ne ero a conoscenza ma non così dettagliatamente) per la scoperta dell’artista e dei suoi quadri.
Se non lo avete fatto leggete questo romanzo suggestivo, intimo, affascinante, dove scoprirete il ritratto di una meravigliosa donna, di un artista definito pazzo, con una grande umanità e sensibilità.

“Se ogni stile fosse una vita, Van Gogh avrebbe vissuto almeno otto vite in un decennio…”

9 commenti »

Abbracciare

Gli anni passano, ma abbracciare resta il mio punto di forza…non ne posso fare a meno. Abbraccio e amo essere abbracciata. In un abbraccio senti il cuore, l’anima, la forza fisica, la delicatezza e la passione di un amore, la dolcezza di una madre, di un padre…senti il fluire e il calore della vita.

 

Io e mio fratello

 

 

Io e mio marito

 

 

33 commenti »

Torno…

…con un grazie di cuore a tutti i blogger che hanno continuato a commentare sul mio blog malgrado la mia assenza, grazie a tutti coloro che mi hanno scritto in privato preoccupati per la mia assenza e a cui non ho potuto rispondere perchè non avevo lo spirito giusto. Mi scuso per questo.

Mi scuso se non riuscirò a leggere i vostri post, sono davvero tanti.

Riparto da qui, dopo aver chiuso tra due parentesi la mia vita davanti al dolore improvviso che mi ha offerto la Nera Signora portando con se mia suocera.

Notte blogger, e che sia serena…

 

35 commenti »